Nanger notatus

Come leggere il tassobox
Gazzella di Bright
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineArtiodactyla
FamigliaBovidae
SottofamigliaAntilopinae
TribùAntilopini
GenereNanger
SpecieN. notatus
Nomenclatura binomiale
Nanger notatus
(O. Thomas, 1897)
Sinonimi
Nanger granti ssp. notata
Areale

La gazzella di Bright (Nanger notatus (O. Thomas, 1898)) è una specie appartenente al complesso di specie delle gazzelle di Grant e al genere Nanger all'interno della famiglia dei Bovidi. È diffusa nell'Africa orientale, principalmente in Kenya, e vive in ambienti di savana aperta. Si tratta di un rappresentante di grandi dimensioni tra le gazzelle. Caratteristiche distintive, oltre alle corna fortemente ricurve, includono in particolare la macchia chiara del posteriore che si restringe lateralmente. La vita sociale è complessa e consiste in gruppi di branchi variabili con differenti composizioni di sesso, oltre a maschi solitari. Gli animali si nutrono principalmente di erbe dure e di parti vegetali più tenere. La riproduzione avviene durante tutto l'anno e, di norma, una femmina partorisce un solo piccolo. In origine tutte le gazzelle di Grant erano considerate appartenenti a un'unica specie. Studi genetici condotti all'inizio del XXI secolo le hanno però suddivise in tre linee indipendenti.

Descrizione

La gazzella di Bright è una gazzella di dimensioni medio-piccole, generalmente più piccola rispetto alla gazzella di Grant. La lunghezza testa-corpo varia tra 155 e 166 cm, con un'altezza al garrese compresa fra 75 e 95 cm; la coda misura 20-28 cm. Il peso corporeo mostra un marcato dimorfismo sessuale: i maschi raggiungono 55-80 kg, mentre le femmine pesano in media 35-45 kg. Anche le corna presentano differenze sessuali, con lunghezze di 50-80 cm nei maschi e di 30-43 cm nelle femmine.

Rispetto alla gazzella di Grant tipica, la specie è più piccola e presenta corna in genere, ma non sempre, più corte e più parallele. Il mantello è color fulvo-tan sul dorso, con una tonalità più scura rispetto alle altre forme di gazzella di Grant, mentre il ventre è bianco. È solitamente presente una banda laterale ben marcata su entrambi i sessi, per cui le differenze cromatiche tra maschi e femmine risultano poco evidenti; tuttavia, in alcune popolazioni (in particolare quelle note come brighti e lacuum) tale banda può essere assente in entrambi i sessi.

La banda pigale si estende solo fino a metà del posteriore e non separa completamente il colore delle cosce dalla macchia bianca delle natiche. Entrambi i sessi sono provvisti di corna, sebbene quelle dei maschi siano più lunghe, più robuste e con anelli più pronunciati. Le corna sono in genere più diritte rispetto a quelle della gazzella di Grant e divergono solo leggermente verso l'esterno.

Distribuzione e habitat

La gazzella di Bright è una specie dell'Africa orientale, con un areale che comprende Etiopia, Kenya, Sudan del Sud e Uganda. La distribuzione principale si colloca a nord dell'equatore e a ovest del Lago Turkana. In Kenya la specie è presente soprattutto nelle regioni settentrionali, a ovest del Lago Turkana e nelle aree interne prossime a Isiolo. In Etiopia occupa sia le regioni a est sia quelle a ovest del fiume Omo, mentre in Uganda è diffusa soprattutto nelle zone nord-orientali.

Le popolazioni mostrano una notevole variabilità geografica, che ha portato alla descrizione di alcune forme locali. Gli individui presenti a est del fiume Omo in Etiopia sono stati indicati come lacuum, mentre quelli delle aree prossime a Isiolo sono stati descritti come raineyi. La gazzella di Bright propriamente detta (brighti) è invece distribuita nell'estremo sud-est del Sudan del Sud e nelle regioni adiacenti dell'estremo sud-ovest dell’Etiopia, a ovest del fiume Omo, nel nord-est dell'Uganda e nel nord-ovest del Kenya, sempre a ovest del Lago Turkana.

La specie predilige ambienti aperti e relativamente aridi, caratterizzati da praterie rade con presenza diffusa di acacie e boscaglie. Vive principalmente in savane secche e in mosaici di erbe basse, arbusti e alberi sparsi, che offrono un equilibrio tra disponibilità alimentare e buona visibilità, fondamentale per individuare tempestivamente i predatori. Questi habitat sono tipici delle pianure interne dell'Africa orientale, soggette a forti variazioni stagionali delle precipitazioni.

Biologia

La specie vive in branchi di dimensioni moderate, generalmente composti da 20-30 individui. I gruppi possono essere costituiti da sole femmine, da femmine con i piccoli, da gruppi di maschi scapoli oppure, al di fuori della stagione riproduttiva, da branchi misti comprendenti individui di entrambi i sessi. Le femmine con neonati e i maschi territoriali tendono invece a rimanere isolati e non partecipano ai gruppi principali.

La dieta è generalista e opportunistica: N. notatus si nutre delle parti vegetali più verdi e nutrienti disponibili, comprendendo erbe, foglie di arbusti, graminacee basse e giovani germogli, con variazioni stagionali legate alla disponibilità delle risorse. I principali predatori sono il ghepardo e il licaone, mentre i piccoli sono particolarmente vulnerabili agli sciacalli.

Al di fuori della stagione riproduttiva, in particolare nella forma nota come gazzella di Bright propriamente detta, i branchi sono misti e includono entrambi i sessi. Durante il periodo degli amori, invece, i maschi adulti diventano territoriali, delimitando le proprie aree mediante marcature con sterco e urina e difendendole da tutti gli altri maschi maturi. Le interazioni territoriali iniziano generalmente con esibizioni minacciose e possono degenerare in combattimenti intensi tra maschi confinanti.

I maschi territoriali cercano di trattenere le femmine all'interno del proprio territorio mediante posture ed esibizioni, ma evitano di entrare nei territori di altri maschi quando le femmine li abbandonano. Questo sistema territoriale regola la riproduzione e la distribuzione spaziale della specie nelle savane aperte dell'Africa orientale.

Riproduzione

In Nanger notatus la gestazione dura mediamente circa 198 giorni e ogni parto dà generalmente origine a un solo piccolo. Lo svezzamento avviene intorno ai sei mesi di età, mentre la maturità sessuale viene raggiunta approssimativamente a 18 mesi. L'aspettativa di vita può arrivare fino a circa 14 anni.

L'attività riproduttiva è stagionale: gli accoppiamenti si concentrano prevalentemente nei mesi di settembre e ottobre, mentre le nascite mostrano un picco nel mese di aprile. Come nelle altre gazzelle del genere Nanger, le femmine prossime al parto tendono ad allontanarsi temporaneamente dal branco per scegliere siti riparati, dove il neonato può rimanere nascosto e immobile nei primi giorni di vita prima di seguire la madre e riunirsi al gruppo.

Tassonomia

Nanger
 

Gazzelle di Grant

 
 
 

Nanger dama

 
 

Nanger soemmerringii

 
 
 

Sistematica di Nanger (Bibi, 2013)

La prima descrizione scientifica della gazzella di Bright risale al 1897 ed è opera del mammalogo britannico Oldfield Thomas. La descrizione si basava su una pelle priva di testa proveniente da una gazzella abbattuta nell'ottobre del 1895 durante una caccia all'elefante sull'altopiano di Loroghi (contea di Samburu). Thomas le assegnò il nome Gazella granti notata. Oggi la specie è inserita nel genere Nanger, dette anche "grandi gazzelle". Il genere appartiene, all'interno della famiglia dei Bovidi (Bovidae), alla sottofamiglia Antilopinae e alla tribù Antilopini. Le specie del genere Nanger si distinguono dagli altri generi affini (Gazella, Eudorcas e Antilope), con i quali formano un gruppo strettamente imparentato all'interno di Antilopini, per la corporatura relativamente più grande. Ulteriori differenze riguardano la conformazione della macchia dorsale, il cosiddetto "specchio", che nelle specie di Nanger si restringe lateralmente. Inoltre, il rinario non arretra tanto quanto in Gazella, ma più che in Eudorcas. Si osserva anche una tendenza alla riduzione del disegno del mantello. Dal punto di vista scheletrico si distinguono crani relativamente lunghi, una regione preorbitale poco sviluppata e vari caratteri delle corna e della dentatura.

