
Julius Schwartz, detto Julie (Bronx, 19 giugno 1915 – New York City, 8 febbraio 2004), è stato un curatore editoriale statunitense.
Conosciuto principalmente come editor di lungo corso della DC Comics, per la quale ha curato le testate principali di Batman, Superman e Wonder Woman, è considerato uno dei fautori della Silver Age del fumetto americano, poiché ha contribuito a riportare in auge i supereroi dal declino che li colse dopo la Seconda guerra mondiale; il tutto attraverso numerose innovazioni capaci di attirare nuovi lettori. A lui si devono il costume rosso della seconda incarnazione di Flash, il nuovo ruolo di Lanterna Verde come poliziotto intergalattico e l'introduzione della Justice League of America, che avrebbe poi ispirato la creazione dei Fantastici Quattro da parte dei rivali della Marvel Comics.
Al di fuori del mondo dei fumetti, è considerato un pioniere del fandom fantascientifico statunitense, avendo contribuito alla creazione di una delle prime fanzine, The Time Traveller, insieme al fan club The Scienceers. Nella sua precedente attività di agente letterario e curatore di riviste di fantascienza, ha rappresentato gli interessi di autori importanti quali Robert Bloch, Ray Bradbury e H.P. Lovecraft e figura tra gli organizzatori della prima World Science Fiction Convention, nota anche come Worldcon, la più importante fiera di fantascienza del mondo.
Per i suoi meriti in campo fumettistico e letterario, è stato inserito nella First Fandom Hall of Fame nel 1986, nella Jack Kirby Hall of Fame nel 1996 e nella Will Eisner Comic Book Hall of Fame nel 1997.

Nasce al numero 817 di Caldwell Avenue, New York, nel quartiere del Bronx, da Joseph e Bertha Schwartz, entrambi ebrei immigrati dalla Romania. Durante l'infanzia passa molto tempo in biblioteca, appassionandosi alla letteratura fantastica con la serie di libri Blue Fairy. Diventa al contempo un avido lettore di dime novel, apprezzando particolarmente i gialli di Nick Carter e le storie sportive di Dick e Frank Merriwell. Attirato dalla copertina di un numero datato giugno 1926 di Amazing Stories (un'illustrazione tratta da Viaggio al centro della Terra di Jules Verne), scopre il genere fantascientifico e se ne innamora.
Proprio su un numero di Amazing Stories legge la lettera di reclutamento del fan club The Scienceers. Desideroso di conoscere altri appassionati di fantascienza, si presenta a un raduno del club organizzato nello scantinato di uno dei membri, Mortimer "Mort" Weisinger, e scopre che quest'ultimo è l'unico rimasto, poiché ha sperperato i fondi del club per acquistare dolciumi, riviste e biglietti per il cinema. I due cominciano così a discutere tra loro della comune passione per la fantascienza, stringendo amicizia e sancendo l'ingresso di Schwartz nei Scienceers.
Si diploma presso la Theodore Roosevelt High School, dove redige il Jest a moment, inserto umoristico pubblicato sul giornale della scuola, lo Square Deal, diretto dal futuro giornalista del Saturday Review Norman Cousins, che insegna a Schwartz i rudimenti dell'editing. Successivamente frequenta il City College di New York, dove si laurea in matematica e fisica, materie che lo aiuteranno nella trattazione di tematiche scientifiche nei suoi lavori futuri.
Con il fan club The Scienceers, composto da lui stesso, Allen Glasser, Forrest J. Ackerman e Mort Weisinger, nel 1932 pubblica la fanzine The Time Traveller, il cui titolo si ispira al romanzo La macchina del tempo dello scrittore britannico H. G. Wells. Si tratta del primo esempio di fanzine dedicata esclusivamente al genere fantascientifico, nonché la prima a presentare la stampa tipografica dei caratteri. Uno dei primi lettori della rivista è Jerry Siegel, che ne trae ispirazione per una propria fanzine, Science Fiction, dove appare il prototipo del personaggio di Superman.
