| Dialetti italiani centrali | |
|---|---|
| Parlato in | Italia |
| Regioni | (alcune aree dell'Aquilano) (escluse le aree sud-orientali) (area centrale della regione) (estremo settore meridionale) ( l'intera regione,escluso l' Altotevere settentrionale) |
| Parlanti | |
| Totale | 3.000.000 |
| Classifica | non è tra i primi 100 |
| Altre informazioni | |
| Tipo | regionale |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | lingue indoeuropee lingue italiche lingue romanze lingue italo-occidentali lingue italo-dalmate |
I "dialetti mediani" sono un gruppo di idiomi italoromanzi parlati in una fascia dell'Italia centrale comprendente la maggior parte del Lazio, quasi tutta l'Umbria e la zona centrale delle Marche, e nei lembi più occidentali dell'Abruzzo.
L'espressione area mediana viene sovente utilizzata per indicare in senso stretto la fascia sud-orientale dei dialetti mediani, nel qual caso l'altra fascia, più prossima alla Toscana, viene invece indicata come area perimediana (o talvolta para-mediana), comprendente il viterbese (alto Lazio), l'Umbria occidentale (orvietano, perugino) e parte delle Marche centrali. Le due aree sono divise dalla linea Roma-Ancona.
Secondo la classificazione tradizionale dovuta a Giovan Battista Pellegrini i dialetti mediani, i dialetti meridionali intermedi e i dialetti meridionali estremi fanno parte del gruppo centromeridionale.

Lingua friulana e lingua ladina
Dialetti italiani mediani
I dialetti mediani sono parlati nel Lazio (escluse le parti meridionali della provincia di Frosinone e della provincia di Latina), in Umbria escluso l' Altotevere più settentrionale, nella zona centrale delle Marche compresa fra il fiume Esino a nord ed il fiume Aso a sud (e quindi in gran parte della provincia di Ancona, nella provincia di Macerata e nella provincia di Fermo), e in Abruzzo (in parte dell'Aquilano).
È un dialetto mediano il romanesco, che ha subito un'influenza da parte del toscano a partire dal Rinascimento, ed ha perduto molte delle caratteristiche mediane del romanesco antico.
In Toscana, la parte più meridionale della provincia di Grosseto, un’area che la classificazione tradizionale di Giovan Battista Pellegrini (1977) include tra i dialetti mediani, secondo le ipotesi più recenti di linguisti come Luciano Giannelli e Daniele Vitali appartiene a tutti gli effetti all’area toscana, sia pure con alcuni caratteri periferici o “debordanti”.
Giannelli sottolinea esplicitamente che «la Carta di Pellegrini recide una parte di Toscana a sud di Grosseto che invece appartiene all’area linguistica toscana, sia pure con qualche carattere debordante», e che il confine linguistico coincide sostanzialmente con quello amministrativo regionale. Vitali, sulla base di osservazioni sul campo e dei dati dell’Atlante Italo-Svizzero (AIS), conferma che la parlata di Pitigliano è sostanzialmente toscana e che quindi anche Orbetello e l’Argentario (incluso Porto Santo Stefano) vanno ricondotti all’area toscana: qui non si verifica l’assimilazione delle dentali tipica dell’Italia centro-meridionale (si hanno quando e piombo, non quanno e piommo), mentre il confine con il Lazio si colloca a sud dell’Argentario, in linea con la delimitazione amministrativa.
L’area grossetana meridionale si presenta quindi come una zona di transizione attenuata, fortemente influenzata dal senese (soprattutto nel centro urbano di Grosseto per via di consistenti flussi migratori) e con rarefazione progressiva dei tratti tipici della “linea Roma-Ancona” (come le assimilazioni -ND- > -nn- o -MB- > -mm- e l’esclusività di /s/ sordo intervocalico, che si indeboliscono verso il Monte Amiata). In sintesi, le varietà locali (grossetano-massetano, amiatino-maremmano) rientrano nel continuum dei dialetti toscani, pur conservando qualche influsso perimediano o laziale nelle zone più prossime al confine, senza però configurarsi come pienamente mediane.
Ad eccezione del margine meridionale, l'Area Mediana è caratterizzata dal contrasto tra /-u/ e /-o/ in fine di parola, che la distingue sia dall'Area Perimediana che dall'Italoromanzo meridionale. Un'altra isoglossa che corre lungo il confine tra le due aree, ma spesso lo oltrepassa in una direzione o nell'altra, è quella della sonorizzazione postnasale, come in [manˈt̬ellu]. Questa caratteristica è condivisa dall'Area Mediana con l'Italoromanzo meridionale.
L'Area Mediana è caratterizzata dai seguenti fenomeni:
Tra i mutamenti fonologici (o l'assenza degli stessi) che distinguono l'interezza o la maggior parte dei dialetti mediani da quelli toscani vi sono i seguenti, molti dei quali sono condivisi con l'Italoromanzo meridionale:
Hanno invece una diffusione limitata nell'Area Mediana i seguenti fenomeni:
Nel nord dell'area perimediana, si trovano taluni fenomeni galloitalici:
I seguenti fenomeni riguardanti le vocali finali avvengono nell'Area Perimediana: