Il nome del genere deriva da due parole greche: "monos" (= singolo) e "lopos" (= buccia), e fa riferimento alle brattee dell'involucro.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Augustin Pyramus de Candolle (1778-1841) nella pubblicazione "Prodromus Systematis Naturalis Regni Vegetabilis … (DC.)" (Prodr. 6: 74) del 1838.
Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe annuali.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Altezza media: 60cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato; quelle prossimali possono essere opposte; picciolate o sessili. Le lamine hanno delle forme da ovali a lanceolate o oblanceolate. I contorni sono interi o pennati. La superficie varia da sparsamente a densamente pelosa.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari o raggruppati in cime panicolate. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme emisferiche, composto da 4-11 brattee disposte su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, persistenti, hanno una consistenza erbacea e sono libere oppure variamente connate; la forma è ampiamente ovata. Il ricettacolo può essere convesso oppure conico ed è privo di pagliette (a protezione della base dei fiori). Diametro degli involucri: 5–13mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): da 4 a 8; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 20 a 100) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con due lobi; le ligule a volte sono poco appariscenti; le corolle sono colorate di giallo o crema;
fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto o campanulata; la parte apicale ha 5 lobi (raramente sono tetrameri) con forme variabili da delta a lanceolate-ovali; i colori sono giallo o varietà più scure.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono ovate; possono essere presenti delle ghiandole. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno delle forma ottuse; le appendici sono mancanti o ridotte a delle papille. Le linee stigmatiche sono marginali e ampie.
Frutti. Il frutto è un achenio con pappo. La forma della cipsela nei fiori del raggio è obcompressa o obpiramidale con sezione triquetra e con superficie densamente pubescente; le cipsele dei fiori del disco sono piatte-biconvesse perlopiù glabre. Il pappo è assente o formato da 2 scaglie lacerate insieme (o no) a due ariste divergenti.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in California.
Sistematica
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Questo genere appartiene alla sottoribù Baeriinae caratterizzata da brattee dell'involucro disposte su 1 - 2 serie; dall'endotecio delle antere formato per lo più da celle quadrate con 2 - 4 ispessimenti polari; dai bracci dello stilo piatti e da acheni normalmente non compressi e non cigliati.
Il genere Monolopia nella sottotribù occupa una posizione più o meno "basale" tra il genere Constancea B.G.Baldwin e il resto della sottotribù. Questo genere è monofiletico soprattutto dopo il trasferimento della specie Lembertia congdonii Greene in "M. congdonii.
Alcuni caratteri distintivi del genere:
le brattee dell'involucro hanno delle forme ampiamente ovate;
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.