Insieme a Weisinger, fonda nel 1934 la Solar Sales Service, agenzia letteraria specializzata in scrittori di fantascienza, con la quale arriva a rappresentare alcuni degli autori più noti del genere, tra cui Alfred Bester, H.P. Lovecraft, Otto Binder e Ray Bradbury. La prima vendita della Solar è il racconto Master of the Genes di Edmond Hamilton, acquistato dalla rivista Wonder Stories al costo di 35 dollari, il 10% dei quali spettanti all'agenzia. In questo periodo, Schwartz vende racconti come Alle montagne della follia e Il modello di Pickman di Lovecraft alla rivista Astounding Stories; fa esordire Ray Bradbury vendendo due dei suoi primi racconti, The pendulum e The piper, ai magazine Super Science Stories e Thrilling Wonder Stories; coordina lo stesso Lovecraft, Frank Belknap Long, Robert E. Howard, C. L. Moore e Abraham Merritt nella scrittura del racconto collettivo Sfida dall'infinito, pubblicato nel settembre 1935 su Fantasy Magazine e facente parte dei Miti di Cthulhu. Il prestigio ottenuto nell'ambiente lo porta a diventare nel 1939 uno degli organizzatori della prima World Science Fiction Convention, che diventerà la più importante e longeva fiera di fantascienza al mondo.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale viene selezionato per il servizio militare, salvo poi essere giudicato inadatto all'arruolamento per via della forte miopia. Con l'abbandono di Mort Weisinger, assunto come editor di pulp magazine dalla Standard Magazine, Schwartz si ritrova a dirigere la Solar Sales Service da solo.
Il mercato della letteratura di fantascienza subisce una contrazione nella prima metà degli anni '40 a causa dell'esplosione dei fumetti di supereroi, che all'epoca stavano vivendo la loro Golden Age. A risentirne è anche la Solar, motivo per cui Schwartz comincia a considerare soluzioni di guadagno alternative. Uno dei suoi assistiti, Alfred Bester - divenuto nel frattempo sceneggiatore della serie a fumetti Green Lantern per la All-American Comics grazie a Mort Weisinger - viene a conoscenza di queste difficoltà e gli chiede di proporsi per un lavoro presso lo stesso editore, poiché Dorothy Woolfolk, assistente del caporedattore Sheldon "Shelly" Meyer, ha lasciato il suo impiego. Schwartz è inizialmente riluttante, siccome non ha mai letto un fumetto prima; ma Bester organizza il colloquio per lui e gli consiglia di presentarsi con tre albi della All-American per documentarsi. Così, il giorno prefissato, Schwartz acquista presso un'edicola tre albi della casa editrice al prezzo di 10 centesimi l'uno - gli unici soldi che avesse mai speso in fumetti fino a quel momento - e li legge nel tragitto in metropolitana che lo separa dal luogo del colloquio. Quest'ultimo va a buon fine e il 21 febbraio 1944 viene assunto come editor della All-American, poi fusa alla National Comics, futura DC Comics.
Inizialmente i suoi compiti riguardano principalmente la scrittura di soggetti per le storie e la supervisione dei testi; l'abbandono di Shelly Meyer lo porta però ad assumere ulteriori incarichi, tra cui la correzione dei disegni e la scelta delle copertine. Nonostante Schwartz ammetta di non avere le competenze necessarie per giudicare la qualità artistica delle tavole, Meyer gli suggerisce di affidarsi all'istinto: qualora i disegni consegnati non dovessero convincerlo, gli basterebbe rimandarli indietro al disegnatore con la sola istruzione di cambiarli. Forte del suo nuovo ruolo, assume due ex clienti della Solar per la scrittura dei fumetti, Henry Kuttner e John Broome, che sostituiscono Bester sulla testata di Green Lantern; al contempo, stringe un profondo sodalizio con alcuni membri dello staff preesistente, in particolare lo sceneggiatore Gardner Fox e il disegnatore Carmine Infantino, e conosce la segretaria Jean Ordwein, della quale si innamora. A contendersi le attenzioni di Ordwein è anche il disegnatore Joe Kubert, che su di lei basa le fattezze del personaggio di Hawkgirl. Kubert riesce persino a invitarla a un appuntamento, ma alla fine la segretaria sceglierà di sposare Schwartz nel 1952. I due resteranno insieme per 34 anni, fino alla morte di lei per un enfisema.

Con il declino di vendite e di popolarità del genere supereroistico tra la fine degli anni '40 e l'inizio dei '50, accusato di fomentare la delinquenza giovanile dal saggio Seduction of the Innocent dello psichiatra Fredric Wertham, gli unici personaggi ad aver mantenuto la loro popolarità sono Superman, Batman e Wonder Woman. La National comincia quindi a sondare nuovi generi narrativi, e Schwartz ne approfitta per lanciare due serie di fantascienza, Mystery in Space e Strange Adventures, che ottengono un discreto successo. Nello stesso periodo lavora a diverse testate a tema western, romance e altre ispirate al successo di alcune serie tv, come l'adattamento di The Honeymooners.
Frustrato da questa deriva di generi narrativi, Schwartz decide di riportare in auge il concetto di supereroe e, insieme agli autori Carmine Infantino, Robert Kanigher e Gardner Fox, crea la testata Showcase, da usare come banco di prova per nuove idee e nuovi personaggi. Ogni numero avrebbe avuto un protagonista diverso, per poi attendere i dati sulle vendite da parte delle edicole prima di decidere se trasformare quel personaggio in una serie regolare mensile. I primi tre albi si rivelano un insuccesso commerciale; ma il quarto rappresenta una svolta decisiva per la testata: Showcase n. 4 segna infatti il ritorno di Flash, abbandonato dall'editore nel 1949, al quale il team di autori dona un nuovo look e delle nuove origini, dando vita al personaggio di Barry Allen; tuttavia, la precedente incarnazione, Jay Garrick, non viene abbandonata, bensì collocata in un altro universo, finendo per incontrare il successore nella storia Flash dei due mondi (1961), considerata il primo esempio di Multiverso fumettistico. Gli esordi di Barry Allen, di Martian Manhunter su Detective Comics (Vol. 1) n. 225 (1955), e della Lanterna Verde Hal Jordan su Showcase (Vol. 1) n. 22 (1959) vengono considerati l'inizio della Silver Age dei fumetti di supereroi.

Visto il successo di queste nuove incarnazioni, Schwartz replica la formula su altre vecchie glorie della Golden Age, recuperando i personaggi di Atom (Showcase n. 34, 1961) e Hawkman (The Brave and the Bold n. 34, 1961); questi confluiranno, insieme ad altri come Wonder Woman e Aquaman, nel primo supergruppo dell'era moderna, la Justice League of America, che esordisce sulle pagine di The Brave and the Bold n. 28 (1960). È lo stesso Schwartz a decidere di cambiare il nome a quella che prima era conosciuta come Justice Society of America: ritiene infatti che il termine "society" sia troppo altolocato, preferendovi una parola più popolare come "league", generalmente associata allo sport, come nel caso della National League di baseball. L'idea ottiene subito l'approvazione di Jack Liebowitz, all'epoca capo di DC, che la rivela al suo omologo della Marvel Comics Martin Goodman durante una partita a golf. Goodman commissiona a sua volta la creazione di un gruppo di supereroi allo sceneggiatore Stan Lee, sancendo la nascita dei Fantastici Quattro e degli Avengers.
Dal nuovo supergruppo deriva anche il tentativo di rialzare le vendite del personaggio di Wonder Woman, inserendo un ospite speciale in ogni albo della guerriera amazzone.

Nonostante preferisca occuparsi direttamente di testate di fantascienza, il direttore editoriale Irwin Donenfeld lo incarica della gestione di Batman per risollevarne le vendite. Nel 1964, Schwartz succede quindi a Jack Schiff in qualità di editor delle testate dell'Uomo Pipistrello, che cura fino al 1979.
