| NBA G League | |
|---|---|
| Altri nomi |
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| Sport | |
| Tipo | franchigia |
| Paese | |
| Organizzatore | National Basketball Association |
| Motto | The NBA Dream Starts Here |
| Cadenza | annuale |
| Apertura | novembre |
| Chiusura | aprile |
| Partecipanti | 31 squadre |
| Formula | Stagione regolare, Playoff, Finale |
| Sito Internet | GLeague.com |
| Storia | |
| Fondazione | 2001 |
| Detentore | Stockton Kings |
| Record vittorie | R.G.V. Vipers (4) |
| Ultima edizione | NBA G League 2024-2025 |
| Edizione in corso | NBA G League 2025-2026 |
La NBA G League, o semplicemente G League, è una lega professionistica di pallacanestro del Nord America che funge da lega di sviluppo della National Basketball Association (NBA). La lega comprende 31 squadre; a partire dalla stagione 2024–25, tutte sono affiliate singolarmente o di proprietà di una squadra NBA, ad eccezione dei Capitanes de Ciudad de México, che è una squadra indipendente.
La lega fu fondata nel 2001 con il nome di National Basketball Development League (NBDL), venendo poi rinominata NBA Development League (NBA D-League) nel 2005. Ha assunto la denominazione attuale nel 2017 in seguito a un accordo di sponsorizzazione con Gatorade, diventando la prima lega professionistica statunitense a prendere il nome da un inserzionista.
Inizialmente composta da otto squadre, la lega si è espansa dopo il 2005 in seguito a un piano promosso dal commissario NBA David Stern, insieme a Russ Granik, Bobby Sharma e altri dirigenti della lega, con l’obiettivo di svilupparla come un vero e proprio sistema di squadre satellite, in cui ogni squadra fosse affiliata a una o più franchigie NBA. Entro la metà del 2014, circa un terzo dei giocatori NBA aveva trascorso parte della propria carriera nella lega, rispetto al 23% registrato nel 2011.

Il 13 giugno 2000 il commissario NBA David Stern e il vice-commissario Russ Granik annunciarono la creazione della National Basketball Development League, con l’inizio delle attività previsto per novembre 2001 e con l’obbligo per i giocatori di avere almeno vent’anni di età. Non si trattava del primo tentativo della lega di dotarsi di un proprio sistema di leghe minori, poiché per oltre due decenni l’NBA aveva utilizzato la Continental Basketball Association (CBA) come lega di sviluppo. Nel marzo 2000 l’NBA tentò di acquisire la CBA, ma l’offerta fu respinta.
La lega iniziò ufficialmente le proprie attività come National Basketball Development League (NBDL) nella stagione 2001-02; le otto franchigie iniziali erano tutte situate nel Sud-est degli Stati Uniti (in Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Alabama e Georgia). Ogni squadra adottò un logo con marchio NBDL differenziato unicamente dai colori sociali.
Nel corso della stagione, otto giocatori furono convocati in NBA, tra cui Chris Andersen, il primo giocatore selezionato al draft da una squadra NBDL. La lega stipulò accordi di sponsorizzazione con Reebok e contratti televisivi con ESPN2 e Fox Sports South per la trasmissione di alcune partite durante la stagione inaugurale (come le finali NBDL), diventando una delle poche leghe minori a vantare incontri trasmessi a livello nazionale. I Greenville Groove conquistarono il primo titolo NBDL l’8 aprile 2002, vincendo gara 2 contro i North Charleston Lowgators. La lega registrò una media di 1.640 spettatori a partita, un dato inferiore alle aspettative iniziali dell’NBA.
Nel 2005 il nome della lega fu cambiato in NBA Development League (NBA D-League) nell’ambito del nuovo contratto collettivo di lavoro con l’NBA e con l’obiettivo di attrarre un pubblico più ampio, sottolineando il legame diretto con la lega maggiore. Nella stessa offseason, la Southwest Basketball, LLC, guidata da David Kahn, ottenne il permesso della lega per gestire quattro nuove squadre. La Southwest Basketball acquisì tre franchigie esistenti e una squadra di espansione: gli Albuquerque Thunderbirds, gli Austin Toros, i Fort Worth Flyers e i Tulsa 66ers. Gli Arkansas RimRockers furono inoltre aggiunti provenienti dalla ABA per la stagione 2005-06.
Nel febbraio 2006 la D-League si espanse in California con l’ingresso dei Bakersfield Jam. Due mesi dopo, la lega annunciò l’ingresso di quattro squadre provenienti dalla CBA: i Dakota Wizards, i Sioux Falls Skyforce, gli Idaho Stampede e una squadra inizialmente prevista come franchigia di espansione della CBA, i Colorado 14ers. Poco dopo furono annunciate nuove squadre di espansione, gli Anaheim Arsenal e i Los Angeles D-Fenders. Questi ultimi furono la prima squadra della D-League a essere posseduta direttamente da una franchigia NBA, i Los Angeles Lakers.
L’espansione verso ovest contribuì tuttavia al ritiro delle squadre di proprietà NBA Roanoke Dazzle e Fayetteville Patriots per quella stagione. I Florida Flame sospesero le attività a causa di difficoltà nella programmazione dell’arena. Dopo la stagione 2006-07, non vi furono più squadre nel sud-est degli Stati Uniti fino all’espansione del 2016 con i Greensboro Swarm. Dopo le espansioni tra il 2006 e il 2009, la composizione della lega rimase relativamente stabile, con pochi trasferimenti o sospensioni.
Nel 2009 gli Houston Rockets avviarono il primo accordo di affiliazione esclusiva, noto come “modello ibrido”, con i Rio Grande Valley Vipers. Altre squadre NBA e D-League seguirono rapidamente, stipulando accordi di affiliazione singola sia tramite il modello ibrido sia tramite la proprietà diretta da parte delle franchigie NBA. Con il crescente coinvolgimento dell’NBA, la lega riprese nuovamente il proprio processo di espansione.
Nel 2015 l’ultima squadra con più affiliazioni, i Fort Wayne Mad Ants (poi diventati i Noblesville Boom), fu acquistata dagli Indiana Pacers, segnando la prima stagione in cui tutte le squadre della D-League risultavano affiliate a una sola franchigia NBA. Le restanti squadre NBA iniziarono quindi ad acquistare franchigie di espansione o a creare squadre in partnership, collocandole in prossimità della squadra madre. Sempre nel 2015, i Toronto Raptors collocarono i loro Raptors 905 a Mississauga, in Ontario, all’interno della Greater Toronto Area.
Nel 2016 la D-League aggiunse altre tre squadre di proprietà diretta delle franchigie NBA, nella più ampia espansione della lega dal 2007: i Greensboro Swarm degli Charlotte Hornets, i Long Island Nets dei Brooklyn Nets e i Windy City Bulls dei Chicago Bulls.
Prima della stagione 2017-18, Gatorade pagò la D-League per rinominare la lega in NBA Gatorade League, denominazione che venne ufficialmente abbreviata in NBA G League prima dell’inizio della stagione.
La lega trasferì gli Erie BayHawks a Lakeland, Florida, rinominandoli Lakeland Magic, e contestualmente istituì una nuova franchigia degli Erie BayHawks. Furono inoltre aggiunte le seguenti squadre: gli Agua Caliente Clippers a Ontario, California (poi diventati i San Diego Clippers), i Memphis Hustle a Southaven, Mississippi e i Wisconsin Herd a Oshkosh, Wisconsin. I Los Angeles D-Fenders furono rinominati South Bay Lakers.

Nel dicembre 2017 l’NBA e la piattaforma di live streaming Twitch annunciarono che le partite della G League sarebbero state trasmesse su Twitch. Le partite vengono inoltre trasmesse tramite il servizio in abbonamento ESPN+.
A partire dalla stagione 2019-20, la G League ha iniziato a offrire contratti a giocatori non ancora idonei a partecipare al Draft NBA. Dal 2006 i giocatori devono aver compiuto almeno 19 anni entro la fine dell’anno solare, introducendo quella che è diventata nota come one-and-done rule, secondo la quale i giocatori disputano una sola stagione di college prima di passare all’NBA. I nuovi contratti selezionati rappresentano un’alternativa per i giocatori che non vogliono o non possono frequentare il college, consentendo guadagni fino a 125.000 dollari a stagione. La lega lanciò inoltre la propria squadra di prospetti, gli NBA G League Ignite, nel 2020. La franchigia Ignite ha cessato le attività dopo la stagione 2023-24.
A seguito della stagione 2019-20 ridotta a causa della pandemia di COVID-19, la G League posticipò l’inizio della stagione successiva. Nel gennaio 2021 la lega annunciò che tutte le partite si sarebbero disputate presso il Walt Disney World di Orlando, Florida, utilizzando la stessa bolla sanitaria della NBA nel 2020. Molte squadre optarono per non partecipare: soltanto 17 delle 28 squadre della stagione 2019–20, oltre alla nuova Ignite, presero parte alla stagione abbreviata, iniziata nel febbraio 2021.
