Il nome del genere ha una etimologia incerta: potrebbe derivare dal greco "melampodion", riconducibile a Melampo, un indovino di fama nella mitologia greca. Altrimenti è la combinazione di due parole del greco antico: "mélas" (= nero) e "pódion" diminutivo di "poús" (= piede, o gambo/base. La traduzione letterale è quindi "piede nero" (da cui deriva anche il nome comune inglese blackfoot).
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Carl Linnaeus (1707-1778) nella pubblicazione "Species Plantarum" (Sp. Pl. 2: 921) del 1753.
Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe annuali o perenni; possono essere suffrutici.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o prostrata, semplice o ramosa. Alcune specie sviluppano dei caudici legnosi. Altezza media: 5–50cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e normalmente sono picciolate; i piccioli sono alati. Il contorno delle foglie varia da lineare a ovato-rombico fino a trullato con bordi interi o lobati. La superficie è uninervata o triplinervata, talvolta le venature sono pennate. Le facce sono punteggiate di ghiandole (almeno quelle abassiali).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini disposti in posizione terminale o ascellare, sono solitari o raggruppati in cime panicolate o corimbose. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme da campanulate a emisferiche, composto da diverse brattee persistenti e dimorfe, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee esterne sono 2-5 erbacee, talvolta connate alla base, quelle più interne sono fuse con gli acheni dei fiori del raggio. Il ricettacolo ha una forma da convessa a conica ed è provvisto di pagliette conduplicate a protezione della base dei fiori; in alcuni casi le pagliette e i fiori del disco sono uniti insieme. Diametro degli involucri: 5–20mm.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme (a volte i tubi sono assenti), mentre all'apice è ligulata; i colori sono giallo, arancio o bianco, raramente sono giallo-verdastro;
fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto o campanulata; la parte apicale ha 5 lobi a forma di delta; i colori sono giallo o arancio.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono ovate; sono inoltre prive di tricomi ghiandolari. Le teche delle antere sono scure. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi dei fiori del disco sono fusi insieme, mentre lo stilo è penicillato; quello dei fiori del raggio è diffuso.
Frutti. I frutti sono degli acheni privi di pappo. La forma dell'achenio varia da debolmente a fortemente compressa e da obovoide a più o meno prismatica (spesso con 4 angoli). L'achenio in alcune specie è chiuso in contenitore derivato dalla fusione delle brattee; questo contenitore può essere obconico o trigonale, talvolta è incurvato, con superficie liscia, verrucosa o spinosa. In alcune specie le brattee si estendono in appendici spiraleggianti e aristate.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in America.
Tassonomia
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
La sottoribù Melampodiinae, all'interno della tribù, occupa un clade isolato e presenta alcune caratteristiche particolari tra cui la serie interna delle brattee del ricettacolo si sviluppa ed è fusa assieme agli acheni formando un concettacolo con spine, verruche o barbe di vario tipo.
Il genere Melampodium nella sottotribù occupa una posizione "basale". In base ad uno studio specifico sul DNA delle varie specie della sottotribù Melampodiinae risulta che gli altri due generi della sottotribù (Acanthospermum + Lecocarpus) formano insieme un clade annidato all’interno del genere Melampodium, rendendo Melampodiumparafiletico. Lo studio conferma l'ipotesi precedente di Stuessy (1971): ossia che Acanthospermum e Lecocarpus potrebbero essere derivati da linee interne al genere Melampodium.
Tradizionalmente Melampodium è suddiviso in sezioni e serie qui sotto descritte (sono indicati anche i numeri base dei cromosomi):
Sect. Melampodium (x=10)
Ser. Melampodium
Ser. Cupulata
Ser. Sericea
Ser. Leucantha
Ser. Longipila
Sect. Serratura (x = 12)
Sect Bibractiaria (x = 14)
Sect. Zarabellia (x = 9)
Sect. Rhizomaria (x = 11)
Sect. Alcina (x = 11)
Sect. Serratura (x = 12)
Il cladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica del gruppo. Sono indicati i vari cladi in corrispondenza delle sezioni e serie compresi gli altri due generi della sottotribù):
↑(EN) Melampodium aureum Brandegee, su The International Compositae Alliance (TICA), 1912. URL consultato il 9 settembre 2026 (archiviato il 9 settembre 2026).
↑(EN) Melampodium cinereum DC., su The International Compositae Alliance (TICA), 1836. URL consultato il 9 settembre 2026 (archiviato il 9 settembre 2026).
↑(EN) Melampodium glabrum S.Watson, su The International Compositae Alliance (TICA), 1891. URL consultato l'11 settembre 2026 (archiviato l'11 settembre 2026).
↑(EN) Melampodium gracile Less., su The International Compositae Alliance (TICA), 1831. URL consultato l'11 settembre 2026 (archiviato l'11 settembre 2026).
↑(EN) Melampodium linearilobum DC., su The International Compositae Alliance (TICA), 1836. URL consultato il 12 settembre 2026 (archiviato il 12 settembre 2026).
↑(EN) Melampodium longicorne A.Gray, su The International Compositae Alliance (TICA), 1854. URL consultato il 12 settembre 2026 (archiviato il 12 settembre 2026).
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.