In questo periodo riporta il personaggio alle atmosfere cupe degli esordi, edulcorate nel corso del tempo per via delle critiche all'eccessiva violenza mosse dai comitati genitoriali. Ricompaiono vecchi villain, vengono eliminati gli elementi fantascientifici stravaganti degli anni '50 (il comprimario Martian Manhunter viene sostituito da Elongated Man, un investigatore con il potere di allungarsi) e scritte storie incentrate sul mistero e su elaborate trappole mortali; inoltre, per contrastare le polemiche del libro Seduction of the Innocent di Fredric Wertham sulla presunta convivenza "innaturale" di tre uomini soli a Villa Wayne, Schwartz decide di far morire temporaneamente il maggiordomo Alfred Pennyworth in una storia scritta dal suo co-creatore, Bill Finger, sostituendolo con Harriet Cooper, zia di Dick Grayson. Per segnare l'inizio di questo nuovo corso, viene coniato il nuovo design del personaggio su Detective Comics n. 327, caratterizzato dal logo ovale sul petto che lo identificherà negli anni a venire. I cambiamenti attuati sulla testata attirano l'attenzione del produttore William Dozier, che legge un numero curato da Schwartz durante un viaggio in aereo. Entusiasta delle storie e dei nemici come l'Enigmista e il Joker, Dozier avvia la produzione della celebre serie televisiva di Batman del 1966; pretende però il ritorno di Alfred sulle scene e la presenza di un corrispettivo femminile del protagonista interpretato da Adam West. Schwartz, Gardner Fox e Carmine Infantino creano così Barbara Gordon, la prima Batgirl, su Detective Comics n. 359, impersonata sullo schermo da Yvonne Craig.
Verso la fine degli anni '60, l'editor decide di allontanarsi dalle atmosfere camp della serie televisiva, sostituendo il veterano Carmine Infantino con l'artista Neal Adams, al quale affianca lo sceneggiatore Dennis O'Neil. I due segnano il successo dell'Uomo Pipistrello negli anni '70, dando vita a personaggi celebri come Man-Bat e Ra's al Ghul. Lo stesso Schwartz inventa il nome di quest'ultimo dopo la lettura di un libro di astronomia, dove scopre che la stella Algol deriva dall'arabo al ghul, "demone/ghoul", mentre raz significa "testa", formando così "testa del demone".
Quando la serie autonoma di Green Lantern si trova a un passo dalla cancellazione per via delle scarse vendite, affida alla coppia anche il rilancio dei personaggi di Freccia Verde e Lanterna verde, accorpandoli in un'unica testata dal titolo Green Lantern/Green Arrow. L'editor intende sfruttare la nuova testata come laboratorio per introdurre il realismo e le tensioni sociali dell'America degli anni '60 nei fumetti di supereroi; infatti il ciclo di storie di O'Neil e Adams, cominciato su Green Lantern n. 76 (aprile 1970) e proseguito fino al n. 89 (aprile/maggio 1972), attira da subito l'attenzione per il realismo sociale e la trattazione di temi come la tossicodipendenza e la disuguaglianza razziale ed economica. Gli stessi protagonisti discutono di politica, forze dell'ordine e povertà in un vero e proprio viaggio attraverso i problemi degli Stati Uniti. Sebbene la serie ottenga una straordinaria copertura mediatica e numerosi premi di settore, i lettori più giovani continuano a preferire le storie di puro intrattenimento, portandola alla chiusura dopo 13 numeri, con la prosecuzione delle storie come comprimarie di Flash.
Nel corso della gestione di Green Lantern/Green Arrow, Schwartz si rende responsabile dell'esordio del futuro sceneggiatore di Superman Elliot S. Maggin, all'epoca uno studente universitario, del quale pubblica la storia What Can One Man Do?, disegnata da Neal Adams e uscita sull'albo Green Lantern/Green Arrow n. 87.