Alla nascita della lega le squadre partecipanti erano solamente otto, e non esisteva un ben definito sistema di affiliazione alle franchigie NBA.
Successivamente, invece, il numero delle squadre è cresciuto considerevolmente, grazie anche alla crescita della lega. Le expansion teams del 2006 hanno portato a partecipare un complesso di dodici squadre, tutte affiliate ad una, due o tre franchigie NBA.
Nella stagione 2007-08 ci sono state quattro nuove expansion teams: gli Utah Flash, una squadra con sede nel sud del Texas, i Rio Grande Valley Vipers, una a Des Moines, gli Iowa Energy, e i Fort Wayne Mad Ants nell'Indiana, portando il numero delle squadre a quattordici. Inoltre la lega sarà divisa per la prima volta in tre divisions: la Central Division con 4 squadre, la Southwest Division e la West Division con 5 squadre. Nella stagione 2008-09 altre due squadre di espansione hanno portato il numero totale delle squadre a 16, con l'ingresso degli Erie BayHawks e dei Reno Bighorns.
Nel 2009-10 si sono sciolti i Bakersfield Jam, sostituiti dai Maine Red Claws, mentre gli Anaheim Arsenal si sono trasferiti a Springfield (Massachusetts). Nel 2010-11 gli Albuquerque Thunderbirds sono diventati i New Mexico Thunderbirds, mentre i Los Angeles D-Fenders hanno sospeso le operazioni.
Nel 2011-12 i New Mexico Thunderbirds sono diventati i Canton Charge, mentre nel 2012-13 i Dakota Wizards sono diventati i Santa Cruz Warriors. La stagione successiva gli Utah Flash sono diventati i Delaware 87ers. Nel 2014-15 gli Springfield Armor si trasferirono a Walker nel Michigan, assumendo la nuova denominazione di Grand Rapids Drive. Anche i Tulsa 66ers si trasferirono, ad Oklahoma City, assumendo la denominazione di Oklahoma City Blue. Gli Austin Toros cambiarono denominazione in Austin Spurs. Venne ammessa inoltre la nuova squadra dei Westchester Knicks.
Nel 2015-16 venne ammessa la prima squadra canadese: i Raptors 905; mentre nella stagione successiva sono entrate tre squadre controllate da altrettante franchige NBA: i Greensboro Swarm (Charlotte Hornets), i Windy City Bulls (Chicago Bulls) e i Long Island Nets (Brooklyn Nets). Allo stesso tempo gli Idaho Stampede sono diventati i Salt Lake City Stars, e i Bakersfield Jam - acquistati dai Phoenix Suns - sono diventati i Northern Arizona Suns.
Nel 2017-18 vennero ammesse tre nuove squadre: gli Agua Caliente Clippers, i Memphis Hustle e i Wisconsin Herd. Gli Erie BayHawks si trasferirono a Lakeland diventando i Lakeland Magic, mentre i Los Angeles D-Fenders diventarono i South Bay Lakers; infine gli Iowa Energy presero il nome di Iowa Wolves.
Nel 2019 è stato annunciato ingresso della squadra messicana dei Capitanes de Ciudad de México per la stagione 2020-21 ma per causa della pandemia la prima partita viene svolta nella stagione 2021-22.
I modelli di proprietà variano all’interno della NBA G League. La crescente disponibilità delle franchigie NBA a investire nella G League ha portato allo sviluppo di due modelli principali: la proprietà diretta delle squadre di G League da parte dei club NBA di riferimento e le partnership a singola affiliazione, nelle quali la squadra di G League rimane di proprietà indipendente, mentre la franchigia NBA affiliata gestisce e finanzia le operazioni cestistiche.
