Numenius

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Numenius
Chiurlo americano (Numenius americanus) nel Goose Island State Park, in Texas
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseAves
OrdineCharadriiformes
FamigliaScolopacidae
GenereNumenius
Brisson, 1760
Serie tipo
''Scolopax arquata''
Linneo, 1758
Sinonimi

Palnumenius Miller, 1942

Specie
Vedi testo

Numenius Brisson, 1760 è un genere di uccelli caradriformi appartenente alla famiglia Scolopacidae, i cui rappresentanti sono comunemente conosciuti come chiurli. Il genere comprende nove specie storicamente riconosciute, distribuite in numerose regioni del pianeta e caratterizzate da un corpo relativamente slanciato, zampe lunghe, piumaggio prevalentemente bruno e, soprattutto, un becco sottile e generalmente ricurvo verso il basso. I chiurli sono limicoli che frequentano una grande varietà di ambienti aperti, dalle tundre artiche alle praterie temperate, dalle zone umide continentali alle distese fangose e sabbiose degli ambienti costieri. La maggior parte delle specie compie migrazioni stagionali di lunga distanza tra le aree di nidificazione delle regioni settentrionali e i territori di svernamento situati a latitudini inferiori. Dal punto di vista ecologico, i chiurli svolgono un ruolo importante nelle comunità degli ambienti umidi e delle praterie, nutrendosi principalmente di invertebrati che catturano sondando il terreno con il lungo becco. Il genere comprende alcune delle specie di limicoli maggiormente minacciate al mondo. Il chiurlottello (Numenius tenuirostris) è stato classificato come estinto nella Lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura nel 2025, mentre il chiurlo boreale (Numenius borealis), anch'esso probabilmente estinto, rimane classificato come in pericolo critico.

Tassonomia e sistematica

Storia della classificazione

Il genere Numenius fu formalmente istituito dal naturalista francese Mathurin Jacques Brisson nel 1760, nell'opera Ornithologie, ou, Méthode contenant la division des oiseaux en ordres, sections, genres, especes & leurs variétés.

La specie tipo è il chiurlo maggiore (Numenius arquata), originariamente descritto da Linneo nel 1758 con il nome di Scolopax arquata.

Il nome Numenius era già stato utilizzato da Linneo nella sesta edizione del Systema Naturae, pubblicata nel 1748.

Nella decima edizione dell'opera, pubblicata nel 1758, Linneo abbandonò tuttavia questa denominazione generica e riunì i chiurli e le beccacce nel genere Scolopax.

Poiché il 1758 rappresenta il punto di partenza convenzionale della nomenclatura zoologica moderna, secondo il Codice internazionale di nomenclatura zoologica l'impiego del nome da parte di Linneo nel 1748 non ha priorità nomenclaturale. L'autorità del genere viene pertanto attribuita a Brisson, che lo utilizzò validamente nel 1760.

Etimologia

Il nome Numenius deriva dal greco antico noumēnios, termine utilizzato per indicare un uccello e ricordato nelle opere lessicografiche attribuite a Esichio di Alessandria. L'etimologia viene tradizionalmente ricondotta ai termini greci neos, «nuovo», e mēnē, «luna», con riferimento alla forma arcuata del becco, che ricorda una falce lunare.

Il termine inglese curlew, utilizzato per indicare i chiurli, è invece di origine onomatopeica e richiama le caratteristiche vocalizzazioni del chiurlo maggiore. La sua evoluzione linguistica potrebbe essere stata influenzata dall'antico francese corliu, termine collegato al verbo courir, «correre». Una delle prime attestazioni scritte risale al 1377, nel poema Piers Plowman di William Langland.

Relazioni filogenetiche

I chiurli appartengono a una delle principali linee evolutive degli scolopacidi, insieme ad altri gruppi di limicoli caratterizzati da zampe e becchi relativamente lunghi. Tra i loro parenti più prossimi figurano le pittime del genere Limosa e il piro-piro codalunga (Bartramia longicauda), specie che presenta una combinazione di caratteri morfologici differenti da quelli dei chiurli. Le pittime si distinguono generalmente per il becco diritto o leggermente rivolto verso l'alto, mentre Bartramia longicauda presenta zampe giallastre, coda relativamente lunga e un becco più corto e meno ricurvo.

