Julius Schaub

Julius Schaub
Julius Schaub nel 1938
NascitaMonaco di Baviera, 20 agosto 1898
MorteMonaco di Baviera, 27 dicembre 1967
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Impero tedesco
Germania (bandiera) Repubblica di Weimar
Germania nazista
Forza armata Deutsches Heer
Schutzstaffel
Anni di servizio1917-1918
1925-1945
GradoSS-Obergruppenführer
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Comandante diCapo del servizio degli aiutanti di Adolf Hitler
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Julius Schaub (Monaco di Baviera, 20 agosto 1898 – Monaco di Baviera, 27 dicembre 1967) è stato un generale tedesco delle SS.

Fu il capo degli assistenti militari di Adolf Hitler fra il 1940 e il 1945. Il 22 aprile 1945, prima di abbandonare il Führerbunker, ricevette da Hitler l'ordine di bruciare tutte le sue proprietà nei suoi appartamenti di Monaco e Obersalzberg.

Biografia

Nacque il 20 agosto 1898 a Monaco di Baviera, città della Baviera a maggioranza cattolica. Il 28 giugno 1914, l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria e della moglie da parte dei nazionalisti serbo-bosniaci innescò lo scoppio della prima guerra mondiale in Europa. Il 17 gennaio 1917, Schaub fu arruolato come sanitario nell'esercito tedesco. Secondo Traudl Junge, una delle segretarie personali di Hitler, le ferite riportate ai piedi durante il conflitto lo resero parzialmente disabile. Al termine della guerra trovò impiego presso l'Ufficio centrale di approvvigionamento di Monaco.

Carriera

In seguito alla sconfitta nella prima guerra mondiale, la Germania si ritrovò ad affrontare una grave crisi socio-economica, caratterizzata da povertà, disoccupazione di massa e instabilità politica. Durante la grande depressione sorsero nel paese numerose organizzazioni politiche e paramilitari di matrice estremista. In questo contesto, Schaub aderì al Partito Nazista, registrandosi come membro numero 81. Il programma del partito si basava sul rifiuto delle clausole del trattato di Versailles, coniugato a una forte ideologia antisemita e antibolscevica, sotto la guida ideologica e politica di Adolf Hitler.

Dopo essersi avvicinato al nazionalsocialismo Schaub perse l'impiego; informato dell'accaduto, Hitler lo assunse come proprio aiutante di campo personale. Da quel momento Schaub prese in carico la gestione dei documenti riservati, del trasporto di denaro per conto di Hitler e dello svolgimento di mansioni di segreteria e sicurezza, entrando a far parte della guardia del corpo personale del futuro dittatore.

Nel 1923 i nazisti tentarono di prendere il potere a Monaco con un colpo di Stato, prendendo ispirazione dalla marcia su Roma guidata da Benito Mussolini. Il tentativo insurrezionale condotto da Hitler e dalle truppe paramilitari delle Sturmabteilung (SA) fallì. Schaub venne arrestato e recluso insieme a Hitler nel carcere di Landsberg. Condannato a un anno e mezzo di reclusione, fu scarcerato il 31 dicembre 1924, undici giorni dopo la liberazione di Hitler, avvenuta il 20 dicembre.

Con la riorganizzazione del partito all'inizio del 1925, Hitler ordinò la creazione di una piccola unità destinata alla sua protezione personale durante le cerimonie e gli eventi pubblici. Schaub fu il settimo membro fondatore di questa nuova formazione, che prese il nome di Schutzstaffel (SS) e debuttò ufficialmente in aprile.

Schaub continuò a ricoprire il ruolo di aiutante e addetto personale di Hitler, sviluppando con lui un rapporto di stretta consuetudine, confermato dalla presenza di Hitler in qualità di testimone alle sue seconde nozze. Secondo quanto riferito da Traudl Junge, Schaub si considerava una figura di primaria importanza all'interno del movimento. Il capo della Luftwaffe, Hermann Göring, gli attribuì il soprannome scherzoso di Reisemarschall ("Maresciallo dei viaggi"), per via del suo compito sistematico di organizzatore dei trasferimenti di Hitler. Durante i trasferimenti in automobile, Schaub era tra i pochi ammessi a viaggiare sulla vettura personale del Führer.

Nell'ottobre 1940 venne nominato aiutante personale del Führer (in tedesco Chefadjutant des Führers), subentrando a Wilhelm Brückner. La sostituzione fu favorita da Martin Bormann, allora capo di stato maggiore dell'ufficio del vice Führer Rudolf Hess, il quale riteneva che Schaub, a lui più vicino, potesse garantirgli un maggiore sostegno politico ed essere più facilmente manovrabile. Tra le mansioni di Schaub rientrava la trasmissione degli ordini operativi quotidiani al capo del Reichssicherheitsdienst (RSD), Johann Rattenhuber; gli era inoltre consentito impiegare il personale dell'RSD per commissioni e servizi di corriere. Nel 1943 fu promosso al grado di SS-Obergruppenführer. Schaub mantenne il proprio ruolo per oltre vent'anni, favorito dalla riluttanza di Hitler verso i cambiamenti del personale a lui vicino. Lo storico Jochen von Lang lo definì uno dei «compagni di lunga data e tuttofare» di Hitler. Oltre all'incarico nello staff personale, nel marzo 1936 fu eletto deputato al Reichstag per la circoscrizione dell'Alta Baviera-Svevia, mantenendo la carica fino alla caduta del regime.