Gazzelle di Grant
 

Nanger petersii

 
 
 

Nanger granti

 
 

Nanger notatus

 
 
 

Sistematica delle gazzelle di Grant (Lorenzen et al., 2008)

Nella maggior parte delle classificazioni, oltre alle gazzelle di Grant, al genere Nanger vengono attribuite altre due specie: la gazzella di Sömmerring (Nanger soemmerringii) e la gazzella dama (Nanger dama). Numerosi studi molecolari concordano nel ritenere queste due specie più strettamente imparentate tra loro, mentre le gazzelle di Grant costituiscono il gruppo fratello.gruppo fratello. Alcune analisi, tuttavia, avvicinano maggiormente le gazzelle di Grant alla gazzella di Sömmerring. Per lungo tempo le gazzelle di Grant furono considerate appartenenti a un'unica specie, nota scientificamente come Nanger granti. Questa specie comprendeva diverse sottospecie, tra cui le più note erano la gazzella di Peters (N. g. petersii) e la gazzella di Bright (N. g. notatus). Studi molecolari condotti nel 1996 e nel 2008 misero in evidenza non solo un'elevata variabilità genetica, ma anche l'esistenza di tre linee monofiletiche, delle quali almeno due (la gazzella di Grant e quella di Bright) non mostravano alcuna commistione genetica. Gli autori proposero quindi di considerare entrambe come specie distinte, ipotizzando lo stesso anche per la gazzella di Peters, in virtù del suo isolamento geografico e delle marcate differenze morfologiche. In questo modo le gazzelle di Grant vennero interpretate come un complesso di specie. In una revisione degli ungulati pubblicata nel 2011, Colin P. Groves e Peter Grubb elevarono formalmente le tre linee di gazzelle di Grant al rango di specie. Questa interpretazione è stata successivamente accolta da altri autori. Secondo analisi genetiche del 2021, la prima a separarsi dalla linea ancestrale comune fu la gazzella di Peters, durante il passaggio tra il Pleistocene medio e superiore, circa 134.000 anni fa. La gazzella di Grant e quella di Bright si separarono invece l'una dall'altra circa 40.000 anni dopo.

Conservazione

Attualmente la IUCN valuta la specie come una sottospecie della gazzella di Grant e considera la gazzella di Bright come «specie a rischio minimo» (Least Concern). Tuttavia, solo il 25% della popolazione è ritenuto stabile, mentre il resto è in declino. Le principali minacce sono rappresentate dalla caccia a fini alimentari o come trofeo e dalla perdita di habitat dovuta all'espansione delle superfici agricole. Nel 1997 la popolazione complessiva della gazzella di Bright fu stimata in circa 50.000 individui, di cui 40.000 in Kenya, 6.000 in Etiopia e 2.500 nel Parco nazionale di Boma, nell'attuale Sudan del Sud. Tra le principali aree protette in cui la specie è presente figurano il Parco nazionale di Aberdare e la Riserva nazionale di Samburu in Kenya. Oggi, tuttavia, il numero complessivo di esemplari si aggira sulle 35.000-40.000 unità.

