
Luciano Lutring (Milano, 30 dicembre 1937 – Verbania, 13 maggio 2013) è stato un criminale, scrittore e pittore italiano.
Luciano Lutring nasce a Milano in via Novara, figlio unico di Elvira Minotti e Ignazio Lutring (nativo di Tata, in Ungheria), gestori di un bar con annesso negozio di frutta e verdura, i quali vogliono fare di lui un violinista. Ben presto manifesta però la sua natura ribelle e il suo amore per le belle donne e per la bella vita. Attratto dal mondo di quella malavita milanese che frequenta il locale dei suoi, compra da un conoscente la sua prima pistola, una Smith & Wesson della polizia canadese, senza pallottole in quanto non erano più in commercio; da quel momento in poi il giovane Lutring acquisterà il soprannome de l'Americano.
Nel 1959 durante una breve vacanza al mare a Cesenatico, sulla Riviera romagnola, per compiere furti a danno di turisti, deruba una giovane entreneuse valtellinese di Tirano, ma residente a Zurigo, Candida Elsa Pasini, che utilizzava il nome d'arte Yvonne Candy. Luciano si innamora di lei e, per poterla conoscere, finge di averle ritrovato le valigie. Ben presto i due si sposano e resteranno legati a lungo.
La sua fama nasce nella Milano degli anni sessanta. Soprannominato "Il solista del mitra" per la sua usanza di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino, conclude centinaia di rapine fra Italia e Francia, per un bottino totale, da lui stimato, attorno ai trenta miliardi di lire dell'epoca. Secondo il suo racconto un po' romanzato egli compì in maniera casuale con quell'arma la sua prima rapina:
Da quel momento inizia la sua carriera di rapinatore, fatta di remunerative rapine in molte banche e negozi, compiendone più di cinquecento.
La figura di Lutring diviene leggendaria, assieme al suo stile di vita di latitante: grandi alberghi, fuoriserie, belle donne. La sua attitudine da "ladro gentiluomo", unita alle celebri frasi in dialetto milanese pronunciate sui luoghi dei misfatti, contribuisce a rendere Lutring un personaggio popolare. Definito, sia in Italia che in Francia, "nemico pubblico numero uno", riesce per anni ad eludere le polizie europee.
Pur essendo considerato un ladro gentiluomo, mercoledì 1º settembre 1965, braccato a Parigi da uomini della Gendarmerie nationale, spara causando la paralisi di uno di loro, e viene a sua volta colpito a un rene. Dopo essere stato curato, sconta la pena nel Penitenziario di Fresnes, e a processo viene condannato a 22 anni. Nel 1966, con la regia di Carlo Lizzani, esce un film ispirato alla biografia di Lutring, dal titolo Svegliati e uccidi, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté; nell'ultima scena del film si vede la fuga, avvenuta a bordo di una Simca Ariane (utilizzata poiché agli occhi della giustizia era un'auto improbabile per compiere atti illegali - inadatta per le sue caratteristiche, di grosse dimensioni rispetto al modesto propulsore), la sera in cui viene arrestato.
Durante la detenzione Lutring inizia a scrivere e dipingere; tiene persino una corrispondenza con l'allora Presidente della Camera Sandro Pertini. Nel giugno 1973 deve essere estradato a Parma, nel Carcere di San Francesco, per venire processato, e prima di partire inoltra tramite avvocato la domanda di grazia al Presidente della Repubblica francese Georges Pompidou. Non arrivando la risposta e non volendo tornare in Francia, a inizio ottobre con la sua spatola da pittore come arma prende in ostaggio due giovani rapinatori e si barrica avendo fatto un riparo con delle brandine; solo l'intervento di un pubblico ministero e del suo avvocato parmigiano Decio Bozzini lo farà desistere. La grazia francese però arriva, ma Lutring viene trasferito nella Casa Circondariale di Brescia; Lutring viene nuovamente graziato nel 1977 dal Capo dello Stato italiano, Giovanni Leone. Da uomo libero, a Milano tenta di riconciliarsi con l'ex moglie, nel frattempo risposatasi, finché lei si ammala di cancro e non vuole che lui la veda provata: morirà nel luglio 1980.
Con gli anni '80 Lutring apre una birreria in via Coni Zugna con la nuova compagna Dora Internicola, siciliana, dalla quale nasce il figlio Mirko Maurizio. Pochi anni dopo intreccia una relazione con una sua giovane dipendente, Flora D'Amato, con la quale apre una nuova birreria e si sposa nel 1985, concependo poi due figlie gemelle, Natasha e Katiusha. Stabilitosi sul lago Maggiore a Massino Visconti, intraprende l'attività di scrittore e pittore, che lo porta a esporre in numerose mostre, collettive e personali, ricevendo molti premi e riconoscimenti.
Il primogenito, nato il 3 aprile 1979, muore tragicamente il 17 gennaio 1991 a Massino Visconti: a causa di una pesante nevicata, un cavo dell'alta tensione che passava su un prato si era spezzato, folgorando il ragazzino che l'aveva toccato, il quale viene portato poi a Milano e sepolto nel cimitero di Chiaravalle. Nel 1997 si separa dalla moglie.
Ricoverato all'Ospedale "Castelli" di Verbania in seguito a una caduta, vi è morto il 13 maggio 2013 all'età di 75 anni, e i funerali si sono svolti a Massino Visconti, nella chiesa parrocchiale della Purificazione della Vergine Maria; Lutring è stato infine sepolto nel locale cimitero.
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