L'attentato del 20 luglio 1944

Lo stesso argomento in dettaglio: Attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Nelle fasi avanzate del secondo conflitto mondiale, a fronte delle gravi sconfitte subite dalla Germania su tutti i fronti, il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg e altri cospiratori organizzarono un piano per eliminare Hitler e la dirigenza nazista, con l'obiettivo di insediare un nuovo governo ed evitare la totale distruzione del paese. L'attentato ebbe luogo il 20 luglio 1944 durante una riunione militare presso il quartier generale della Prussia Orientale, la Tana del Lupo (Wolfsschanze). Stauffenberg riuscì a collocare una valigetta contenente un ordigno esplosivo sotto il tavolo della sala conferenze. L'esplosione causò la morte di quattro persone (tre ufficiali e un collaboratore stenografo). Schaub si trovava in un altro edificio al momento del deflagrazione e accorse immediatamente sul luogo. Hitler sopravvisse riportando solo ferite lievi.

A seguito dell'evento, Hitler istituì il Distintivo per feriti del 20 luglio 1944 da assegnare a tutti coloro che erano rimasti feriti o uccisi nell'attentato. Diversi testimoni presenti alla conferenza riferirono in seguito che Schaub cercò di sostenere di essere stato ferito per poter ottenere la decorazione.

Il 1945

Nel gennaio 1945 Hitler e il suo staff si trasferirono nel Führerbunker di Berlino. Il 22 aprile, durante la battaglia di Berlino, Hitler ammise ufficialmente per la prima volta nel corso di una riunione operativa che la guerra era perduta. Contestualmente ordinò a Schaub di distruggere tutti i documenti conservati nella sua cassaforte personale nel bunker e nelle due casseforti situate presso la Cancelleria del Reich, ordine eseguito tra il 22 e il 23 aprile. Nei giorni successivi, gran parte dello staff personale fu fatto evacuare da Berlino; Schaub fu inviato a Monaco di Baviera e al Berghof sull'Obersalzberg per bruciare le ultime carte personali del dittatore. Il suo ultimo incarico formale fu la distruzione del Führersonderzug, il treno personale di Hitler, in Austria.

Nel dopoguerra

Nel dopoguerra, mentre si faceva passare per "Josef Huber" mediante documenti falsi, Schaub fu arrestato dalle truppe statunitensi l'8 maggio 1945 a Kitzbühel e trattenuto in prigionia fino al 17 febbraio 1949. Sottoposto alle procedure di denazificazione, venne classificato come semplice "simpatizzante" (Mitläufer) e non fu rinviato a giudizio per crimini di guerra.

Morì a Monaco di Baviera il 27 dicembre 1967. Traudl Junge lo descrisse nelle sue memorie come un uomo «estremamente gentile, ma molto curioso», aggiungendo che «dal punto di vista storico non vale la pena spendere molte parole su di lui».

Onorificenze

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Hamilton, p. 168
  2. ↑ Albertini, pp. 273–274
  3. 1 2 3 Joachimsthaler, p. 107
  4. 1 2 3 4 Junge, p. 40
  5. ↑ Evans, pp. 103–108
  6. ↑ Evans, pp. 170–171
  7. 1 2 3 4 5 6 Julius Schaub, su www.dws-xip.com. URL consultato il 29 ottobre 2026.
  8. ↑ Goldhagen, p. 85
  9. 1 2 Kershaw, p. 375
  10. ↑ Felton, p. 6
  11. ↑ Hastings, pp. 143–144
  12. 1 2 3 4 5 6 Joachimsthaler, p. 287
  13. ↑ Kershaw, p. 239
  14. ↑ Weale, p. 26
  15. ↑ Hoffmann, p. 55
  16. ↑ Whetton, p. 236
  17. ↑ Hoffmann, p. 135
  18. ↑ Felton, p. 36
  19. ↑ Hoffmann, p. 55
  20. ↑ Felton, p. 19
  21. ↑ Lang, pp. 177–178
  22. ↑ Hoffmann, pp. 36, 238–239
  23. ↑ Lang, p. 80
  24. ↑ Julius Schaub, su Reichstag Members Database.
  25. ↑ Housden, p. 106
  26. ↑ Housden, pp. 107–108
  27. ↑ Fest, p. 224
  28. ↑ Angolia, pp. 264–267
  29. ↑ The Daily Telegraph 2015
  30. ↑ Beevor, p. 139
  31. ↑ Beevor, p. 275

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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