Le relazioni evolutive interne al genere Numenius sono state approfondite mediante studi di filogenesi molecolare. Un'analisi pubblicata nel 2023 da Tan e collaboratori ha ricostruito le relazioni genetiche tra le nove specie, evidenziando la presenza di due principali linee evolutive.

La prima comprende il chiurlo minore, il chiurlo di Tahiti e le due specie del complesso del chiurlo piccolo, mentre la seconda riunisce il chiurlo americano, il chiurlo boreale, il chiurlo orientale, il chiurlo maggiore e il chiurlottello. All'interno di quest'ultimo gruppo, il chiurlo americano risulta strettamente affine al chiurlo boreale, mentre il chiurlo maggiore e il chiurlottello formano un'altra coppia di specie strettamente imparentate. Il seguente cladogramma riproduce le relazioni filogenetiche ricostruite nello studio del 2023:

Numenius
 
 

N. minutus

 
 
 

N. tahitiensis

 
 
 

N. phaeopus

 
 

N. hudsonicus

 
 
 
 
 
 
 

N. americanus

 
 

N. borealis

 
 
 
 

N. madagascariensis

 
 
 

N. arquata

 
 

N. tenuirostris

 
 
 
 
 

La ricostruzione filogenetica suggerisce che la somiglianza morfologica tra alcune specie rifletta rapporti di parentela relativamente stretti, mentre altri caratteri possono essere stati influenzati dall'adattamento a condizioni ecologiche simili. Lo studio di Tan e collaboratori ha inoltre esaminato le variazioni della diversità genetica nel corso dell'Olocene, discutendo il possibile ruolo delle estinzioni della megafauna e delle trasformazioni degli ecosistemi nella storia demografica di questi limicoli.

Descrizione

Morfologia generale

I chiurli sono limicoli di dimensioni medio-grandi, caratterizzati da una struttura corporea relativamente slanciata, un collo allungato, zampe robuste e un becco sottile e generalmente arcuato verso il basso. Le dimensioni variano considerevolmente tra le diverse specie. Il chiurlo minore (Numenius minutus) è il più piccolo rappresentante vivente del genere, con una lunghezza corporea generalmente compresa tra 28 e 31 cm. All'estremo opposto si collocano il chiurlo orientale (Numenius madagascariensis) e il chiurlo americano (Numenius americanus), che figurano tra i limicoli di maggiori dimensioni e possiedono becchi particolarmente lunghi. Il piumaggio è prevalentemente bruno, grigiastro o fulvo, con striature e macchie più scure distribuite sulle parti superiori e inferiori. Questa colorazione svolge un'importante funzione mimetica, soprattutto durante la nidificazione negli ambienti aperti, dove gli adulti e le uova possono risultare difficili da individuare. La maggior parte delle specie presenta un disegno del capo formato da strie longitudinali e sopraccigli chiari, sebbene l'intensità e la disposizione di questi caratteri varino tra i diversi taxa.

Becco e adattamenti alimentari

Il lungo becco ricurvo rappresenta il carattere morfologico più distintivo del genere. La sua conformazione consente di sondare i sedimenti molli e di raggiungere invertebrati nascosti nel fango, nella sabbia o nel terreno umido. La lunghezza e la curvatura del becco variano considerevolmente tra le specie, riflettendo differenze nelle modalità di alimentazione e negli habitat frequentati. Il chiurlo americano e il chiurlo orientale possiedono becchi particolarmente sviluppati, mentre il chiurlo minore e il chiurlo boreale presentano becchi relativamente più corti. In numerose specie è presente un evidente dimorfismo sessuale nelle dimensioni del becco, che tende a essere mediamente più lungo nelle femmine. Questa differenza può consentire ai due sessi di sfruttare risorse alimentari parzialmente differenti, riducendo la competizione all'interno della stessa popolazione. Il becco viene utilizzato non soltanto per sondare il terreno, ma anche per catturare direttamente le prede visibili in superficie.

