Nick Knight

Nick Knight nel 2015, durante il riconoscimento Isabella Blow Award for Fashion Creator al British Fashion Awards

Nick Knight (Londra, 24 novembre 1958) è un fotografo britannico.

È fondatore e direttore di un sito di arte e moda, SHOWstudio.com.

Biografia

Nick Knight è nato a Londra nel 1958 ed ha studiato al Bournemouth and Poole College of Art and Design.

Il suo primo libro fotografico, Skinheads, fu pubblicato nel 1982, mentre studiava al Bournemouth, ottenne subito le attenzioni della stampa specializzata e degli operatori del settore. Gli fu in seguito commissionato da Terry Jones, curatore di i-D ed ex direttore di Vogue, di dar vita a cento ritratti per il cinquantesimo anniversario della rivista. Per i suoi ritratti in bianco e nero, colse il favore dello scenografo Marc Ascoli, che nel 1986 commissionò a Knight di curare il catalogo dello stilista giapponese Yohji Yamamoto in collaborazione con il rinomato disegnatore Peter Saville. Sin dal suo ingresso nella fotografia di moda, ha lavorato per illustri clienti come Alexander McQueen, Audi, Calvin Klein, Christian Dior, Shiatzy Chen, Lancôme, Mercedes-Benz, Swarovski. Alcune sue fotografie sono state utilizzate per le copertine e gli artwork di album di artisti come Björk, Lady Gaga, David Bowie, Massive Attack e Kylie Minogue.

Nick Knight è stato il primo ad intuire, nel 1998, come il linguaggio visivo della moda potesse evolvere attraverso Internet. Oltre che fotografo è regista di videoclip musicali e direttore e fondatore del sito SHOWstudio.com, dedicato al mondo della moda.

Nel 1993 ha prodotto un'installazione permanente intitolata Plant Power per il Museo di storia naturale di Londra.

Nel 2016 Knight ha ricevuto la commissione di scattare il ritratto ufficiale della regina Elisabetta con il principe Carlo, in occasione delle celebrazioni per i 90 anni della sovrana d’Inghilterra.

SHOWstudio

Nel 2000 Knight lancia il suo sito web SHOWstudio, piattaforma virtuale di confronto tra la moda e l'immagine in movimento nell'era digitale, con l'obiettivo di "mostrare l'intero processo creativo, dal concepimento al completamento". SHOWstudio fin dalla sua nascita collabora con artisti, scrittori, registi, designer, stylist e fotografi di tutto il mondo per creare contenuti online visionari, esplorando ogni aspetto della moda attraverso video, illustrazioni, fotografie e scritti.

SHOWstudio collabora con alcune delle figure più influenti della moda, della musica, dell'arte e del cinema, come Alexander McQueen, Asia Argento, Björk, Brad Pitt, Claudio Sinatti, Comme des Garçons, Damien Hirst, David Chipperfield, John Galliano, Kate Moss, Lady Gaga, Rick Owens, Tracey Emin, Vanessa Redgrave, Vito Acconci, Zaha Hadid ed ha sostenuto emergenti, tra cui Giles Deacon, Gareth Pugh, Rodarte e Mary Katrantzou, offrendo una vetrina importante per l'espressione creativa.

La galleria di SHOWstudio espone un'ampia collezione di opere, connesse al mondo della moda, di artisti tra cui Bex Cassie, Blair Breitenstein, Fiona Gourlay, Florian Eymann, François-Henri Galland, Frédéric Forest, Gill Button, Helen Bullock, Jenifer Corker, Jowy Maasdamme, Laura Laine, Marco Réa, Rob Phillips, Stephen Doherty, Victor Tkachenko.

Videografia

Video musicali

Selezione di esposizioni

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2001
2000
1998
1997
1996
1994
1993
1992
1991
1989
1986

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria
Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi all'arte.»
— 12 giugno 2010
Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per servizi alla moda e alla fotografia.»
— 17 giugno 2023

Note

  1. ↑ [Photo]monographs – Nick Knight, su loomenstudio.com.
  2. ↑ Moda – Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  3. ↑ Il foto-ritratto della regina Elisabetta e il principe Carlo, su tpi.it.
  4. ↑ Super Installation, su pittimmagine.com.
  5. ↑ About Nick Knight, su nickknight.com.
  6. ↑ Contributors, su showstudio.com.
  7. ↑ Artists, su shop.showstudio.com.
  8. ↑ (EN) The London Gazette, n. 59446, 12 giugno 2010, p. B11. URL consultato il 18 giugno 2024.
  9. ↑ (EN) The London Gazette, n. 64082, 17 giugno 2023, p. B9. URL consultato il 18 giugno 2024.

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