Legge Bignami

Legge Bignami
Galeazzo Bignami, proponente della legge elettorale.
Titolo esteso"Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica"
StatoItalia (bandiera) Italia
Tipo leggeLegge ordinaria
LegislaturaXIX legislatura
ProponenteGaleazzo Bignami
SchieramentoFdI, Lega, FI, NM, UdC
Promulgazione9 ottobre 2026
A firma diSergio Mattarella
SostituisceLegge Rosato
Testo
Legge 9 ottobre 2026, n. 180 "Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica"

La Legge Bignami, dal nome del suo primo firmatario Galeazzo Bignami, ufficialmente legge 9 ottobre 2026, n. 180, comunemente nota come Stabilicum e polemicamente denominata dalle opposizioni Melonellum o Meloncellum, è la legge elettorale della Repubblica Italiana che disciplina l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

È stata approvata in via definitiva alla Camera dei deputati l'8 ottobre 2026 e promulgata dal Presidente della Repubblica il 9 ottobre 2026.

Sostituisce la precedente legge Rosato del 2017, nota come Rosatellum.

Storia

La proposta di legge è stata presentata alla Camera dei deputati il 26 febbraio 2026 da Galeazzo Bignami e altri deputati.

L’esame presso la Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del consiglio e interni della Camera dei deputati è iniziato il 31 marzo 2026. Il provvedimento è stato successivamente esaminato dall'Assemblea, che lo ha approvato in prima lettura il 16 luglio 2026, con modifiche sostanziali. La soglia per il premio di maggioranza è passata dal 40% al 42%; il limite massimo di parlamentari eleggibili da una singola lista o coalizione è passato da 230 a 220 per la Camera ed è stata eliminata l'ipotesi di ballottaggio fra liste che avessero entrambe ottenuto voti fra il 35% e il 40%. Inoltre, si stabilisce che i voti in Trentino-Alto Adige e in Valle d'Aosta (ma non quelli delle Circoscrizioni Estero) contribuiscano al computo della soglia.

Il testo è stato quindi trasmesso al Senato della Repubblica, dove ha assunto il numero A.S. 1971. Il Senato lo ha approvato con modificazioni il 15 settembre 2026, con conseguente ritorno del provvedimento alla Camera. Il testo modificato è stato trasmesso alla Camera il 15 settembre e registrato come A.C. 2822-B. Tra le modifiche introdotte dal Senato figurano l’aumento del numero delle preferenze esprimibili, la fissazione in sette del numero complessivo dei candidati nei collegi plurinominali, l’aumento del numero ordinario di sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle listens e l’estensione ad almeno la metà delle circoscrizioni dell’ambito territoriale minimo nel quale le liste devono presentare candidature.

La Camera ha ripreso l’esame del testo nel mese di settembre. Il 1º ottobre 2026 sono state respinte cinque questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate da esponenti delle opposizioni.

Il Governo Meloni ha successivamente posto la questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3. Le votazioni sulla fiducia si sono svolte il 6 e il 7 ottobre. Il 7 ottobre è stato inoltre approvato l’articolo 8 e si è concluso l’esame degli ordini del giorno.

L’8 ottobre 2026, nella seduta n. 723 della Camera dei deputati, si sono svolte le dichiarazioni di voto finale e la votazione conclusiva sul provvedimento. La Camera ha approvato definitivamente la proposta di legge Bignami ed altri, già approvata dalla Camera e modificata dal Senato.

Il 9 ottobre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge senza accompagnarla con osservazioni scritte, e la legge 9 ottobre 2026, n. 180, «Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica», è stata pubblicata lo stesso giorno nella Gazzetta Ufficiale, con entrata in vigore il 24 ottobre 2026. Le opposizioni hanno annunciato ricorsi alla Corte costituzionale.

Caratteristiche principali

La legge modifica il sistema elettorale delle due Camere introducendo un sistema a base proporzionale con un premio di maggioranza e mantenendo soglie di sbarramento alla ripartizione dei seggi.

Il provvedimento si compone di 9 articoli e interviene direttamente sui testi unici elettorali della Camera e del Senato.

