

Il motore a spore, formalmente motore a nucleo di spore attivato dal dislocamento, è un sistema propulsivo immaginario delle navi stellari introdotto nel 2017 nella serie televisiva Star Trek: Discovery. Questo sistema permette sia viaggi istantanei attraverso lo spazio interstellare che nelle dimensioni alternative tramite l'attravesamento di una rete subspaziale formata dalle spore generate da un fungo spaziale noto come Prototaxites stellaviatori. Questa rete prende il nome di rete del micelio o rete miceliale e viene descritta come come uno spazio separato al di fuori della realtà normale, presente simultaneamente in tutti i punti dello spazio e del tempo, che consente di viaggiare istantaneamente da una posizione a un'altra senza attraversare lo spazio normale o di spostarsi da un universo a un altro.
A differenza dei sistemi di propulsione convenzionali di Star Trek, come la propulsione a impulso e la propulsione a curvatura, la propulsione a spore è basata sulla navigazione attraverso un'interfaccia biologica, appunto la rete miceliale. La propulsione a spore viene presentata come un progetto classificato, sviluppato dall'intelligence della Flotta Stellare a bordo di due unità gemelle, la USS Discovery e la USS Glenn, ma che è stato successivamente escluso dall'installazione a bordo delle navi stellari ed abbandonato per le implicazioni etiche nell'uso di entità biologiche a scopi strategici.
La propulsione a spore è stata in parte ispirata dal lavoro del micologo Paul Stamets ed è stata analizzata da diversi studiosi come una rappresentazione di una connessione postumana, dell'interdipendenza ecologica con la fisica teorica ipotetica che ha le sue radici concettuali nella micologia e nella metafora ambientalista.
In Star Trek vengono descritti diversi sistemi di propulsione: quelli più comunemente impiegati sono il motore a impulso e il motore a curvatura, in particolare quest'ultimo è il sistema di propulsione che viene associato all'universo di Star Trek. Esistono altri sistemi per viaggiare a velocità superiori a quella della luce, ma sono solitamente rappresentati come unici, come il tunnel spaziale stabile che collega i quadranti Alfa e Gamma, visto in Star Trek: Deep Space Nine, o altre tecnologie aliene come i condotti di transcurvatura impiegati dai Borg che le astronavi non posso usare regolarmente.
I motori a impulso sono propulsori standard alimentati da reattori a fusione e possono spingere una nave fino al massimo di un quarto della velocità della luce; anche se questi motori potrebbero raggiungere velocità superiori, sono stati limitati a un quarto della velocità della luce per evitare le problematiche legate alla dilatazione del tempo. Per raggiungere velocità superiori in Star Trek viene impiegato il motore a curvatura che è il sistema di propulsione che per mezzo della manipolazione diretta dello spazio attorno al vascello consente di viaggiare a una velocità superiore a quella della luce nonostante localmente la velocità rimanga subluce, evitando gli effetti relativistici. Questo motore richiama la propulsione teorica di Alcubierre: in entrambi i casi si crea una "bolla di curvatura" attorno al vascello, la differenza è che nella propulsione a curvatura è il vascello a muoversi nello spazio mentre in quella teorica di Alcubierre è la bolla a muoversi nello spazio.[Anche in Star Trek è la bolla (con vascello dentro) a muoversi]
Il motore a spore di Star Trek: Discovery è stato descritto come la terza grande forma di propulsione spaziale e una svolta scientifica nell'universo del franchise, considerata alla pari della scoperta del motore a curvatura stesso. Il sistema a spore è descritto come l'unico sistema di propulsione di Star Trek che sia allo stesso tempo affidabile e istantaneo. La USS Discovery appartiene alla classe Crossfield ed è una nave scientifica equipaggiata per gestire centinaia di progetti scientifici in contemporanea con il massimo livello di segretezza, ed è anche esplicitamente descritta come unità destinata a condurre ricerche per l'intelligence della Flotta Stellare, con il motore a spore suo principale progetto di maggior segretezza. Le navi di classe Crossfield furono progettate fin dall'inizio per ospitare il sistema di propulsione a spore e per fungere da banco di prova per le ricerche top-secret sull'astromicelio. La scienza che studia la produzione di spore si basa sulle teorie dell'astromicologo e ufficiale della Flotta Stellare Paul Stamets. La scienza afferma che a livello quantistico biologia e fisica sono la stessa cosa. Viene scoperto un fungo spaziale chiamato Prototaxites stellaviatori che esiste sia nello spaziotempo normale che nelle dimensioni extra, che Stamets chiama le "vene e i muscoli" della galassia, ed è un possibile progenitore della panspermia.

Gli eventi di Star Trek: Discovery si posizionano dieci anni prima di quelli narrati nella serie classica; il motore a spore e la USS Discovery vengono inizialmente descritti come tecnologie sperimentali inaffidabili, sebbene la Discovery, grazie a Stamets e al motore a spore, contribuisca in seguito a risolvere varie crisi. Nell'episodio Nuovo Eden, il capitano Christopher Pike riassume la nuova tecnologia in questo modo:
Se un'astronave appositamente progettata come la USS Discovery venisse controllata da un appropriato navigatore, riuscirebbe ad entrare nella "rete miceliale", interamente composta da Prototaxites stellaviatori, emergendo istantaneamente in una qualsiasi destinazione indipendentemente dalla distanza in cui essa si trova. La rete miceliale raggiunge qualsiasi luogo in tutti gli universi, compreso l'Universo dello specchio. La rete miceliale appare come un intreccio di fibre simile a una ragnatela; secondo la micologa Lynne Boddy, visivamente essa richiama le reti micorriziche sotterranee della vita reale, anche se su scala galattica.
Per navigare con un motore a spore è necessario riuscire "vedere" le connessioni della rete in modi che perfino i computer del XXXII secolo non sono in grado di gestire. Inizialmente, la Flotta Stellare non è in grado di utilizzare in sicurezza il motore a spore per viaggi a lungo raggio, limitatadosi a brevi salti. La nave gemella della Discovery, la Glenn, viene distrutta quando tenta per la prima volta un salto più lungo. Successivamente, l'equipaggio della Discovery trova sul relitto della Glenn una creatura aliena simile a un grande tardigrado terrestre, con la capacità naturale di navigare nella rete miceliale. Stamets integra nel suo il DNA della creatura, in modo simile al trasferimento genico orizzontale, acquisendo la stessa capacità, che gli permette di far saltare in modo sicuro la Discovery in qualsiasi punto della galassia. Per attivare il salto con le spore il comandante della nave ordina l'allarme nero e la sezione a disco della Discovery e l'anello che la circonda ruotano durante l'attivazione del motore a spore.
Al termine della seconda stagione, la Discovery viene rimossa dalla sua linea temporale, lasciando il 2259, e viaggiando avanti nel tempo fino all'anno 3188. Nelle scene finali della seconda stagione, ambientate nel 23º secolo, ai progetti della Discovery e del motore a spore viene applicata la massima segretezza, e solo una manciata di persone sono a conoscenza del vero destino della nave e del suo equipaggio. Le registrazioni ufficiali riportano che la Discovery, come anche la Glenn, è andata persa con tutto l'equipaggio, spiegando convenientemente perché non si parli mai del motore a spore nelle altre serie del canone. Alla fine di Star Trek: Discovery si scopre che i Kwejiani sono in grado di navigare con il motore a spore, ma rimane l'interrogativo se a far fare l'ultimo balzo alla nave sia stato Stamets oppure Leto Burnham, figlio di Michael, che è per metà Kwejiano. La Flotta Stellare alla fine non è in grado di replicare la tecnologia a spore a causa delle sue caratteristiche uniche, per cui la Discovery rimane l'unica astronave con motore a spore conosciuta fino al 42º secolo, due millenni dopo il suo primo salto.
Aaron Harberts, ex showrunner di Star Trek: Discovery, ha discusso le origini del motore a spore con la rivista Reactor nel 2018. Il micologo Paul Stamets e il suo sesto libro Mycelium Running sono stati citati per aver avuto un'influenza particolare, in quanto ha esaminato i concetti di biorisanamento basato sui funghi, chiamato micoremediazione.