Zampe e locomozione

Le zampe sono relativamente lunghe e adatte alla locomozione su terreni fangosi, superfici sabbiose, praterie e ambienti umidi. La loro struttura permette agli animali di camminare agevolmente in acque poco profonde e di esplorare substrati caratterizzati da consistenza variabile. Le differenze morfologiche tra le specie riflettono in parte la diversità degli ambienti frequentati. Alcuni chiurli sono maggiormente associati alle distese fangose costiere, mentre altri utilizzano frequentemente praterie, pascoli e zone umide continentali.

Vocalizzazioni

I chiurli sono noti per le loro vocalizzazioni sonore e caratteristiche, spesso costituite da fischi prolungati, richiami ripetuti e sequenze di note modulate. I richiami svolgono importanti funzioni nella comunicazione tra individui, nel mantenimento dei contatti durante gli spostamenti e nella difesa del territorio riproduttivo. Nel chiurlo maggiore, le vocalizzazioni comprendono sequenze melodiose e ascendenti che hanno contribuito all'origine del nome comune inglese del gruppo. Le caratteristiche acustiche dei richiami variano tra le specie e possono costituire un utile elemento per il riconoscimento sul campo.

Distribuzione e habitat

Distribuzione geografica

Il genere Numenius presenta una distribuzione pressoché cosmopolita, comprendente numerose regioni dell'Eurasia, dell'Africa, delle Americhe e dell'Oceania. La maggior parte delle specie nidifica nelle regioni temperate, boreali o subartiche dell'emisfero settentrionale e compie migrazioni verso territori situati a latitudini inferiori. Il chiurlo maggiore è ampiamente distribuito nell'Eurasia temperata e settentrionale, mentre il chiurlo piccolo eurasiatico nidifica soprattutto nelle regioni boreali e subartiche europee e asiatiche. Il chiurlo piccolo americano si riproduce nell'America settentrionale subartica e migra verso le coste dell'America centrale e meridionale. Il chiurlo americano è legato prevalentemente alle praterie e agli ambienti aperti dell'America settentrionale occidentale. Il chiurlo orientale nidifica nell'Asia nord-orientale e trascorre gran parte della stagione non riproduttiva lungo le coste dell'Australia e di altre regioni dell'Asia-Pacifico. Il chiurlo minore si riproduce nella Siberia settentrionale e migra prevalentemente verso l'Australasia. Il chiurlo di Tahiti nidifica nelle regioni dell'Alaska occidentale e trascorre la stagione non riproduttiva nelle isole del Pacifico tropicale. Le due specie storicamente più minacciate presentavano distribuzioni differenti: il chiurlottello nidificava in Eurasia e migrava verso il Mediterraneo e altre regioni del Vecchio Mondo, mentre il chiurlo boreale collegava le regioni artiche nordamericane alle praterie dell'America meridionale.

Ambienti frequentati

I chiurli occupano una grande varietà di ambienti aperti, accomunati dalla presenza di superfici adatte alla ricerca alimentare. Tra gli habitat maggiormente utilizzati figurano:

Le esigenze ecologiche variano tra le specie e possono cambiare considerevolmente nel corso del ciclo annuale. Numerosi chiurli nidificano in ambienti continentali relativamente asciutti o moderatamente umidi, ma durante la migrazione e lo svernamento utilizzano frequentemente zone costiere ricche di invertebrati. Altri, come il chiurlo minore, frequentano estesamente praterie e ambienti erbosi anche durante la stagione non riproduttiva.

Migrazioni

La maggior parte delle specie del genere è caratterizzata da una marcata tendenza alla migrazione. Gli spostamenti stagionali collegano spesso le regioni riproduttive settentrionali a territori tropicali, subtropicali o temperati situati a migliaia di chilometri di distanza. Durante le migrazioni, i chiurli possono attraversare vaste distese marine e utilizzare una successione di siti di sosta per alimentarsi e ricostituire le riserve energetiche. La disponibilità di ambienti idonei lungo le rotte migratorie rappresenta un elemento fondamentale per la sopravvivenza delle popolazioni. Le trasformazioni delle zone umide e degli habitat costieri possono pertanto avere conseguenze anche su popolazioni che nidificano a grande distanza dalle aree interessate.

Biologia

Alimentazione

I chiurli sono prevalentemente carnivori e si nutrono soprattutto di piccoli invertebrati. La dieta comprende anellidi, molluschi, crostacei, insetti e altri organismi presenti nei sedimenti o sulla superficie del terreno. Negli ambienti costieri, numerose specie si alimentano di piccoli granchi, vermi marini e molluschi. Nelle praterie e nelle zone umide continentali, invece, possono consumare soprattutto insetti e altri invertebrati terrestri. La tecnica alimentare più caratteristica consiste nel sondare il terreno con il becco, individuando le prede nascoste negli strati superficiali del substrato. In altri casi, gli animali catturano direttamente gli organismi visibili sulla superficie. La composizione della dieta varia in funzione della specie, della stagione e della disponibilità locale delle risorse alimentari.

Comportamento sociale

Il comportamento sociale dei chiurli varia sensibilmente nel corso dell'anno. Durante la stagione riproduttiva, numerose specie occupano territori relativamente ben definiti e manifestano comportamenti di difesa nei confronti di altri individui o di potenziali predatori. Al di fuori del periodo riproduttivo, invece, possono riunirsi in gruppi e stormi, soprattutto nelle aree di alimentazione e nei dormitori. La formazione di aggregazioni può contribuire a migliorare l'individuazione dei predatori e a favorire lo sfruttamento delle risorse alimentari. Alcune specie presentano inoltre una notevole fedeltà ai territori di svernamento e ai siti di riposo utilizzati durante le migrazioni.

Riproduzione

La maggior parte dei chiurli nidifica sul terreno, generalmente in ambienti aperti caratterizzati da vegetazione bassa. Il nido consiste di norma in una semplice depressione scavata nel substrato, talvolta rivestita con materiale vegetale. Le uova presentano generalmente colorazioni mimetiche, con macchie e striature che contribuiscono a renderle poco visibili nell'ambiente circostante. Gli adulti possono manifestare comportamenti territoriali e difendere energicamente l'area di nidificazione. I pulcini sono nidifughi e sono in grado di muoversi autonomamente poco dopo la schiusa, pur rimanendo inizialmente sotto la protezione dei genitori. Il successo riproduttivo può essere influenzato dalle condizioni climatiche, dalla disponibilità alimentare, dalla predazione e dalle trasformazioni dell'habitat.

Specie

Il genere comprende nove specie storicamente riconosciute, delle quali sette con popolazioni viventi confermate. Le altre due sono il chiurlottello, classificato come estinto, e il chiurlo eschimese, probabilmente estinto ma ancora formalmente classificato come in pericolo critico.

Specie Nome comune Distribuzione principale Stato di conservazione
Numenius phaeopus (Linnaeus, 1758) Chiurlo piccolo Eurasia settentrionale; svernamento in Africa, Asia meridionale e Oceania LC
Numenius hudsonicus Latham, 1790 Chiurlo piccolo americano America settentrionale subartica; svernamento nelle Americhe LC
† Numenius tenuirostris Vieillot, 1817 Chiurlottello Eurasia occidentale e centrale; storicamente migratore verso il Mediterraneo EX
Numenius arquata (Linnaeus, 1758) Chiurlo maggiore Europa e Asia temperata e settentrionale NT
Numenius americanus Bechstein, 1812 Chiurlo americano America settentrionale centrale e occidentale LC
Numenius madagascariensis (Linnaeus, 1766) Chiurlo orientale Asia nord-orientale; svernamento soprattutto in Australia EN
Numenius minutus Gould, 1841 Chiurlo minore Siberia settentrionale; svernamento in Australasia LC
†? Numenius borealis (Forster, 1772) Chiurlo boreale Storicamente dall'Artico nord-americano all'America meridionale CR
Numenius tahitiensis (Gmelin, 1789) Chiurlo di Tahiti Alaska occidentale; svernamento nelle isole del Pacifico NT

