Paolo Fossati

Paolo Fossati

Paolo Fossati (Arezzo, 8 febbraio 1938 – Torino, 26 ottobre 1998) è stato un critico d'arte italiano.

Biografia

È stato studioso, scrittore, critico e storico dell’arte italiana del XX secolo, redattore e poi dirigente della casa editrice Einaudi, docente presso varie università italiane. Nato ad Arezzo, si è trasferito a Torino, dove si è laureato in filologia romanza presso l'Università degli Studi di Torino.

Nasce ad Arezzo da Teresa Negro e Pietro Fossati. Per via del lavoro del padre, cassiere principale della Banca d'Italia, la famiglia si trasferisce prima a Palermo, poi a Napoli dove Paolo frequenta il liceo classico Francesco Denza a Posillipo Capo Napoli, e poi nel 1954 a Torino, dove completa gli studi superiori prima al Collegio San Giuseppe maturandosi però al liceo Massimo D’Azeglio che frequenta solo per un anno. Dopo un breve esordio nel 1957 alla Facoltà di Giurisprudenza, lavorando nel contempo in una banca come addetto ai rapporti con i clienti, passa, alla fine del 1959, alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino per seguire le lezioni di Luigi Pareyson, Franco Venturi, Augusto Rostagni e soprattutto di D’Arco Silvio Avalle con cui si laurea e che insieme a Corrado Grassi sarà relatore della sua tesi: Parodia dialettale e plurilinguismo in funzione mimetico-espressionista nelle letterature romanze del Medioevo, discussa il 12 novembre 1965. Avalle stesso nomina Fossati assistente volontario alla cattedra di filologia romanza (ruolo che coprirà dal luglio 1966 al novembre 1975) e lo aiuta anche a entrare nella casa editrice di Giulio Einaudi.

Fossati aveva già cominciato a scrivere per il quotidiano L’Unità come critico d’arte prima della laurea, sotto l’egida del pittore Filippo Scroppo, e poi aveva assunto in autonomia - dal 15 settembre 1965 qualche mese prima della laurea - il coordinamento della pagina culturale, la “terza pagina” come si diceva allora. “Si distingue non solo come critico d’arte, ma anche come recensore di libri ed eventi di cultura sempre impegnati e mai superficiali”.

Per il ventisettenne Fossati, il 1965 si rivela un anno decisivo e pieno di svolte: sposa Eva Menzio, figlia di Ottavia Cabutti e del pittore Francesco Menzio, a settembre nasce il primo figlio Filippo, e viene assunto all’Einaudi. Qui in quel momento il suo maestro D’Arco Silvio Avalle sta progettando la rivista “Strumenti critici” insieme a Maria Corti, Cesare Segre e Dante Isella, con cui entra in amicizia.

Nel gennaio del 1967 nasce la figlia Caterina.

In Einaudi è collega di Italo Calvino, Alberto Asor Rosa, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Franco Venturi, Sergio Dionisotti, Vittorio Foa, Natalia Ginzburg, Enrico Castelnuovo, Giovanni Romano, Ernesto Ferrero, collabora con Carlo Levi, Primo Levi, Elsa Morante, Ernst Gombrich, Federico Zeri, Cesare Brandi, Zeno Birolli, Paola Barocchi, Arturo Carlo Quintavalle e molti altri. Si lega in sodalizio con un poeta e saggista come Edoardo Sanguineti, con un grande scrittore come Giorgio Manganelli, con artisti vari come Albino Galvano, Carol Rama, Bice Lazzari, Luigi Veronesi, Giorgio Griffa, Marco Gastini, Pirro Cuniberti, Piero Ruggeri, Gino Gorza, Piero Manai, Bruno Munari, Alighiero Boetti, Aldo Mondino, Mario Merz, Marisa Merz, Leonardo Mosso, Laura Castagno, Giulio Paolini, Renata Boero, Ugo Mulas, Fausto Melotti, Jiri Kolar.

Nel 1969 ha l’idea, sostenuta da Giulio Bollati, di una collana che sia luogo d’incontro tra immagine e scrittura, tra letteratura e arte e che si traduce in una serie dal titolo “Einaudi Letteratura”, che “spazia senza limiti. Ed è bellissima anche graficamente, con ogni copertina unica in un modulo riconoscibile”. “dove trovi un Calvino che presenta la pittura [sic!] di Giulio Paolini; Beckett e Bataille…Dove trovi i Concetti spaziali di Fontana tra un Ferlinghetti e un Sanguineti. Dinamismo futurista di Bragaglia insieme a Mandel’stam. Lo splendido Oggetti d’affezione di Man Ray, tra Bragaglia e Breton. Poi Fausto Melotti, Lo spazio inquieto, ancora con un saggio di Calvino, tra Céline e Cortazar.” Oltre a questi, la collana pubblica tra gli altri anche testi fondamentali di Ugo Mulas, Walter Benjamin, Alberto Savinio, Claude Simon, Carlo Emilio Gadda, Francesco Lo Savio, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Luigi Veronesi, Alberto Burri, Luciano Fabro e altri.

Nel 1972 pubblica una delle prime verifiche sullo stato del design italiano nel volume intitolato “Il design in Italia 1945-1972”, pubblicato da Giulio Einaudi. Si lega così ad una generazione di architetti e designer italiani tra cui Achille Castiglioni, Bruno Zevi, Bruno Munari, Marco Zanuso, Roberto Sambonet, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, Vittorio Gregotti e molti altri.

Da sinistra a destra seduti Marco Zanuso, Paolo Fossati e Lea Vergine, in piedi Roberto Sambonet e Guido Sambonet. Foto di Carla Cerati.

È l’ideatore (insieme a Federico Zeri e Giovanni Previtali) e curatore con Giulio Bollati dell’impresa enciclopedica della “Storia dell’arte italiana” Einaudi, che viene annunciata nel 1972, in 12 volumi e 14 tomi, e pubblicata dal 1978 fino al 1983.

Ha insegnato Storia sociale dell’arte e Metodologia della critica d’arte presso l’Università di Bologna DAMS dal 1974, e Storia dell’arte alla Facoltà di Magistero all’Università di Parma (1976-1979); è stato professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (1987-1989), docente di Storia dell’arte contemporanea alla Scuola Normale di Pisa, presso cui ha tenuto seminari all’interno del corso di Storia della critica d’arte di Paola Barocchi (1990-1995) e professore a contratto di Storia dell’arte contemporanea al Politecnico di Torino (1989 -1991). Ha scritto intensamente per tutta la vita.

È morto a Torino il 26 ottobre 1998 ed è sepolto nel cimitero di Pozzolo Formigaro, paese di origine del padre, “in un brutto giorno, tra la pioggia e la nebbia”, come ha ricordato Andrea Emiliani in occasione della giornata di studi in onore di Paolo Fossati, ospitata alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino nel novembre 2010 (intervento pubblicato nel volume a cura di Miriam Panzeri L’intellettuale mal temperato, Accademia University Press, Torino 2015).

“La vasta cultura e la visione scettica del mondo (soprattutto sulla propria posizione operativa) lo hanno sollecitato a proseguire le sue indagini sempre più a fondo, non perdendo mai di vista l’oggetto dei suoi studi, libro, pittura, scultura che fosse. Infatti, l’analisi, per Fossati, era da operarsi sulla concretezza dell’opera, tanto da ritenere di non avere propensioni teoriche bensì di basarsi su interpretazioni fortemente testuali. In fondo, un grande lettore. Nonostante la sua voglia di destabilizzare chi lo ascoltava, di costringere il lettore a mettere e a mettersi in discussione, ed anzi proprio per questo, poiché le sue provocazioni, le sue uscite contro tutto ciò che era ed è comunemente accettato (l’esistenza estensiva delle avanguardie, per esempio), non erano mai boutades senza un fondato riscontro di studio, Fossati ha lasciato un vuoto non solo nell’ambiente culturale torinese, ma in quello italiano.”

Note

  1. ↑ Gianni Contessi, Per Paolo Fossati, su obelix.cisi.unito.it, Turin Dams Review. URL consultato il 25/6/2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ↑ Adriano Prosperi, Paolo Fossati, una vita all'Einaudi per i libri degli altri, su archiviostorico.corriere.it, Corriere della Sera. URL consultato il 25/6/2014 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  3. ↑ Gianni Contessi e Miriam Panzeri (a cura di), Officina torinese : gli scritti giovanili di Paolo Fossati sull'arte nelle cronache de l'Unita 1965-70, Torino, Nino Aragno, 2010, ISBN 9788884194824.
  4. ↑ Marco Belpoliti, Fossati, Paolo 1938 - 1998, su openlibrary.org, Manifesto. URL consultato il 25/6/2014.
  5. ↑ Michele Dantini, L’antologia degli scritti di Paolo Fossati, tra arti figurative e letteratura, su ilfoglio.it. URL consultato il 1º marzo 2025.
  6. ↑ Einaudi, Giulio, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  7. ↑ Ernesto Ferrero, Ritratto di un einaudiano perfetto, in Miriam Panzeri (a cura di), L’intellettuale mal temperato, Torino, Academia University Press, 2015, ISBN 978-88-99200-13-8.
  8. ↑ Sileno Salvagnini, Memoria continua. La straordinaria figura dello storico dell'arte Paolo Fossati, su artantide.com. URL consultato il 25/6/2014 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2019).
  9. ↑ Gianni Contessi e Miriam Panzeri (a cura di), Paolo Fossati. La passione del critico. Scritti scelti sulle arti e la cultura del Novecento, Milano, Mondadori Bruno, 2009, ISBN 978-8861592872.

Altri progetti

Bibliografia

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 109465024 · ISNI (EN) 0000 0001 1081 9974 · SBN CFIV002473 · LCCN (EN) n79079483 · GND (DE) 122710681 · BNF (FR) cb12024736r (data) · J9U (EN, HE) 987007426507005171 · CONOR.SI (SL) 141647715