Il nome del genere potrebbe derivare dalla parola "petraeus" (amante delle pietre) ma potrebbe essere dato in ricordo di Robert James, Lord Petre (1713-43), patrono della botanica.
Il portamento delle specie di questo genere è formato da liane arrampicanti o arbusti o alberi con rami affusolati. Non sono piante aromatiche.
Le foglie lungo il caule hanno normalmente una disposizione opposta a 2 a 2, e ogni verticillo fogliare è ruotato di 90° rispetto a quello sottostante. Sono presenti anche verticilli fogliari. Le lamine, picciolate, in genere hanno delle forme lanceolate.
X, K (5), [C (2+3), A 2+2 o 2] G (2), (supero), drupa/2 nucule
Il calice, simile ad una corolla, è gamosepalo con delle forme da tubolari a campanulate e termina con 5 lobi più lunghi della parte tubolare (in Xolocotzia i lobi si estendono oltre la corolla). La superficie è costoluta e con venature reticolate. Può essere presente anche una stretta coroncina (altezza da 0,4 a 3,5 mm) situata alla base dei lobi del calice ("calice interno"), i cui lobi si alternano a quelli del calice vero e proprio. Il calice è colorato di blu, violetto, porpora o bianco.
La corolla, gamopetala e più o meno attinomorfa, è ipocrateriforme e termina con 5 lobi ruotati. Il tubo talvolta può essere urceolato o imbutiforme. I colori della corolla sono blu, porpora e bianco.
L'androceo è composto da quattro stami, appena sporgenti, subdidinami fertili e adnati più o meno nella metà della corolla (sono epipetali). Talvolta è presente un quinto stame di tipo staminoide. I filamenti sono molto corti. Le antere sono dorsofisse; il tessuto connettivo è dilatato. Le teche sono introrse e parallele. La deiscenza è longitudinale. Un disco nettarifero è presente attorno all'ovario. La struttura del polline varia notevolmente da genere a genere; in questa tribù i granuli pollinici sono generalmente tricolpati (brevicolpati); la forma varia da oblata (l'asse polare è più corto di quello equatoriale) a suboblata. Le fessure sono larghe con apici appuntiti e con ispessimento marginale. La struttura dell'esina è tectata-perforata con un reticolo grossolano.
Il gineceo è formato da un ovariosupero monocarpellare (per aborto del secondo adiassale carpello). Il carpello è biloculare per la presenza di un falso setto mediano con 2 ovuli. Gli ovuli, a placentazione assile, sono subanatropi, fissati nella parte superiore del loculo (il falso setto) in modo pendente (ovuli penduli); inoltre hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo è deciduo o persistente con uno stigma debolmente bilobato e obliquo oppure subcapitato.
I frutti sono delle drupe subcarnose, biloculari (a 2 pireni) con 2 semi per pirene oppure un loculo con un seme per aborto dell'altro. Il frutto è racchiuso nel calice accrescente.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). Sono possibili anche dispersioni tramite altri animali (dispersione zoocora) in quanto alcuni frutti sono appetibili.
Distribuzione e habitat
La distribuzione delle specie di questo genere è centro-americana con habitat tropicali.
Petrea è l'unico genere della tribù Petreeae. In passato veniva riconosciuto in questo raggruppamento anche il genere Xolocotzia, attualmente posto in sinonimia con Petrea.
Nella struttura filogenetica della famiglia la tribù Petreae occupa il posto "basale", quindi è "gruppo fratello" al resto della famiglia, ossia è il primo gruppo ad essersi evoluto nel'ambito delle Verbenaceae. Si valuta che questo evento sia avvenuto circa 42 milioni di anni fa.
Note
123(EN) Petrea, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 4 ottobre 2025.
↑Tavole di Botanica Sistematica, su dipbot.unict.it, p.Verbenaceae. URL consultato il 27 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2009).
↑The families of flowering plants, su delta-intkey.com, p.Verbenaceae Jaume St-Hil.. URL consultato il 28 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2017).
↑(EN) Xolocotzia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 4 ottobre 2025.
Hannah E. Marx, Nataly O ’ Leary, Yao-Wu Yuan, Patricia Lu-Irving, David C. Tank, María E. Múlgura, and Richard G. Olmstead, A MOLECULAR PHYLOGENY AND CLASSIFICATION OF VERBENACEAE, in American Journal of Botany, vol.97, n.10, 2010, pp.1647-1663 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2015).
Nataly O ’ Leary, Caroina Isabel Calvino, Susanna Martinez, Patricia Lu-Irving, Richard G. Olmstead e Maria Ema Mulgura, E VOLUTION OF MORPHOLOGICAL TRAITS IN VERBENACEAE, in American Journal of Botany, vol.99, n.11, 2012, pp.1778-1792 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2017).