| Locomotiva FS Ne 120 | |
|---|---|
| Locomotiva Diesel | |
| Anni di progettazione | 1941 |
| Anni di costruzione | 1941 - 1944 |
| Anni di esercizio | 1944 - 1974 |
| Quantità prodotta | 49 unità rimaste in Italia |
| Costruttore | Whitcomb Locomotive Works |
| Dimensioni | 13.200 mm × 3.000 mm × 4.080 mm |
| Massa in servizio | 59/66 t |
| Rodiggio | Bo'Bo' |
| Diametro ruote motrici | 965 mm |
| Tipo di trasmissione | elettrica |
| Potenza oraria | 435 kW |
| Velocità massima omologata | 70 km/h |
| Alimentazione | gasolio |
Le locomotive FS Ne 120, in origine FS Ne 1200, sono state le prime locomotive Diesel-elettriche di grande potenza che abbiano circolato regolarmente sulla rete delle Ferrovie dello Stato italiane.
Le locomotive poi FS Ne 120, soprannominate "locomotive di guerra" rappresentano uno dei risultati dello sforzo bellico compiuto degli alleati durante la seconda guerra mondiale. La macchina è nota anche con il nomignolo di "Truman", dal nome del Presidente degli Stati Uniti d'America in carica negli anni in cui la motrice iniziò il suo servizio nelle FS, anche se in Italia era giunta qualche tempo prima, in piena guerra, all’epoca di Roosevelt.
La lunga storia delle Truman è iniziata nel 1941, quando la Whitcomb Locomotive Works iniziò la produzione di questa locomotiva diesel-elettrico classificata come 65DE14 e dotata di due motori a 6 cilindri da 280 Cv (209 kW) costruiti dalla Buda Engine Co. su licenza Lanova e parte elettrica Westinghouse.
Costruite in diverse serie dal 1941 al 1944, per il War Department (WD) ed utilizzate da esso e dal Military Railway Service (MRS), nel corso della Seconda guerra mondiale sui fronti dell'Africa e del Medio Oriente, e sul fronte dell'Europa occidentale.
In totale vi furono quattro ordini per un totale di 112 macchine, di cui sette andarono perdute a causa della guerra già prima di arrivare in Africa.
| Numero WD | Numeri di serie | Denominazione | Anno |
|---|---|---|---|
| 1200 – 1224 | 60130 – 60154 | 65-DE-14 | 1942 |
| 1225 – 1251 | 60167 – 60193 | 65-DE-14 | 1942 |
| 1537 – 1576 | 60236 – 60275 | 65-DE-14 A | 1943 |
| 1577 – 1596 | 60302 – 60321 | 65-DE-14 B | 1943 |
Al termine dei combattimenti in Nordafrica, dove alcune la macchine parteciparono anche alla battaglia di El Alamein, nel 1944 giunsero in Italia seguendo il fronte. c
Dopo aver servito gli alleati, al termine del conflitto rimasero nella Penisola e le Ferrovie dello Stato acquistarono quarantanove di queste locomotive, dodici delle quali usate tra il 1943 e il 1944 per treni militari in Palestina, e le inserirono nel proprio parco rotabili, che era stato gravemente depauperato dalle azioni belliche, immatricolate come serie Ne.1200 (001-049), denominazione modificata in Ne.120 nel 1953, dove Ne sta per "motore a Nafta" e "trazione Elettrica".
Già dal 1946 si manifestarono problemi di rottura delle testate dei motori Diesel originali. Anche per la difficoltà di reperire i ricambi le FS sostituirono i motori di 12 unità con altri costruiti dalla FIAT, del tipo montato sugli autotreni Diesel FS ATR 100.
