| Lucasite-(Ce) | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.DH.10 |
| Formula chimica | CeTi2O5(OH) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino |
| Parametri di cella | a = 5,178(1) Å, b = 8,756(4) Å, c = 9,768(5) Å, β = 93,52(4)°, V = 442,03 ų, Z = 4 |
| Gruppo puntuale | m oppure 2/m |
| Gruppo spaziale | Cc (nº 9) oppure C2/c (nº 15) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 5,00 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 6 |
| Sfaldatura | distinta secondo {001} |
| Frattura | semi concoide |
| Colore | grigio, marrone |
| Lucentezza | resinosa |
| Opacità | traslucida |
| Striscio | bianco |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La lucasite-(Ce) (simbolo IMA: Lca-Ce) è un raro minerale del gruppo della kassite; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica CeTi2O5(OH).
Il nome radice del minerale è stato scelto nel 1987 da Ernest H. Nickel, Ian E. Grey e Ian C. Madsen in onore del signor Hans Lucas, geologo australiano che notò per primo il minerale durante l'esame di concentrati di lamproite. Il suffisso segue la regola di Levinson per i minerali contenenti le terre rare, in questo caso il cerio (Ce).
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la lucasite-(Ce) nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura del minerale, in modo tale che la lucasite-(Ce) possa essere trovata nella sezione "4.DH Con cationi di grande dimensione (± cationi di media dimensione); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove forma il sistema nº 4.DH.10 insieme alla kassite.
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 4.DH.10 si arricchisce anche della lucasite-(La).
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la lucasite-(Ce) è nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con un rapporto metallo:ossigeno di 1:2 (MO2 e composti correlati)" dove forma il sistema nº IV/D.20 insieme a cafetite, kobeite-(Y), kassite e anzaite-(Ce).
Anche la classificazione di Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la lucasite-(Ce) nella famiglia degli "ossidi e idrossidi"; qui è nella classe degli "ossidi multipli con niobio, tantalio e titanio" e nella sottoclasse dei minerali con formula "AB2O6" dove è l'unico membro del sistema nº 08.03.05.
La lucasite-(Ce) cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale Cc (gruppo nº 9) oppure C2/c (gruppo nº 15) con le costanti di reticolo a = 5,178(1) Å, b = 8,756(4) Å, c = 9,768(5) Å e β = 93,52(4)°, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.
La lucasite-(Ce) è stata trovata in campioni provenienti da tufo non sabbioso in un diatrema di lamproite; i minerali associati sono vari minerali della famiglia degli anfiboli, calcite, dolomite, ilmenite ricca di manganese, talco e titanite.
Il minerale è raro ed è stato trovato in una decina scarsa di siti. Qui si menziona solo la sua località tipo, la miniera di diamanti di Argyle (16.71639°S 128.38889°E) nella contea australiana di Wyndham-East Kimberley.
La lucasite-(Ce) si presenta in grani subedrali discreti fortemente striati. Il minerale è traslucido con lucentezza resinosa; il colore è grigio o marrone, mentre lo striscio è bianco.
A causa del suo contenuto di cerio pari al 42,09%, la lucasite-(Ce) è radioattiva con un'attività specifica di 942,857 kBq/g (per un confronto, si pensi che il potassio naturale ha un'attività specifica di 0,0312 kBq/g).