| Oneglia | |
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| Regione | |
| Provincia | |
| Città | |
| Codice postale | 18100 |
| Nome abitanti | onegliesi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 26 novembre (san Leonardo da Porto Maurizio) |
Oneglia (Ineja, Onegia o Inêia in ligure) insieme con Porto Maurizio, dal 1923, è uno dei due centri abitati che formano il Comune di Imperia. Per secoli capitale del Principato di Oneglia, stato indipendente all'interno dalla Repubblica di Genova. È definito dagli strumenti urbanistici del comune come una unità insediativa.
In forte contrasto con la vicinissima Porto Maurizio, che è costruita su un promontorio, Oneglia occupa una zona alluvionale alla foce del torrente Impero. Le zone residenziali più recenti si sono arrampicate sulle colline circostanti, ma il centro storico sorge sulla zona pianeggiante prospiciente il mare.

Oneglia, il cui nome richiamerebbe forse un antichissimo insediamento preaugusteo (pagus Unelia), ha le sue origini sulla collina di Castelvecchio, uno dei probabili sex oppida (insediamenti fortificati) dei Liguri Ingauni, che domina il torrente Impero, dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria Maggiore e rimangono i resti di una torre del castello.
La Ripa Uneliae era invece un borgo di pescatori in riva al mare, probabilmente nella zona dell'attuale Borgo Peri (alla periferia est dell'abitato).
Dopo la conquista romana la zona ne segue le vicende storiche.
Nella ripartizione dell'Italia operata da Augusto il luogo di Oneglia appartiene alla Regio IX che si estendeva da Nicaea (Nizza) fino alla foce del fiume Macra (Magra).
In particolare dall'imperatore Augusto verrà fatta costruire la via Julia, lungo la Riviera di Ponente.
Nel III secolo il Cristianesimo si diffonde in Liguria.
Il V secolo segna gli ultimi anni della decadenza dell'Impero romano d'Occidente. La decadenza di queste coste liguri è descritta in questi anni lo scrittore Claudio Rutilio Namaziano, che compie un viaggio marittimo lungo la costa ligure da Luni alla Gallia.
I Visigoti nel 421 istituiscono la Liguria come Provincia Maritima.
Nel 476, alla caduta dell'Impero romano,la Liguria diviene parte del regno erulo di Odoacre.
Nel 493 Teodorico si ribella, gli succede ed instaura il suo Regno ostrogoto.
La dominazione gotica perdura fino alla riconquista dell'Occidente decisa da Giustiniano che, nel 552, a conclusione della guerra gotica, riunisce la Liguria, come Provincia Maritima Italorum, all'Impero romano d'Oriente.
L'antico porto canale romano sul torrente Impero finisce interrato e Bisanzio valorizza l'approdo di Porto Maurizio come base militare.
Il dominio bizantino comporta una breve ripresa della zona che dura fino alla conquista longobarda del 642 quando il re Rotari arriva a conquistare la Liguria. Oneglia è parte del Regno longobardo nell'ambito del ducato di Liguria.
Già nella prima metà dell'VIII secolo le coste liguri cominciano a subire le scorrerie dei predoni saraceni.
Nel 773 il regno longobardo è sconfitto da Carlo Magno, re dei Franchi. Il territorio costiero diventa un contado retto da Albenga.
Nell'ambito dell'Impero carolingio, alla successione di Carlo Magno, la regione è parte del Regno d'Italia e viene organizzata secondo il sistema feudale.
Nel IX secolo il flagello dei pirati musulmani s'intensifica e le coste cominciano a munirsi di torri d'avvistamento e difesa.
Nel 935 Oneglia è distrutta dai saraceni.
In seguito alla distruzione dell'abitato sul mare, la popolazione superstite è costretta ad abbandonare la costa e a rifugiarsi nell'entroterra per ragioni difensive. Nasce così un nuovo nucleo, fortificato su un'altura soprastante, in corrispondenza dell'odierna frazione di Castelvecchio (allora denominata proprio Oneglia).
Sul finire del X secolo e l'inizio dell'XI, si consolida il legame feudale che vede Oneglia inserita stabilmente come feudo sotto la giurisdizione dei Vescovi di Albenga, i quali eserciteranno per lungo tempo l'autorità civile e religiosa sulla zona prima del successivo avvento della famiglia Doria.
Nel 1100 Oneglia diviene feudo dei vescovi di Albenga, che però dovranno richiedere l'intervento genovese per controllare i fieri abitanti della zona che cercano a più riprese di rendersi autonomi e costituirsi in libero comune.
Il nome Unelia compare per la prima volta in un trattato di alleanza fra Albenga e Pisa datato 9 agosto 1145.
Il XII secolo segna per il territorio di Oneglia l'inizio di un lento e progressivo ritorno alla costa, favorito dal graduale allentarsi della minaccia saracena che aveva caratterizzato i secoli precedenti. La poplazione che si era rifugiata sull'altura fortificata di Castelvecchio ricomincia a stabilirsi nella pianura alluvionale a ridosso della foce del torrente Impero. In questo periodo prende forma il primo nucleo del porto commerciale di Oneglia.
Insieme al ripopolamento costiero i territori circostanti, sotto il diretto dominio temporale dei Vescovi di Albenga, vedono rifiorire l'economia agraria. Proprio in questa fase storica avviene l'introduzione e la diffusione della coltivazione dell'olivo su vasta scala, curata in origine dai monaci benedettini, che iniziano a trasformare radicalmente il paesaggio e l'economia locale.
Nel 1233 Oneglia si ribella per il rifiuto della popolazione locale di sottostare alle pesanti contribuzioni fiscali e al rigido controllo politico feudale dei vescovi di Albenga.
Questo clima di tensioni e rivolte contadine spinse la Repubblica di Genova a intervenire per sedare i disordini, ponendo di fatto le basi per una progressiva perdita di controllo da parte del vescovado.
Le milizie cittadine e i rivoltosi della Riviera di Ponente riescono a coalizzarsi e a sconfiggere l'esercito genovese inviato a sedare i disordini.
Già nel 1234 la Repubblica di Genova riorganizza le proprie forze inviando un nuovo e massiccio contingente militare che reprime nel sangue la rivolta e riafferma con la forza l'autorità feudale sulle valli ribelli.
La svolta definitiva avviene il 30 gennaio 1298. Il vescovo di Albenga, impossibilitato a gestire un territorio così turbolento e bisognoso di liquidità, investe della "villa d'Oneglia", del relativo castello e dei borghi limitrofi a Nicolò Doria (figlio di Babilano), esponente della celebre consorteria genovese.
Questo atto segna la nascita ufficiale della Signoria indipendente dei Doria, entità che rimane slegata dal controllo diretto di Genova.
Già nel 1270, Oberto Doria si era stabilito a Dolceacqua dando origine ad un altro ramo nobiliare.
Nello stesso periodo storico a Porto Maurizio si era insediato il Vicario della Riviera Occidentale, rappresentante del potere di Genova nel territorio da Savona a Ventimiglia.
Il torrente Impero costituiva la linea di confine tra i due borghi.
Nel corso del Trecento il territorio non è quasi mai governato da un unico Signore, ma da una complessa rete di consignori appartenenti a diversi rami della famiglia Doria, che si spartivano quote di potere e rendite fiscali.
L'economia del borgo si basa principalmente sui traffici marittimi e sull'agricoltura locale, in particolare sulòla coltivazione dell'ulivo che crescerà d'importanza nei secoli successivi).
Emanuele "Cattaneo" Doria, figlio di Nicolò, eredita le quote del feudo dando il via alla tradizionale divisione della signoria in consignorie. Da questo momento in poi, il potere venne spartito fra decine di discendenti maschi (tra cui i rami di Pellegro, Lazzaro e altri), portando a una polverizzazione delle rendite e a frequenti liti interne.
Nel XV secolo Oneglia mantiene una posizione peculiare nel Ponente ligure. A differenza della vicina Porto Maurizio, che era strettamente amministrata da Genova tramite un Vicariato, Oneglia mantiene una forte vocazione autonoma e scambi commerciali indipendenti. La sua economia interna è già fortemente legata all'agricoltura, alle prime forme di commercio marittimo dell'olio e alla viticoltura.
