Integralismo Lusitano

L'Integralismo Lusitano è stato un movimento politico-culturale portoghese d'indirizzo tradizionalista ed integralista, fondato a Coimbra nel 1914, che distinguendosi da forme più moderate di conservatorismo propugnava la monarchia tradizionale, il nazionalismo, la decentralizzazione, il ruolo politico e sociale della Chiesa cattolica e la restaurazione della dinastia dei Braganza. Il movimento presentava forti analogie con altre forme di tradizionalismo iberico quali il carlismo spagnolo ed il miguelismo portoghese (con il quale confluirà) e con il maurrassismo francese per quanto riguarda il monarchismo tradizionale, e con il falangismo spagnolo ed il fascismo italiano per quanto riguarda il sindacalismo nazionale.

Origini e ideologia

Il movimento integralista lusitano prendeva origine da un gruppo di esuli portoghesi in Belgio, di idee cattoliche e monarchiche, che nel 1912 fondarono la rivista Alma Portuguesa per contrastare la tendenza democratica ed anticlericale della politica della neonata Prima Repubblica. Questo primo gruppo comprendeva Francisco Rolão Preto, Domingos de Gusmão Araújo e Luis Carlos de Lima de Almeida Braga. Alla fine di quello stesso anno anche António Sardinha, tra i futuri maggiori teorici del movimento, scrisse alla rivista per annunciare la propria conversione alla monarchia e al cattolicesimo, giungendo a benedire "questa repubblica tragicomica che [lo aveva] vaccinato col tempo attraverso la lezione dell'esperienza". Due anni più tardi, la tendenza assunse una connotazione più direttamente politica, attirando anche alcune adesioni di repubblicani disillusi, e costituendosi in movimento a Coimbra.

La dottrina dell'Integralismo Lusitano fu definita soprattutto da António Sardinha, Antonio Rodrigues Cavalheiro, Caetano Beirão, Henrique Barrilaro Ruas, José Hipólito Vaz Raposo, João Mendes do Amaral e Leão Ramos Ascensão. Essa partiva da un rifiuto della Repubblica instaurata in Portogallo nel 1910 senza con ciò auspicare il ritorno alla monarchia parlamentare abolita allora, né invero all'assolutismo regio. Esso auspicava una monarchia "organica", in cui la "res publica" sarebbe stata governata da un Re, "sempre nell'interesse del bene comune", investito delle funzioni esecutive di "difesa diplomatica e militare" e "gestione finanziaria generale" oltreché del ruolo di "capo del potere giudiziario". Viceversa, il potere sarebbe stato diffusamente esercitato da vari corpi intermedi, quali corporazioni, sindacati, famiglie, parrocchie, provincie, comuni e varie tipologie di poteri locali, autonomi dall'amministrazione regia. Opponendosi nettamente alla democrazia liberale e al ruolo politico dei partiti (proponendo invece l'idea di una "democrazia organica" sotto la garanzia della corona regia), gli integralisti erano fortemente influenzati dalla Action Française, condannando la "partitocrazia" come "regime delle oligarchie politiche" e ammettendo per i partiti al massimo un ruolo consultivo. Come pretendente al trono della dinastia Braganza sostennero in un primo momento l'esiliato ultimo re Manuele II, ma dopo il suo atteggiamento "passivo" dinanzi al tentativo di restaurazione della Monarchia del Nord passarono a sostenere il pretendente miguelista, Don Michele.

