| Penteo | |
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| Nome orig. | Πενθεύς |
| 1ª app. in | Le Baccanti |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Tebe |
| Professione | re di Tebe |
Penteo (in greco antico Πενθεύς?, Penthéus) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Tebe.
Fu il padre di Oclaso.
Penteo successe a Cadmo sul trono di Tebe e proibì il culto di suo cugino Dioniso che imprigionò convinto di imprigionare solo un suo seguace. Dioniso però riuscì a liberarsi e lo convinse a travestirsi da donna per spiare i riti bacchici sul monte Citerone, dove le donne (tra cui sua madre Agave e le sue zie Autonoe ed Ino) lo scambiarono per un animale selvatico e lo uccisero in preda al furore bacchico.

Penteo fu un uomo violento e bestemmiatore che rifiutava di riconoscere la divinità di Dioniso. L'indovino Tiresia lo avvertì delle conseguenze della sua empietà, ma Penteo non lo ascoltò e lo cacciò via. Quando Dioniso arrivò a Tebe, Penteo si infuriò e decise di reprimere il culto del dio, arrivando a imprigionare Acete, un ex pirata divenuto seguace di Dioniso.
Penteo, sempre accecato dalla sua rabbia e superbia, decise di andare personalmente sul monte Citerone per spiare i riti bacchici, ma venne scoperto dalle Baccanti, tra cui sua madre Agave e le sue zie Ino e Autonoe, che, in preda al furore bacchico, lo scambiano per un animale selvatico e lo uccisero. La scena culminò con Agave che, in preda alla follia, portò la testa di Penteo tra le mani, credendo di aver catturato un leone.
Penteo è il vero protagonista delle Baccanti di Euripide (tragedia scritta nel 407-406 a.C.). Il suo ruolo nella tragedia si evolve col dispiegarsi della trama: nella prima parte è il superbo re di Tebe che compie un atto di hybris disprezzando ostinatamente i riti di Dioniso e perseguitando il dio e i suoi seguaci; nella seconda parte (dopo la rhesis del messaggero che narra la sua morte per mano della madre) diviene “Penteo l'infelice”.
Una tragedia di Eschilo intitolata Penteo è andata perduta.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 166130647 · LCCN (EN) no2014014859 · GND (DE) 143240374 · BNF (FR) cb16572038g (data) · J9U (EN, HE) 987007600035505171 |
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