Note

  1. 1 2 3 (EN) IUCN SSC Antelope Specialist Group. 2017, Nanger granti notata, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 José R. Castelló et al., Bovids of the World: Antelopes, Gazelles, Cattle, Goats, Sheep, and Relatives, Princeton University Press, 2016, pp. 102-103, ISBN 978-14-00880-65-2.
  3. 1 2 Fayasal Bibi, A multi-calibrated mitochondrial phylogeny of extant Bovidae (Artiodactyla, Ruminantia) and the importance of the fossil record to systematics, in BMC Evolutionary Biology, vol. 13, 2013, p. 166.
  4. ↑ Philip Lutley Sclater e Oldfield Thomas, The Book of Antelopes. Volume I, Londra, 1894-1900, pp. 191-193.
  5. ↑ Jürgen Lange, Ein Beitrag zur systematischen Stellung der Spiegelgazellen (Genus Gazella Blainville, 1816 Subgenus Nanger Lataste, 1885), in Zeitschrift für Säugetierkunde, vol. 36, 1971, pp. 1-18.
  6. 1 2 Colin Groves e Peter Grubb, Ungulate Taxonomy, Johns Hopkins University Press, 2011, p. 160.
  7. ↑ Colin P. Groves, Genus Nanger Greater gazelles, in Jonathan Kingdon, David Happold, Michael Hoffmann, Thomas Butynski, Meredith Happold e Jan Kalina (a cura di), Mammals of Africa Volume VI. Pigs, Hippopotamuses, Chevrotain, Giraffes, Deer and Bovids, Londra, Bloomsbury, 2013, pp. 372-373.
  8. 1 2 3 Eline D. Lorenzen, Peter Arctander e Hans R. Siegismund, Three reciprocally monophyletic mtDNA lineages elucidate the taxonomic status of Grant’s gazelles, in Conservation Genetics, vol. 9, 2008, pp. 593-601, DOI:10.1007/s10592-007-9375-2.
  9. ↑ Alexandre Hassanin, Frédéric Delsuc, Anne Ropiquet, Catrin Hammer, Bettine Jansen van Vuuren, Conrad Matthee, Manuel Ruiz-Garcia, François Catzeflis, Veronika Areskoug, Trung Thanh Nguyen e Arnaud Couloux, Pattern and timing of diversification of Cetartiodactyla (Mammalia, Laurasiatheria), as revealed by a comprehensive analysis of mitochondrial genomes, in Comptes. Rendus. Palevol., vol. 335, 2012, pp. 32-50.
  10. ↑ Halina Cernohorska, Svatava Kubickova, Olga Kopecna, Miluse Vozdova, Conrad A. Matthee, Terence J. Robinson e Jiri Rubes, Nanger, Eudorcas, Gazella, and Antilope form a well-supported chromosomal clade within Antilopini (Bovidae, Cetartiodactyla), in Chromosoma, vol. 124, 2015, pp. 235-247.
  11. ↑ Juan P. Zurano, Felipe M. Magalhães, Ana E. Asato, Gabriel Silva, Claudio J. Bidau, Daniel O. Mesquita e Gabriel C. Costa, Cetartiodactyla: Updating a time-calibrated molecular phylogeny, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 133, 2019, pp. 256-262.
  12. ↑ Eva Verena Bärmann, Gertrud Elisabeth Rössner e Gert Wörheide, A revised phylogeny of Antilopini (Bovidae, Artiodactyla) using combined mitochondrial and nuclear genes, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 67, n. 2, 2013, pp. 484-493.
  13. ↑ Peter Arctander, Pieter W. Kat, Rashid A. Aman e Hans R. Sigismund, Extreme genetic differences among populations of Gazella granti, Grant's gazelle, in Kenya, in Heredity, vol. 76, 1996, pp. 465-475.
  14. ↑ Hans R. Siegismund, Eline D. Lorenzen e Peter Arctander, Nanger (granti) Grant's Gazelle Species Group, in Jonathan Kingdon, David Happold, Michael Hoffmann, Thomas Butynski, Meredith Happold e Jan Kalina (a cura di), Mammals of Africa Volume VI. Pigs, Hippopotamuses, Chevrotain, Giraffes, Deer and Bovids, Londra, Bloomsbury, 2013, pp. 373-379.
  15. ↑ Genís Garcia-Eril, Michael Munkholm Kjær, Anders Albrechtsen, Hans Redlef Siegismund e Rasmus Heller, Vicariance followed by secondary gene flow in a young gazelle species complex, in Molecular Ecology, vol. 30, 2021, pp. 528-544, DOI:10.1111/mec.15738.

Altri progetti

  Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi