| Angelo Michele Iorio | |
|---|---|
| Assessore alle Riforme istituzionali della Regione Molise | |
| Durata mandato | 24 luglio 2023 – 15 giugno 2026 |
| Presidente | Francesco Roberti |
| Predecessore | Donato Toma |
| Presidente della Regione Molise | |
| Durata mandato | 9 febbraio 1998 – 24 febbraio 1999 |
| Predecessore | Marcello Veneziale |
| Successore | Marcello Veneziale |
| Durata mandato | 27 novembre 2001 – 16 marzo 2013 |
| Predecessore | Giovanni Di Stasi |
| Successore | Paolo Di Laura Frattura |
| Vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome | |
| Durata mandato | 12 dicembre 2002 – 18 marzo 2013 |
| Presidente | Enzo Ghigo Vasco Errani |
| Predecessore | Vasco Errani |
| Successore | Paolo Di Laura Frattura |
| Vicepresidente della Regione Molise | |
| Durata mandato | 10 novembre 1990 – 6 giugno 1995 |
| Presidente | Enrico Santoro Luigi Di Bartolomeo Giovanni Di Giandomenico |
| Predecessore | Roberto Bernabei |
| Successore | Micaela Fanelli |
| Sindaco di Isernia | |
| Durata mandato | 4 marzo 1987 – 6 maggio 1990 |
| Predecessore | Gabriele Biello |
| Successore | Domenico Testa |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 28 aprile 2006 – 2 novembre 2006 |
| Legislatura | XV |
| Gruppo parlamentare | Forza Italia |
| Coalizione | Casa delle Libertà |
| Circoscrizione | Molise |
| Sito istituzionale | |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 30 maggio 2001 – 15 gennaio 2003 |
| Legislatura | XIV |
| Gruppo parlamentare | Forza Italia |
| Coalizione | Casa delle Libertà |
| Circoscrizione | Molise |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Fratelli d'Italia (dal 2019) In precedenza: DC (1975-1994) PPI (1994-1998) FI (1998-2009) PdL (2009-2013) FI (2013-2017) NcI (2017-2018) DI (2017-2019) |
| Titolo di studio | Laurea in medicina |
| Università | Università di Roma "La Sapienza" |
| Professione | Medico chirurgo |
Angelo Michele Iorio (Morrone del Sannio, 17 gennaio 1948) è un politico italiano, presidente della Regione Molise dal 9 febbraio 1998 al 24 febbraio 1999 e 27 novembre 2001 al 16 marzo 2013, e dal 24 luglio 2023 assessore alle Riforme istituzionali della Regione Molise.
Ex consigliere comunale e sindaco di Isernia, è eletto per la prima volta in consiglio regionale nel 1990, e confermato nelle successive tornate, diventando così il più longevo consigliere della ventesima regione. Ha assunto la presidenza della Giunta Regionale del Molise la prima volta dal 1998 al 1999 con due diverse composizioni. Candidatosi cinque volte alla carica di Presidente della Regione Molise, perde nel 2000 ma, nelle successive elezioni conseguenza di un suo ricorso che ha portato alla scioglimento del consiglio, è stato eletto nel 2001, confermato nel 2006 e nuovamente nel 2011, le cui elezioni sono state però annullate per la seconda volta dal TAR in data 17 maggio 2012 l'annullamento confermato dal Consiglio di Stato in data 29 ottobre 2012. Si ricandida nel 2013, ma non viene eletto.
Nato a Morrone del Sannio (Campobasso), si trasferisce da giovanissimo, insieme alla sua famiglia, ad Isernia dove, dopo aver conseguito la laurea magistrale in medicina all'Università di Roma "La Sapienza", svolge l'attività di chirurgo all'Ospedale civile di Isernia.
Nel 1975 aderisce alla Democrazia Cristiana (DC), facendo parte prima della Direzione provinciale e poi di quella regionale, ricoprendo anche l'incarico di vice-segretario regionale in Molise. Tra il 1980 e il 1990 riveste diverse cariche presso le amministrazioni locali: assessore ai lavori pubblici nella giunta provinciale di Isernia, assessore all'urbanistica e sindaco di Isernia (dal 1989 al 1990).
Alle elezioni regionali in Molise del 1990 viene candidato al consiglio regionale del Molise, tra le liste della DC nel collegio di Isernia, risultando eletto con 7183 preferenze consigliere regionale. Successivamente viene nominato assessore con deleghe prima all'urbanistica, poi ai lavori pubblici e infine alla sanità; assume inoltre il ruolo di vicepresidente della giunta regionale dal 1990 al 1995 nelle giunte presiedute dai democristiani Enrico Santoro, Luigi Di Bartolomeo e Giovanni Di Giandomenico.
Nel 1994, con lo scioglimento della DC, aderisce alla rinascita del Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, e alle regionali molisane del 1995 si ricandida con la lista Popolari (legata all'ala del PPI guidata da Gerardo Bianco), a sostegno del candidato presidente di centro-sinistra Marcello Veneziale, venendo confermato nel medesimo collegio con 3199 preferenze consigliere regionale (risultando il secondo più votato nella regione). Successivamente viene nominato assessore nella giunta regionale molisana presieduta da Veneziale, rimanendo in carica fino al 1998.