Il 30 novembre 1466, nel feudo onegliese, nasce il celebre ammiraglio e uomo di stato genovese Andrea Doria, figlio di Ceva Doria (co-signore di Oneglia) e di Caracosa Doria (dei Doria di Dolceacqua).

Nel 1488, Gian Domenico Doria (condottiero di ventura detto Domenicaccio) diventa il primo Principe di Oneglia, acquistando ufficialmente il titolo e trasformando il territorio da semplice Signoria a un vero e proprio Principato autonomo.
Sotto il nuovo impulso impresso dalla Signoria, nel 1488 venne avviata la costruzione di un castello difensivo sulla costa. La fortificazione serviva sia a proteggere il borgo marinaro dalle incursioni ottomane dal nordafrica sia a sancire visivamente il potere centrale dei Doria sul territorio.
Parallelamente al vecchio insediamento collinare di Castelvecchio, l'abitato sulla costa (la Ripa Uneliae) inizia ad assumere una fisionomia urbana più definita e protetta.
Il 25 maggio 1576 Gian Girolamo Doria, nipote di Gian Domenico, vende il principato di Oneglia a Emanuele Filiberto di Savoia per seimila scudi d'oro, trasferendosi in Piemonte ed ottenendo in cambio i feudi di Cirié, del Maro e di Prelà.
Casa Savoia acquisisce il titolo di principe di Oneglia, che si aggiunge ai numerosi altri titoli nobiliari posseduti dai vari rami della casata.
Il Principato di Oneglia diventa così uno dei tanti "Stati dei duchi di Savoia"; infatti i territori posseduti da Casa Savoia non costituivano uno stato unitario, bensì un insieme di stati sovrani indipendenti con diverse giurisdizioni, culture e lingue, uniti insieme da un'Unione personale.
Nel XVII secolo per proteggere la città i Savoia promuovono la costruzione di una solida cinta muraria (i cui resti sono riaffiorati durante successivi lavori storici sul porto) per difendere l'abitato dalle mire genovesi e dalle incursioni corsare.
La forte influenza della corte di Torino vale ad Oneglia il titolo storico di "città sabauda", legando le sue famiglie nobiliari e la sua amministrazione ai destini del Piemonte.
Nel contempo si rende ancor più forte l'isolamento territoriale dell'enclave di Oneglia, che si trova sia a resistere al bombardamento francese del 1691, sia a contrastare vittoriosamente lo sbarco tentato il 20 maggio dell'anno seguente, respinto da pochi regolari e dalle milizie cittadina e delle Valli con forti perdite francesi.
Il Seicento segna anche una svolta radicale per l'assetto urbano. Gli abitanti decidono di abbandonare la cerchia dell'antico castello medievale arroccato per scendere e svilupparsi in pianura, avvicinandosi decisamente alla costa e alla foce del torrente Impero.
I duchi di Savoia tentano a più riprese di trasformare Oneglia in un porto commerciale di primaria importanza, una sorta di controparte orientale rispetto alla Contea di Nizza.
Il fervore seicentesco si manifesta anche nella fioritura artistica e confraternale.
A causa della sua posizione geografica di avamposto sabaudo sul mare, il Settecento per Oneglia è stato un secolo di continui conflitti bellici legati alle grandi guerre di successione europee.
Nel 1735 il principato di Oneglia si amplia con l'annessione di ulteriori territori liguri: l'acquisizione del marchesato di Balestrino e dei distretti di Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Rezzo, Testico e Stellanello.
Nel corso della guerra della prima coalizione, Oneglia è oggetto delle attenzioni del governo rivoluzionario di Francia. Dopo aver conquistato Nizza il generale francese Anselme, di concerto con l'ammiraglio Truguet, progetta la conquista della città di Oneglia.
Il 23 novembre 1792 la flotta francese si presenta di fronte alla città, una delegazione è inviata presso le autorità cittadine per trattare la resa, ma viene ricevuta a colpi di fucile che feriscono l'ufficiale comandante la delegazione e uccidono sette delegati. La città è bombardata il giorno stesso, occupata il giorno successivo e viene abbandonata dalle truppe francesi solo dopo averla saccheggiata.