L'Integralismo Lusitano, fortemente nazionalista, rifiutava il pensiero iberista, vedendovi un cedimento all'annessionismo spagnolo; ciò nonostante, esso sosteneva di rifiutare forme di nazionalismo chiuso e totalitario, richiamandosi all'umanesimo e alla dottrina sociale della Chiesa come "limite e regola". Parallelamente tuttavia, va osservato come Sardinha propugnasse non solo, sull'onda di Maurras, un forte antisemitismo, ma anche una forma di razzismo scientifico, contrario ad ogni forma di mescolanza etnica, che porterà i suoi allievi più giovani del Movimento Nazional-Sindacalista come Rolão Preto ad una decisa ammirazione per il Terzo Reich e l'hitlerismo. A queste posizioni di Sardinha si oppose peraltro, influenzato dal cosmopolitismo etnico del lusotropicalismo, l'integralista lusitano José Hipólito Raposo. Alcuni storici sottolineano l'indubbia influenza culturale ed in parte ideologica che la temperie integralista ebbe su António de Oliveira Salazar e sul suo Estado Novo, ma altri fanno notare l'opposizione anche attiva che al salazarismo venne dal Movimento Nazional-Sindacalista e dai maggiori esponenti dello stesso Integralismo Lusitano (tra cui lo stesso Rolão Preto), i quali accusavano lo stato di Salazar di essere una grossolana "falsificazione" burocratica e conservatrice delle idee nazional-sindacaliste e corporative da essi propugnate.

Attività

L'Integralismo Lusitano sostenne il governo di Sidónio Pais e la successiva dittatura nazionale, che recuperava alcuni aspetti della sua ideologia Soprattutto nel "sidonismo" e nella sua instaurazione di una rappresentanza politica corporativa di tipo socio-professionale il movimento vide "un primo passo verso il ristabilimento della democrazia organica dell'antica monarchia portoghese". Sotto il regime salazarista, il movimento sarà inquadrato nelle strutture di regime, similmente a quanto avvenuto alla Falange spagnola sotto il regime di Francisco Franco, e la sua sopravvivenza dopo gli anni Trenta è residuale e politicamente ininfluente. Insieme al maurrassismo e al fascismo italiano (ma senza viceversa alcuna influenza del razzismo o del nazismo tedesco), l'Integralismo Lusitano fu la principale fonte d'ispirazione ideologica per l'Integralismo Brasiliano di Plínio Salgado.

Note

  1. ↑ Wheeler, Douglas L. (1998). Republican Portugal: A Political History, 1910-1926. Madison: University of Wisconsin Press. p. 268
  2. ↑ Jaime Nogueira Pinto, Nobre Povo — Os Anos da República, A Esfera dos Livros, 2010.
  3. ↑ Jaime Nogueira Pinto, op. cit.
  4. ↑ Riccardo Marchi, The Portuguese Far Right: Between Late Authoritarianism and Democracy (1945-2015). Routledge.
  5. ↑ A Restauração revisitada, por Mário Casa-Nova Martins, Alameda Digital, su alamedadigital.com.pt. URL consultato il 3 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2015).
  6. ↑ António Costa Pinto, The Blue Shirts - Portuguese Fascists and the New State. Social Science Monographs, Boulder, Columbia University Press, NY.
  7. ↑ Philip Rees, Biographical Dictionary of the Extreme Right Since 1890, 1990, p. 314.
  8. ↑ Hipólito Raposo e Luís de Almeida Braga, Reparos à Constituição in Integralismo Lusitano – Estudos Portogueses, Vol. I, giugno 1932, p. 137.
  9. ↑ José Manuel Quintas, Os Monárquicos in Iva Delgado, Carlos Pacheco e Telmo Faria (coord.), Humberto Delgado - as eleições de 58, Lisbona, Vega, 1998, pp. 137-173., su angelfire.com. URL consultato il 3 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2009).
  10. ↑ Wheeler, Douglas L. (1998). Republican Portugal: A Political History, 1910-1926, University of Wisconsin Press, Madison, p. 268.
  11. ↑ António Sardinha e o Integralismo Lusitano, por Victor Emanuel Vilela Barbuy, Frente Integralista Brasileira
  12. ↑ Leandro Pereira Gonçalves, Entre Brasil e Portugal: o pensamento nacional-cristão de Plínio Salgado, su https://www.ics.ulisboa.pt/en, 10 marzo 2026.

Voci correlate