In vista delle elezioni politiche del 1996 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Isernia, sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra L'Ulivo; tuttavia, a causa di un vizio di forma, la sua candidatura viene esclusa.
A febbraio 1998 Iorio si fece promotore di una maggioranza in Molise diversa da quella scaturita alle elezioni del '95 e sostenuta fino a quel momento, distaccandosi dalla linea politica del Partito Popolare Italiano e sfiduciano la giunta Veneziale (del quale faceva parte come assessore), portando alla nascita di una nuova maggioranza di centro-destra, di cui diventa presidente della giunta regionale sostituendo Veneziale. Questo portò alla sua successiva espulsione dal PPI, assieme agli altri transfughi che lo hanno seguito, per volere del segretario Franco Marini, che voleva rimanere nella coalizione de L'Ulivo. Successivamente dopo l'uscita dal Partito Popolare, Iorio abbandona il gruppo consiliare del PPI, col quale era stato eletto, per aderire a Forza Italia.
Tuttavia la sua prima presidenza, dove affrontò un rimpasto ad ottobre dello stesso anno, ebbe vita breve, visto che l'anno successivo venne scalzato proprio da Veneziale, che tornò alla guida della Regione e riprendendosi la carica persa precedentemente a favore di Iorio.
In vista della elezioni regionali del 2000, Iorio viene candidato alla presidenza della Regione Molise, venendo sostenuto dalla coalizione di centro-destra Casa delle Libertà formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CCD), Cristiani Democratici Uniti (CDU), Partito Socialista - Socialdemocrazia, Popolari d'Ispirazione Cristiana e Liberal Sgarbi - I Libertari, dove alla tornata elettorale ottiene il 48,57% dei voti ma viene sconfitto di poco (930 voti) dal candidato di centro-sinistra, nonché deputato dei Democratici di Sinistra, Giovanni Di Stasi (49,02). Viene comunque eletto consigliere regionale del Molise, in quanto candidato secondo classificato, diventando presidente della Commissione consiliare speciale per la riforma dello statuto.
Alle elezioni politiche del 2001 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste proporzionali di Forza Italia nella circoscrizione Molise, risultando eletto deputato. Nel corso della XIV legislatura ha fatto parte della 5ª Commissione Bilancio, tesoro e programmazione (2001-2002) e della 6ª Commissione Finanze (2002-2003). Venne poi dichiarato decaduto dal seggio parlamentare a causa dell'incompatibilità con la carica di presidente della giunta regionale (sarà sostituito da Riccardo Tamburro nel 2005)[senza fonte].
Alle elezioni regionali in Molise del 2001, indette anticipatamente a causa di alcuni vizi di forma nella presentazione delle liste che invalidarono quelle dell'anno prima, Iorio viene ricandidato come presidente di Regione, sostenuto da Forza Italia, CCD-CDU, Democrazia Europea, AN, Fiamma Tricolore e Socialisti - Liberal Sgarbi, dove questa volta riesce a diventare presidente con il 58,21% e superare l'uscente neofita di centrosinistra Di Stasi (41,79%).

In seguito al terremoto del Molise del 2002, Iorio viene nominato commissario straordinario per la ricostruzione; ha gestito la fase post-sisma per circa un decennio. A dicembre dello stesso anno diventa vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, venendo confermato nel 2005.
Alle elezioni politiche del 2006 viene candidato al Senato della Repubblica, come capolista di Forza Italia nella circoscrizione Molise, risultando eletto senatore della XV legislatura della Repubblica; diventa poi membro della 13ª Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali e della Commissione parlamentare di vigilanza RAI.
Alle regionali molisane del 2006 viene ricandidato alla presidenza della Regione per un secondo mandato, sostenuto dalla Casa delle Libertà composta da Forza Italia, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Alleanza Nazionale, Democrazia Cristiana per le Autonomie, Partito Pensionati, Alternativa per il Molise e le liste Progetto Molise e Molise Civile, venendo confermato col 54,02%, superando il candidato de L'Unione Roberto Ruta (45,98%) nonostante il margine più ristretto rispetto a cinque anni prima, e affrontando nuovamente la questione dell'incompatibilità tra le cariche di parlamentare e presidente di Regione (gli subentra come senatore Luigi Di Bartolomeo).
Grazie a un vantaggio di appena lo 0,79%, pari a 1.505 voti, sullo sfidante di centrosinistra Paolo Di Laura Frattura, alle elezioni regionali dell'ottobre 2011 Michele Iorio è rieletto, per il terzo mandato consecutivo, alla presidenza della Regione Molise con il sostegno de Il Popolo della Libertà con il 46,94% contro il 46,15% del principale concorrente (89.142 Iorio contro 87.637 Frattura) e di altre sei liste.
Il 17 maggio 2012 il TAR del Molise ha annullato le elezioni regionali del 2011, con conseguente ritorno alle urne per la scelta del nuovo presidente di regione. Il Consiglio di Stato, che ha analizzato i ricorsi, il 29 ottobre dello stesso anno, ha confermato la sentenza del TAR.
