| Marco Giuntelli | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Ciclismo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Specialità | Strada | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Termine carriera | 1936 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Marco Giuntelli (Tonco, 16 marzo 1905 – Asti, 15 aprile 1964) è stato un ciclista su strada italiano e Direttore Sportivo. Professionista e indipendente dal 1925 al 1936,si distinse soprattutto nelle corse in linea: fu secondo al Giro di Toscana 1925, primo al Giro del Piemonte 1928, primo nella Coppa Val Maira 1928, secondo al Giro della Provincia di Reggio Calabria 1930, primo nella Coppa Bernocchi 1932,secondo nella Nizza-Annot-Nizza 1934. Era fratello minore di Battista Giuntelli, anch'egli ciclista.
Originario della provincia di Asti, dodicesimo di tredici figli di Vittoria e Lorenzo Giuntelli, gestori di una cava di gesso, nelle vicinanze della loro casa, insieme ad altri familiari e dipendenti; Marco si allenava anche facendo consegne per la bottega di una delle sue sorelle; Vittorina, una sua nipote, che spesso gli faceva visita in compagnia della mamma, loro sorella, ricorda : "Erano i primi anni venti del novecento, capitavo nella bottega della zia di frequente e lo vedevo partire per le consegne; mi salutava dicendo che gli servivano per FARSI LE GAMBE !".
Spesso Marco e Battista raggiungevano in bicicletta un'altra sorella, Palmina, nel suo ristorante in quel di Moncalvo in compagnia di alcuni sportivi come loro; lei, successivamente, iniziò a raccontare di loro ai suoi avventori.
Il tredicesimo fratello, Antonio, del 1908, seguendo le orme dei suoi fratelli, si dedicò all'attività agonistica per un periodo.
Marco Giuntelli iniziò a gareggiare con la bicicletta all' età di quindici anni; da dilettante tra il 1922 e il 1924 si distinse in diverse competizioni: nel 1923 al Gran Premio di Alessandria, si imponeva sul fratello, tagliando per primo il traguardo; entrambi i fratelli si aggiudicarono anche la Coppa San Giorgio. Nel 1924 vinse la Coppa Martini Rossi e la Milano-Torino di categoria,arrivando al Velodromo Torinese con due minuti di vantaggio dai suoi immediati inseguitori; nello stesso anno, al Gran Premio Lancia, sale sul podio al terzo posto.
Figura di rilievo per la carriera dei fratelli fu il massaggiatore Mario Dinda, con il quale instaurarono una profonda amicizia; egli notò che i ragazzi possedevano doti fisiche non proprio comuni e decise di accompagnarli nelle loro imprese.
Il 1925 fu l'anno nel quale divenne professionista, distinguendosi fin dall'inizio. La sua prima gara importante fu la Milano-Sanremo, con la maglia della squadra milanese Atala, nel corso della quale, sul Turchino, oppose resistenza a campioni come Costante Girardengo e Giovanni Brunero; nonostante numerose forature, tagliò ottavo il traguardo. Nello stesso anno alla Milano-Modena, ancora in maglia Atala, fuggì sull'Appennino Reggiano, lasciandosi tutti alle spalle; solo nel finale fu raggiunto e superato, chiudendo quarto e primo degli juniores; al Giro di Lombardia, taglia ottavo il traguardo di Milano. Sempre nel 1925 si guadagnò la citazione nell'Albo d'oro degli Pneumatici Pirelli insieme al fratello Battista.
Nel 1926, fu definito "un'autentica promessa" in un articolo de La Gazzetta dello sport di martedì 2 marzo; al Criterium d'Apertura, Marco si qualificava settimo; arrivò terzo al Campionato Italiano Indipendenti, tagliò il traguardo alla Milano - Modena, classificandosi settimo e, correndo per la squadra della Dei, settimo assoluto al Giro di Lombardia. Nel 1927 al Giro dell'Emilia fu sesto assoluto e primo degli juniores; insieme al fratello andò in Spagna per disputare la Volta ciclista a Catalunia, ma poco dopo la partenza si ritirò. Vinse nel 1928 il Giro del Piemonte con alle spalle il fratello Battista e si aggiudicò la Coppa Val Maira, imponendosi con la maglia della Bianchi; con i colori della Touring, Marco tagliava il traguardo e si aggiudicava la quinta posizione, nella Coppa Placci. Sempre nel 1928 andarono in Francia, per la prima volta, per partecipare insieme alla sei giorni di Nizza.
Al Giro di Romagna nel 1929 si piazzò quinto assoluto e secondo degli juniores, e nello stesso anno terzo assoluto al Giro di Toscana; l'anno dopo fu secondo al Giro della Provincia di Reggio Calabria;nel 1932 giunse primo nella Coppa Bernocchi, alla media di Km 34,440.
In carriera partecipò anche a sette edizioni del Giro d'Italia: in quello del 1929 fu quarto nella tappa di Cosenza, in quello del 1930 secondo nella tappa di Catania, in quello del 1932 secondo nella tappa di Genova; nella Napoli-Foggia, 8ª tappa del Giro d' Italia del 1933, si aggiudicò la Maglia Bianca; nello stesso anno vinse ad Asti l'individuale professionisti su pista. Partecipò al Tour de France 1930, dove fu uno dei tre italiani, che giunse al traguardo di Parigi. Al Giro di Germania 1931, per la squadra della Opel, fu quinto nelle tappe di Ulma e nella tappa di Magdeburgo. Negli anni trenta del Novecento visse in Francia con il fratello Battista, per alcuni anni : qui prese parte a competizioni come la Nizza-Tolone-Nizza, il Gran Premio della Vittoria a Nizza, e la Nizza-Annot-Nizza, dove nel 1934 si piazzò al secondo posto.
Tra una gara e l'altra supportava il fratello nella sua attività di cicli, aperta in quegli anni a Nizza, e sosteneva la sua prima moglie, che lavorava nel commercio familiare.
In quel periodo Giuntelli tornava in Italia solo per partecipare alle gare in calendario.
Nel 1936 si piazzò al secondo posto nel Campionato Italiano Indipendenti; nello stesso anno concluse la sua carriera da professionista, ma continuò a gareggiare come veterano.

Rientrato in Italia dopo il ritiro dall'agonismo, aprì nella città di Asti una bottega di cicli nel 1939, ubicata in Corso Vittorio Alfieri. Al suo interno vendeva marchi prestigiosi di biciclette, come la Torinese Fréjus. Negli anni successivi iniziò la produzione di biciclette con il suo nome, "Giuntelli"; tra i suoi più preziosi dipendenti ricordiamo Valter Mortara, meccanico della gestione costruzione ciclo. Giuntelli diventò concessionario di celebri fabbriche, come Benelli, Iso, Iso Isetta, Velosolex.
Negli stessi anni con il fratello fu creatore e responsabile di due squadre di ciclisti dilettanti attive con le loro biciclette; tra i vari atleti che si distinsero correndo con le biciclette "Giuntelli" si ricorda Francesco Roberto, attivo anche come stayer nel mezzofondo. Nel 1947 divenne direttore sportivo del gruppo ciclistico Way-Assauto di Asti,che gareggiava con i cicli prodotti da lui e i suoi operai, nella sua officina.
Morì il 15 aprile del 1964 all'età di 59 anni; le sue spoglie riposano vicino a quelle delle sue due mogli, nel cimitero di Asti.