Camera dei deputati

Per la Camera, il territorio nazionale è suddiviso nei collegi plurinominali previsti dalla tabella A2 allegata al decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177.

I seggi sono assegnati con metodo proporzionale alle liste e alle coalizioni di liste, con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza. È previsto il voto di preferenza.

Restano ferme le disposizioni relative alla circoscrizione Estero e quelle speciali previste per la Valle d’Aosta.

Senato della Repubblica

Per il Senato, ad eccezione dei collegi uninominali della Valle d’Aosta e del Trentino-Alto Adige, le circoscrizioni regionali sono suddivise nei collegi plurinominali previsti dalla tabella B2 allegata al decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177.

I seggi sono assegnati con metodo proporzionale, con l’eventuale attribuzione del premio di maggioranza.

Premio di maggioranza

La legge introduce un premio di maggioranza costituito da 70 seggi alla Camera dei deputati e 35 seggi al Senato della Repubblica. Nel testo della legge, tale attribuzione di seggi viene definita "premio di governabilità" pur trattandosi, a livello tecnico, di un vero e proprio premio di maggioranza, dal momento che garantisce, al raggiungimento di determinate condizioni, la maggioranza assoluta dei parlamentari al partito politico o coalizione che raggiunga la maggioranza relativa dei voti.

Il premio è attribuito alla lista singola o alla coalizione di liste che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi a livello nazionale in entrambe le Camere e che abbia conseguito almeno il 42% dei voti validi in ciascuna Camera. Le due condizioni devono quindi verificarsi contemporaneamente alla Camera e al Senato. Nel computo dei voti per l'ottenimento del 42% entrano anche i voti ottenuti dalle liste che non abbiano superato la soglia di sbarramento, anche se nella prima versione della legge non era previsto che questi voti venissero computati.

Il premio è attribuito attraverso apposite liste di coalizione, circoscrizionali e regionali destinate all’assegnazione dei seggi del premio. In queste liste è prevista una norma per salvaguardare la parità di genere: nessun genere può superare il 60 per cento dei candidati, ma non esiste l'obbligo di alternarli. Questa disposizione ha creato perplessità anche all’interno della maggioranza; alcuni temono l'eventualità che, specie nel caso dei partiti con un minor numero di eletti, questi ultimi potrebbero anche essere quasi esclusivamente uomini.

È previsto un limite massimo di 220 deputati e 113 senatori per qualunque lista o coalizione. Eventuali seggi eccedenti verranno tolti dalla parte proporzionale; nel caso si applichi il premio di maggioranza risulteranno quindi eletti in ogni caso i candidati presenti nell'apposita lista.

Qualora non ricorrano le condizioni per l’attribuzione del premio, i seggi sono assegnati con metodo proporzionale secondo le procedure previste dalla legge.

Indicazione del Presidente del Consiglio

La legge prevede l’indicazione obbligatoria, da parte delle liste e delle coalizioni, della persona che intendono proporre per l’incarico di Presidente del Consiglio dei ministri. Nel caso delle coalizioni, l'indicazione deve essere la stessa.

L’indicazione è contenuta nel programma elettorale ma non sulla scheda, e non sarà comunque vincolante. Quindi, la disposizione non introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio e non modifica formalmente il procedimento di nomina previsto dall’articolo 92 della Costituzione.

Preferenze

Il sistema elettorale prevede liste presentate nei collegi plurinominali.

Ciascuna lista è composta da sette candidati, compreso il capolista. Il capolista occupa una posizione bloccata, mentre per gli altri candidati è prevista la possibilità di esprimere preferenze.

L’elettore può esprimere fino a tre preferenze.

In caso di espressione di più preferenze, devono essere rispettate le disposizioni sulla rappresentanza di genere previste dalla legge. Le preferenze successive alla prima espresse in violazione delle relative condizioni sono annullate secondo le modalità stabilite dalla disciplina elettorale.

La modifica rappresenta il ritorno del voto di preferenza nel sistema elettorale nazionale dopo l’abolizione delle preferenze operata dalle precedenti leggi elettorali nazionali.

