Nardo Bertoncini

Bernardo Bartolomeo Attilio Bertoncini, detto Nardo (Telgate, 1893 – Bergamo, 1960), è stato un imprenditore, dirigente sportivo, alpinista e amministratore d'azienda italiano.

È ricordato in particolare per il suo lungo impegno all’Atalanta BC, di cui fu consigliere, dirigente e presidente tra il 1938 e il 1944, e per la sua attività nella Sezione di Bergamo del Club Alpino Italiano.

Biografia

Figlio di Luigi Giacomo Bertoncini di Telgate, industriale e possidente, e di Mercedes Bertarelli, Bernardo Bertoncini proveniva da una famiglia attiva da generazioni nel settore cerario. Cresciuto in un contesto imprenditoriale profondamente radicato nel territorio bergamasco, fu legato a una tradizione economica consolidata nella realtà locale.

Intorno ai diciotto anni si trasferì a Bergamo, dove iniziò a collaborare alla gestione amministrativa dell’azienda di famiglia. Nella primavera del 1922 sposò Anna Giambarini Robert, dalla quale ebbe tre figli: Gian Luigi, Antonio e Gabriella.

Attività imprenditoriale

La famiglia Bertoncini è attiva nella produzione di candele sin dal 1721, quando Giovanni Battista Bertoncini avviò a Telgate un laboratorio artigianale di candele di sego destinato a rifornire chiese e abitazioni della zona. Nel corso dell’Ottocento l’attività si trasformò in una vera industria, ampliando progressivamente i propri mercati e prodotti.

A partire dal 1908 Luigi Giacomo Bertoncini trasferì la sede amministrativa della cereria a Bergamo, inizialmente in via Giacomo Quarenghi n. 11 e successivamente presso l’abitazione di via Broseta, ai numeri 31–41, mantenendo a Telgate lo stabilimento produttivo fino al 1922.

Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 1922 un incendio distrusse gran parte della fabbrica situata nel centro di Telgate; i danni furono stimati in circa quattro milioni di lire. Nell’evento perse la vita un carabiniere, mentre otto persone rimasero ferite.

A seguito dell’incendio di Telgate, lo stabilimento produttivo della S.A. Industria Ceraria Luigi Bertoncini fu trasferito a Bergamo, in via C. Maffeis n. 6. Alla morte del padre, nel 1935, Bernardo Bertoncini assunse la guida dell’impresa, che nel corso della prima metà del Novecento attraversò diverse trasformazioni sia sul piano societario sia su quello produttivo.

Nel 1950 fu costituita la Bertoncini S.r.l., con sede sempre in via Maffeis a Bergamo, avviando la produzione di candele decorative e d’ambiente, oltre a radio, detergenti e cere per la casa. Negli anni sessanta l’azienda intraprese un ulteriore processo di diversificazione, trasferendo la sede a Curno e assumendo la forma giuridica di società per azioni.

Dirigente dell’Atalanta

Bernardo Bertoncini fu una figura centrale dell’Atalanta Bergamasca Calcio, ricoprendo ruoli di consigliere e dirigente, in particolare durante le presidenze di Luigi Tentorio e poi di Achille Bortolotti. Dopo Lamberto Sala, assunse la presidenza dell’Atalanta dalla stagione 1938-1939 fino al 1943-1944.

Bernardo Bertoncini prese in mano la società nel 1938 appena retrocessa in 1a Serie B e durante la sua presidenza il club ottenne la prima storica promozione in Serie A nella stagione 1939-1940, sotto la guida dell’allenatore Ivo Fiorentini, vincendo il campionato cadetto senza subire sconfitte in casa.

Negli anni della seconda guerra mondiale, Bertoncini guidò la società in un contesto difficile, contribuendo alla gestione del club e accompagnando la squadra verso buoni piazzamenti in Serie A tra il 1940 e il 1943.

Il 21 febbraio 1945 lasciò la presidenza dopo sei anni di gestione, due promozioni e il risanamento dei conti societari, avendo estinto tutti i debiti e rinunciato anche a un proprio credito verso l’Atalanta di 1 milione e mezzo di lire. La società viene affidata temporaneamente al commissario Guerrino Oprandi, già socio e dirigente atalantino, e nel giugno 1945 la presidenza passò a Daniele Turani, che avrebbe poi guidato la società per 19 anni.

Bernardo Bertoncini è ricordato tra i presidenti dell’Atalanta che hanno conseguito almeno un titolo nella storia del club, intendendo in questo caso la promozione in Serie A.

Figura di riferimento per la Bergamo del secondo dopoguerra, Bertoncini è ricordato come un uomo capace di coniugare attività imprenditoriale, impegno sportivo e partecipazione civile. Nel contesto dell’Atalanta, oltre al ruolo amministrativo, fu considerato anche un punto di equilibrio morale della società, grazie alla sua capacità di mediazione nei momenti di crisi e ai rapporti con i giocatori.

Note

  1. ↑ Chi Siamo│Deber srl, su Deber. URL consultato il 28 aprile 2026.
  2. ↑ Monumenti e lapidi - 1418 Documenti e immagini della grande guerra, su www.14-18.it. URL consultato il 28 aprile 2026.
  3. ↑ Cereria Bertoncini srl, su lombardiabeniculturali.it.
  4. ↑ La Dea della Giovinezza: Atalanta, un vivaio di uomini e campioni.
  5. ↑ Palermo-Atalanta 0-0 – Atalanta Story, su www.atalantastory.com. URL consultato il 28 aprile 2026.
  6. ↑ 1942/1943: la salvezza… Gè – Atalanta Story, su www.atalantastory.com. URL consultato il 28 aprile 2026.
  7. 1 2 1944/1945: Bertoncini lascia – Atalanta Story, su www.atalantastory.com. URL consultato il 28 aprile 2026.
  8. 1 2 1945/1946 : un dio del calcio nella Dea che rinasce – Atalanta Story, su www.atalantastory.com. URL consultato il 28 aprile 2026.
  9. 1 2 Atalanta, 103 anni e non sentirli. L'epopea della ninfa del calcio, su Tutto Atalanta. URL consultato il 28 aprile 2026.