| Neochallaia | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Actinopteri |
| Superordine | Chondrostei |
| Ordine | incertae sedis |
| Genere | †Neochallaia Rusconi, 1949 |
| Specie | †Neochallaia tellecheai' |
Neochallaia (Rusconi, 1949) è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi, attribuito ai Chondrostei e considerato di collocazione sistematica incerta (incertae sedis). Visse nel Triassico medio ed è noto da numerosi esemplari provenienti dalla provincia di Mendoza, in Argentina.
Il genere comprende un'unica specie valida, Neochallaia tellecheai, originariamente descritta da Rusconi nel 1948 e successivamente riassegnata al genere Neochallaia nel 1949.
Nel 1948 Rusconi istituì due distinti taxa sulla base di materiale proveniente dall’area del Cerro Bayo (circa 20 km a ovest della città di Mendoza): ?Rhadinichthys tellecheai e ?Challaia minor. Nel 1949 lo stesso autore descrisse nuovo materiale riferibile alla seconda forma, erigendo il genere Neochallaia e combinando la specie come Neochallaia minor. Una revisione successiva dell'esemplare tipo e degli esemplari riferiti ha dimostrato che i due taxa rappresentano in realtà un'unica specie. In accordo con l’articolo 23 del Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica (ICZN), il nome valido è Neochallaia tellecheai, poiché l’epiteto specifico tellecheai ha priorità nella pubblicazione originale.
L’olotipo è l’esemplare MCNAM-PV 2702. Ulteriore materiale riferito comprende, tra gli altri, gli esemplari MCNAM-PV 2720 (olotipo di N. minor), MCNAM-PV 2722 (paratipo di N. minor) e numerosi altri reperti catalogati nella stessa collezione.
La località tipo è situata nell’area del Cerro Bayo, nella provincia di Mendoza (Argentina). L’orizzonte fossilifero è attribuito con alta probabilità alla Formazione Cerro de Las Cabras, nel Bacino di Cuyana, datata al Triassico medio.
Neochallaia tellecheai era un piccolo attinotterigio dal corpo fusiforme e slanciato. La lunghezza della testa corrispondeva a circa il 30% della lunghezza standard (SL), così come l’altezza massima del corpo. Le ossa del tetto cranico erano ornamentate da piccoli tubercoli.
La pinna dorsale era situata a metà del corpo; l’origine della pinna pelvica era leggermente anteriore rispetto a quella della dorsale. La pinna caudale era fortemente eterocerca, con il lobo dorsale più sviluppato di quello ventrale.
I raggi delle pinne erano segmentati in modo regolare, con un segmento basale leggermente più lungo, e risultavano ramificati solo molto distalmente. La linea laterale proseguiva nel lobo corporeo della coda racchiusa in scaglie tubolari e, per un breve tratto, si estendeva anche nel lembo della pinna.
Il corpo era completamente rivestito da piccole e numerose scaglie ganoidi a superficie liscia e margine posteriore finemente rastremato. Le scaglie del peduncolo caudale presentavano un lungo e acuto processo posteroventrale diretto posterodorsalmente, che si articolava tra le scaglie adiacenti secondo un complesso sistema a incastro. Il margine posterodorsale di ciascuna scaglia formava un gradino su cui si articolava il margine anteroventrale della scaglia successiva.
Anteriormente alla pinna caudale era presente una serie di grandi scudi mediani dorsali lanceolati, ornati da sottili creste che si dipartivano lateralmente e posteriormente da una cresta mediana principale.
La morfologia della coda mostra notevoli somiglianze con quella degli acipenseriformi (storioni e affini), sia per la marcata eterocercia, sia per la presenza di caratteri considerati indicativi di affinità con i condrostei. In particolare, la prosecuzione della linea laterale entro scaglie tubolari lungo il margine posteroventrale del lobo corporeo e la presenza di un unico fulcro caudale ventrale sono caratteri condivisi con numerosi Acipenseriformes.
Anche il particolare sistema di articolazione delle scaglie ganoidi del lobo caudale ricorda quello osservato in alcuni condrostei mesozoici e negli storioni attuali. Tali caratteristiche supportano l’attribuzione di Neochallaia ai Chondrostei, pur in assenza di una collocazione ordinaria più precisa.