La prima franchigia NBA a possedere una squadra della D-League fu quella dei Los Angeles Lakers, che nel 2006 acquistarono i Los Angeles D-Fenders (rinominati South Bay Lakers nel 2017). I San Antonio Spurs acquistarono gli Austin Toros (successivamente noti come Austin Spurs) nel 2007; gli Oklahoma City Thunder comprarono i Tulsa 66ers (poi divenuti i Oklahoma City Blue) nel 2008. Nel 2011 i Cleveland Cavaliers acquistarono i New Mexico Thunderbirds, rinominandoli Canton Charge, mentre i Golden State Warriors comprarono i Dakota Wizards, trasferendoli l’anno successivo e rinominandoli Santa Cruz Warriors. Nel 2013 i Philadelphia 76ers acquistarono gli Utah Flash inattivi e li trasferirono a Newark, Delaware, con il nome di Delaware 87ers; la squadra gioca a Wilmington. Nel 2014 i New York Knicks divennero la settima franchigia NBA a possedere e gestire direttamente una propria affiliata della D-League, i Westchester Knicks.
Nel 2015 i Toronto Raptors crearono una franchigia di espansione, i Raptors 905. Nel 2017 i Minnesota Timberwolves acquistarono gli Iowa Energy, rinominandoli Iowa Wolves. Nello stesso periodo, gli Atlanta Hawks lanciarono una squadra con il nome di Erie BayHawks, trasferita nel 2019 a College Park, Georgia come College Park Skyhawks.
Nel 2019 i New Orleans Pelicans annunciarono la creazione di una propria affiliata di G League a Birmingham, Alabama, inizialmente come terza incarnazione degli Erie BayHawks. La squadra fu poi rinominata Birmingham Squadron nel 2021.
Nell’aprile 2023 i Portland Trail Blazers annunciarono la creazione della propria affiliata, i Rip City Remix, a partire dalla stagione 2023-24. Per la stagione 2024–25 anche i Phoenix Suns hanno lanciato una propria affiliata, i Valley Suns.
Nel 2009 gli Houston Rockets e i Rio Grande Valley Vipers introdussero il modello di affiliazione ibrida. Nel 2015 l’ultima squadra con affiliazioni multiple, i Fort Wayne Mad Ants (diventati poi i Noblesville Boom), fu acquistata dagli Indiana Pacers, rendendo la stagione 2015–16 la prima con affiliazioni esclusive.
Dal 2020 la lega ha incluso anche squadre non affiliate a franchigie NBA. Il 12 dicembre 2019 i Mexico City Capitanes furono annunciati come squadra indipendente della G League con un accordo quinquennale. La pandemia di COVID-19 ritardò il loro debutto alla stagione 2021-22.
Il 16 aprile 2020 la NBA annunciò la creazione di una squadra non affiliata dedicata allo sviluppo dei prospetti, la NBA G League Ignite, attiva dal 2020–21 e sciolta al termine della stagione 2023–24.
I giocatori della NBA G League in genere non firmano contratti con le singole squadre, ma direttamente con la lega. I roster delle squadre di G League sono composti da un totale di 13 giocatori attivi, di cui 10 (o meno) sono giocatori di G League e due (o più) sono giocatori NBA. I roster possono essere formati in diversi modi: giocatori confermati dalla stagione precedente, giocatori selezionati al draft della G League, giocatori assegnati (ossia giocatori destinati a una squadra con cui hanno un legame territoriale, come ad esempio un giocatore dei Texas Longhorns assegnato agli Austin Spurs), e giocatori assegnati dalle squadre NBA. Ogni squadra organizza inoltre provini locali, dai quali un giocatore viene assegnato al roster.
L’età minima per giocare nella G League è 18 anni, a differenza della NBA, che richiede ai giocatori di avere almeno 19 anni e di essere trascorso un anno dal diploma di scuola superiore per poter firmare un contratto NBA o essere eleggibili per il draft. Lo stipendio base annuale è di 35.000 dollari statunitensi, a cui si aggiungono alloggio e assicurazione. I giocatori convocati in NBA ricevono bonus complessivi fino a 50.000 dollari.
Il draft della NBA G League si svolge ogni stagione ed è la principale fonte attraverso cui le squadre costruiscono i propri roster. Le rose sono composte da giocatori confermati (presenti nella squadra nella stagione precedente), giocatori svincolati da squadre NBA e designati come giocatori affiliati alla rispettiva squadra di G League, giocatori assegnati per legami territoriali e giocatori selezionati al draft. Il draft si svolge su otto giri e utilizza un formato a serpentina, nel quale l’ordine di selezione si inverte a ogni giro; la squadra che sceglie per prima nel primo giro selezionerà per ultima nel secondo giro. Il terzo giro è stato introdotto nel 2014.
La lega organizza annualmente il Player Invitational, nel quale i prospetti cercano di ottenere l’idoneità per il draft successivo.
A partire dalla stagione 2014–15, una squadra NBA che decide di non firmare una propria scelta al draft può far firmare direttamente il giocatore alla propria affiliata di G League. In precedenza, una scelta NBA non firmata non poteva essere protetta dall’affiliata di G League dell’organizzazione e il giocatore poteva finire nella squadra di G League di un’altra franchigia.
I giocatori svincolati da una squadra NBA durante il training camp o prima dell’inizio della stagione regolare possono essere designati come “giocatori affiliati” e assegnati all’affiliata di G League della squadra NBA. Ogni squadra può avere fino a quattro giocatori affiliati. Si tratta di giocatori che la franchigia NBA intende sviluppare all’interno del proprio sistema, pur rimanendo free agent che qualsiasi squadra NBA può ingaggiare.
Ogni squadra NBA può assegnare alla propria affiliata di G League fino a due giocatori al primo o secondo anno di carriera con contratto NBA standard. Se vengono assegnati più di due giocatori NBA, la squadra deve ridurre il numero di giocatori di G League per mantenere il roster entro i 12 elementi. Il giocatore NBA continua a percepire il proprio stipendio NBA e resta inserito nella lista inattivi della squadra NBA mentre gioca in G League.
Le squadre NBA possono richiamare i giocatori un numero illimitato di volte e non esiste un limite alle assegnazioni in G League per i giocatori con tre anni o meno di esperienza. A partire dalla stagione 2011–12, anche i veterani NBA possono essere assegnati con il loro consenso. Il primo caso fu quello di Yi Jianlian, assegnato dai Dallas Mavericks ai Texas Legends per due partite.
Il contratto collettivo NBA del 2017, entrato in vigore con la stagione 2017-18, ha introdotto la possibilità per ogni squadra NBA di firmare due giocatori con contratti two-way. Questi giocatori trascorrono la maggior parte del tempo nel roster di G League, ma possono essere convocati liberamente in NBA per un massimo di 45 giorni nella stagione regolare. Solo i giocatori con quattro o meno anni di esperienza NBA sono eleggibili per tali contratti. Il nuovo contratto collettivo entrato in vigore con la stagione 2023-2024 ha aumentato a tre il numero massimo di contratti two-way per squadra.
Durante la stagione 2020–21, a causa della pandemia di COVID-19, ai giocatori con contratti two-way fu inizialmente consentito di disputare fino a 50 partite NBA. Successivamente, le restrizioni furono eliminate, consentendo loro di superare tale limite e di partecipare ai playoff NBA.
| Franchigia | Titoli | Anni |
|---|---|---|
| R.G.V. Vipers | 4 | 2010, 2013, 2019, 2022 |
| Oklahoma Blue | 3 | 2004, 2005, 2024 |
| Austin Spurs | 2 | 2012, 2018 |
| S.C. Warriors | 2 | 2007, 2015 |
| Stockton Kings | 1 | 2025 |
| Del. Blue Coats | 1 | 2023 |
| Lakeland Magic | 1 | 2021 |
| Raptors 905 | 1 | 2017 |
| S. Falls Skyforce | 1 | 2016 |
| Noblesville Boom | 1 | 2014 |
| Iowa Energy | 1 | 2011 |
| Texas Legends | 1 | 2009 |
| S.L.C. Stars | 1 | 2008 |
| Canton Charge | 1 | 2006 |
| Mobile Revelers | 1 | 2003 |
| Greenville Groove | 1 | 2002 |
La lega disputò il suo primo All-Star Game il 17 febbraio 2007 presso il Mandalay Bay Resort and Casino di Las Vegas, Nevada. L’evento faceva parte dell’NBA All-Star Weekend di Las Vegas. Come nella partita espositiva della NBA, la formazione titolare di ciascuna squadra fu determinata dal voto dei tifosi. La squadra dell’Est vinse per 114–100 e Pops Mensah-Bonsu venne nominato MVP della partita.
Il secondo All-Star Game della D-League si tenne il 16 febbraio 2008 presso l’Ernest N. Morial Convention Center di New Orleans. La squadra Blu sconfisse la squadra Rossa per 117–99 e Jeremy Richardson fu nominato MVP. Oltre alla partita All-Star, la lega inaugurò i primi eventi, nel Dream Factory Friday Night, modellati sugli eventi dell’NBA All-Star Saturday Night. Gli eventi comprendevano la gara da tre punti (vinta da Adam Harrington), la gara delle schiacciate (vinta da Brent Petway) e la gara di H-O-R-S-E (vinta da Lance Allred).
Il D-League All-Star Game 2009 si disputò il 14 febbraio 2009 al Phoenix Convention Center di Phoenix, Arizona. La squadra Rossa superò la squadra Blu per 113–103 e Blake Ahearn e Courtney Sims furono nominati co-MVP. In parallelo alla partita All-Star, la NBA D-League organizzò la seconda edizione dei Dream Factory Friday Night. La gara di H-O-R-S-E fu vinta da Will Conroy degli Albuquerque Thunderbirds, la gara da tre punti da Blake Ahearn dei Dakota Wizards, mentre la gara delle schiacciate fu vinta da James White dei Bakersfield Jam.
Il D-League All-Star Game 2010 si tenne il 13 febbraio 2010 al Dallas Convention Center di Dallas. La squadra della Western Conference sconfisse quella della Eastern Conference per 98–81. Il centro dei Bakersfield Jam Brian Butch, autore di 18 punti e 13 rimbalzi, fu nominato MVP della partita. La NBA D-League organizzò anche la terza edizione dei Dream Factory Friday Night. La prima Shooting Stars Competition fu vinta da una squadra composta da Pat Carroll, Trey Gilder e Carlos Powell. La gara da tre punti fu vinta da Andre Ingram degli Utah Flash, mentre la gara delle schiacciate fu vinta da Dar Tucker dei Los Angeles D-Fenders.
La partita All-Star proseguì fino al 2017, svolgendosi regolarmente durante l’NBA All-Star Weekend nella stessa sede. Nel 2018 venne sostituita da una partita tra una selezione di All-Star della G League e la nazionale messicana, disputata a Los Angeles. Dopo tale evento, la competizione non è stata più riproposta in alcuna forma. A partire dal 2022, alcuni giocatori selezionati della G League partecipano al Rising Stars Challenge insieme ai rookie e ai sophomore della NBA.
La lega organizza annualmente l’NBA G League Showcase, un evento nel quale tutte le squadre della lega si affrontano in un formato “carnevale”. Lo Showcase si disputò per la prima volta nel 2005 ed era inizialmente concepito esclusivamente come evento di osservazione per dirigenti e scout NBA, ma si è poi evoluto in una manifestazione di quattro giorni in cui ogni squadra disputa due partite. Dal 2005 al 2017, 15 giocatori sono stati convocati o richiamati in NBA durante o immediatamente dopo lo Showcase.
Dal 2019, la sede dell’evento è il Mandalay Bay Resort and Casino sulla Las Vegas Strip. A causa degli spazi limitati del centro congressi, tutte le partite si disputano a porte chiuse, sebbene sia disponibile una copertura televisiva e via Internet per tutti gli incontri. L’edizione 2019 prevedeva una serie di mini-tornei, con la squadra vincitrice che si divideva un premio complessivo di 100.000 dollari.
Prima di Las Vegas, le città ospitanti furono Columbus, Georgia (2005); Fayetteville, North Carolina (2006); Sioux Falls, South Dakota (2007); Boise, Idaho (2008); Orem, Utah (2009); Boise, Idaho (2010); South Padre Island, Texas (2011); Reno, Nevada nel 2012 e 2013; Santa Cruz, California nel 2015; e Mississauga, Ontario nel 2017 e 2018. L’evento non si svolse nel 2016.
| Stagione | Campione | Risultato | Finalista | Sede |
|---|---|---|---|---|
| 2019 | S.L.C. Stars | 91–88 | G. Rapids Drive | Las Vegas, NV |
| 2020 | Nessuna Winter Showcase a causa della pandemia di COVID-19 | |||
| 2021 | Del. Blue Coats | 104–96 | Oklahoma Blue | Las Vegas, NV |
| 2022 | Ontario Clippers | 99–97 | Windy City Bulls | Las Vegas, NV |
| 2023 | Westch. Knicks | 107–99 | Indiana Mad Ants | Orlando, FL |
| 2024 | Westch. Knicks | 125–119 | S. Falls Skyforce | Orlando, FL |
| 2025 | S.L.C. Stars | 137–112 | Raptors 905 | Orlando, FL |
La NBA G League, precedentemente conosciuta come National Basketball Development League (NBDL) e NBA Development League (D-League), assegna 11 premi annuali per riconoscere i risultati ottenuti da squadre, giocatori e allenatori. Non è incluso in questo conteggio il trofeo di campione della G League, che viene assegnato alla squadra vincitrice delle G League Finals.