Le Ne 120 si rivelarono locomotive molto robuste e adattissime al servizio di manovra pesante nei grandi scali merci e di smistamento e nell'imbarco e sbarco dalle navi traghetto. Pertanto, raggiunto il termine della vita utile dei motori, le FS anziché demolirle decisero di sottoporle a un radicale ammodernamento, compiuto tra il 1965 e il 1974. Le macchine ammodernate vennero riclassificate nel nuovo gruppo FS D.143, e hanno prestato servizio fino all'inizio del XXI secolo.

Le locomotive Ne 120 erano costituite da un telaio a due carrelli su cui erano montati due avancorpi e una cabina di guida centrale. Nella struttura erano simili ad analoghe e diffuse realizzazioni per altre ferrovie americane. Tutt'intorno un praticabile fornito di corrimano permetteva il passaggio lateralmente e intorno agli avancorpi direttamente dalla cabina di guida. Erano perfettamente bidirezionali. I due carrelli, di tipo semplificato, avevano sospensione a molle elicoidali. Erano fornite di 2 motori diesel costruiti dalla Buda, una azienda dell'Illinois su licenza della Lanova: erano a 6 cilindri, con valvole in testa, e sovralimentati. Ad essi era accoppiata una dinamo generatrice di corrente continua che alimentava i motori elettrici posti sui carrelli. La parte elettrica era di produzione Westinghouse.
La numerazione d'origine nel gruppo "1200" è quella assegnata dal Military Railway Service ed è sostituita nel 1953 da quella a tre cifre (120).
All'arrivo in Italia la livrea era sabbia, successivamente sostituito con il prugna con banda gialla; dal 1953 la livrea fu castano con varianti in castano-isabella. L'ultima livrea prima di essere trasformate in D.143 fu color verde vagone con fasce gialle, telaio rosso e tetto color alluminio.
Assegnazioni nel marzo 1945: Salerno 8, Roma San Lorenzo 37 in servizio, Roma Smistamento 59 in officina.
Assegnazioni nel dicembre 1945: Compartimenti di Bologna, Ancona, Firenze e Napoli. (precedentemente anche a Verona).
Assegnazioni nel giugno 1946: 49 "Ne 1200" a Firenze 16, Roma Smistamento 29, 4 (precedentemente 18?) in officina.
Assegnazioni nel dicembre 1946: Compartimenti di Bologna, Ancona, Firenze, Napoli, Roma.
Assegnazioni nel dicembre 1951: Torino Smistamento 7, Asti 1, Alessandria 1, Milano Smistamento 4, Roma Smistamento 7, Napoli Smistamento 4, Reggio Calabria 4, Messina 10, Catania 2, Palermo 2, 7 in officina.
Tra i servizi viaggiatori svolti dalle Ne 120 riveste particolare interesse l'esercizio a spola ante litteram istituito tra le stazioni di Priverno-Fossanova e Priverno dopo la chiusura del tronco Velletri-Priverno della ferrovia Velletri-Terracina nel 1958 e continuato fino agli anni 1970, in cui la Ne 120 di stanza a Priverno-Fossanova viaggiava intercalata tra due carrozze Corbellini a due assi o Centoporte a tre assi. Questo particolare tipo di convoglio, chiamato dalle FS "composizione speciale bloccata" e ribattezzato "pagnottella" dai ferrovieri, effettuava le uniche due coppie di treni sulla breve tratta di 8 km, con due corse di primissima mattina da Priverno a Priverno-Fossanova, precedute dai rispettivi invii a vuoto, e altrettante in serata sul percorso inverso, seguite anch'esse dai rispettivi rientri a vuoto; nell'intervallo di inoperatività delle "pagnottelle" la Ne 120 restava a disposizione per i servizi merci e di manovra.
Nel 2014 risultavano preservate le unità 002 (oggi 143.3002), 021 (oggi 143.3019), 026 (oggi 143.3021, l'unica efficiente, in carico all'Associazione Treni Storici Liguria di La Spezia) e 020 (oggi 143.3045, sottoposta a Palermo a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni Culturali della Regione Siciliana).