| Kubrat | |
|---|---|
| Khan | |
| In carica | VII secolo – VII secolo |
| Predecessore | Organa |
| Successore | Batbajan |
| Altri titoli | Patrizio |
| Nascita | circa 605 |
| Morte | tra il 641 e il 668 |
| Dinastia | Dulo |
| Figli | Batbajan, Kotrag, Asparuch, Kuber, Alcek |
Kubrat (in bulgaro Кубрат; nelle fonti medievali anche Kurt, Kovrat, Kobrat, Kuvrat e Krovat; in greco Κούβρατος e Κοβράτος) fu un sovrano dei Proto-bulgari del VII secolo, tradizionalmente associato alla formazione della Grande Bulgaria, un'entità politico-militare bulgara nell'area del Mar Nero settentrionale e del Mar d'Azov.
Nel Nominalia dei khan bulgari, il sovrano generalmente identificato con Kubrat è chiamato Kurt (Коуртъ) ed è associato al clan Dulo.
Le date della nascita e della morte di Kubrat non sono note con certezza. La sua nascita è tradizionalmente collocata intorno al 605, mentre per la morte sono state proposte date comprese tra il 641 e il 668; una datazione intorno al 665 è frequentemente utilizzata nella storiografia bulgara.
Il nome del sovrano è attestato nelle fonti in forme differenti. Nel Nominalia dei khan bulgari compare la forma Kurt, mentre le fonti bizantine utilizzano forme riconducibili a Kubrat, Kovrat, Kobrat e Krovat.
L'origine etimologica del nome non è certa. Una delle interpretazioni lo collega al verbo turco qobrat/quvrat, con il significato di «raccogliere» o «riunire»; un'altra lo mette in relazione con il termine turco qurt, «lupo».
Secondo il Nominalia dei khan bulgari, Kurt apparteneva al clan Dulo. La tradizione storiografica collega inoltre Kubrat a Organa, che avrebbe svolto un ruolo di reggente durante la sua giovinezza.
Le fonti bizantine descrivono Kubrat come capo o sovrano degli Unogunduri, identificati nella storiografia con un gruppo bulgaro della regione del Mar Nero settentrionale e del Mar d'Azov.
Le principali fonti narrative sulla vita di Kubrat sono la Cronaca di Teofane Confessore e la Breviarium di Niceforo, che utilizzano anche materiali più antichi.
Una testimonianza di Giovanni di Nikiu riferisce che Kubrat, nipote di Organa, fu battezzato a Costantinopoli e crebbe nel palazzo imperiale, dove avrebbe avuto rapporti personali con l'imperatore Eraclio I.
La tradizione secondo cui Kubrat giunse a Costantinopoli nel 619 come ostaggio e vi ricevette il battesimo è stata accolta da parte della storiografia moderna, ma i dettagli cronologici e le circostanze della sua permanenza nella capitale bizantina non sono ricostruibili con assoluta certezza.
Secondo Niceforo, negli anni 630 Kubrat si ribellò con successo agli Avari e stabilì un accordo con l'imperatore Eraclio. La tradizione storiografica collega questo accordo alla concessione a Kubrat del titolo bizantino di patrizio.
Una data frequentemente indicata per l'accordo con Bisanzio è il 635.
Il nome Grande Bulgaria viene utilizzato nella storiografia per indicare l'entità politico-militare bulgara che si consolidò nella prima metà del VII secolo nell'area del Mar Nero settentrionale e del Mar d'Azov.
Secondo la tradizione storiografica bulgara, Kubrat raggiunse l'indipendenza dal Khaganato turco occidentale intorno al 632 e consolidò un'unione politica dei Bulgari.
Le ricostruzioni dell'estensione territoriale della Grande Bulgaria differiscono tra loro. Il suo nucleo viene generalmente collocato nell'area del Mar d'Azov e delle steppe a nord del Mar Nero, mentre alcune ricostruzioni comprendono anche parti del Caucaso settentrionale.
Le fonti medievali collegano Kubrat agli Unogunduri, mentre altre popolazioni bulgare, tra cui Utiguri e Kutriguri, sono state messe in relazione con la formazione politica della Grande Bulgaria.
Non è noto con certezza quale fosse la capitale della Grande Bulgaria. Fanagoria è stata proposta come uno dei principali centri politici e talvolta come capitale, ma tale identificazione non è unanimemente accettata.
Kubrat consolidò l'autonomia dei Bulgari rispetto alle potenze della steppa e mantenne rapporti con l'Impero bizantino.
Le fonti e la storiografia differiscono nella ricostruzione dei conflitti combattuti durante il suo regno. Alcune pubblicazioni bulgare attribuiscono a Kubrat anche un conflitto con le forze del Califfato dei Rashidun nel Caucaso durante gli anni 640, ma questo episodio non è attestato in modo uniforme nelle principali fonti utilizzate per la ricostruzione della sua biografia.
Per questo motivo, la cronologia e l'ampiezza di eventuali campagne militari contro gli Arabi rimangono controverse.
La data della morte di Kubrat non è conosciuta con precisione. Le fonti bizantine la collocano durante il regno di Costante II, cioè tra il 641 e il 668.
Una data intorno al 665 è frequentemente adottata nella storiografia bulgara e nella divulgazione storica.
Nel 1912, presso Mala Pereščepina, nell'attuale Ucraina, fu scoperto un ricco complesso archeologico contenente numerosi oggetti d'oro e d'argento.
Il complesso è stato tradizionalmente associato a Kubrat. Alcuni degli oggetti rinvenuti sono stati interpretati come contenenti il suo nome o il titolo di patrizio.
L'identificazione del complesso con la sepoltura di Kubrat, tuttavia, non è universalmente accettata. Nella storiografia contemporanea l'attribuzione del complesso a Kubrat rimane oggetto di discussione.
Di conseguenza, il luogo della sepoltura di Kubrat non può essere indicato con certezza come Mala Pereščepina.
Secondo il racconto di Teofane e Niceforo, Kubrat ebbe cinque figli, ai quali avrebbe raccomandato di mantenere l'unità.
Le fonti medievali menzionano esplicitamente Batbajan, Kotrag e Asparuch; nella storiografia bulgara e in parte della storiografia moderna gli altri due figli sono generalmente identificati con Kuber e Alcek.
Dopo la morte di Kubrat, l'unione politica si frammentò. La tradizione storiografica collega i diversi gruppi bulgari alle seguenti migrazioni:
Le identificazioni di Kuber e Alcek come figli di Kubrat, così come i dettagli delle rispettive migrazioni, sono oggetto di ricostruzione storiografica e non sono documentati con lo stesso grado di certezza delle vicende di Asparuch.
Secondo la tradizione trasmessa da Teofane e Niceforo, Kubrat avrebbe esortato i propri figli a non separarsi e a conservare l'unità del gruppo politico da lui creato.
Nella cultura bulgara moderna questo episodio è comunemente chiamato «testamento di Kubrat».
La celebre storia secondo cui Kubrat avrebbe mostrato ai figli un fascio di ramoscelli che non poteva essere spezzato quando era unito, ma poteva essere spezzato quando i ramoscelli erano separati, non compare nel racconto conservato di Teofane relativo alle sue ultime esortazioni. Non è quindi una scena direttamente attestata dalle fonti bizantine del VII secolo.
Kubrat occupa un posto centrale nella storiografia bulgara del primo Medioevo. Il suo nome è associato alla formazione di una significativa unione politico-militare bulgara nell'area del Mar Nero settentrionale e del Mar d'Azov.
La dissoluzione dell'unione dopo la sua morte e la dispersione di diversi gruppi bulgari sono state tradizionalmente collegate alla successiva formazione di entità politiche bulgare nei Balcani e nell'area del medio Volga.
La natura precisa della Grande Bulgaria — in particolare la sua estensione territoriale, il grado di centralizzazione politica e la composizione delle popolazioni sottoposte a Kubrat — rimane oggetto di discussione tra gli studiosi.
Il nome di Kubrat è stato utilizzato per denominare il Kubrat Knoll, una formazione rocciosa sull'isola Livingston nelle Isole Shetland Meridionali, in Antartide.
Kubrat è rappresentato anche nel film storico bulgaro Asparuch (1981), diretto da Ljudmil Stajkov e interpretato, nel ruolo di Kubrat, dall'attore Vasil Mihajlov.
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