| Louis Emmanuel Rey | |
|---|---|
| Nascita | Grenoble, 22 settembre 1768 |
| Morte | Parigi, 18 giugno 1846 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Anni di servizio | |
| Grado | Generale di divisione |
| Guerre | Guerre rivoluzionarie francesi Guerre napoleoniche |
| Battaglie | Battaglia dei Pirenei |
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Il barone Louis Emmanuel Rey (Grenoble, 22 settembre 1768 – Parigi, 18 giugno 1846) è stato un militare francese. Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul lato ovest dell'Arco di Trionfo di Parigi.
Nel 1784, all'età di 16 anni, Rey entrò nell'esercito del regno di Francia. nel Regiment de Monsieur, che divenne poi il 75° reggimento di fanteria di linea dal 1791. Promosso sergente maggiore nel 1791, ottenne il grado di tenente nel 1792. Nei quattro anni successivi, servì nell'Armata delle Alpi con distinzione sino a raggiungere il grado di generale di brigata nel 1796. Comandò l'accampamento militare di Lione e riorganizzò le truppe che passarono dalla Vandea all'Armata d'Italia.
Quando la Grande Armée lasciò le coste del Canale della Manica per combattere nella terza coalizione, Rey ottenne il comando dell'accampamento di Boulogne dal 1805 al 1808. Sul finire dell'anno venne nominato barone dell'impero. Servì quindi come capo dello staff del VII corpo d'armata del generale Laurent de Gouvion Saint-Cyr in Catalogna dall'inizio di agosto del 1808. Comandò una brigata nella battaglia di Ocaña nel novembre del 1809 con 3500 uomini al suo seguito. Nella battaglia di Baza del 4 novembre 1810, guidò una brigata della I divisione del generale Horace Sebastiani de la Porta, parte del IV corpo d'armata. Combatté nell'assedio di Tarragona del 1811. Lo storico David G. Chandler riporta che Rey venne nominato governatore della fortezza di San Sebastián nell'agosto del 1811. Altre fonti riportano che Rey venne sconfitto dal generale spagnolo Francisco Ballesteros ad Alhaurín el Grande il 14 aprile 1812. In quest'occasione egli era alla testa di 3000 uomini su tre squadroni del 21° reggimento dragoni, due pezzi d'artiglieria e tre battaglioni provenienti dal 43° e dal 58° reggimento di fanteria di linea. Le perdite francesi si attestarono a 200 unità, compresi i due cannoni.
Dal 5 luglio al 9 settembre 1813 Rey condusse un'abile difesa di San Sebastián. Relativamente all'assedio, lo storico David Gates definì Rey, "un comandante di prim'ordine." L'esercito del marchese di Wellington aveva sbarcato 40 cannoni pesanti d'assedio e una gran quantità di rifornimenti nei pressi del porto di Pasajes già all'inizio di luglio di quell'anno. Wellington assegnò Thomas Graham, I barone Lynedoch con la V divisione e la brigata portoghese ad occuparsi delle operazioni d'assedio. Un primo tentativo di compromettere le difese venne effettuato il 15 luglio ma senza successo. Un pesante bombardamento seguito da un attacco venne respinto dai difensori francesi due giorni dopo, ma la fanteria alleata riuscì a resistere causando 200 perdite ai francesi. Gli anglo-portoghesi riuscirono ad aprire una piccola breccia nelle mura orientali della fortezza. Nel frattempo i genieri inglesi scoprirono un vecchio scarico fognario inutilizzato che sfruttarono per piazzare una mina proprio sotto le difese meridionali del forte.
