| Pacritinib | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| (16E)-11-[2-(1-Pyrrolidinyl)ethoxy]-14.19-dioxa-5.7.26-triazatetracyclo[19.3.1.12,6.18,12]heptacosa-1(25),2(26),3,5,8,10,12(27),16,21,23-decaene | |
| Nomi alternativi | |
| SB1518; SB-1518; SB1518 | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C28H32N4O3 |
| Massa molecolare (u) | 472.24744 |
| Numero CAS | |
| PubChem | 46216796 |
| DrugBank | DBDB11697 |
| SMILES | C1CCN(C1)CCOC2=C3COCC=CCOCC4=CC=CC(=C4)C5=NC(=NC=C5)NC(=C3)C=C2 |
| Indicazioni di sicurezza | |


Il pacritinib o SB1518 è un inibitore, attivo per via orale, della Janus chinasi (JAK), famiglia di enzimi (JAK1, JAK2, JAK3, TYK2), che agiscono interferendo e modulando i segnali della via enzimatica JAK-STAT. Il farmaco è sperimentato dall'aprile 2012 dalla CTI Biopharma.
Le citochine è noto giocano un ruolo chiave nel controllo della crescita cellulare e la risposta immunitaria. Molte citochine funzionano legandosi e attivando recettori delle citochinici di tipo I e di tipo II. Questi recettori a loro volta si basano sulla Janus chinasi (JAK) famiglia di enzimi che trasduce il segnale; ne consegue che i farmaci che inibiscono l'attività delle Janus chinasi bloccano la segnalazione citochinica.
I segnali biochimici indotti dalle vie: JAK-STAT, sono i maggiori modulatori della espressione delle citochine infiammatorie.
Più in particolare, le Janus chinasi fosforilano i recettori delle citochine attivati. Questi recettori fosforilati a sua volta reclutano fattori di trascrizione che modulano la trascrizione del geni: STAT. Ne consegue che questi inibitori hanno applicazione terapeutica nel trattamento di tumori e malattie infiammatorie.
Il JAK2 è il target del farmaco pacritinib e questo enzima è nelle patologie mieloproliferative geneticamente alterato per una sostituzione di un aminoacido valina con una fenilalanina in posizione 617 del gene JAK (2V617F); questo gene è mutato nel 70% dei pazienti con malattie mieloproliferative.
Il farmaco è in sperimentazione in fase III è trova impiego in importanti malattie quali: le recidive del linfoma, i mielomi in fase avanzata, la mielofibrosi, nella mielofibrosi idiopatica cronica, nella policitemia vera e mielofibrosi trombocitopenica. Sull'uomo sono state condotte quattro ricerche di fase I e II fino all'aprile 2012.
In una ricerca pubblicata nel febbraio del 2012, è stata valutata la molecola, sull'animale, per il trattamento dell'Artrite Reumatoide.
In data 19 aprile 2012 la Cell Therapeutics, Inc. di Seattle e la S*BIO Pte Ltd di Singapore hanno annunciato la firma di un accordo secondo il quale la Cell Th. acquisirebbe i diritti mondiali su Pacritinib della S*BIO. Questo farmaco fino ad ora è considerato farmaco orfano sia in USA che in Europa. In data 17 giugno 2013 è stata annunciata la positiva conclusione di studi di Fase I e II, che hanno dimostrano la sicurezza e la tollerabilità nei pazienti affetti da neoplasia mieloide o linfoidi prevalentemente mielofibrosi.
In data 8 febbraio 2016 la società, che intanto aveva cambiato la propria denominazione in CTI Biopharma, ha reso noto di aver ricevuto una comunicazione dalla Food and Drug Administration che imponeva la sospensione parziale della sperimentazione del farmaco a causa degli eccessi di mortalità e dei gravi effetti collaterali.
Nel gennaio del 2017 FDA ha revocato la sospensione della sperimentazione, tutti gli studi possono riprendere regolarmente. Un nuovo processo di fase 3 denominato PAC203 è stato avviato per valutare l'efficacia e la sicurezza del farmaco con la dose 200 mg 2 volte al giorno.