Pluricandidature

Sono previste pluricandidature, al massimo in 5 collegi distinti. Un candidato nella lista associata all'eventuale premio di maggioranza deve essere candidato anche come capolista in almeno uno dei collegi plurinominali. Nel caso di elezione in più collegi, un candidato verrà proclamato eletto nel collegio in cui la lista ha ottenuto la minore cifra elettorale.

Soglie di sbarramento

La legge elettorale stabilisce specifiche soglie di sbarramento per l'accesso alla ripartizione dei seggi sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica.

Liste singole

La norma mantiene la soglia del 3% dei voti validi a livello nazionale. Viene introdotta una deroga interna alle coalizioni per la lista esclusa che ottiene il maggior numero di voti sotto tale percentuale, garantendone l'ammissione alla ripartizione dei seggi. Inoltre, i voti delle liste che non superano il 3% concorrono al calcolo del risultato complessivo della coalizione per il raggiungimento della soglia del 42% necessaria al premio di maggioranza.

Coalizioni

Per le coalizioni di liste è prevista una soglia di sbarramento del 10% dei voti validi su base nazionale, a condizione che almeno una delle liste collegate superi la soglia del 3%.

Minoranze linguistiche

Vengono mantenute disposizioni specifiche a tutela delle liste rappresentative delle minoranze linguistiche legalmente riconosciute, per le quali sono previste soglie agevolate circoscrizionali o regionali volte a garantirne la rappresentanza parlamentare.

Presentazione delle liste

La normativa modifica i requisiti relativi alle sottoscrizioni necessarie per il deposito delle liste e stabilisce nuovi criteri per la loro estensione territoriale.

Numero di sottoscrizioni

La quota ordinaria di firme richieste per la presentazione di una lista è fissata a 6 000 per ciascun collegio elettorale.

Ambito territoriale minimo

Per l'ammissibilità alla competizione elettorale, ogni lista ha l'obbligo di presentare proprie candidature in almeno la metà delle circoscrizioni in cui è suddiviso il territorio nazionale.

Voto degli elettori fuori sede

L’articolo 8 introduce una disciplina organica per l’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori fuori sede.

È istituito presso ciascun comune un elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato, per le elezioni europee e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Gli elettori che, per motivi di studio o di lavoro, sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale possono chiedere l’iscrizione nell’elenco. La disciplina richiede, in via ordinaria, una permanenza prevista nel comune di temporaneo domicilio di almeno nove mesi.

Sono disciplinate anche le modalità per gli elettori per i quali i requisiti maturano successivamente al 31 dicembre, nonché i termini per la presentazione delle domande.

La disciplina è stata estesa nel corso dell’esame parlamentare anche a determinate categorie di caregiver familiari, secondo le condizioni stabilite dal testo.

