Insider trading (in italiano, abuso di informazioni privilegiate) indica la compravendita di titoli (valori mobiliari: azioni, obbligazioni e derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate cioè non di pubblico dominio.
Simili informazioni, per la loro natura, permettono ai soggetti che ne fanno utilizzo di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato. In questo senso si parla anche di asimmetria informativa, anche se in senso stretto è quindi un reato. Ad esso è talvolta affiancato è il concetto di aggiotaggio, in termini tecnici conosciuto come manipolazione del mercato. Due diversi tipi di negoziazioni possono essere ricompresi nella dizione di insider trading:
In Italia l'abuso di informazioni privilegiate è attualmente disciplinato dal decreto legislativo del 24 febbraio 1998 n. 58 che ha recepito, tramite la legge comunitaria del 2004, le indicazioni contenute nella norma europea.
Ai sensi del disposto di cui all'art.184 del TUF compie il reato di abuso di informazioni privilegiate:
Il delitto è punito con la reclusione da due a dodici anni e con la multa da ventimila a tre milioni di euro.
L'articolo 181, comma 1, specifica cosa debba intendersi per informazione privilegiata:
Il regolamento Ue n. 596/2014 e la direttiva 2014/57/Ue sono destinati ad adeguare ai principi europei il diritto punitivo interno per quanto concerne la fattispecie di abuso di informazioni privilegiate e l'ipotesi di manipolazione del mercato, prevedendo una gradualità delle pene in base alla gravità delle condotte, pene che vanno dalla sanzione amministrativa fino alla detenzione vera e propria.
Negli Stati Uniti per molto tempo non esistette una norma federale generale che proibisse direttamente la pratica dell'insider trading; tuttavia il suo disvalore sociale era noto da tempo, se è vero che Alexander Hamilton - già in tre lettere del 1778, pubblicate sotto lo pseudonimo di Publius - attaccò il collega Samuel Chase accusandolo, tra l'altro, di aver approfittato delle informazioni ottenute al Congresso per cercare di dominare il mercato della farina.
In effetti la pratica dell'insider trading è stata considerata legale negli USA fino agli anni sessanta, allorquando la possibilità giuridica di perseguire tale tipo di transazioni è stata offerta dall'interpretazione data, dalla Corte Suprema, alla "Sezione 16(b)" del Securities Exchange Act del 1934 e alla "Regola 10b-5" della SEC recante norme in materia delle frodi relative alla compravendita di valori mobiliari.
Da allora la pratica è diventata illegale per la maggior parte dei cittadini e, dal 2012, anche per i dipendenti federali, anche se finora nessuna irrogazione di sanzione è avvenuta nei confronti di questi ultimi.
L'Unione europea ha disciplinato la materia tramite la Direttiva 2003/6/CE del 28 gennaio 2003 relativa all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato, direttiva accolta nella legislazione italiana con le modifiche apportate al Testo unico sulla finanza (TUF).
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