
Loris Gavarini (Massa, 20 novembre 1925 – La Spezia, 19 febbraio 1983) è stato un direttore d'orchestra, compositore e maestro di coro italiano.
Appassionato alla musica fin da giovanissimo, conseguita la maturità magistrale, si iscrive alla facoltà di Filosofia dell'ateneo pisano, ma presto intraprende lo studio del pianoforte, a cui affianca la composizione. Nella seconda metà degli anni ’30 è a Milano per seguire le lezioni del compositore Riccardo Pick-Mangiagalli, poi a Napoli con Giuseppe Baroni.
Il maestro Campogalliani del Conservatorio di Parma lo portò alla scoperta della concertazione e direzione orchestrale, senza però tralasciare, sotto il suo insegnamento, lo studio del pianoforte, il che gli permise di diventare anche pianista concertista, sia come solista, che in duo, che in formazioni varie.

Nel 1943, allo scoppio della seconda guerra mondiale, partì come volontario; nel 1945, da sbandato, raggiunse la famiglia, rifugiatasi a Parma e nel 1947 riuscirono a fare tutti ritorno a casa, a Massa: qui, per bisogno di sopravvivenza, in un periodo di forte carestia, si servì della musica per formare un complesso, assieme ad amici musicisti, andando a suonare nelle balere che stavano nascendo nella periferia della città.
Nel 1950 ottenne il primo incarico, come Maestro del Coro, all'Unione Corale La Spezia, e sotto la sua spinta la “Scuola Di Musica di La Spezia” si aprì, oltre agli strumentisti, anche ad allievi cantanti, dando loro la possibilità di studiare in una Scuola pubblica. Tra questi allievi di canto spiccò un giovane soprano, Margherita Guglielmi, che, a soli 16 anni, partecipò, come vincitrice, al programma “Il campanile d’oro”: accompagnata al pianoforte da Gavarini, in una diretta radio nazionale presentata da un giovanissimo Enzo Tortora, cantò “O luce di quest’anima” (dalla Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti).
Si arriva così, per la mia prima volta, ad allestire, sempre con la Scuola di Musica, L'elisir d'amore, debuttando al Teatro Impavidi di Sarzana, dove gli vennero affidate concertazione e direzione d’orchestra.

In quegli anni vince il Concorso Nazionale per Direttori d'orchestra a Mantova.
All’Unione Corale spezzina rimarrà come Direttore fino al 1960, anno in cui si trasferisce a Milano con incarichi di Direttore d'orchestra e Maestro concertatore.
Il primo podio che lo vede protagonista nazionale è quello del Teatro Lirico di Milano, trampolino di lancio per la sua attività, che continua al Teatro Margherita di Genova, dove è chiamato per dirigere una Traviata con Carlo Tagliabue. Inizia l'epoca delle tournées, la prima delle quali in Corsica, poi ancora in Francia, Germania, Jugoslavia, Inghilterra, Spagna, Giappone, Sud America. Nel 1965 si sposta nella capitale, dove continua la sua carriera dirigendo sia all'Opera di Roma che alle Terme di Caracalla. Negli anni successivi la sua attività artistica lo porta a dirigere orchestre di livello nazionale ed internazionale in molti teatri italiani, quali il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo, il Teatro Petruzzelli di Bari e il Gran Teatro La Fenice di Venezia. All'estero dirige a Madrid, Barcellona, Città del Messico, Tokyo, Il Cairo, Zurigo, Edimburgo. Con lui cantano dversi artisti della scena lirica dell'epoca: Giuseppe Di Stefano, Anna Moffo, Gianni Poggi, Ferruccio Tagliavini, Gianni Raimondi, Gianna Galli, Mario Del Monaco, Virginia Zeani, Aldo Protti, Piero Cappuccilli, Nicola Rossi Lemeni, Placido Domingo e Fiorenza Cossotto. Tra le numerose incisioni discografiche si annovera Giulietta e Romeo di Riccardo Zandonai e un disco che lo vede dirigere Milva e Claudio Villa.
Con l'Orchestra Sinfonica di San Remo, nell'ambito di un Festival che verrà ripreso e trasmesso dalla televisione italiana, Grosseto sarà l'ultima città a vederlo sul podio nel Rigoletto nel dicembre 1982. Non riesce a portare a termine le prove d'orchestra per una tournée in Sicilia perché inizia la malattia, che lo porta alla morte nel 1983, all'età di 58 anni.
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