Note

  1. ↑ Stabilicum, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  2. ↑ Melonellum, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  3. ↑ Stabilicum, Porcellum e la storia dei nomi strambi delle leggi elettorali, su il Post, 10 ottobre 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  4. 1 2 Emilia Patta, Legge elettorale 2027, cos’è lo Stabilicum: come voteremo e che cosa cambia, su Il Sole 24 ORE, 6 ottobre 2026. URL consultato l'8 ottobre 2026.
  5. ↑ Mattarella promulga la Legge elettorale: ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, su finanza.repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  6. ↑ XIX Legislatura - A.C. 2822: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, su www.camera.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  7. 1 2 Iter di A.C. 2822, su www.camera.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  8. ↑ La nuova legge elettorale garantisce davvero stabilità? Analisi e simulazioni della riforma approvata alla Camera, su cise.luiss.it. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  9. 1 2 XIX Legislatura - Disegno di legge C. 2822-B (A.S. 1971), su www.senato.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  10. ↑ Legge elettorale: il Senato ha detto sì, con modifiche, su Altalex, 19 settembre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  11. ↑ Atto Camera: 2822-B - Scheda del progetto di legge, su www.camera.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  12. ↑ Atto Camera n. 2822 - Scheda DDL ed esame, su www.senato.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  13. ↑ Legge elettorale, fiducia alla Camera: cosa cambia nel 2026, su Diritto.it, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  14. ↑ Legge elettorale, votata la fiducia sull'articolo 3 e approvato l'articolo 8, su comunicazione.camera.it, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  15. ↑ AULA, Seduta 723 - Legge elettorale, approvazione definitiva, su webtv.camera.it, 8 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  16. ↑ Legge elettorale, approvazione definitiva, su comunicazione.camera.it, 8 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  17. ↑ Legge elettorale, Mattarella ha promulgato lo Stabilicum. Rispetto per la Consulta e distinzione tra i poteri: così il Quirinale ha accelerato, su Corriere della Sera, 9 ottobre 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  18. ↑ Legge 9 ottobre 2026, n. 180 – Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (26G00201), su Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 235, 9 ottobre 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  19. ↑ Legge elettorale, c'è la firma di Mattarella. L'opposizione ora punta sulla Consulta, su La Stampa, 9 ottobre 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  20. ↑ Legge elettorale: dal premio alle preferenze, come funziona la riforma, su ANSA, 8 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  21. ↑ Come funziona la nuova legge elettorale, su Linkiesta.it, 9 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  22. 1 2 Dossier A.C. 2822-A - Studi e Documentazione parlamentare (PDF), su documenti.camera.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  23. ↑ Approvata definitivamente alla Camera la riforma della Legge elettorale, su Giornale Radio, 9 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  24. ↑ Nota di lettura all'Atto Senato n. 1971 (PDF), su www.senato.it, 13 aprile 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  25. ↑ Legge elettorale: via libera definitivo della Camera. Ecco cosa prevede, su La Vita del Popolo, 8 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  26. 1 2 3 4 5 Sky TG24, Nuova legge elettorale governo Meloni, cosa prevede e cosa cambia, su tg24.sky.it, 8 ottobre 2026. URL consultato l'8 ottobre 2026.
  27. ↑ Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica (PDF), su documenti.camera.it, 16 settembre 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  28. ↑ Abbiamo una nuova legge elettorale, su Pagella Politica. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  29. 1 2 Nuova legge elettorale: come si vota e come funziona?, su laleggepertutti.it. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  30. 1 2 3 4 Legge elettorale, cosa cambia? Quando si vota? Perché si chiama Stabilicum? Chi vincerebbe oggi in base ai sondaggi? Domande e risposte, su www.leggo.it, 8 ottobre 2026. URL consultato l'8 ottobre 2026.
  31. ↑ La Legge Rosato prevedeva listini bloccati. Cancellando, di fatto, la possibilità per l'elettore di indicare delle preferenze.
  32. ↑ Le novità della legge elettorale “Bignami”, su Askanews, 15 settembre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  33. ↑ Legge elettorale, le simulazioni: maggioranze, preferenze e il confronto con il Rosatellum. L’analisi per coalizioni e partiti, su cise.luiss.it. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  34. ↑ In cosa consiste la legge elettorale: tutte le novità, su Policy Maker. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  35. 1 2 Legge elettorale dall'a alla z, su ItaliaOggi. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  36. ↑ Nuova legge elettorale, testo riforma 'Bignami bis': cosa prevede, su Sky TG24, 4 giugno 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  37. ↑ Melonellum, parte la corsa per evitare 6mila firme a collegio, su HuffPost Italia, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  38. ↑ Legge elettorale, 6mila firme da raccogliere per presentarsi alle Politiche: chi rischia di restare fuori, su Fanpage, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  39. ↑ Legge elettorale: la barriera delle firme per i nuovi partiti, su Rivista Rinascita, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  40. ↑ Legislatura 19ª - Dossier n. 666 3: Scheda sull'Articolo 8, su www.senato.it. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  41. ↑ Legge elettorale, via libera dalla Camera alla fiducia sugli articoli 3 e 8: voteranno anche i fuorisede, su Lo Speciale Giornale, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  42. ↑ Legge elettorale, arriva il voto per i fuorisede: chi potrà chiederlo e come, su Il Sole 24 Ore, 9 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  43. ↑ L. Elettorale: passa voto per fuori sede, su 9Colonne, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.
  44. ↑ Legge elettorale, voto ai fuori sede esteso ai caregiver, su Avvenire, 7 ottobre 2026. URL consultato il 9 ottobre 2026.

Voci correlate

Collegamenti esterni