Massa di chirp

In astrofisica, la massa di chirp di un sistema binario compatto determina l'evoluzione orbitale di ordine principale del sistema a seguito della perdita di energia dovuta all'emissione di onde gravitazionali. Poiché la frequenza di queste ultime è determinata dalla frequenza orbitale, la massa di chirp determina anche l'evoluzione in frequenza del segnale di emesso durante la fase di spiraleggiamento di un sistema binario. Di fatto, nell'analisi dei dati delle onde gravitazionali, è più semplice misurare la massa di chirp piuttosto che le masse dei due componenti prese singolarmente.

Derivazione dalle due masse componenti

La massa di chirp del sistema compatto di una stella binaria con massa delle componenti m1 e m2 è data da:

ℳ=(m1m2)3/5(m1+m2)1/5.

Inoltre, essa può essere espressa anche in termini della massa totale del sistema:

M=m1+m2 o di altri parametri di massa:

Evoluzione orbitale

Nella teoria della relatività generale, la massa di chirp è il parametro di massa che, all'ordine principale, determina l'evoluzione dell'ampiezza e della frequenza del segnale di un'onda gravitazionale emessa dal sistema binario nella fase di spiraleggiamento. All'ordine più basso di una espansione post-newtoniana, l'evoluzione della fase della forma d'onda dipende solamente dalla massa di chirp:

ℳ=c3G(596π−8/3f−11/3f˙)3/5

dove c, G, f and f˙ sono rispettivamente la velocità della luce nel vuoto, la costante di gravitazione universale, la frequenza dell'onda gravitazionale osservata e la derivata prima di f rispetto al tempo. Di conseguenza, nell'astronomia delle onde gravitazionali, la massa di chirp può essere accuratamente misurata dai rilevatori a partire dalla frequenza e dalla distorsione gravitazionale di un'onda gravitazionale.

Riscrivendo la soprastante equazione in modo da ottenere l'evoluzione della frequenza delle onde gravitazionali provenienti dalla coalescenza di una stella binaria si ottiene:

f˙=965π8/3(Gℳc3)5/3f11/3

Integrando tale equazione rispetto al tempo si ha quindi:

965π8/3(Gℳc3)5/3t+38f−8/3+C=0

dove C è la costante di integrazione. Inoltre, ponendo x≡t e y≡38f−8/3, la massa di chirp può essere calcolata dall'inclinazione della retta ottenuta dalla rappresentazione su un piano cartesiano dei punti di coordinate (x, y).

Degenerazione del redshift di massa

Una limitazione della massa del chirp è che questa è influenzata dall'effetto batocromo; ciò che viene effettivamente derivato dalla forma d'onda gravitazionale osservata è infatti il prodotto

ℳo=ℳ(1+z)

dove z è il valore del redshift. Come si vede, il valore così ottenuto è maggiore di quello della massa chirp della sorgente e può essere convertito nel valore di quest'ultima sono trovando il valore del redshift z.

Questo problema viene solitamente risolto dividendo l'ampiezza osservata per trovare la massa di chirp per la distanza e risolvendo entrambe le equazioni utilizzando la legge di Hubble per calcolare la relazione tra distanza e redshift, tuttavia ciò presuppone che i redshift non cosmologici siano trascurabili.

Note

  1. ↑ (EN) L. Blanchet, T. Damour, B. R. Iyer, C. M. Will e A. G. Wiseman, Gravitational-Radiation Damping of Compact Binary Systems to Second Post-Newtonian order, in Phys. Rev. Lett., vol. 74, n. 3515, 1995, pp. 3515-3518, Bibcode:1995PhRvL..74.3515B, DOI:10.1103/PhysRevLett.74.3515, arXiv:gr-qc/9501027.
  2. ↑ (EN) L. Blanchet, B. R. Iyer, C. M. Will e A. G. Wiseman, Gravitational waveforms from inspiralling compact binaries to second-post-Newtonian order, in Classical and Quantum Gravity, vol. 13, n. 575, 1996, pp. 575-584, Bibcode:1996CQGra..13..575B, DOI:10.1088/0264-9381/13/4/002, arXiv:gr-qc/9602024.
  3. ↑ Guglielmo Volpato, Uno studio sulle popolazioni di gamma-ray burst ed i loro progenitori (PDF), su tesi.cab.unipd.it, Università degli Studi di Padova, 2017. URL consultato il 27 marzo 2018.
  4. ↑ (EN) B. P. Abbott et al., Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger, in Physical Review Letters, vol. 116, n. 6, 2016, p. 061102, Bibcode:2016PhRvL.116f1102A, DOI:10.1103/PhysRevLett.116.061102, PMID 26918975, arXiv:1602.03837.
  5. ↑ (EN) Curt Cutler e Éanna E. Flanagan, Gravitational waves from merging compact binaries: How accurately can one extract the binarys parameters from the inspiral waveform?, in Physical Review D, vol. 49, n. 6, 1994, pp. 2658-2697, Bibcode:1994PhRvD..49.2658C, DOI:10.1103/PhysRevD.49.2658, arXiv:gr-qc/9402014.
  6. ↑ (EN) Jim Wheeler, Lecture Notes: Gravitational waves (PDF), Dipartimento di Fisica - Università statale dello Utah, 2013. URL consultato il 27 marzo 2018.
  7. 1 2 (EN) V. Tiwari, S. Klimenko, V. Necula e G. Mitselmakher, Reconstruction of chirp mass in searches for gravitational wave transients, in Classical and Quantum Gravity, vol. 33, n. 1, 2016, Bibcode:2016CQGra..33aLT01T, DOI:10.1088/0264-9381/33/1/01LT01.
  8. ↑ (EN) Chris Messenger, Kentaro Takami, Sarah Gossan, Luciano Rezzolla e B. S. Sathyaprakash, Source Redshifts from Gravitational-Wave Observations of Binary Neutron Star Mergers (PDF), in Physical Review X, vol. 4, n. 4, 8 ottobre 2014, Bibcode:2014PhRvX...4d1004M, DOI:10.1103/PhysRevX.4.041004, arXiv:1312.1862. URL consultato il 20 ottobre 2026.