Le sigle utilizzate nella tabella corrispondono alle categorie della Lista rossa IUCN: LC, rischio minimo; NT, prossimo alla minaccia; EN, in pericolo; CR, in pericolo critico; EX, estinto. La distinzione tra N. phaeopus e N. hudsonicus riflette il trattamento tassonomico adottato da alcune importanti autorità ornitologiche, che riconoscono le popolazioni eurasiatiche e americane come specie separate.

Specie estinte e probabilmente estinte

Chiurlottello

Il chiurlottello (Numenius tenuirostris) era una specie migratrice eurasiatica caratterizzata da dimensioni relativamente contenute e da un becco lungo e sottile. Storicamente nidificava nelle regioni dell'Eurasia settentrionale e migrava verso territori situati nell'Europa meridionale, nell'Africa settentrionale e nell'Asia sud-occidentale. La specie subì un progressivo declino nel corso del XIX e del XX secolo. Tra i fattori che potrebbero aver contribuito alla sua scomparsa figurano la perdita degli habitat, la pressione venatoria e le trasformazioni degli ambienti utilizzati durante le migrazioni. L'ultima osservazione generalmente accettata risale al 1995. Nel 2025 la specie è stata classificata come estinta (EX) nella Lista rossa IUCN, segnando il riconoscimento formale della sua scomparsa.

Chiurlo boreale

Il chiurlo boreale (Numenius borealis) era una specie migratrice nordamericana che nidificava nelle regioni artiche del Canada e dell'Alaska e trascorreva la stagione non riproduttiva nelle praterie dell'America meridionale. In passato era considerato relativamente abbondante, ma subì un drastico declino tra il XIX e il XX secolo. La caccia intensiva durante le migrazioni e le trasformazioni degli habitat sono considerate tra i principali fattori che contribuirono alla diminuzione delle popolazioni. Le ultime osservazioni generalmente accettate risalgono alla seconda metà del XX secolo. La specie è oggi considerata probabilmente estinta, sebbene mantenga formalmente la classificazione di specie in pericolo critico (CR).

Evoluzione e documentazione fossile

La documentazione fossile attribuita al genere Numenius comprende resti di diversa età, alcuni dei quali presentano un'attribuzione tassonomica incerta. Un fossile dell'Eocene superiore proveniente dalla Francia, descritto con il nome di Limosa gypsorum, fu originariamente attribuito al genere Numenius. La sua posizione sistematica è stata successivamente discussa e non è escluso che possa effettivamente appartenere a questo genere. Il reperto proviene dai depositi della Formazione di Montmartre, risalenti a circa 35 milioni di anni fa.

Altri resti fossili attribuiti a chiurli sono stati rinvenuti nella grotta di San Josecito, nello stato messicano di Nuevo León. Questi reperti, risalenti al Pleistocene superiore, furono inizialmente attribuiti a un genere distinto, Palnumenius, istituito da Loye H. Miller nel 1942. Successivamente sono stati interpretati come appartenenti a una forma fossile strettamente affine al chiurlo americano (Numenius americanus), eventualmente distinguibile a livello cronospecifico o sottospecifico.

Questi ritrovamenti testimoniano la presenza di forme affini ai chiurli attuali durante il Cenozoico, ma la ricostruzione della storia evolutiva più antica del genere rimane limitata dalla relativa scarsità di reperti fossili attribuibili con sicurezza.

Conservazione

Declino delle popolazioni

Numerose specie del genere Numenius hanno subito diminuzioni delle popolazioni nel corso degli ultimi secoli. Le cause variano tra le diverse regioni geografiche, ma comprendono frequentemente la trasformazione degli habitat riproduttivi, la perdita delle zone umide, la pressione venatoria e il degrado dei siti utilizzati durante le migrazioni. In Europa, il chiurlo maggiore ha risentito in particolare del drenaggio delle torbiere e delle zone umide, dell'intensificazione delle pratiche agricole e delle trasformazioni dei prati utilizzati per la nidificazione. La conversione degli ambienti naturali in terreni agricoli può determinare la perdita di siti riproduttivi idonei e aumentare la vulnerabilità dei nidi alla predazione e al disturbo. In alcune regioni nordamericane, il chiurlo americano può invece utilizzare praterie pascolate, purché mantengano caratteristiche strutturali compatibili con le sue esigenze ecologiche. Uno studio condotto da Cochrane e Anderson nel 1987 ha confrontato le caratteristiche degli habitat occupati da popolazioni stabili e in declino di questa specie, evidenziando l'importanza della gestione degli ambienti prativi.

Conservazione del chiurlo maggiore

Il chiurlo maggiore costituisce una delle principali priorità di conservazione per i limicoli nidificanti in alcune regioni dell'Europa occidentale. Nel Regno Unito e in Irlanda, il declino delle popolazioni riproduttive ha suscitato particolare preoccupazione. In Irlanda, il numero di coppie nidificanti è diminuito sensibilmente e la specie è considerata a rischio di scomparsa come nidificante in diverse aree del paese. Tra le principali cause del declino figurano la perdita degli habitat, le modificazioni delle pratiche agricole e il ridotto successo riproduttivo. La Royal Society for the Protection of Birds ha promosso programmi di conservazione finalizzati alla protezione dei siti di nidificazione, al miglioramento degli habitat e all'aumento della sopravvivenza dei pulcini. Questi interventi comprendono anche iniziative di collaborazione con agricoltori, proprietari terrieri e comunità locali.

Importanza della cooperazione internazionale

La conservazione dei chiurli presenta particolari difficoltà a causa della natura migratoria di numerose specie. Gli individui possono infatti utilizzare habitat situati in paesi e continenti differenti durante le diverse fasi del ciclo annuale. La tutela delle sole aree riproduttive non è pertanto sufficiente a garantire la sopravvivenza delle popolazioni. È necessario conservare anche i siti di sosta migratoria e i territori di svernamento, soprattutto gli estuari, le zone umide e le praterie che ospitano elevate concentrazioni di individui. La scomparsa del chiurlottello e il probabile destino del chiurlo boreale evidenziano la vulnerabilità dei limicoli migratori alle trasformazioni ambientali e alla pressione esercitata dall'uomo lungo le loro rotte.

Rapporti con l'uomo

Presenza nella cultura

Il chiurlo maggiore raffigurato nello stemma dell'ex comune finlandese di Oulunsalo.

I chiurli occupano un posto significativo nelle tradizioni culturali e letterarie di diverse regioni europee. Le loro vocalizzazioni, particolarmente caratteristiche negli ambienti aperti e nelle zone umide, sono state spesso associate ai paesaggi costieri, alle brughiere e alle praterie. Nella letteratura britannica, il chiurlo compare in testi medievali e moderni, spesso come elemento evocativo degli ambienti naturali. Il richiamo del chiurlo maggiore è diventato un suono simbolico di numerosi paesaggi rurali dell'Europa settentrionale. La specie compare inoltre nell'araldica di alcune comunità.

Un esempio è rappresentato dallo stemma dell'ex comune di Oulunsalo, nell'Ostrobotnia Settentrionale, in Finlandia, nel quale è raffigurato un chiurlo maggiore.

Letteratura naturalistica

Il declino dei chiurli ha ispirato diverse opere letterarie e divulgative dedicate alla conservazione della fauna selvatica. Tra queste figura Last of the Curlews, romanzo dello scrittore canadese Fred Bodsworth, pubblicato originariamente nel 1954 e incentrato sul destino del chiurlo boreale. Un'altra opera significativa è Curlew Moon, pubblicata nel 2018 dalla scrittrice britannica Mary Colwell, dedicata al declino del chiurlo maggiore e agli sforzi intrapresi per proteggerlo. Queste opere hanno contribuito a richiamare l'attenzione pubblica sulla vulnerabilità degli uccelli migratori e sull'importanza della conservazione dei loro habitat.