Durante la prima fase di pre-produzione, il co-creatore Bryan Fuller chiese al team artistico di far sì che la nave stessa "spiegasse" la sua particolare propulsione. Gli scenografi Mark Worthington e Todd Cherniawsky hanno quindi ripreso il concetto di una Enterprise a doppio disco pensata da Ralph McQuarrie per il film mai realizzato Star Trek: Planet of the Titans:
Per dare vita al "salto" è stato necessario un misto di effetti speciali e di computer grafica. Sul set, più di 500 LED cablati singolarmente e una rete DMX hanno consentito al team di produzione di creare il segnale luminoso verde acqua e nero che segnala l'allarme nero. Gli animatori di CGI hanno aggiunto in post-produzione la rotazione dell'anello e il l'effetto visivo. Tim Peel, grafico capo, ha osservato che sul set della plancia ci fossero fino a venti monitor di controllo che riprodocevano gli effetti simultaneamente, così che gli attori fossero "davvero all'interno dell'effetto", in modo da ridurre il compositing necessario per la realizzazione di ogni sequenza di salto. Lo scenografo Matt Morgan ha aggiunto che il ponte e l'anello circostante erano sospesi obbligando i costruttori a realizzare l'intero set quattro metri sopra il pavimento dello studio, permettendo alle telecamere di riprendere la rotazione del disco.
Il motore a spore è stato introdotto per la prima volta nel quarto episodio della prima stagione di Star Trek: Discovery, Al coltello del macellaio non interessa il lamento dell'agnello, nel 2017. Harberts riconobbe che gli autori avrebbero dovuto spiegare il motivo per cui un sistema di propulsione così potente scompare dal canone successivo, osservando che l'intero programma potrebbe essere "classificato" dalla Flotta Stellare, che è effettamente la soluzione che è stata applicata.

Jonathan Alexandratos, scrivendo per il magazine Reactor, esplora le sovrapposizioni tra i lavori sia di Paul Stamets micologo dei nostri tempi che di Paul Stamets astromicologo dell'universo di Star Trek, in particolare come il concetto di micoremediazione sono parte integrante delle meccaniche narrative della rete miceliale e un fattore nella storia in diversi episodi della seconda stagione di Star Trek: Discovery. Alexandratos riporta il concetto di utilizzare il micelio per terraformare un pianeta, concetto che Doug Bonderud sottolinea in modo simile in un articolo per il produttore aerospaziale Northrop Grumman. Discute inoltre le implicazioni della rete che attira la vita in se stessa, la diffonde altrove e la sua potenzialità di guarire o di riparare i danni. Quest'ultimo fenomeno si riscontra in modo simile nella scienza della vita reale: un esempio è il fungo radiotrofico in seguito al Disastro di Černobyl'.
L'astrofisico Ethan Siegel scrive su Forbes di aver esaminato la plausibilità teorica della propulsione a spore utilizzando concetti tratti dalla fisica moderna. Suggerisce che l'effetto dell'azionamento del motore potesse essere spiegato pensando ad una quarta dimensione spaziale, che consentirebbe a una nave di lasciare lo spazio tridimensionale in un punto e percorrere una breve distanza in questa dimensione superiore e rientrare in un qualsiasi altro punto istantaneamente. Ha inquadrato questo meccanismo come analogo a quello del "subspazio" nel franchise come una dimensione extra nascosta, pertanto dando così alla rete miceliale una semi-credibilità scientifica, ma tuttavia Siegel è anche critico nei confronti della decisione della produzione della serie di basare una meccanica così avanzata su un meccanismo biologico, sottolineando che sarebbe stato più plausibile se avesse coinvolto particelle esotiche o campi energetici.
Evelyn Koch dell'Università di Marburgo analizza la narrazione della propulsione a spore in Star Trek: Discovery, rappresentando il ruolo forzato del tardigrado come navigatore come una forma di simbiosi eticamente problematica, gli effetti della modifica del DNA di Stamets come causa del parziale mind uploading della sua coscienza nella rete miceliale, e la rete stessa come un'intelligenza aliena moralmente inclassificabile che resiste all'interpretazione antropocentrica.
