
Octopolis e Octlantis sono i nomi dati a due insediamenti occupati da polpi tetri (Octopus tetricus) nella baia di Jervis, al largo della costa orientale australiana. I due insediamenti, gli unici del loro genere rinvenuti sul posto, sono stati definiti dalla stampa delle "città abitate da polpi", date le loro vaghe somiglianze con i complessi abitativi umani. La scoperta di tali insediamenti di polpi ha messo in discussione la natura solitaria di tali animali e ha evidenziato le loro abilità ingegneristiche.

Scoperta nel 2009 al largo della baia di Jarvis, Octopolis è composta da diversi piccoli rifugi scavati su una porzione di fondo oceanico, occupato da un letto di conchiglie di capesante e rottami metallici, che garantiscono loro protezione dai predatori che si trovano nell'area (tra cui delfini, foche e squali tappeto) e sembrano impedire o comunque ridurre sensibilmente il verificarsi di casi di cannibalismo tra gli invertebrati (molte specie di polpi affini a quella che vive a Octopolis si nutrono infatti dei loro simili). Octopolis ha forma ellittica, si estende per 2-3 m di diametro sull'asse maggiore e vi vivono circa 15 polpi. Nelle vicinanze, a qualche centinaio di metri di distanza, è stato scoperto nel 2016 un luogo simile, battezzato "Octlantis", situato a una profondità di 10-15 m, in un'area ampia 18 × 4 m, in cui vive un numero simile di polpi.
Octopolis e Octlantis fanno parte del Booderee National Park. Si pensa che la scelta di suddetti molluschi di insediarsi in tali zone sarebbe stata favorita dalla presenza delle conchiglie, che attirerebbero maggiormente i polpi rispetto ai sedimenti che si trovano nei dintorni. Il filosofo della scienza e scrittore australiano Peter Godfrey-Smith, che analizzò il caso di Octopolis, supporta l'ipotesi secondo cui i primi polpi giunti sul posto iniziarono a nutrirsi delle conchiglie; con il passare del tempo, il numero di conchiglie aumentò fino a ricoprire la superficie del sito e fu grazie ad esse che i polpi poterono costruire la città. Godfrey-Smith e i suoi colleghi nel 2015 hanno inoltre studiato il comportamento di un polpo a Octopolis che utilizzava i detriti (conchiglie e sabbia) durante una lotta con un altro polpo, scagliando i detriti contro l'avversario per colpirlo e confonderlo.
Secondo David Scheel, professore di biologia marina dell'Alaska Pacific University, i comportamenti dei polpi di Octopolis «sono il prodotto della selezione naturale e potrebbero essere sorprendentemente simili al comportamento sociale complesso dei vertebrati».
Sebbene alcuni resoconti giornalistici definiscano Octopolis e Octlantis delle "città" abitate da polpi, i ricercatori che hanno analizzato i due siti considerano inappropriata tale analogia. Tra questi vi è David Scheel che nel suo articolo Octopus engineering, intentional and inadvertent afferma: «Abbiamo precedentemente pubblicato la scoperta di un sito in cui i polpi vivono in un luogo denso di tane, una vicina all'altra. Consideriamo intenzionali alcuni comportamenti come la costruzione delle tane e la cattura delle prede. I media descrivono il sito come una "città" progettata dai polpi, ma non è una descrizione accurata». Ciononostante, i due siti hanno evidenziato le potenzialità "ingegneristiche" di tali cefalopodi e hanno messo in discussione la credenza secondo la quale essi sarebbero animali solitari.