

Il mìtreo era il centro del culto e il luogo di incontro dei seguaci del mitraismo.
Si trattava di una cavità o di una caverna naturale adattata, talvolta già utilizzata da precedenti culti religiosi locali, oppure di un edificio artificiale che imitava una caverna; quando possibile, il mitreo era costruito all'interno o al di sotto di un edificio esistente. Anche quando non erano collocati in luoghi sotterranei, i mitrei erano comunque luoghi oscuri e privi di finestre. Il sito di un mitreo solitamente può essere anche identificato dalla sua entrata separata o da un vestibolo. Il suo spazio interno a forma di rettangolo, chiamato spelaeum o spelunca, solitamente prevede panchine lungo le mura laterali per il banchetto rituale, detto anche agape e una nicchia al fondo, prima della quale era posto un altare. Sul soffitto era solitamente dipinto un cielo stellato con la riproduzione dello zodiaco e dei pianeti.
Sul fondo del mitreo, rappresentazione del cosmo, era posta la scultura della tauroctonia che raffigura Mitra che compie l'uccisione rituale del toro cosmogonico. Secondo il filosofo Porfirio (III sec. d. C.) «fu Zoroastro il primo a consacrare a Mitra, padre e artefice di tutte le cose, un antro naturale situato nei vicini monti della Persia, ricco di fiori e fonti: l'antro per lui recava l'immagine del cosmo di cui Mitra è demiurgo, e le cose situate nell'antro [....] erano simboli degli elementi cosmici e delle regioni del cielo.»
Nel mitraismo l'acqua svolgeva un ruolo purificatorio importante, pertanto nelle vicinanze del santuario vi era spesso una sorgente naturale o artificiale.
I mitrei, così differenti dai grandi templi dedicati alle divinità dei culti pubblici, si distinguevano anche per il fatto di essere di dimensioni modeste; il servizio di culto, che terminava in un banchetto comune, era officiato da una piccola comunità, solitamente formata da qualche dozzina di persone.
Vi sono a Roma almeno altri 15 mitrei in varie parti della città, non tutti visitabili.



Anche le cosiddette "Grotte di San Fortunato", a Montefalco (PG), nei pressi dell'omonimo convento, possono essere ipoteticamente considerate delle piccole aule deputate al culto del mitraismo.


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