| Meripilus giganteus | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Fungi |
| Phylum | Basidiomycota |
| Classe | Basidiomycetes |
| Ordine | Polyporales |
| Famiglia | Meripilaceae |
| Genere | Meripilus |
| Specie | M. giganteus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Meripilus giganteus (Pers.) P. Karst, 1882 | |
| Sinonimi | |
| Meripilus giganteus Caratteristiche morfologiche | |
|---|---|
| Cappello | |
| Imenio | |
| Lamelle | |
| Sporata | |
| Velo | |
| Carne | |
| Ecologia | |
| Commestibilità | |

Il Meripilus giganteus (Pers., P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 37: 33 (1882)) è un fungo che può raggiungere dimensioni e peso notevoli.
Carpoforo con numerosi cappelli a forma di ventaglio, disposti intorno a una base comune, larghi 10–20 cm e spessi 1–2 cm ondulati, bruni; faccia superiore solcata radialmente e concentricamente di zonature bruno chiaro e bruno scuro; faccia inferiore biancastra, portante l'apparato imeniale (tubuli e pori).
Biancastri decorrenti, non separabili dal carpoforo, viranti nel nerastro al tocco.
Piccoli, subcircolari o poligonali, biancastri, nerastri al tatto.
Bianca, molle, fibrosa, leggermente acquosa.
Bianche in massa.
Cresce alla base delle latifoglie, ceppaie o radici, in estate-autunno.
Commestibile solo da giovane, preferibilmente dopo prebollitura e cottura completa.
Dal latino "gigantus", di grande dimensioni.
Nel mese di settembre del 2013, nei pressi del comune di Pergola, alcuni membri dell'associazione micologica Valcesano hanno ritrovato un esemplare dalle dimensioni record, lungo circa 2,2 metri e pesante più di 80 chilogrammi[senza fonte].