| Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti album in studio | |
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| Artista | Franco Battiato |
| Pubblicazione | 13 novembre 2009 |
| Durata | 32:49 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 10 |
| Genere | Elettropop |
| Etichetta | Universal Music Group |
| Produttore | Franco Battiato |
| Formati | CD |
| Certificazioni | |
| Dischi di platino | (vendite: 60 000+) |
| Franco Battiato - cronologia | |
| Singoli | |
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Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti è il ventisettesimo album musicale in studio di Franco Battiato, pubblicato nel 2009 con etichetta Universal. L'album è composto da due inediti, una cover e nuove versioni di brani editi precedentemente. Tibet, presente nella versione digitale di Fleurs 2, viene qui pubblicata per la prima volta su supporto fisico. La canzone in siciliano, 'U cuntu è stata una delle cinque finaliste al Premio Mogol 2010.
In un'intervista , alla domanda: Che significa “Inneres Auge”?, Battiato ha risposto:
Franco Battiato ha spesso esplorato temi legati alla spiritualità e al misticismo nelle sue opere. In particolare, nelle sue canzoni ha fatto riferimento esplicito a concetti legati alla "Luce" interiore e alla visione spirituale. Un esempio significativo si trova nel brano "Inneres Auge", in cui Battiato descrive un processo di apertura della percezione interiore: “Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore, che con il tempo, e ci vuole pazienza, si apre allo sguardo interiore”. Questo "sguardo interiore" è un concetto mistico che, nella terminologia tedesca, viene chiamato "inneres Auge", letteralmente "occhio interiore", termine che fa riferimento alla capacità di percepire realtà al di là della visione fisica.
Le tradizioni mistiche e religiose di diverse culture, in particolare quelle orientali, identificano questo "occhio interiore" con la ghiandola pineale, un piccolo organo situato nel cervello che, secondo alcune teorie esoteriche, sarebbe il centro della percezione spirituale. Battiato, nel contesto delle sue riflessioni, ha anche citato pratiche tradizionali, come quelle tibetane, che mirano a risvegliare questo organo attraverso tecniche particolari. Secondo l’artista, esistono scuole in Tibet che utilizzano metodi antichi, tra cui l’impiego di un piccolo strumento simile a uno stuzzicadenti, con cui si pratica un’operazione nel centro della fronte. Questo intervento viene accompagnato da un periodo di digiuno e buio forzato di tre giorni, durante il quale l’allievo dovrebbe essere in grado di sviluppare una percezione interiore che normalmente si raggiungerebbe solo attraverso un lungo percorso di meditazione e ricerca spirituale.