Nato in Veneto, fin da bambino, e in seguito durante gli studi classici, si forma al «Piccolo palcoscenico», la scuola di dizione e recitazione creata e diretta dalla madre Lili Lucchetti, a Massa, e incomincia a studiare pianoforte, pratica disegno e pittura seguendo l’esempio del padre Alberto, dirigente alla Olivetti sotto la presidenza di Adriano, ma al tempo stesso diplomato in pianoforte al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze e valente pittore.
Nel 1980 si diploma con medaglia d'oro all'Accademia dei filodrammatici di Milano sotto la guida di Ernesto Calindri.
La sua attività si è svolta prevalentemente in teatro. Ha esordito in «Elettra» di Hugo Von Hoffmansthal interpretando Oreste al Teatro Olimpico di Vicenza, diretto da Sandro Sequi. È Dionigi nel «Libro di Ipazia» di Mario Luzi (1995) al Piccolo Teatro di Milano, il Messaggero in «Edipo re» di Sofocle, al Teatro Olimpico di Vicenza in coproduzione con il Teatro degli Incamminati (2000), entrambi con la regia di Lamberto Puggelli; ed è ancora al Piccolo di Milano, Critone nel «Socrate» di Vincenzo Cerami diretto da Gigi Proietti (2000). Con Guido de Monticelli è Florizel in «Il racconto d'inverno» di Shakespeare, (Gruppo della Rocca 1987-88); Oreste in «Elettra» di Sofocle al Teatro greco di Siracusa (Istituto del Dramma Antico, 1990); il Templare in «Nathan, il saggio» di Gotthold Ephraim Lessing, (Teatro Stabile di Genova, 1991-93), Oreste ne «I Ritorni», elaborazione drammaturgica su testi di Euripide. Nei primi anni '80 con un gruppo di giovani attori guidati da Alessandro Quasimodo e Giuseppina Carutti, collabora con il Teatro alla Scala: è «Aminta» nell'omonima favola di Torquato Tasso (1984), Oreste in «Oreste» di Vittorio Alfieri, Marco ne «Il Conte di Carmagnola» di Alessandro Manzoni (1985), Leonardo ne «La città morta» di Gabriele D'Annunzio (Siracusa-Ostia antica, 1987-88); dal 1997 al 1999 fa parte della «Nuova Compagnia» che propone versi e drammaturgia del Novecento alla Rotonda del Pellegrini, a Milano. Da ricordare, il monologo «Il dio di Roserio» di Giovanni Testori (1998-99). Nel 1999, è ancora in «Oreste» di Alfieri, questa volta nel ruolo di Pilade (Teatro Olimpico di Vicenza, con Laura Marinoni e Massimo Popolizio, regia di Stefano De Luca); con Luca Ronconi, al Teatro greco di Siracusa in «Rane» di Aristofane e «Baccanti» di Euripide (2002). Collabora con Alessandro Quasimodo, dando vita a numerosi Reading a tema o dedicati a poeti di tutti i tempi e con questa attività, tra il 1982 e il 2008 è in diverse città di Europa, Asia e Nord America su invito di Istituti Italiani di Cultura o Università. Voce recitante in concerti di Melologhi, con pianoforte solo o orchestra («Parole…e note, tra noi leggère», «Werther» di Johann Wolfgang von Goethe–Gaetano Pugnani, «Mozart» di Sacha Guitry-Reynaldo Hahn, «L'inverno nell'anima» di Eduardo Rescigno-Franz Schubert). Negli anni 2000, il suo interesse si rivolge alla Canzone francese d'autore. Scrive e interpreta «Boum! Je chante Trenet!», a cura di Filippo Crivelli, un omaggio al grande artista, di cui ripropone in lingua originale alcune tra le più celebri canzoni (2003-2005). Ancora con regia di Crivelli: «Prévert mon ami mosaico di canzoni poesie collages cinema pensieri» di cui è ideatore e interprete (2007-2009), e nel 2010, al fianco di Valentina Cortese, al Teatro di Verdura di Milano, per un omaggio a Eleonora Duse, in cui dà voce a Gabriele D'Annunzio e Arrigo Boito. Nel 2011 scrive, dirige e interpreta «Grazie Mille, alla ricerca di una Giovine, bella Italia perduta» per i Centocinquant'anni dell'Unità d'Italia (Monza-Teatro Villoresi). Nel 2015, rappresenta in prima esecuzione italiana al Teatro Rossini di Lugo (RA) “Crime passionnel” (1982), un'Opera per uomo solo con testi di Pierre Philippe e musica di Astor Piazzolla, regia di Roberto Recchia. Nel 2018 è Voland ne «Il Maestro e Margherita» di Fabrizio Sinisi da Michail Bulgakov, regia di Paolo Bignamini (Produzione Festival DeSidera-Compagnia Teatro degli Incamminati. Con lo stesso regista, ha collaborato portando in scena nel 2020 «Sull’acqua» di Michele Serra, allo Spazio Teatro No’Hma di Milano, con le musiche composte e suonate da Luca Garlaschelli al contrabbasso, con Nadio Marenco alla fisarmonica. Per l’Associazione “Amici della Musica Vittorio Cocito” è stato Pozdnysev in “Sonata a Kreutzer” (drammaturgia di Claudio Beccari), insieme al pianista Ettore Borri e al violinista Matteo Ruffo, al Teatro Faraggiana di Novara (dicembre 2021).
Dal 1981 svolge un'attività radiofonica di prosa con la RAI e con la RSI Radio della Svizzera Italiana.
Affianca da sempre alla sua professione una continua ricerca nell’arte figurativa: disegno, pittura, scultura, e decorazione sono altrettante forme attraverso le quali ha raccontato storie, espresso sentimenti, o giocato con ironia. Nell’ambito di tale attività, ha realizzato per il Comune di Villa Lagarina (TN), una scultura in bronzo dell’Arcivescovo di Salisburgo Paride Lodron, (giugno 2004); dieci tavole a china e acquerello per il volume «Epigrammi» di Salvatore Quasimodo (Nicolodi editore, Rovereto 2004); e i ritratti a china dei due poeti in «A Salvatore Quasimodo» di Sibilla Aleramo (Nicolodi, 2001). Tra i suoi ritratti, quello di Maria Cumani Quasimodo è stato esposto a Palazzo Pitti nell’ambito della Mostra «Donne protagoniste del 900» nel 2013.
Dei suoi disegni e delle sue sculture, ispirate alle figure della tragedia greca e della classicità, come Edipo e Giocasta, Fedra e Ippolito, Apollo e Dafne, hanno scritto, tra gli altri, Rossana Bossaglia e Walter Schoenenberger. Tra le esposizioni personali: a Milano, Studio Panigati (1985), La Bottega dei sogni (1990) e Libreria Bocca (2005); L’Endice ad Alberobello (2004), Galleria Olga a Seregno (2005), Biblioteca Civica Acclavio di Taranto (EPIGRAMMI - 10 Tavole per Salvatore Quasimodo, 2011), Centro Sergio Valmaggi, Sesto San Giovanni (2009). Esposizioni collettive: «Povoletto 97 ARTETEATRO» (Povoletto,1987), «SUCCESSI: Il Copriwater nell'Arte», Artrégallery, Genova (2007).
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