Il biologo computazionale Steven Salzberg ha respinto il concetto di propulsione a spore, definendola «ridicola» rispetto al «fisicamente improbabile» della propulsione a curvatura. Salzberg è stato anche critico sulla linea narrativa in cui Stamets ottiene la capacità di navigazione nella rete miceliale dal DNA di tardigrado spaziale tramite un trasferimento genico orizzontale. La probabile origine della storia relativa al DNA dei tardigradi, ha teorizzato Salzberg, nasce nel 2015 da una controversa pubblicazione su una rivista scientifica che sosteneva che i veri tardigradi potevano assorbire un DNA estraneo, affermazione poi smentita dalla rivista stessa, segnalando che i campioni di DNA di tardigrado in questione fossero contaminati.
Karen Pinkus, studiosa dei media della Cornell University, sostiene che la propulsione a spore incarna una fantasia di redenzione ecologica, libera dai compromessi della transizione energetica del mondo reale. Osserva che, a differenza degli attuali biocarburanti, le spore di Discovery «non emettono sottoprodotti, nocivi o meno» e «non vengono utilizzate in una combustione», descrivendo il sistema come «una bella fantasia coinvolgente» che offre una via di fuga dalla «insostenibile realtà odierna». Pinkus critica la propulsione a spore definendola una speculazione su un carburante di fantasia che rischia di rafforzare l'autoindulgenza nei confronti della crisi climatica. Avverte che potrebbe essere come «un racconto sul progresso», dando l'opportunità agli spettatori di «rinviare ora, nel presente, qualsiasi cambiamento radicale nel modo in cui produciamo e consumiamo energia», rispecchiando quella che lei chiama «la tirannia del buon senso» che circonda i combustibili futuri.

Bettina Wurche, in un articolo di ScienceBlogs sulla micologia in Discovery, ha paragonato il navigatore del motore a spore della USS Discovery ai Navigatori mutati della Gilda Spaziale nel Ciclo di Dune di Frank Herbert, che «[piegano] lo spazio» usando la spezia melange. Il romanzo di Herbert del 1965 descrive il melange come generato da una «crescita fungiforme selvatica». Altri sistemi di propulsione organici più veloci della luce rappresentati nella fantascienza includono le navi viventi chiamate Leviatani della serie televisiva Farscape oppure navi che per navigare attraverso l'iperspazio necessitano di un navigatore organico come nella serie televisiva Andromeda dello stesso creatore di Star Trek Gene Roddenberry.
Lisa Meinecke nel suo libro Fighting for the Future: Essays on Star Trek: Discovery interpreta l'arco narrativo del motore a spore di Discovery come una critica all'umanesimo liberale, sostenendo che la serie sostituisce l'enfasi storica di Star Trek sull'individualismo autonomo con una visione radicata nella connessione postumana. Meinecke sottolinea il passaggio dalla razionalità incentrata sull'essere umano a un pluralismo ecologico, in cui la rete miceliale simboleggia l'interdipendenza piuttosto che il progresso attraverso la gerarchia. In questo contesto, la fusione di Stamets con il motore a spore segna una rottura narrativa con la tradizione del franchise di "umanesimo illuminato", posizionando la sua trasformazione come un gesto politico verso l'etica relazionale.
Elizabeth Stanway dell'Università di Warwick colloca Star Trek: Discovery all'interno di una tradizione fantascientifica che rappresenta ecosistemi collettivi e senzienti. Discute del libro Raising the Stones (1990) di Sheri S. Tepper, nel quale un'entità basata sul micelio si sviluppa «come una rete miceliale che si nutre (inizialmente) di un essere umano morto», guidando infine la popolazione «a un livello istintivo e subconscio». Stanway, analizando questo libro, sottolinea i timori che nella storia sono legati alla «corruzione del libero arbitrio e alla minaccia alla loro autodeterminazione». Osserva inoltre che in Avatar e nei suoi sequel compare un'idea simile, cioè quella di una rete biologica planetaria con cui i personaggi interagiscono tramite connessioni neurali simbiotiche. Alexandratos, scrivendo su Reactor, inquadra la rete miceliale come un «agente narrativo» che non solo è vivo ma capace sia di distruzione che di resurrezione ecologica, parallelamente ai temi dell'onniscienza senziente. Sottolinea il rischio narrativo che Stamets diventi «troppo potente» grazie alla sua connessione con la rete, sollevando interrogativi sul potere, sull'organismo e sul controllo narrativo.
Meinecke identifica la trasformazione di Stamets per mezzo del motore a spore come una rappresentazione del diventare postumano, contrapponendola alla precedente rappresentazione dell'identità androide già parte del franchise in Star Trek: The Next Generation. Laddove Data cerchi di evolvere per avvicinarsi all'ideale dell'umanità, l'evoluzione di Stamets rifiuta l'autonomia in favore dell'intreccio con la vita non umana. Secondo Meinecke, Stamets diventa un «soggetto parziale» in una rete condivisa e aperta, la sua identità viene ridefinita dai legami affettivi con il tardigrado, con il suo sposo Hugh Culber e con il micelio stesso. Così facendo, Discovery riformula l'identità come contingente, collettiva e non gerarchica. Star Trek: Discovery reinventa il potenziale rizomatico intravisto per la prima volta nei Borg, ma lo purifica dall'uniformità autoritaria in favore dell'ibridazione postumana. Secondo Meinecke, a differenza del collettivo Borg, che neutralizza la differenza, la rete miceliale favorisce l'intreccio egualitario e l'interazione etica. In questa prospettiva, Stamets non si limita soltanto a interfacciarsi con la tecnologia aliena, ma entra in un legame reciproco che modella una nuova visione ontologica radicata nella sostenibilità, nella relazionalità e nel pluralismo.
Il motore a spore viene descritto come un «complessao assemblaggio cibernetico multispecie», con l'astronave Discovery collegata alla rete miceliale per mezzo dell'interfaccia organica (tardigrado). Questa integrazione consente alla nave «l'accesso a una molteplicità di possibili percorsi attraverso l'universo e a un numero infinito di possibili ingressi». L'uso da parte di Stamets del motore avvia un processo di «trasformazione insieme al tardigrado e al micelio», descritto come «continuo e trasformativo».
Quando Stamets viene «integrato nel sistema di propulsione», «si distacca dalla Discovery e si avvicina al micelio e al tardigrado». In questa «posizione di confine tra la nave e la rete», acquisisce «la capacità di oltrepassare questi confini e di accedere a nuovi percorsi». Stamets «prende il posto del tardigrado nel sistema di propulsione e quindi acquisisce la sua capacità di navigare e di comunicare con la rete». La sua «mente e, di fatto, il suo corpo sono letteralmente aperti ad altri piani di esistenza». La trasformazione si manifesta inizialmente come «uno stato di euforia e affetto un po' insoliti verso i suoi amici e colleghi; dopotutto, Stamets si è semplicemente connesso a tutti gli esseri viventi in un'esperienza profondamente spirituale e trascendente».
In seguito, «navigare nel rizoma in rigenerazione gli fa quasi perdere la strada», ma si stabilizza attraverso il suo rapporto con Culber e la metafora ricorrente della «radura nella foresta». La rete miceliale è esplicitamente definita «un rizoma multispecie, che intrappola e potenzia ogni forma di vita», mentre lo stesso motore a spore è descritto come «una biotecnologia cibernetica transumanista estremamente potente che si interfaccia con questa rete».
La narrazione è inquadrata in termini etici attraverso il confronto con la trama della precedente serie Star Trek: Voyager. L'uso del tardigrado in Discovery richiama l'episodio in due parti di Voyager, Equinox (5x26, 6x01), in cui un altro equipaggio della Flotta Stellare sfrutta forme di vita aliene per alimentare la propria nave. Gli autori osservano che «la decisione di Saru di impiegare il tardigrado come navigatore è motivata da qualcosa di simile a un'ansia esistenziale». Tuttavia contrappongono l'approccio di Saru a quello del capitano Kathryn Janeway, che «fa tutto ciò che è in suo potere per interrompere l'ulteriore utilizzo degli alieni come carburante», in conformità con l'etica della Federazione.