Nacque da una famiglia cattolica: il padre di corrente tradizionalista, la madre di corrente umanista, entrambi di estrazione borghese. Considerando che il nonno era di tendenze agnostiche, Guitton crebbe in un contesto culturale aperto alla diversità.
«Il Concilio è stato la sorpresa, il coronamento e la gioia della mia vita, l'avvenimento atteso e tuttavia giudicato impossibile che improvvisamente era stato annunciato e aveva trovato una conferma, si era svolto e aveva preso radici, diventando per me, come in un mistero, un fine e un'origine»
(Che cosa credo, 1971)
Fu il primo osservatore laico invitato a presenziare al Concilio indetto da papa Giovanni XXIII, che aveva conosciuto quando questi era nunzio apostolico a Parigi, negli anni dal 1944 al 1952, l'unico a partecipare fin dalla sessione iniziale. Guitton divenne amico di Giovanni Battista Montini, fu allievo e seguace del filosofo Henri Bergson. (di cui scrisse il libro La vocation de Bergson), avversato dal neo-tomistaJacques Maritain.
Appassionato di pittura lungo tutta la vita, negli ultimi anni si dedicò a quest'hobby in modo particolare. Ha affermato in proposito: "Scrivendo ci si serve delle parole già fatte, che sono al contempo una scala verso Dio, ma anche uno schermo. I colori invece mi rendono Dio immediatamente presente".
Pensiero
Allievo di Léon Brunschvicg e di Henri Bergson, si laureò in filosofia e in lettere, esordendo nel 1933 con una tesi su Le Temps et l'Eternité chez Plotin et Saint Augustin, primo di una lunga serie di lavori filosofici appartenenti alla corrente del moderno spiritualismo cristiano.
Nei suoi scritti religiosi, Guitton, evidenziò la questione fondamentale di una fede totalizzante, che non riguardi solo l'intelligenza e la volontà, ma si estenda a tutto il nostro essere.
La filosofia, secondo Guitton, non deve escludere la presenza di Dio nel mondo e nello spirito, il senso del mistero, la realtà al di là delle apparenze e la ricerca del mistero ultimo.
Quindi, coerentemente, Guitton si occupò delle cause prime, come l'origine dell'uomo e del pensiero, sulle quali avanzò una proposta alternativa all'evoluzionismo. Il vero dramma per l'uomo, sostiene Guitton, è di non poter conoscere l'insieme della grande macchina dell'universo, visto che formiamo solo una piccola parte di esso. Quindi restano inevase le nostre risposte alle domande su chi siamo, cosa vogliamo, dove andiamo.
Punto focale della sua ricerca è la figura di Gesù e la questione della sua natura. Guitton indicò tre possibili vie, ma non soddisfacendolo né quella critica né quella mistica, resta aperta per lui solo quella della fede.
Opere ed interventi
Ritratto di una madre (1933)
Tempo e l'eternità in Plotino e Sant'Agostino (1933)
La Filosofia di Leibniz (1933)
Notizie di S. Agostino (1935)
Pensiero moderno e cattolicesimo (1934-1950)
Prospettive (1934)
Newman e Renan (1938)
Pensiero del Signor Loisy (1936)
Critica della critica (1937)
Il problema della conoscenza e del pensiero religioso
Il problema di Gesù e il fondamento della testimonianza cristiana (1946)