Rey chiuse la breccia con difese interne e puntò tutta la sua artiglieria su quel punto. Al calar della sera del 25 luglio, l'attacco di Graham venne respinto. La mina esplose arrecando dei danni, ma i francesi riuscirono comunque a respingere l'attacco degli alleati da sud. Capeggiata dai Royal Scots, la colonna principale attraversò l'estuario del Rio Urumea ed assaltò il forte da est. Dopo che gli attaccanti ebbero raggiunto la sommità della breccia, i francesi aprirono il fuoco causando un massacro tra le fila britanniche. Gli attaccanti persero 600 uomini tra morti e feriti, mentre le perdite dei francesi furono solo un decimo degli uomini presenti. Il letto del fiume si ingrossò improvvisamente e molti soldati inglesi in ritirata rischiavano di annegare e quindi Rey, generosamente, permise ai suoi soldati di lasciare le difese e di aiutare i nemici feriti. Con la battaglia dei Pirenei Wellington ordinò a Graham di abbandonare le operazioni di assedio. Col ritiro degli alleati, Rey lanciò una sortita a sorpresa che inflisse altre 200 perdite al nemico, recuperando dell'equipaggiamento utile. Il morale delle truppe alleate era a terra e si iniziarono a verificare le prime diserzioni.

Nell'interludio, Rey si dedicò alle operazioni di riparazione delle difese a sud e sigillò lo scarico fognario con un nuovo muro. Fece giungere anche nuove truppe fresche e rifornimenti attraverso l'ormai debole blocco navale imposto dagli inglesi e rimandò i feriti e gli ammalati in Francia. Rey attese il ritorno degli alleati con 3000 fanti e 60 cannoni. Dopo la sconfitta dei francesi sui Pirenei, Graham riarmò le sue batterie d'assedio che consistevano ora di 63 cannoni pesanti. Il 26 agosto iniziò un nuovo bombardamento alle fortificazioni francesi che perdurò per cinque giorni. L'artiglieria alleata inflitte pesanti perdite ai difensori, aprendo due brecce (una a sudest e una a nord) che fecero perdere a Rey la maggior parte dei suoi cannoni di difesa. Rey armò ciascuno dei 2500 soldati rimastigli con tre moschetti e granate nel tentativo di resistere il più possibile.
L'assalto finale iniziò alle 10:55 del 31 agosto quando la V divisione del generale James Leith riuscì a raggiungere la sommità della breccia principale a sud e la brigata portoghese comandata da Thomas Bradford attaccò quella più piccola ad est. Gli anglo-portoghesi si ritrovarono sotto pesante fuoco nemico e quindi Graham fece ridiscendere le truppe dalle fortificazioni e fece aprire il fuoco ai suoi cannoni d'assedio. Questo espediente cambiò le sorti dello scontro e i francesi subirono perdite ingentissime. Inoltre l'esplosione accidentale di un deposito di bombe, uccise 60 francesi e ne ferì molti altri.
Gli uomini di Leith ripresero la via della breccia minore, sempre assistiti dai portoghesi. Non ancora battuto, Rey guidò personalmente i 1300 uomini rimastigli in una battaglia casa per casa sino al castello di La Mota. Nel frattempo, gli alleati saccheggiarono la città per tre giorni. Sulla cima del castello, Rey sopportò il bombardamento alleato sino all'8 settembre quando infine dovette issare bandiera bianca. Prima di essere costretti alla resa i sopravvissuti della sua guarnigione, riuscirono a infliggere altre perdite al nemico, incluso il ferimento di Leith.
Come ricompensa per il grande valore dimostrato, Napoleone promosse Rey al rango di generale di divisione nel novembre del 1813 pur essendo egli nello status di prigioniero di guerra. Gli storici differiscono a questo punto sullo stato di servizio di Rey per l'anno 1814: David G. Chandler scrive che egli rimase in custodia degli inglesi sino al maggio del 1814. Digby Smith pone il generale Rey al comando di una brigata nella divisione del generale Eloi Charlemagne Taupin nelle battaglie di Orthez e Tolosa all'inizio del 1814, ma più probabilmente quest'ultimo fu suo fratello, Jean-Pierre-Antoine Rey.
Durante i Cento Giorni, Rey si schierò con Napoleone e ottenne il comando della fortezza di Valenciennes. Qui sostenne l'assedio di 9000 truppe olandesi dal 30 giugno sino alla resa il 12 agosto successivo. Dopo la restaurazione della monarchia in Francia, rimase in ritiro sino al 1830, quando venne richiamato in servizio per tre anni.