Agli inizi degli anni '70, Schwartz vorrebbe lasciare i fumetti per tornare a dedicarsi alla narrativa ed esprime questa sua volontà a Jack Liebowitz, proprietario della National, che gli offre di rimanere in cambio di un aumento di stipendio. Liebowitz intende infatti affidargli l'incarico di editor delle testate di Superman, ruolo in cui andrebbe a sostituire il collega e amico Mort Weisinger, appena andato in pensione. Schwartz accetta e, dal 1971 al 1986, anno del suo ritiro, dirige le principali testate dedicate al primo dei supereroi. A differenza di quanto fatto con l'Uomo Pipistrello, però, Schwartz non riuscirà a imporre i cambiamenti voluti all'Uomo d'Acciaio. Inizialmente, chiede allo scrittore Dennis O'Neil di rimuoverne la debolezza alla Kryptonite, ritenendolo un espediente abusato, oltre a ridimensionarne la forza e aggiungere maggiore stratificazione caratteriale. Nel ciclo di storie Mai più Kryptonite, O'Neil fa quindi distruggere tutta la Kryptonite sulla Terra e rende Clark Kent un reporter televisivo, dato che Schwartz è convinto che i giovani non leggano più i giornali cartacei. Entrambe le scelte scatenano le proteste dei lettori, costringendo sceneggiatore ed editor a fare marcia indietro. In particolare la notizia di un Clark Kent non più giornalista del Daily Planet sconvolge Mario Puzo, sceneggiatore del film di Superman del 1978 diretto da Richard Donner, che si confronta con Schwartz e lo convince a riportare il personaggio al ruolo originale, cosa che effettivamente avviene su Action Comics (Vol. 1) n. 493.
In virtù del suo ruolo di editor di Superman, nel 1972 viene scelto per curare il rilancio di Capitan Marvel, storico rivale di vendite del kryptoniano ai tempi della Golden Age, acquisito da DC Comics in seguito al fallimento dell'editore originale, la Fawcett Comics. La nuova testata del Capitano, intitolata Shazam!, è scritta da Dennis O'Neil, Elliot S. Maggin e Otto Binder, e disegnata dal co-creatore del personaggio, C.C. Beck, contattato da Carmine Infantino dopo un lungo periodo lontano dal mondo dei comics. Proprio il disegnatore lascerà poi la serie dopo 9 numeri perché insoddisfatto delle sceneggiature eccessivamente serie rispetto agli standard della Golden Age. Nonostante l'abbandono di Beck, la testata prosegue fino al numero 35 e vale a Schwartz la vittoria di uno Shazam Award per aver riportato in stampa la Famiglia Marvel.
Nel 1978, spalleggiato dalla presidente Jenette Kahn, Schwartz propone l'idea di un albo in cui Superman, un eroe di finzione, affronta un eroe della vita reale: il campione di pugilato Muhammad Ali. Per l'occasione, l'editor riunisce la coppia formata da O'Neil e Adams, all'epoca allontanatosi dal fumetto per lavorare in ambito pubblicitario; ma lo sceneggiatore abbandona in corso d'opera per contrasti con il disegnatore, che continua a modificarne i testi, costringendo Adams a portare a termine il progetto da solo. Nella storia, Superman e il campione si affrontano per decidere chi dei due dovrà rappresentare la Terra in un torneo intergalattico. Per rendere l'incontro più equo, il kryptoniano si vede privato dei superpoteri dalla presenza di un sole rosso. L'uscita di Superman vs. Muhammad Ali viene sponsorizzata dallo stesso Ali il 15 settembre 1978, poco dopo la riconquista del titolo di campione WBA nella rivincita contro Leon Spinks. L'albo, stampato in formato oversize da 72 pagine e venduto al prezzo maggiorato di 2,50$, si rivela un successo di vendite.
In occasione dello storico numero Superman n. 400 nel 1984, scritto da Elliot S. Maggin e disegnato da Joe Orlando, Marshall Rogers, Klaus Janson, Frank Miller, Wendy Pini, Mike Kaluta, Al Williamson e Jim Steranko, Schwartz commissiona una serie di illustrazioni e pin-up a leggende del fumetto che non avevano mai disegnato il personaggio, tra cui Bernie Wrightson, Jack Kirby, Will Eisner, Moebius, John Byrne, Walter Simonson e Steve Ditko. L'albo rappresenta l'unica occasione in tutta la sua carriera in cui l'editor ha avuto l'opportunità di lavorare contemporaneamente con Will Eisner, creatore di The Spirit, e con Jack Kirby, il Re dei comics.
Il 1986 vede avvicinarsi la fine del crossover Crisi sulle Terre infinite, che avrebbe cambiato per sempre l'Universo DC e rilanciato tutti i suoi personaggi. Schwartz, ormai prossimo al ritiro, decide di sfruttare i toni apocalittici dell'evento per fare in modo che i lettori credano di stare leggendo le ultime storie di Superman mai pubblicate. Prima commissiona il progetto allo scrittore Jerry Siegel, uno dei creatori originali del personaggio, così da chiudere il cerchio con il passato; ma l'autore risulta indisponibile per via di alcune restrizioni legali con DC Comics. L'editor ripiega allora sullo scrittore britannico Alan Moore, reduce da una lunga e apprezzata run su Swamp Thing, e gli affianca uno dei disegnatori storici di Superman, Curt Swan, che aveva iniziato a disegnarne le storie nel 1948. I due creano quindi la storia Che cosa è successo all'uomo del domani? (pubblicata su Superman n. 423 e Action Comics n. 583), considerata l'ultima della Silver Age, nonché una delle più apprezzate e iconiche dell'Uomo d'Acciaio.
Il suo ultimo lavoro in ambito editoriale è la direzione della collana DC Graphic Novel, pubblicata dal 1983 al 1986: una serie di adattamenti a fumetti di classici della fantascienza scritti da autori come Harlan Ellison, Robert Silverberg, Ray Bradbury e altri.
Dopo il ritiro, resta molto attivo nel panorama dei fandom e diviene un ospite frequente di molte fiere dedicate al fumetto e alla fantascienza. Nel 2000 pubblica la sua autobiografia, Man of Two Worlds: My Life in Science Fiction and Comics, scritta a quattro mani con Brian Thomsen. Muore l'8 febbraio 2004, all'età di 88 anni, in seguito al ricovero per uno pneumotorace, e viene sepolto al Cimitero ebraico di Mount Hebron. L'epitaffio sulla sua tomba recita:
Supergramps
Here lies Julius Schwartz He met his last deadline
"Our living legend"»Supernonno
Qui giace Julius Schwartz Ha rispettato la sua ultima scadenza
"La nostra leggenda vivente".»Diverse donne hanno denunciato casi di molestie sessuali da parte di Schwartz e hanno affermato che il suo comportamento era un segreto di Pulcinella nella comunità dei fumetti; tra queste figurano le disegnatrici Heidi Macdonald, Mary Jo Duffy, Jill Thompson e Colleen Doran. La stessa Doran presentò una denuncia delle molestie subite alla DC Comics, e poco dopo la società smise di assumerla per lavori freelance. Un articolo di Duffy, Thompson e Doran che rivelava i comportamenti scorretti dell'editor fu trattenuto da The Comics Journal e pubblicato solo dopo la morte di Schwartz.
Nel 1998, Ed Kramer, presidente del Dragon Con, indice il Julie Award, dedicato a Schwartz. Primo vincitore del premio è Ray Bradbury, suo storico assistito; successivamente si sarebbero aggiudicati il riconoscimento altri autori celebri, tra cui Yoshitaka Amano, Neil Gaiman, Harlan Ellison, Alice Cooper, Jim Steranko, Peter David, Paul Dini, Stan Lee e William Shatner.
Oltre alle Hall of Fame in cui è stato inserito, ha ricevuto i seguenti premi: