| José Mourinho | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Nazionalità | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 174 cm | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Calcio | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ruolo | Allenatore (ex difensore) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Squadra | Real Madrid | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Termine carriera | 1º luglio 1987 - giocatore | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Giovanili | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Squadre di club1 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Carriera da allenatore | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Statistiche aggiornate al 13 luglio 2026 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
José Mário dos Santos Mourinho Félix (IPA: [ʒuˈzɛ moˈɾiɲu]; Setúbal, 26 gennaio 1963) è un allenatore di calcio ed ex calciatore portoghese, di ruolo difensore, tecnico del Real Madrid.
Dopo le prime esperienze in panchina tra Portogallo e Spagna, la sua ascesa si concretizza con il passaggio al Porto, dove in due stagioni e mezza vince due Primeira Liga (2002-2003 e 2003-2004), una Taça de Portugal (2002-2003) e una Supertaça Cândido de Oliveira (2003), ma soprattutto una Coppa UEFA (2002-2003) e una UEFA Champions League (2003-2004). Nel 2004 viene chiamato alla guida del Chelsea, con il quale si aggiudica due Premier League (2004-2005 e 2005-2006), due English Football League Cup (2004-2005 e 2006-2007), una FA Cup (2006-2007) e un FA Community Shield (2005). Nel 2008 approda all'Inter, che conduce alla vittoria di due Serie A (2008-2009 e 2009-2010), una Coppa Italia (2009-2010), una Supercoppa italiana (2008) e una UEFA Champions League (2009-2010), realizzando il Triplete. Terminata l'esperienza in Italia, si trasferisce prima al Real Madrid, con il quale in tre anni si aggiudica una Primera División (2011-2012), una Coppa del Re (2010-2011) e una Supercopa de España (2012), e poi al Chelsea, con cui in due stagioni e mezza vince un altro campionato (2014-2015) e un'altra Coppa di Lega (2014-2015). Dal 2016 al 2018 allena il Manchester Utd, con cui vince una Supercoppa inglese (2016), una Coppa di Lega (2016-2017) e una UEFA Europa League (2016-2017). Dopo un'esperienza al Tottenham, dal 2019 al 2021, torna in Italia per guidare la Roma, con la quale vince la prima edizione della UEFA Conference League (2021-2022).
Considerato uno dei migliori tecnici della storia del calcio, è soprannominato The Special One, appellativo che si diede nel 2004.
È stato premiato come Miglior allenatore dell'anno IFFHS dall'International Federation of Football History & Statistics nel 2004, 2005, 2010, 2012, come FIFA World Coach of the Year nel 2010, ed è rientrato nella Squadra dell'anno UEFA nel 2004, 2005, 2006 e 2010. È stato eletto allenatore portoghese del secolo dalla Federazione calcistica del Portogallo nel 2015. Nel 2022 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.

Figlio di Félix Mourinho (1938-2017), ex calciatore e allenatore, è sposato dal 1988 con Matilde Faria, dalla quale ha avuto due figli: Matilde Faria Mourinho Félix, nata nel 1996, e José Mário Faria Mourinho Félix, nato nel 2000. Quest'ultimo ha militato come portiere nelle giovanili del Fulham e in precedenza del Canillas, club satellite del Real Madrid.
Si dichiara cattolico e parla sei lingue: portoghese, inglese, italiano, francese, spagnolo e catalano. Si è inoltre dichiarato politicamente vicino al Partito Social Democratico del Portogallo.
Già Grande ufficiale dell'Ordine dell'infante Dom Henrique dal 9 giugno 2005, il 23 marzo 2009 l'Università Tecnica di Lisbona gli ha conferito la Laurea honoris causa per i suoi successi nel calcio.
Dopo aver investito nel settore vinicolo, nel 2025 presenta il suo primo vino.
Ancora sotto contratto coi Red Devils, commenta le partite del campionato del mondo 2018 per l'emittente russa RT. Nel gennaio 2019, conclusa l'esperienza a Manchester, viene reso noto che Mourinho sarà commentatore televisivo delle partite di Coppa d'Asia e di Premier League per beIN Sports per 68.000 euro a prestazione. Il 27 febbraio seguente entra a far parte della piattaforma DAZN in Spagna come global ambassador, opinionista e testimonial. Ad agosto entra a far parte del team di Sky Sports, con cui rimane fino alla chiamata del Tottenham. Due anni più tardi per il campionato d'Europa 2020 scriverà come editorialista sui quotidiani del gruppo News Corp (The Sun, The Times e The Sunday Times) oltre a commentare sull’emittente radiofonica talkSPORT le partite dell'Inghilterra e le fasi finali del torneo.
Mourinho ha preso parte a diverse iniziative benefiche e sociali: tra queste, ha promosso un progetto giovanile che coinvolgeva insieme bambini di Israele e Palestina e, ai tempi del Chelsea, ha venduto all'asta per 22.000 sterline il suo famoso giaccone a favore del progetto umanitario del terremoto e maremoto dell'Oceano Indiano del 2004.
Il 20 aprile 2008 a Dakar in Senegal, ha fondato una squadra di beneficenza chiamata Étoile Lusitana (nome derivante dalla regione portoghese Lusitania), di cui detiene l'80% delle azioni mentre l'altro 20% è in mano a una compagnia senegalese.
Mourinho è stato testimonial di diverse campagne pubblicitarie come quelle di Samsung, American Express, Braun, Adidas, Molinari, Yahoo, BT Sports, Henderson Finance, EA Sports, Lipton, Jaguar, Sky Sports e Sky Sport.
Dal gennaio 2013 è testimonial del gioco di calcio manageriale online Top Eleven Football Manager. È stato il protagonista dello spot della Heineken per la UEFA Champions League 2016-2017.
Dall'ottobre 2020 diventa global ambassador della piattaforma di investimento tematico XTB.
Sarà poi anche Mastercard Ambassador e testimonial di Audi, Hublot, GSA (General Sports Authority) dell'Arabia Saudita, Paddy Power, Zegna, Snickers e Prima Assicurazioni. Le diverse sponsorizzazioni fruttano a Mourinho circa 6 milioni di euro l’anno e sono portate avanti dalla CAA e dalla Polaris, braccio commerciale della Gestifute, l’agenzia di Jorge Mendes, il procuratore di Mourinho e tanti altri calciatori portoghesi e non.

Nell'ottobre del 2010 Mourinho è stato inserito al 9º posto della lista degli uomini più influenti pubblicata da AskMen.com, mentre il 1º dicembre 2011 è stato nominato Rockstar dell'anno dalla versione spagnola del magazine Rolling Stone.
Nel febbraio del 2013 l'amministrazione comunale di Setúbal, città natale di Mourinho, con voto unanime ha deciso di intitolargli una via, di realizzare un documentario sulla sua vita e sulla sua carriera e di allestire per il 24 marzo una mostra fotografica per i suoi 50 anni, mentre in passato Mourinho si era visto consegnare già le chiavi della città (2009) e una medaglia d'oro (2005).
Dal 31 agosto 2013 la televisione portoghese SIC ha mandato in onda Mourinho and The Special Ones, una serie di 26 episodi in computer grafica, costati oltre due milioni e mezzo di euro, nell'ambito di un più vasto progetto mondiale per promuovere lo sport nei più giovani attraverso le moderne tecnologie, e nella storia della serie il protagonista scopre casualmente e decide di allenare una squadra di giovani promesse.