Note

  1. 1 2 3 (EN) BirdLife International, Numenius tenuirostris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 9 ottobre 2025.
  2. ↑ (FR) Mathurin Jacques Brisson, Ornithologie, ou, Méthode contenant la division des oiseaux en ordres, sections, genres, especes & leurs variétés, vol. 1, Parigi, Jean-Baptiste Bauche, 1760.
  3. ↑ Peters, James Lee (a cura di), Check-list of Birds of the World, vol. 2, Cambridge, Massachusetts, Harvard University Press, 1934, p. 260.
  4. ↑ (LA) Carl Linnaeus, Systema Naturae sistens regna tria naturæ, in classes et ordines, genera et species redacta tabulisque aeneis illustrata, 6ª ed., Stoccolma, Gottfried Kiesewetter, 1748.
  5. ↑ (LA) Carl Linnaeus, Systema Naturae per regna tria naturae, secundum classes, ordines, genera, species, cum characteribus, differentiis, synonymis, locis, vol. 1, 10ª ed., Stoccolma, Laurentii Salvii, 1758, p. 145.
  6. ↑ Joel Asaph Allen, Collation of Brisson's genera of birds with those of Linnaeus, in Bulletin of the American Museum of Natural History, vol. 28, 1910, pp. 317-335.
  7. ↑ Article 3, in International Code of Zoological Nomenclature, 4ª ed., Londra, International Trust for Zoological Nomenclature, 1999, ISBN 978-0-85301-006-7.
  8. ↑ James A. Jobling, The Helm Dictionary of Scientific Bird Names, Londra, Christopher Helm, 2010, p. 276, ISBN 978-1-4081-2501-4.
  9. ↑ (EN) Curlew, su Oxford English Dictionary.
  10. ↑ Gavin H. Thomas, Matthew A. Wills e Tamás Székely, A supertree approach to shorebird phylogeny, in BMC Evolutionary Biology, vol. 4, 2004, p. 28, DOI:10.1186/1471-2148-4-28, PMC 515296, PMID 15329156.
  11. 1 2 H. Z. Tan, J. J. Jansen, G. A. Allport, K. M. Garg, B. Chattopadhyay, M. Irestedt, S. E. Pang, G. Chilton, C. Y. Gwee e F. E. Rheindt, Megafaunal extinctions, not climate change, may explain Holocene genetic diversity declines in Numenius shorebirds, in eLife, vol. 12, 2023, p. e85422, DOI:10.7554/eLife.85422, PMC 10406428.
  12. ↑ (EN) Gill, Frank e Donsker, David (a cura di), Sandpipers, snipes, coursers, su IOC World Bird List, versione 9.2, International Ornithologists' Union, 2019.
  13. ↑ (EN) Eskimo Curlew (Numenius borealis), su adfg.alaska.gov, Alaska Department of Fish and Game.
  14. ↑ Storrs L. Olson, Scolopacidae, in Farner, D. S., King, J. R. e Parkes, Kenneth C. (a cura di), Avian Biology, vol. 8, New York, Academic Press, 1985, pp. 174-175.
  15. ↑ Joaquín Arroyo-Cabrales e Eileen Johnson, Catálogo de los ejemplares tipo procedentes de la Cueva de San Josecito, Nuevo León, México (PDF), in Revista Mexicana de Ciencias Geológicas, vol. 20, n. 1, 2003, pp. 79-93 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).
  16. ↑ J. F. Cochrane e S. H. Anderson, Comparison of habitat attributes at sites of stable and declining Long-billed Curlew populations, in Great Basin Naturalist, vol. 47, 1987, pp. 459-466.
  17. ↑ (EN) Give curlew chicks a chance to fly, su Royal Society for the Protection of Birds.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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