Marchi è un cognome di lingua italiana, tipico dell'Italia settentrionale.
De Marchi, De Marchis, De Marco, Di Marco, Marcacci, Marchet, Marchetta, Marchetti, Marchettini, Marchetto, Marchini, Marco, Marcolini, Marcon, Marcone, Marconi, Marcotti..
Deriva dal praenomen latino Marcus. Si è diffuso come cognome tramite il culto nel Medioevo di San Marco evangelista. Si trova principalmente nel nord Italia. Le regioni in cui è maggiormente presente sono la Lombardia (1250 casi), l'Emilia-Romagna (1216), Veneto, Trentino e Liguria; quella in cui è meno diffuso la Basilicata, con soli due casi.
Presenta numerose varianti: Marchet (presente principalmente a Feltre); Marchetta (presente a Roma e Piacenza); Marchetti (centro-nord); Marchetto (a Vicenza, Padova e Treviso); Marchini (Lombardia ed Emilia); Marcon (Veneto); Marco (Torino e Gorizia principalmente, ma presente in tutta Italia); Marconcini (Verona, Vicenza, Mantova e Toscana); Marcone (Liguria e Italia centro-meridionale); Marcotti (Piacenza e Parma).
La storia cita una nobile famiglia Marchi, che possedeva due stemmi: uno azzurro a forma di scudo ed un altro rosso e giallo con impresso un leone. Il cognome è anche riportato in un documento del 1630 di Milano riguardo ad un processo criminale.
Nell'Archivio Storico Araldico Italiano sono presenti una famiglia Marchetti della Toscana decorata con il titolo di patrizio, una del Piemonte decorata con il titolo di conte ed altre sette famiglie italiane decorate con il titolo di nobile. I Marchetti sono citati anche tra le famiglie nobili austriache.

Nell'Archivio Storico Araldico Italiano è altresì presente una famiglia Marconi del Veneto decorata con il titolo di nobile.
Una delle famiglie Marconi più importanti fu proprio quella veneziana, che risiedette vicino alla chiesa di San Pantalone durante il XIV secolo. Ricchi e industriosi, erano originari di Firenze. In realtà non appartennero al ceto patrizio, ma ebbero comunque le prerogative di cittadini. Tra i suoi membri più noti, Stefano Marconi, procuratore del Senato Veneto (1654), Marco, maestro delle poste (1785), Orazio, direttore della Compagnia Corrieri Postali Venezia-Roma (1805), e Adolfo, professore e scrittore di filosofia presso l'Università di Venezia (1880).