Il 31 agosto 2020 sulla piattaforma Prime Video esce All or Nothing: Tottenham Hotspur, documentario in 8 puntate incentrato sulla stagione 2019-2020 della squadra di Londra, presa in mano da Mourinho a novembre al quattordicesimo posto e portata al sesto posto finale dopo lo stop dovuto alla Pandemia di COVID-19. A fine anno compare poi in Outraged, documentario della UEFA che affronta la discriminazione nel calcio.
Nel settembre del 2022 è protagonista di un cameo nel videoclip della canzone Mel Made Me Do It del rapper inglese Stormzy.
L'11 agosto 2026 viene pubblicata su Netflix la docuserie "MOURINHO", riguardante l'ascesa iconica del portoghese come uno dei migliori tecnici per club della storia del calcio.
Nel corso della sua carriera, Mourinho ha adottato vari moduli di gioco, quali il 4-3-1-2 visto ai tempi del Porto, il 4-3-3 utilizzato all'epoca della prima esperienza al Chelsea, o il 4-2-3-1, messo in pratica a partire dal secondo anno all'Inter e riproposto prevalentemente in tutte le esperienze successive; le squadre di Mourinho, solitamente dotate di grande fisicità, possono contare su una fase difensiva molto solida e su una fase offensiva rimessa prevalentemente alle qualità individuali dei singoli. Nell'esperienza alla Roma, per sfruttare meglio l'apporto offensivo dei terzini, ha utilizzato prevalentemente la difesa a 3 con il modulo 3-4-1-2.
È considerato l'allenatore più dotato al mondo nell'ambito emotivo e comunicativo.
Mourinho da giovane ha tentato di intraprendere la carriera di calciatore, come difensore, militando nelle giovanili dell'União Leiria e in quelle del Belenenses; Nel 1981 ha poi seguito il padre nel periodo in cui era allenatore al Rio Ave e si è iscritto all'Università Tecnica di educazione fisica di Lisbona. Nel 1982 è tornato con il padre allenatore al Belenenses, mentre dal 1983 al 1985 ha giocato nel Sesimbra, e infine, dal 1985 al 1987 ha militato nel Comércio e Indústria di Setúbal.
All'età di 24 anni, visti i risultati carenti, si è ritirato per prepararsi alla carriera di allenatore, cominciando ad allenare i suoi amici, e successivamente ha dichiarato di essere stato assistente di suo padre ai tempi del Rio Ave e del Belenenses, incaricato di andare a studiare le squadre avversarie. Laureatosi all'Instituto Superior de Educação Física, ha lavorato come docente di educazione fisica per 5 anni, e in quel periodo ha allenato squadre giovanili presso le varie scuole dove insegnava a Setúbal ed ha partecipato a corsi tenuti in Scozia, dove ha conseguito il patentino di tecnico UEFA. Mourinho, nel periodo in cui allenava gli Allievi del Vitória Setúbal, ha lavorato tramite la scuola anche con ragazzi affetti da problemi motori e mentali "dove tutto è psicologico, amore, affetto, empatia e passione".
La sua carriera da allenatore inizia nel 1987, allenando per l'appunto la squadra Allievi del Vitória Setúbal. Nel 1988 viene chiamato dall'Estrela Amadora in veste di assistente tecnico di João Alves, dove nel 1990 vince la Taça de Portugal. Nei successivi due anni è stato assistente di Jesualdo Ferreira. Nel luglio del 1992 diventa interprete e assistente - preparava le partite e allenava i portieri - per l'allenatore inglese Bobby Robson allo Sporting Lisbona. In seguito lo stesso Robson lo vuole come suo vice al Porto, vincendo in due anni una Coppa di Portogallo e due campionati.
Ancora Bobby Robson lo chiama nel 1996 al Barcellona come suo vice. La stagione si conclude con i successi in Coppa del Re, Coppa delle Coppe, e Supercopa de España, e il 28 giugno 1997, durante i festeggiamenti della Coppa di Spagna, Mourinho prende il microfono e urla al pubblico: "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore". Quando Robson diventa dirigente del Barça nell'estate successiva, Mourinho decide di rimanere in Catalogna; sulla panchina del Barcellona arriva l'olandese Louis van Gaal, che decide di continuare ad avvalersi del tecnico portoghese come allenatore in seconda. Nel 1998 vincono il campionato, la Coppa di Spagna e la Supercoppa UEFA, mentre l’anno seguente la squadra si confermerà campione di Spagna.
Il 16 maggio 2000 van Gaal gli permette di guidare la squadra Blaugrana nella finale della Copa Catalunya; il Barcellona batte il Mataró 3-0 e Mourinho vince quindi il suo primo trofeo.
La possibilità di diventare un allenatore di primo livello arriva nel settembre del 2000, quando Mourinho lascia il Barcellona e viene chiamato da Eladio Parames, allora dirigente e in futuro suo portavoce, alla guida del Benfica, sostituendo l'esonerato Jupp Heynckes. Il 23 settembre, all'esordio contro il Boavista, perde per 1-0. Il 5 dicembre si dimette dall'incarico dopo sole 9 partite di campionato a causa del cambio di presidenza del club.
Nel luglio del 2001 entra in carica sulla panchina dell'União Leiria, conducendo la squadra al quarto posto provvisorio nel campionato 2001-2002, prima di passare al Porto (a fine campionato senza di lui la squadra di Leiria arriverà settima).
Nel gennaio 2002 viene appunto ingaggiato dal Porto per sostituire Octávio Machado; nella parte restante della stagione 2001-2002, con André Villas-Boas come assistente, Rui Faria come preparatore atletico e Silvino Louro come allenatore dei portieri (questi ultimi due lo seguiranno nelle successive esperienze per quasi vent'anni), porta la squadra al terzo posto in classifica con un ottimo ruolino di marcia e quindi con conseguente qualificazione alla Coppa UEFA 2002-2003.
All'inizio della stagione 2002-2003 decide di puntare su vari giocatori portoghesi come Vítor Baía, Ricardo Carvalho, Costinha, Deco ed Hélder Postiga, richiamando inoltre in squadra, dopo il prestito al Charlton, il capitano Jorge Costa. La stagione vede Mourinho aggiudicarsi per la sua prima volta la Primeira Liga portoghese con il punteggio record di 86 punti in quel campionato. In patria il Porto consegue il Double grazie alla vittoria della Taça de Portugal, conquistata contro la sua ex squadra dell'União Leiria (1-0). Arriverà anche il primo trofeo europeo, la Coppa UEFA, dopo la finale di Siviglia contro gli scozzesi del Celtic, vinta per 3-2 ai tempi supplementari.
La stagione successiva comincia con la vittoria nella Supertaça Cândido de Oliveira, ottenuta grazie al successo per 1-0, nuovamente contro l'União Leiria, allo Stadio D. Afonso Henriques. In estate non arriverà invece il bis, a causa della sconfitta per 1-0 nella finale di Supercoppa UEFA contro il Milan allo Stadio Louis II. Il Porto si aggiudica comunque il suo ventesimo titolo nazionale chiudendo il campionato con 82 punti. Perde poi la Coppa di Portogallo in finale per 2-1 nei tempi supplementari contro i rivali del Benfica allo Stadio nazionale di Jamor. L'annata 2003-2004 viene comunque caratterizzata dalla storica vittoria in UEFA Champions League, diciassette anni dopo la prima: i Dragões si impongono per 3-0 sui francesi del Monaco nella finale giocata alla Veltins-Arena. Durante le celebrazioni post partita Mourinho abbandona platealmente il palco allestito per la festa al centro del campo; in seguito spiegherà che era turbato per alcune minacce di morte ricevute la settimana prima della finale da alcuni elementi della tifoseria del Porto, a causa delle voci di un suo trasferimento sulla panchina del Chelsea. In questa stagione Mourinho adotta il 4-3-3 in campionato e il 4-4-2 in coppa, con Deco in posizione di trequartista dietro alle punte Carlos Alberto e Benni McCarthy (o Derlei).

Il 2 giugno 2004 viene ingaggiato dall'ambizioso presidente del Chelsea Roman Abramovič, sempre con André Villas Boas come assistente. La cavalcata dei Blues in Premier League sarà impetuosa, con il club di Londra che il 30 aprile 2005 si laurea per la seconda volta campione d'Inghilterra (il precedente e unico titolo distava 50 anni) battendo per 0-2 il Bolton con doppietta di Frank Lampard. Alla fine della stagione il Chelsea chiuderà il campionato con la quota record di 95 punti (battuto successivamente), con una sola sconfitta all'attivo, occorsa contro il Manchester City, e con solo 15 reti incassate in 38 gare di campionato, altro record della Premier. Il Chelsea inoltre si aggiudica la Football League Cup battendo per 3-2 i rivali del Liverpool in una finale spettacolare, conclusasi dopo i tempi supplementari, nella prima di tre finali in altrettante competizioni vinte al Millennium Stadium. Meno fortunato è il percorso in FA Cup, dove i londinesi soccombono al quinto turno contro il Newcastle Utd. In Champions League invece vincono il girone ed eliminano Barcellona agli ottavi e Bayern Monaco ai quarti di finale prima di essere eliminati dal Liverpool, poi vincitore del trofeo, in semifinale (dopo lo 0-0 di Stamford Bridge, i Blues hanno perso 1-0 ad Anfield per via di un gol fantasma).
Nella stagione 2005-2006 la squadra di Mourinho comincia la stagione aggiudicandosi la Supercoppa d'Inghilterra grazie al successo per 2-1 contro l'Arsenal il 7 agosto 2005, ancora al Millennium Stadium di Cardiff. Il 29 aprile 2006 arriva il secondo titolo consecutivo di Premier League per il tecnico portoghese, con la sua squadra che si impone a Stamford Bridge per 3-0 contro i rivali del Manchester Utd. In Champions League, invece, non vanno oltre gli ottavi di finale, eliminati dal Barcellona. In FA Cup sarà il Liverpool in semifinale a eliminare i Blues, mentre in Coppa di Lega non riuscirà la difesa del titolo vinto nella stagione precedente, a causa della sconfitta ai tiri di rigore contro il Charlton al terzo turno.
Nella terza stagione di Mourinho a Londra, il titolo di Inghilterra stavolta sfugge, complici anche i diversi infortuni occorsi durante l'annata, riguardanti soprattutto il reparto arretrato. Il Chelsea si piazza secondo con 83 punti, superato dal Manchester Utd, mancando dunque il tris in campionato per i londinesi. In Champions League saranno ancora i tiri di rigore a essere fatali, ancora in semifinale contro il Liverpool, avversario del Chelsea di Mourinho anche due stagioni prima. Il portoghese riuscirà però a conquistare la FA Cup, unico trofeo inglese che gli mancava, allo Stadio di Wembley contro i mancuniani, battuti per 1-0, e nuovamente la Coppa di Lega, vinta contro l'Arsenal in una gara terminata 2-1 al Millennium Stadium.
La quarta stagione di Mourinho con il Chelsea, che dura soltanto due mesi, comincia con la sconfitta ai tiri di rigore in Supercoppa inglese contro i Red Devils, dopo che i 120 minuti si erano conclusi sull'1-1. Una partenza altalenante e un pareggio interno con la squadra norvegese del Rosenborg nella prima partita di Champions League fanno decidere ad Abramovič per la fine del rapporto con Mourinho, che è ufficializzata il 20 settembre 2007, quando di comune accordo con la società il portoghese risolve il contratto.

Il 2 giugno 2008 Mourinho viene chiamato sulla panchina dell'Inter dal presidente Massimo Moratti; come suo vice sceglie Giuseppe Baresi, ex giocatore della squadra milanese, e come assistenti i fidati Rui Faria e André Villas-Boas. L'era Mourinho all'Inter si apre subito con la vittoria di un trofeo: il 24 agosto 2008, infatti, l'Inter vince in allo Stadio Giuseppe Meazza la Supercoppa italiana, battendo la Roma per 8-7 ai tiri di rigore, dopo essersi portata in vantaggio per due volte e aver chiuso i tempi supplementari sul 2-2.
Nei primi mesi alla guida dell'Inter, conclude il girone d'andata con 41 punti stabilendo un record per il campionato italiano, poiché nessun altro allenatore straniero aveva mai ottenuto così tanti punti. Dopo l'eliminazione in Champions League agli ottavi di finale per mano del Manchester Utd, conquista lo scudetto 2008-2009 con due giornate d'anticipo, battendo per 3-0 il Siena allo Stadio Giuseppe Meazza (in realtà la certezza matematica arriva la sera precedente, nell'anticipo in cui il Milan perde contro l'Udinese), il quarto consecutivo della compagine nerazzurra.
La stagione 2009-2010 comincia con la sconfitta per 2-1 contro la Lazio nella finale di Supercoppa italiana. Nell'ultima parte di stagione, nell'arco di tre settimane, conquista il campionato, la Coppa Italia e la Champions League; nello specifico, la Coppa Italia viene conquistata il 5 maggio allo Stadio Olimpico battendo per 1-0 la Roma, lo scudetto viene assegnato il 16 maggio al termine della gara decisiva vinta per 1-0 allo Stadio Artemio Franchi contro il Siena. Mourinho inoltre chiude il torneo portando a 136 gare consecutive la propria imbattibilità casalinga in campionato (sommando anche le precedenti esperienze con Porto e Chelsea); il 22 maggio, infine, il tecnico portoghese guida i nerazzurri alla vittoria in Champions League, 45 anni dopo l'ultimo successo nerazzurro in Coppa dei Campioni, grazie al 2-0 sul Bayern Monaco nella finale dello Stadio Santiago Bernabéu. Grazie a questa storica serie di successi, l'Inter diventa la prima squadra italiana ad aver realizzato il cosiddetto Triplete (vittoria di campionato, coppa nazionale e coppa continentale nella stessa annata) ed il tecnico portoghese diventa il terzo allenatore, dopo l'austriaco Ernst Happel e il tedesco Ottmar Hitzfeld, a vincere due Champions League con due club diversi, e il secondo a raggiungere la semifinale con tre compagini diverse.

Il 28 maggio 2010 diventa il tecnico del Real Madrid. Per assicurarsi Mourinho, il club spagnolo onora la clausola rescissoria prevista nel contratto con l'Inter, versando nelle casse interiste 16 milioni di euro. L'allenatore si lega al club madrileno per quattro anni.
Il 10 gennaio 2011, durante la cerimonia per la premiazione del Pallone d'oro FIFA 2010, gli viene conferito il FIFA World Coach of the Year. Il 20 aprile conquista il suo primo titolo alla guida dei blancos vincendo la Coppa del Re contro il Barça (1-0) allo Stadio di Mestalla, ottenendo un titolo che mancava da diciotto anni nella bacheca della società. Viene eliminato dalla Champions League in semifinale dal Barcellona e nella Liga si piazza secondo con 92 punti sempre dietro ai catalani di quattro punti. Il 25 maggio 2011 il presidente Florentino Pérez licenzia il direttore generale Jorge Valdano, scegliendo di dare pieno potere a Mourinho, che quindi diviene una sorta di manager all'inglese. Gli viene conferito anche il Trofeo Miguel Muñoz, premio assegnato dal quotidiano Marca al miglior allenatore dei campionati professionistici spagnoli.
La seconda stagione spagnola di Mourinho comincia con la sconfitta in Supercoppa di Spagna contro il Barcellona. Il 7 dicembre raggiunge le 15 vittorie consecutive in campionato, eguagliando così il record di Miguel Muñoz della stagione 1960-1961, poi superato da Carlo Ancelotti nel novembre del 2014. Il 25 aprile subisce dal Bayern Monaco l'eliminazione in semifinale di Champions League ai rigori; diviene così il primo allenatore a raggiungere la semifinale di Champions con quattro squadre diverse. Il 2 maggio 2012 si aggiudica per la prima volta il campionato spagnolo, ottenendo il trofeo con due turni di anticipo grazie al successo per 3-0 contro l'Athletic Bilbao allo Stadio di San Mamés. A fine stagione i madrileni faranno segnare un punteggio record per il campionato spagnolo, con 100 punti e 121 reti realizzate. Il portoghese inoltre entra a far parte della stretta cerchia di allenatori capaci di vincere il titolo nazionale in quattro paesi diversi (nel suo caso Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna).
Il 29 agosto 2012 Mourinho inaugura la nuova stagione battendo per 2-1 il Barcellona al Bernabéu, aggiudicandosi la Supercoppa spagnola dopo che all'andata in Catalogna le merengues avevano perso per 2-3. Il 3 novembre, in occasione della vittoria per 4-0 contro il Real Saragozza, taglia il traguardo delle 100 vittorie con il Real in sole 133 partite, mentre il 21 novembre, nella partita pareggiata per 1-1 contro il Manchester City celebra la presenza numero 100 nella Champions League. Il 17 febbraio 2013, in occasione della vittoria per 2-0 contro il Rayo Vallecano, tocca quota 100 panchine nella Liga con un bilancio di 75 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte, 281 gol segnati e 87 subiti. Il 26 febbraio conquista per la sesta volta l'accesso a una finale di coppa nazionale (dopo le due finali raggiunte con il Porto e quelle alla guida di Chelsea, Inter e dello stesso Real) eliminando il Barcellona, battuto per 3-1 al Camp Nou. Il 17 maggio viene sconfitto in finale dall'Atlético Madrid, che si impone dopo i tempi supplementari con il risultato di 2-1. Il 9 aprile accede per la settima volta alle semifinali della Champions League, la terza consecutiva alla guida del Real Madrid (la quarta, se si considera anche la semifinale raggiunta con l'Inter nel 2010), ma è eliminato dal Borussia Dortmund. In campionato si piazza secondo, come due anni prima, e sempre dietro al Barcellona, con un distacco di quindici punti (100 a 85).

Il 3 giugno 2013 ritorna al Chelsea a sei anni dalla sua precedente esperienza a Stamford Bridge. Il 18 agosto avviene il suo secondo esordio da manager dei Blues, in occasione della partita casalinga contro l'Hull City vinta per 2-0. Il 30 agosto viene sconfitto ai rigori dal Bayern Monaco di Pep Guardiola nella partita valida per la Supercoppa UEFA, nonostante il vantaggio ottenuto ai supplementari in inferiorità numerica, recuperato a cinque secondi dallo scadere. Il 19 aprile 2014 viene sconfitto in casa per 1-2 da parte del Sunderland e questa sconfitta interrompe un record storico: 77 gare consecutive senza subire sconfitte in casa nella massima serie del campionato inglese. In League Cup si ferma ai quarti di finale proprio contro il Sunderland, perdendo 2-1 ai tempi supplementari, mentre in FA Cup viene eliminato negli ottavi di finale dai rivali del Manchester City (2-0). In campionato, i Blues finiranno terzi, nonostante le vittorie contro le rivali dirette (Arsenal, Manchester Utd, Liverpool e City). In Champions League raggiunge per l'ottava volta in dieci anni (quinta consecutiva) le semifinali, dove questa volta si arrenderà all'Atlético Madrid (0-0 allo Stadio Vicente Calderón, 1-3 a Stamford Bridge).
Nella stagione seguente il Chelsea si mantiene in testa alla classifica in Premier, ma il 24 gennaio 2015 viene clamorosamente eliminato al 4º turno di FA Cup dal Bradford City (club della Football League One, terza divisione) per 2-4. Il 1º marzo seguente vince la Coppa di Lega, battendo 2-0 il Tottenham a Wembley, conquistando il suo primo trofeo della seconda gestione ai Blues e il settimo complessivo. Raggiunge facilmente la fase successiva in Champions, ma viene eliminato già agli ottavi dal Paris Saint-Germain ai supplementari, cosa che non gli succedeva dal 2009 (a partire da tale anno era sempre arrivato almeno alle semifinali), quando era stato eliminato con l'Inter dal Manchester Utd. Il 3 maggio 2015, grazie alla vittoria casalinga per 1-0 ai danni del Crystal Palace, vince per la terza volta in carriera la Premier.
La terza stagione del suo secondo ciclo alla guida del Chelsea comincia il 2 agosto con il FA Community Shield, nel quale viene sconfitto per 1-0 dall'Arsenal a Wembley. Il 27 ottobre il Chelsea perde ai rigori con lo Stoke City e viene eliminato negli ottavi di finale della League Cup, mentre il 17 dicembre 2015, dopo una partenza negativa in campionato (complice anche un ammutinamento della squadra nei confronti del tecnico), con la squadra al sedicesimo posto dopo sedici turni di Premier League e tre giorni dopo la sconfitta di misura contro la capolista Leicester City, dodicesimo ko stagionale in tutte le competizioni, Mourinho e i Blues annunciano la risoluzione consensuale del contratto, non prima di ottenere la qualificazione agli ottavi di Champions League.
Il 27 maggio 2016 viene annunciato come nuovo allenatore del Manchester Utd, in sostituzione di Louis van Gaal. Il 7 agosto vince subito il Community Shield battendo per 2-1 i campioni d'Inghilterra del Leicester City e il 26 febbraio 2017 vince la Coppa di Lega per 3-2 contro il Southampton. Il 13 marzo, nella FA Cup, i Red Devils vengono eliminati dal Chelsea ai quarti di finale, mentre nelle settimane seguenti, in campionato non riescono ad andare oltre il sesto posto; tuttavia, il 24 maggio, al termine di un lungo percorso cominciato a settembre con la fase a gironi, arriva a disputare la finale di Europa League: la squadra mancuniana si impone per 2-0 contro l'Ajax, vincendo il trofeo per la prima volta nella sua storia; per Mourinho si tratta invece della seconda affermazione personale nel torneo, dopo quella con il Porto quattordici anni prima.
L'8 agosto 2017 perde la Supercoppa UEFA contro il Real Madrid per 2-1: per il portoghese è suo malgrado la terza sconfitta in altrettante finali disputate in questa competizione. Il 20 dicembre successivo viene eliminato dalla Coppa di Lega ai quarti dal Bristol City col medesimo risultato e il 13 marzo 2018 esce dalla Champions di nuovo agli ottavi questa volta per mano del Siviglia (0-0 e 1-2 a Old Trafford). In campionato invece si piazza secondo dietro al Manchester City, e il 19 maggio perde la finale di FA Cup per 1-0 contro il Chelsea.
Il 18 dicembre 2018, dopo un inizio di stagione caratterizzato da risultati altalenanti (il peggiore per punti ottenuti in campionato dal Manchester Utd dal 1990-1991) e un difficoltoso rapporto con i giocatori, viene esonerato.

Il 20 novembre 2019 viene annunciato come nuovo allenatore del Tottenham, in sostituzione dell'esonerato Mauricio Pochettino; la squadra londinese è in quel momento quattordicesima in Premier League con 14 punti, distante 11 lunghezze dal quarto posto. Debutta tre giorni più tardi, con un successo per 2-3 contro il West Ham Utd. Nella partita seguente, al debutto in Champions, battendo l’Olympiakos per 4-2 ottiene la qualificazione agli ottavi di finale con un turno di anticipo. A marzo 2020 la squadra londinese viene eliminata dalla FA Cup e dalla Champions agli ottavi di finale per mano di Norwich City e RB Lipsia. Conclude il campionato al sesto posto, a 7 punti dal quarto posto, qualificandosi all'Europa League.
All'inizio della stagione 2020-2021 il Tottenham ottiene ottimi risultati, tanto che nel mese di novembre, con la squadra in testa alla classifica, Mourinho viene nominato Premier League Manager of the Month. Nei mesi successivi la squadra entra, però, in una spirale negativa e perde terreno rispetto alle posizioni di vertice, mentre il cammino nelle coppe è a due facce: se in Europa League il Tottenham è eliminato agli ottavi di finale ai supplementari contro la Dinamo Zagabria, che riesce a ribaltare la sconfitta della gara di andata, e in FA Cup esce ancora agli ottavi di finale per mano dell’Everton, in Coppa di Lega raggiunge la finale: Mourinho diventa il terzo allenatore ad arrivarci con tre squadre diverse (Chelsea, Manchester e Tottenham) dopo Ron Atkinson e Ron Saunders. Il portoghese non riuscirà, tuttavia, a disputare la finale del 25 aprile, poiché il 19 aprile 2021, dopo aver pareggiato contro l'Everton il giorno prima, viene esonerato, con la squadra al settimo posto in Premier League.

Il 4 maggio 2021 torna ufficialmente in Italia, venendo annunciato come nuovo tecnico della Roma, sulla base di un accordo triennale a partire dalla stagione successiva. Debutta ufficialmente sulla panchina giallorossa il 19 agosto 2021, guidando i capitolini nel successo esterno di UEFA Conference League sul Trabzonspor (1-2). Tre giorni dopo debutta quindi in Serie A, a undici anni dalla sua ultima apparizione nella massima divisione calcistica italiana, ottenendo una vittoria casalinga sulla Fiorentina (3-1). Il 12 settembre 2021, in occasione della gara di campionato contro il Sassuolo, il tecnico portoghese colleziona la millesima partita da allenatore in carriera, coronandola con un successo (2-1). All'inizio di febbraio la squadra esce ai quarti di finale di Coppa Italia per mano dell'Inter, mentre il 20 marzo 2022 vince la prima stracittadina sulla panchina della Roma con un netto 3-0. Il 5 maggio, in virtù del risultato aggregato (1-2) maturato in semifinale di Conference League contro il Leicester City, la Roma accede alla finale di una delle competizioni UEFA per club per la prima volta dai tempi della Coppa UEFA 1990-1991; contestualmente Mourinho diventa il primo tecnico a raggiungere almeno una volta la finale in tutte e tre le principali competizioni europee vigenti. Dopo aver condotto la squadra al sesto posto in campionato, il 25 maggio coglie il successo in Conference League contro il Feyenoord (1-0), portando la Roma alla prima vittoria di una competizione UEFA, a circa quattordici anni dall'ultimo trofeo vinto dal club; Mourinho stesso diventa, inoltre, il primo tecnico a vincere tutte e tre le principali competizioni UEFA stagionali vigenti, nonché il terzo (dopo Giovanni Trapattoni e Alex Ferguson) a vincere almeno un trofeo UEFA in tre diversi decenni.
La stagione seguente si apre con il successo esterno nella prima giornata di campionato, il 14 agosto 2022, ai danni della Salernitana (0-1). Qualificata per l'Europa League grazie sia alla posizione di classifica che alla vittoria in Conference, la Roma disputa una fase a gironi complicata, che la costringe al secondo posto alle spalle del Betis, e di conseguenza affronta i sedicesimi di finale, battendo con un complessivo 2-1 la formazione austriaca del Salisburgo. Il cammino proseguirà positivamente: sconfitta la Real Sociedad (2-0 in aggregato), il 13 aprile 2023 i giallorossi perdono allo Stadio Feijenoord contro gli olandesi (1-0), ma la settimana seguente ribaltano il risultato con un secco 4-1 davanti ai propri tifosi, dopo i tempi supplementari. Per le semifinali si prospetta un sorteggio impegnativo, contro il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso; l'11 maggio la Roma riporta un successo nella partita d'andata (1-0), grazie alla rete di Edoardo Bove. La sfida decisiva per l'accesso alla finale di Budapest si gioca il 18: al termine di una prestazione totalmente difensiva, tipicamente nello stile di Mourinho, con la squadra tutta schierata a protezione del risultato, grazie al mantenimento dello 0-0 lo Special One conduce la compagine capitolina alla finale di Europa League, la prima da quella disputata nel 1991 e la seconda consecutiva in Europa per i giallorossi dopo quella in Europa Conference League dell'anno precedente. L'epilogo europeo si decide la notte del 31 maggio: dopo una partita lunghissima, che culmina in più di 146 minuti disputati al termine dei supplementari (finiti 1-1), arriva la vittoria degli spagnoli del Siviglia ai tiri di rigore per 4-1: per Mourinho si tratta della prima sconfitta in una finale di una delle coppe calcistiche europee dopo cinque vittorie consecutive. Tre giorni dopo, con il successo casalingo ai danni dello Spezia (2-1), i giallorossi chiudono nuovamente il campionato al sesto posto.
Confermato anche per la stagione 2023-2024, il 16 gennaio 2024, con i capitolini eliminati ai quarti di finale di Coppa Italia dalla Lazio e al nono posto in campionato, viene esonerato in seguito alla sconfitta a San Siro contro il Milan e sostituito da Daniele De Rossi.

Il 2 giugno 2024, Mourinho è stato ufficialmente presentato come nuovo tecnico del Fenerbahçe, nella Süper Lig turca, con cui sottoscrive un contratto biennale, valido a partire dal 1º luglio. Al termine della stagione 2024-2025 conquista la qualificazione ai preliminari di UEFA Champions League con il 2º posto in campionato.
Inizia la stagione 2025-2026 superando il Feyenoord nel terzo turno preliminare di Champions League, ma nei play-off viene eliminato nel doppio confronto dal Benfica, costringendo la squadra turca a disputare la fase campionato in Europa League. A seguito dell'eliminazione dalla prima competizione continentale, il tecnico viene esonerato il 29 agosto 2025.
Il 18 settembre 2025, dopo 25 anni, torna sulla panchina proprio del Benfica, subentrando all'esonerato Bruno Lage. Il suo secondo esordio sulla panchina delle Águias arriva due giorni dopo, con la vittoria 3-0 di campionato contro l'AVS. Dopo esser stato eliminato in semifinale di Taça da Liga dal Braga (3-1) e ai quarti di Taça de Portugal dal Porto (1-0), in Champions League si rende protagonista di una rimonta nella fase campionato, portando la squadra dagli zero punti delle prime quattro partite alla qualificazione agli spareggi, al termine della vittoria 4-2 contro il Real Madrid allo Stadio da Luz, maturata grazie a un gol all'ultimo minuto del portiere Anatolij Trubin; tuttavia ai play-off sarà proprio la squadra di Álvaro Arbeloa ad eliminare il Benfica. In campionato, nonostante l'imbattibilità finale con 23 vittorie e 11 pareggi in 34 gare, non riesce ad andare oltre il terzo posto, alle spalle del Porto di Francesco Farioli campione e dello Sporting Lisbona.

A seguito della rielezione di Florentino Pérez, il 9 giugno 2026 il Benfica annuncia il pagamento della clausola rescissoria di 15 milioni di euro da parte del Real Madrid. Dopo due giorni viene ufficializzato il suo ritorno in Spagna dopo 13 anni, in sostituzione di Arbeloa, firmando un contratto con decorrenza a partire dal 13 luglio seguente, valido fino al 30 giugno 2029. Il 22 agosto, al secondo debutto sulla panchina dei Blancos, batte 2-1 l'Espanyol alla prima giornata di campionato. Anche l'esordio in Champions League è positivo, con la vittoria 2-1 contro l'Inter al Bernabéu.
Nell'arco della sua carriera come allenatore, Mourinho si è reso noto anche per numerosi episodi e comportamenti controversi, che spesso hanno generato polemiche.
Al termine di una gara tra i Dragoni e lo Sporting Lisbona, strappò dalle mani di Vítor Baía la maglia che quest'ultimo aveva scambiato con l'avversario Rui Jorge: riguardo all'episodio, il tecnico dichiarò di voler evitare che i suoi calciatori fraternizzassero con gli avversari.
Mourinho rivelò inoltre di aver subìto minacce di morte per via telefonica prima della finale di Champions League contro il Monaco, ad opera di un giovane mai identificato, a causa delle quali avrebbe, come già citato, abbandonato il palco della premiazione dopo la partita.
Il 29 settembre 2004, in occasione della gara di Champions tra il Chelsea e la sua ex squadra, il Porto, ebbe un diverbio con un tifoso portoghese che gli sputò in faccia per due volte.
Durante gli ottavi di finale del medesimo torneo, in cui la squadra inglese eliminò il Barcellona, accusò l'allenatore del club spagnolo Frank Rijkaard di aver interloquito con l'arbitro Anders Frisk: Rijkaard dichiarò di essere stato allontanato dal direttore di gara, il quale abbandonò l'attività per le minacce di morte ricevute nei giorni successivi. A seguito dell'apertura di un'inchiesta da parte della UEFA per le esternazioni del portoghese, questi venne multato per oltre 12 000 euro e ricevette due turni di squalifica.
Nel giugno 2005 subì un'altra ammenda dalla Federazione calcistica dell'Inghilterra in quanto, contravvenendo al regolamento federale, si era incontrato con il difensore dell'Arsenal Ashley Cole nel gennaio precedente per discutere di un passaggio di Cole ai Blues: la sanzione fu di circa 75 000 sterline. Nell'autunno seguente definì un «voyeur», cioè un "guardone", l'allenatore dell'Arsenal Arsène Wenger, il quale pensò di querelare il portoghese: in seguito Mourinho si scusò e nessun provvedimento fu adottato.
Il 17 dicembre 2006, in occasione di una gara tra i londinesi e l'Everton, finse di redarguire l'attaccante dei Toffees Andrew Johnson rinfacciandogli di aver cercato un contatto con il portiere del Chelsea Henrique Hilário per procurarsi un calcio di rigore: dopo le proteste della società avversaria, si scusò con Johnson.

Nel marzo 2009 è stato deferito dal procuratore federale italiano Stefano Palazzi per gli strascichi polemici conseguenti alla gara contro la Roma (conclusasi 3-3): analogo provvedimento riguardò i calciatori Mario Balotelli, all'epoca allenato dal portoghese, e Daniele De Rossi. In una conferenza stampa definì inoltre «prostituzione intellettuale» l'operato dei social media, accusandoli di svolgere un "lavoro organizzato" volto a manipolare l'opinione pubblica; nella medesima conferenza dichiarò che le squadre italiane avversarie dell'Inter avrebbero chiuso la stagione con «zero titoli», frase rimasta a posteriori celebre anche per il fatto di essere stata pronunciata in un italiano piuttosto approssimativo («zeru tituli»). A distanza di alcuni giorni fu poi accusato da due tifosi del Manchester Utd di aver colpito al viso un altro sostenitore del club inglese durante la trasferta di Champions League: la magistratura britannica archiviò le segnalazioni, non riscontrando alcun comportamento irregolare del tecnico nelle immagini riprese.
Il 13 dicembre successivo, dopo un incontro tra Atalanta e Inter, fu protagonista di un diverbio con il giornalista Andrea Ramazzotti: deferito dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio per le espressioni ingiuriose rivolte a quest'ultimo e per una presunta aggressione, il tecnico ammise gli insulti ma negò di essere giunto al contatto fisico. A seguito dell'indagine fu sanzionato con un'ammenda pari a 13.000 euro per le ingiurie nei confronti del giornalista e la società milanese ricevette, dal canto suo, una multa di 20.000 euro.
Dopo la partita Inter-Sampdoria (0-0) del 20 febbraio 2010, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha squalificato Mourinho per tre giornate «per avere contestato ripetutamente l'operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando il gesto delle manette; per avere inoltre, nell'intervallo, rivolto all'arbitro e agli assistenti espressioni ingiuriose e per avere, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale», e al portoghese è stata inflitta anche una sanzione pecuniaria di 40.000 euro.

Il 23 novembre 2010, durante una partita contro l'Ajax valida per la penultima giornata del girone di Champions League, ha richiesto a due suoi giocatori, il centrocampista Xabi Alonso ed il difensore Sergio Ramos, di farsi espellere volontariamente negli ultimi minuti del match, in modo che saltassero l'ultima gara del girone contro l'Auxerre e non risultassero poi diffidati per la prima partita degli ottavi di finale; il gesto ha provocato numerosi malumori nel mondo del calcio europeo e internazionale, al punto da far aprire un'indagine alla UEFA per "condotta impropria". L'esito dell'inchiesta ha portato a una giornata di squalifica per Mourinho, da scontare nell'ultima partita del girone di Champions League, e una sanzione pecuniaria a tutti i protagonisti del caso (Mourinho, Xabi Alonso, Sergio Ramos ed i portieri Iker Casillas e Jerzy Dudek). Il portoghese ha dovuto pagare una multa di 40.000 euro.
Il 26 febbraio 2011, all'aeroporto della Coruña, ha rischiato di essere accoltellato da un tifoso del Deportivo A Coruña, come riferito dalla testata giornalistica spagnola Cadena Ser; l'agguato è stato sventato dalla guardia del corpo di Mourinho, rimasto ferito dall'arma nel proteggere il tecnico, intento a firmare autografi. Il 5 marzo seguente, in conferenza stampa, Mourinho ha confermato l'accaduto, dichiarando però di non essersi accorto di nulla, di non avere avuto e di non avere paura per nessun motivo.
Il 27 aprile 2011, al termine della semifinale d’andata di Champions League persa dal Real per 0-2 contro il Barcellona, in cui il difensore Pepe e lo stesso Mourinho vennero espulsi, il portoghese ha accusato il club blaugrana di essere stato favorito dall'arbitro, il tedesco Wolfgang Stark; in seguito a queste dichiarazioni Mourinho è stato deferito dalla commissione disciplinare della UEFA secondo l'articolo 5 sui principi di condotta ed è stata anche aperta un'inchiesta sui fatti accaduti. Il Barcellona ha deciso di querelare il tecnico davanti alla UEFA, ma il Real Madrid ha subito reagito difendendo Mourinho, evidenziando i presunti errori dell'arbitro e indicando delle simulazioni da parte dei giocatori del Barça.
Il 17 agosto 2011, al termine della finale di ritorno della Supercoppa di Spagna persa dal Real Madrid per 2-3 contro il Barcellona, durante una rissa scatenatasi in campo, Mourinho ha aggredito il vice del tecnico avversario Pep Guardiola, Tito Vilanova, infilandogli un dito in un occhio, venendo immortalato dalle telecamere. Per questo motivo, il 7 ottobre seguente è stato squalificato dalla Liga Nacional de Fútbol Profesional per le due successive partite di Supercoppa di Spagna.
Criticato da alcuni giocatori della prima squadra per l'eccessivo difensivismo, in seguito a una serie di tre sconfitte rimediate contro il Barcellona nei primi mesi della stagione 2011-2012, il portoghese dà il via a una lunga serie di polemiche che coinvolge anche i rapporti di amicizia personali tra i giocatori della nazionale spagnola militanti nel Real Madrid e quelli in forza al Barcellona. In particolare a farne le spese è il capitano dei Blancos, il portiere Iker Casillas, che Mourinho lascia in panchina nel dicembre del 2012 per scelta "tecnica", cosa che non succedeva dal 2002. Casillas viene inizialmente sostituito dal giovane Antonio Adán e in seguito dal nuovo acquisto Diego López, che diventa il titolare per il resto della stagione; l'emarginazione di Casillas, elemento simbolo sia della società madrilena che della nazionale spagnola campione del mondo in carica (nella quale, nonostante la crisi nel club, non perde mai la titolarità del ruolo) ed annoverato tra i migliori portieri di sempre, provoca una spaccatura sia nella squadra che nella tifoseria.
L'8 agosto 2015, durante Chelsea-Swansea City in Premier League, Mourinho ha avuto un alterco con la responsabile dell'area medica dei Blues, la dottoressa Eva Carneiro, per aver tardato la ripresa del gioco ed aver costretto la squadra a rimanere con soli 9 uomini in campo nell'intento di assistere Eden Hazard (il Chelsea era già in inferiorità numerica a seguito dell'espulsione del portiere Thibaut Courtois); la dottoressa, dapprima demansionata e poi licenziata, ha intentato una causa sia contro il club che contro Mourinho. Nel giugno 2016 le parti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale.
Il 26 settembre 2018, all'indomani dell'eliminazione in Coppa di Lega contro il Derby County, Mourinho ha tolto a Paul Pogba i gradi di vicecapitano del Manchester Utd, non avendo gradito alcuni atteggiamenti del centrocampista francese e le critiche mosse pubblicamente dallo stesso calciatore al gioco della squadra. Nel corso delle settimane successive il rapporto tra i due è diventato sempre più teso, tanto da essere una delle cause della separazione tra Mourinho ed il club di Manchester.
La notte del 1º giugno 2023, al termine della finale di Europa League persa contro il Siviglia, Mourinho ha rivolto una serie di esternazioni nel parcheggio dello stadio contro il direttore di gara Anthony Taylor. Quest'ultimo è stato accusato di aver condotto una delle prestazioni arbitrali più scadenti della storia del calcio, che avrebbe indirettamente favorito la formazione andalusa, non solo dal tecnico lusitano ma anche da tanti tifosi e da alcuni esperti del settore. Mourinho venne comunque sanzionato per le durissime parole di natura offensiva con una squalifica di quattro giornate impartita dalla UEFA e valevole per la successiva edizione della competizione.
Statistiche aggiornate al 14 ottobre 2026. In grassetto le competizioni vinte.
| Stagione | Squadra | Campionato | Coppe nazionali | Coppe continentali | Altre coppe | Totale | Vittorie % | Piazzamento | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | G | V | N | P | % | |||
| set.-dic. 2000 | PL | 9 | 5 | 2 | 2 | CP | 1 | 1 | 0 | 0 | CU | 1 | 0 | 1 | 0 | - | - | - | - | - | 11 | 6 | 3 | 2 | 54,55 | Sub., Dimis. | |
| 2001-gen. 2002 | PL | 19 | 9 | 7 | 3 | CP | 1 | 0 | 0 | 1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 20 | 9 | 7 | 4 | 45,00 | Risoluz. | |
| gen.-giu. 2002 | PL | 15 | 11 | 2 | 2 | CP | 0 | 0 | 0 | 0 | UCL | 4 | 1 | 0 | 3 | - | - | - | - | - | 19 | 12 | 2 | 5 | 63,16 | Sub., 3º | |
| 2002-2003 | PL | 34 | 27 | 5 | 2 | CP | 6 | 6 | 0 | 0 | CU | 13 | 8 | 2 | 3 | - | - | - | - | - | 53 | 41 | 7 | 5 | 77,36 | 1º | |
| 2003-2004 | PL | 34 | 25 | 7 | 2 | CP | 6 | 5 | 0 | 1 | UCL | 13 | 7 | 5 | 1 | SU+SP | 1+1 | 0+1 | 0+0 | 1+0 | 55 | 38 | 12 | 5 | 69,09 | 1º | |
| Totale Porto | 83 | 63 | 14 | 6 | 12 | 11 | 0 | 1 | 30 | 16 | 7 | 7 | 2 | 1 | 0 | 1 | 127 | 91 | 21 | 15 | 71,65 | ||||||
| 2004-2005 | PL | 38 | 29 | 8 | 1 | FACup+CdL | 3+6 | 2+5 | 0+1 | 1+0 | UCL | 12 | 6 | 2 | 4 | - | - | - | - | - | 59 | 42 | 11 | 6 | 71,19 | 1º | |
| 2005-2006 | PL | 38 | 29 | 4 | 5 | FACup+CdL | 6+1 | 4+0 | 1+1 | 1+0 | UCL | 8 | 3 | 3 | 2 | CS | 1 | 1 | 0 | 0 | 54 | 37 | 9 | 8 | 68,52 | 1º | |
| 2006-2007 | PL | 38 | 24 | 11 | 3 | FACup+CdL | 7+6 | 5+5 | 2+1 | 0+0 | UCL | 12 | 7 | 3 | 2 | CS | 1 | 0 | 0 | 1 | 64 | 41 | 17 | 6 | 64,06 | 2º | |
| ago.-set. 2007 | PL | 6 | 3 | 2 | 1 | FACup+CdL | 0+0 | 0+0 | 0+0 | 0+0 | UCL | 1 | 0 | 1 | 0 | CS | 1 | 0 | 1 | 0 | 8 | 3 | 4 | 1 | 37,50 | Risoluz. | |
| 2008-2009 | A | 38 | 25 | 9 | 4 | CI | 4 | 3 | 0 | 1 | UCL | 8 | 2 | 3 | 3 | SI | 1 | 0 | 1 | 0 | 51 | 30 | 13 | 8 | 58,82 | 1º | |
| 2009-2010 | A | 38 | 24 | 10 | 4 | CI | 5 | 5 | 0 | 0 | UCL | 13 | 8 | 3 | 2 | SI | 1 | 0 | 0 | 1 | 57 | 37 | 13 | 7 | 64,91 | 1º | |
| Totale Inter | 76 | 49 | 19 | 8 | 9 | 8 | 0 | 1 | 21 | 10 | 6 | 5 | 2 | 0 | 1 | 1 | 108 | 67 | 26 | 15 | 62,04 | ||||||
| 2010-2011 | PD | 38 | 29 | 5 | 4 | CS | 9 | 7 | 1 | 1 | UCL | 12 | 8 | 3 | 1 | - | - | - | - | - | 59 | 44 | 9 | 6 | 74,58 | 2º | |
| 2011-2012 | PD | 38 | 32 | 4 | 2 | CS | 6 | 4 | 1 | 1 | UCL | 12 | 10 | 1 | 1 | SS | 2 | 0 | 1 | 1 | 58 | 46 | 7 | 5 | 79,31 | 1º | |
| 2012-2013 | PD | 38 | 26 | 7 | 5 | CS | 9 | 5 | 2 | 2 | UCL | 12 | 6 | 3 | 3 | SS | 2 | 1 | 0 | 1 | 61 | 38 | 12 | 11 | 62,30 | 2º | |
| 2013-2014 | PL | 38 | 25 | 7 | 6 | FACup+CdL | 3+3 | 2+2 | 0+0 | 1+1 | UCL | 12 | 6 | 2 | 4 | SU | 1 | 0 | 1 | 0 | 57 | 35 | 10 | 12 | 61,40 | 3º | |
| 2014-2015 | PL | 38 | 26 | 9 | 3 | FACup+CdL | 2+6 | 1+5 | 0+1 | 1+0 | UCL | 8 | 4 | 4 | 0 | - | - | - | - | - | 54 | 36 | 14 | 4 | 66,67 | 1º | |
| ago.-dic. 2015 | PL | 16 | 4 | 3 | 9 | FACup+CdL | 0+2 | 0+1 | 0+1 | 0+0 | UCL | 6 | 4 | 1 | 1 | CS | 1 | 0 | 0 | 1 | 25 | 9 | 5 | 11 | 36,00 | Risoluz. | |
| Totale Chelsea | 212 | 140 | 44 | 28 | 45 | 31 | 8 | 6 | 59 | 30 | 16 | 13 | 5 | 1 | 2 | 2 | 321 | 202 | 70 | 49 | 62,93 | ||||||
| 2016-2017 | PL | 38 | 18 | 15 | 5 | FACup+CdL | 4+6 | 3+5 | 0+0 | 1+1 | UEL | 15 | 10 | 3 | 2 | CS | 1 | 1 | 0 | 0 | 64 | 37 | 18 | 9 | 57,81 | 6º | |
| 2017-2018 | PL | 38 | 25 | 6 | 7 | FACup+CdL | 6+3 | 5+2 | 0+0 | 1+1 | UCL | 8 | 5 | 1 | 2 | SU | 1 | 0 | 0 | 1 | 56 | 37 | 7 | 12 | 66,07 | 2º | |
| ago.-dic. 2018 | PL | 17 | 7 | 5 | 5 | FACup+CdL | 0+1 | 0+0 | 0+1 | 0+0 | UCL | 6 | 3 | 1 | 2 | - | - | - | - | - | 24 | 10 | 7 | 7 | 41,67 | Eson. | |
| Totale Manchester Utd | 93 | 50 | 26 | 17 | 20 | 15 | 1 | 4 | 29 | 18 | 5 | 6 | 2 | 1 | 0 | 1 | 144 | 84 | 32 | 28 | 58,33 | ||||||
| nov. 2019-2020 | PL | 26 | 13 | 6 | 7 | FACup+CdL | 5+0 | 2+0 | 3+0 | 0+0 | UCL | 4 | 1 | 0 | 3 | - | - | - | - | - | 35 | 16 | 9 | 10 | 45,71 | Sub., 6º | |
| 2020-apr. 2021 | PL | 32 | 14 | 8 | 10 | FACup+CdL | 3+3 | 2+2 | 0+1 | 1+0 | UEL | 13 | 10 | 1 | 2 | - | - | - | - | - | 51 | 28 | 10 | 13 | 54,90 | Eson. | |
| Totale Tottenham | 58 | 27 | 14 | 17 | 11 | 6 | 4 | 1 | 17 | 11 | 1 | 5 | - | - | - | - | 86 | 44 | 19 | 23 | 51,16 | ||||||
| 2021-2022 | A | 38 | 18 | 9 | 11 | CI | 2 | 1 | 0 | 1 | UECL | 15 | 10 | 3 | 2 | - | - | - | - | - | 55 | 29 | 12 | 14 | 52,73 | 6º | |
| 2022-2023 | A | 38 | 18 | 9 | 11 | CI | 2 | 1 | 0 | 1 | UEL | 15 | 7 | 4 | 4 | - | - | - | - | - | 55 | 26 | 13 | 16 | 47,27 | 6º | |
| 2023-gen. 2024 | A | 20 | 8 | 5 | 7 | CI | 2 | 1 | 0 | 1 | UEL | 6 | 4 | 1 | 1 | - | - | - | - | - | 28 | 13 | 6 | 9 | 46,43 | Eson. | |
| Totale Roma | 96 | 44 | 23 | 29 | 6 | 3 | 0 | 3 | 36 | 21 | 8 | 7 | - | - | - | - | 138 | 68 | 31 | 39 | 49,28 | ||||||
| 2024-2025 | SL | 36 | 26 | 6 | 4 | CT | 4 | 3 | 0 | 1 | UCL+UEL | 4+12 | 2+4 | 1+5 | 1+3 | - | - | - | - | - | 56 | 35 | 12 | 9 | 62,50 | 2º | |
| lug.-ago. 2025 | SL | 2 | 1 | 1 | 0 | CT | 0 | 0 | 0 | 0 | UCL+UEL | 4+0 | 1+0 | 1+0 | 2+0 | - | - | - | - | - | 6 | 2 | 2 | 2 | 33,33 | Eson. | |
| Totale Fenerbahçe | 38 | 27 | 7 | 4 | 4 | 3 | 0 | 1 | 20 | 7 | 7 | 6 | - | - | - | - | 62 | 37 | 14 | 11 | 59,68 | ||||||
| set. 2025-2026 | PL | 30 | 20 | 10 | 0 | CP+CdL | 4+2 | 3+1 | 0+0 | 1+1 | UCL | 9 | 3 | 0 | 6 | SP | 0 | 0 | 0 | 0 | 45 | 27 | 10 | 8 | 60,00 | Sub., 3º | |
| Totale Benfica | 38 | 25 | 12 | 2 | 7 | 5 | 0 | 2 | 10 | 3 | 1 | 6 | 0 | 0 | 0 | 0 | 56 | 33 | 13 | 10 | 58,93 | ||||||
| 2026-2027 | PD | 8 | 6 | 0 | 2 | CS | 0 | 0 | 0 | 0 | UCL | 2 | 2 | 0 | 0 | SS | 0 | 0 | 0 | 0 | 10 | 8 | 0 | 2 | 80,00 | in corso | |
| Totale Real Madrid | 122 | 93 | 16 | 13 | 24 | 16 | 4 | 4 | 38 | 26 | 7 | 5 | 4 | 1 | 1 | 2 | 188 | 136 | 28 | 24 | 72,34 | ||||||
| Totale carriera | 836 | 528 | 182 | 126 | 139 | 98 | 17 | 24 | 260 | 142 | 58 | 60 | 15 | 4 | 4 | 7 | 1 249 | 771 | 261 | 217 | 61,73 | ||||||


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