Due anni dopo, alla testa di tre brigate di fanteria Napoleone Bonaparte, generale di brigata, combatte contro una divisione austriaca e s'impadronisce del forte di Oneglia (8 aprile 1794).
Sotto il dominio francese, l'amministrazione è affidata nell'aprile del 1794 a un commissario rivoluzionario nella persona di Filippo Buonarroti, che conduce un ordinamento amministrativo e politico secondo i suoi orientamenti socialisti nel tentativo di attuare l'abolizione di tutti i privilegi, il censimento dei ricchi e delle loro rendite con specifiche imposizioni fiscali, la distribuzione a buon prezzo del grano ai poveri, il censimento degli indigenti, la vendita dei beni mobili e immobili di coloro che avessero osteggiato la repubblica, l'applicazione della Legge del maximum dei prezzi per non rovinare le risorse del paese, la lotta contro i falsi assegnati, l'istituzione dei Comitati di Istruzione e di scuole primarie e secondarie per una formazione gratuita, popolare e laica.
Nel corso della Campagna d'Italia, nel giugno 1797, Bonaparte pone fine alla storica Repubblica di Genova. Nasce la Repubblica Ligure.
Nel 1798 Oneglia, tornata sotto il controllo dei Savoia, resiste all'assedio della Repubblica Ligure. Nel dicembre dello stesso anni re Carlo Emanuele è costretto ad abdicare e Oneglia entra nella Repubblica ligure nel Dipartimento di Capo Verde.

Nel 1805 la Repubblica Ligure viene annessa all'Impero Francese.L'economia ligure è asservita agli interessi francesi; nei documenti ufficiali liguri è imposta la lingua francese. Oneglia è un Circondario nel Dipartimento di Montenotte.
Caduto l'Impero napoleonico con il Congresso di Vienna del 1815, vengono ristabiliti i vecchi confini. L'unica differenza è la cessazione delle repubbliche di Venezia e Genova.
In particolare Genova diventa Ducato di Genova, con casa regnante i Savoia, che ne acquisirono il titolo di "Duchi di Genova".
Dalla creazione del Regno di Sardegna Oneglia, come il resto della Liguria, segue le sue sorti.
Con il Risorgimento vede la nascita del Regno d'Italia il 17 Marzo 1861, divenuto nel tempo l'Italia dei giorni nostri.
Nel 1923 il comune di Oneglia, per mezzo di un regio decreto, confluisce assieme agli ex comuni di Porto Maurizio, Borgo Sant'Agata, Caramagna Ligure, Moltedo Superiore, Montegrazie, Piani, Poggi, Torrazza e Costa d'Oneglia nel nuovo comune di Imperia, nell'omonima provincia, in Liguria.
Come detto, lo Stato sabaudo non era uno stato unitario, è un termine coniato dagli storici per riferirsi comodamente a tutti quegli Stati sovrani che, in Unione personale, condividevano come monarca un membro di Casa Savoia.
Nel dettaglio, gli stati che avevano i Savoia come casa regnante ai tempi erano:
Fu solamente con la Fusione perfetta del 1847 di questi stati che casa Savoia giunse a governare uno stato unitario con il nome di Regno di Sardegna.
Il 29 gennaio 1580 Emanuele Filiberto concesse ad Oneglia il titolo di Città e uno stemma che recava l'emblema dei Savoia, croce bianca su fondo rosso, e nella metà inferiore un olmo, simbolo di libertà comunale, che nella trasposizione nello stemma di Imperia verrà cambiato in un olivo.
Nel centro storico, la chiesa in stile tardo barocco genovese è stata progettata dall'architetto Gaetano Amoretti e consacrata nel 1762. Il 24 giugno 2017 è stata eretta a basilica minore.



Ad Oneglia sono tipici i cognomi: Amoretti, Acquarone, Berio, Belgrano, Gorlero, Marvaldi, ecc... che hanno la caratteristica di essere specifici della città, al più della Riviera di Ponente. Questa "localizzazione" nella diffusione è dovuta anche alla grande "chiusura" territoriale e politica di cui ha goduto la città nel corso dei secoli; che esercitava anche su gran parte dell'entroterra imperiese con il Principato di Oneglia.
A Porto Maurizio i cognomi tipici sono: Dulbecco, Ranixe, Sasso, Vassallo, ecc.... Al contrario di Oneglia, la grande esposizione di Porto Maurizio come importante porto commerciale, meta di molteplici rotte provenienti da tutti i paesi Mediterranei e non, ha fatto sì che si trovano diffusi anche nell'Italia meridionale.
A Oneglia il 21 ottobre 1846 è nato Edmondo De Amicis, autore del libro "Cuore".
Quando ancora era un comune autonomo, Oneglia aveva come principali attività industriali la produzione e la commercializzazione di olio d'oliva.
Nell'entroterra è ancora molto diffusa la olivicoltura.
La varietà di oliva tipica del territorio è quella taggiasca, localmente detta anche pignola d'Oneglia relativamente piccola e scura, che dà un olio particolarmente delicato e pregiato. A Oneglia è anche presente la storica azienda dell'Olio Carli e un Museo dell'Olivo situato presso lo stabilimento Fratelli Carli in via Garessio, la storica via degli oleifici.
Una delle maggiori attività industriali, ora molto ridotta, è stata a lungo quella della fabbricazione della pasta (gli antichi fidéi di semola o vermicelli, costruiti artigianalmente). Il pastificio della famiglia Agnesi (che trasferì parte della produzione da Pontedassio a Oneglia), resta uno degli edifici più imponenti, in pieno centro.
Nel periodo intorno alla prima guerra mondiale Oneglia fu scelta, a causa della lontananza dai possibili teatri di operazioni militari, come sede adatta a un'industria siderurgica (le cosiddette Ferriere) che ha dato il nome alla zona circostante. Questa fonderia, fondata nel 1906 dalla società Siderurgica Ligure Occidentale, occupava entrambe le rive della foce del torrente Impero e produceva sia laminati (fino a 25.000 tonnellate l'anno) sia lingotti d'acciaio (50.000 tonnellate l'anno).
Rimase attiva fino al 1930 quando fu smantellata poco dopo essere diventata una proprietà Ilva. I grandi scheletri di cemento armato dei capannoni industriali sono stati abbattuti negli anni novanta dall'amministrazione comunale, suscitando molte polemiche per la sparizione di questo reperto di archeologia industriale. Nel 1997 l'intero complesso è stato cintato e catalogato come monumento e ne restano solamente tre alte ciminiere in mattoni e un basso edificio fatiscente alla foce del torrente Impero.
Alcune piccole attività industriali (es. la Lavanda Coldinava per la distillazione e commercializzazione della lavanda), un tempo diffuse a livello nazionale, sono da tempo sparite, come anche le attività portuali, oggi fortemente ridotte, che hanno per anni avuto un certo sviluppo, ad esempio negli anni settanta (commercio di parti industriali verso la Russia) e prima ancora come porto di imbarco della produzione di auto Fiat verso il sud Italia.
La maggior parte della popolazione lavora oggi nel terziario, ma l'industria olivicola sopravvive soprattutto in produzioni di qualità e ogni anno viene tenuta la rassegna "Olioliva" dedicata all'olio e ai prodotti tipici liguri e della dieta mediterranea.
La località era servita dalla stazione ferroviaria di Imperia Oneglia, sulla linea Genova-Ventimiglia, sostituita nel 2016 dalla nuova stazione unificata di Imperia in seguito al raddoppio e allo spostamento a monte della ferrovia.
Il trasporto pubblico è svolto con autoservizi effettuati dalla Riviera Trasporti.
Fra il 1893 e il 1895 la città era collegata alla vicina Porto Maurizio tramite una tranvia a cavalli. Nel 1926 fu inaugurata sul medesimo tracciato una tranvia elettrica gestita dalla Società Tranvie Elettriche Provincia di Imperia (STEPI), che rimase in esercizio fino al 1947.
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