Iorio si ricandida per la quinta volta in 13 anni alla guida della Regione. Alle elezioni regionali in Molise del 2013, la coalizione che sostiene Iorio (PdL, UDC, Grande Sud, Progetto Molise e La Destra) ottiene solo il 25,80%, pari a 49.567 voti (perdendo in meno di un anno oltre 40.000 voti), e viene sconfitta dalla coalizione del centro-sinistra, guidata sempre da Paolo Di Laura Frattura, che diventa Presidente della Regione Molise con il 44,70%, pari a 85.881 voti.
A gennaio 2017 abbandona Forza Italia e aderisce a Direzione Italia (DI) di Raffaele Fitto, e a settembre dello stesso anno annuncia la propria ricandidatura in vista delle regionali del 2018.
Alle elezioni politiche del 2018 viene ricandidato al Senato nel collegio uninominale Molise - 01 (Campobasso), sostenuto dalla coalizione di centro-destra in quota Noi con l'Italia - UDC (lista elettorale a cui aderiva DI), ma raccoglie il 30,86% dei voti e viene nettamente sconfitto dal candidato del Movimento 5 Stelle Luigi Di Marzio (44,5%).
Alle elezioni regionali molisane del 2018, dopo aver rinunciato a una possibile sesta candidatura consecutiva a presidente, viene eletto per l'ottava volta consigliere regionale nella lista Iorio per il Molise-Noi con l'Italia con 2106 preferenze. Quasi subito però, si porta all'opposizione al presidente Donato Toma, e due anni dopo aderisce a Fratelli d'Italia.
In vista delle elezioni regionali in Molise del 2023, dopo aver nuovamente valutato una candidatura autonoma, sostiene il candidato del centro-destra Francesco Roberti, presidente della provincia di Campobasso, e viene nuovamente riconfermato consigliere regionale nelle liste di Fratelli d'Italia con 2.741 preferenze. Diventa poi assessore con deleghe alle Riforme istituzionali, al Coordinamento fondi europei, al PNRR, alle Politiche di coesione e ai Rapporti con i Ministeri per l'attuazione del piano di rientro sanitario della Regione Molise.
È stato sposato con Laura Carnevale, deceduta nel 2025, e ha tre figli: Raffaele, Luca e Davide; i primi due sono medici, mentre il terzo è un economista. Ha una sorella: Rosa, avvocatessa, che è stata candidata sindaco di Isernia per il centro-destra alle elezioni amministrative del 2012, venendo tuttavia sconfitta al ballottaggio da Ugo De Vivo per il centro-sinistra.
Il 18 gennaio 2008 viene indagato per concussione e abuso d'ufficio dalla procura di Campobasso. In autunno, sarà di nuovo indagato, dalla procura di Larino (Campobasso), nello scandalo Black Hole. Il 22 settembre 2009 cade l'accusa di concussione, ma resta quella per abuso d'ufficio, per cui viene rinviato a giudizio.
Il 6 dicembre 2010 Iorio è nuovamente indagato nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti per la nomina di Antonio Del Torto, presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno (Cosib), arrestato nella stessa inchiesta.
Il 22 febbraio 2012 viene condannato in primo grado ad un anno e 6 mesi per abuso di ufficio, indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, concorso formale per reato reiterato. La sentenza è stata emessa dai giudici del tribunale di Campobasso al termine del processo per la vicenda Bain&Co. All'epoca commissario delegato, avrebbe esteso abusivamente l'area del cratere "non avendone la competenza, né la legittimazione". Dopo la conferma in appello, la Cassazione ha poi dichiarato prescritto il reato.
Sotto accusa per abuso d'ufficio in relazione alla cessione delle quote societarie dell’ex Zuccherificio del Molise, il 25 gennaio 2018 la Corte d'appello di Campobasso lo condanna a 6 mesi di reclusione con interdizione dai pubblici uffici per un anno con pena sospesa ribaltando così la sentenza di assoluzione di primo grado del 20 ottobre 2016; per effetto della legge Severino decade da consigliere regionale.
Tra il 2012 e il 2014 Iorio viene accusato di esercitare un presunto controllo politico e amministrativo durante i suoi anni alla presidenza Regione Molise, venendo successivamente indagato per corruzione, concussione ed estorsione, abuso d'ufficio, falsità materiale e ideologica.
Il 20 aprile 2022 viene assolto con formula piena da tutte le accuse dal Tribunale di Campobasso, assieme agli altri 11 imputati, al termine del processo di primo grado sul cosiddetto "Sistema Iorio".
Iorio è stato assolto dalle accuse di abuso d'ufficio e truffa relative alla gestione della vicenda che riguarda il catamarano Termoli Jet, acquistato dalla Regione Molise nel 2005 per i collegamenti con la Croazia, progetto poi fallito e generando un pesante spreco di denaro pubblico. Mentre nel maggio 2023 viene condannato a risarcire lo Stato per 100mila euro dalla Corte dei conti.