Ping-o-tronic

Ping-o-tronic
console
ProduttoreZanussi/Sèleco
TipoConsole dedicata da tavolo
GenerazionePrima
In vendita1974
Dismissione1983 (inclusa Play-o-tronic)
Unità vendute1 000 000 (inclusa Play-o-tronic)
SuccessorePlay-o-tronic
Caratteristiche tecniche
Supporto di
memoria
Nessuno
Dispositivi
di controllo
Paddle, pistola ottica (opzionale)
Servizi onlineAssenti

Il Ping-o-tronic (stilizzato Ping·o·tronic) è una console per videogiochi di prima generazione prodotta dalla Zanussi e uscita con il marchio Sèleco nel tardo 1974. Nella modalità di gioco è simile a Pong. Fu la prima console di produzione italiana. A dicembre 1974 era in vendita a 49.000 lire.

Il 21 aprile 1975 Zanussi ottenne la licenza per implementare il gioco di Pong da Sanders Associates.

Caratteristiche

Si presenta in un contenitore plastico arancione e bianco dotato di un alloggiamento per i due paddle, che sono bianchi e dotati di un pulsante. La logica di controllo è basata su tre chip 7400. I giochi utilizzabili sono soltanto tre, simili fra loro: Pong a due giocatori, lo squash in giocatore singolo e una modalità dimostrativa dove la console gioca contro sé stessa.

Di questa console esistono numerose versioni, contrassegnate dalle sigle PP-1 fino a PP-10. Nella maggior parte di queste versioni, non si hanno significative differenze per l'utente finale; sono modifiche o miglioramenti tecnici a livello implementativo. A partire dalla PP-5 invece si ha un nuovo slot a cui si può collegare un fucile elettronico che permette di giocare a un nuovo gioco di mira. Tale accessorio si chiama Gun-o-tronic (stilizzato Gun·o·tronic) ed è modellato sul Winchester. È una delle poche console realizzate a componenti discreti che permettesse di giocare a un gioco di mira; le sole altre console conosciute erano Magnavox Odyssey e Philips Tele-Spiel ES-2201.

Ping-o-tronic, vista dell'interno: componenti discreti e 3 chip 7400
Ping-o-tronic: schermata di gioco (malfunzionante)

Sviluppo

La Zanussi fu tra le prime aziende a capire che si sarebbe consolidato l'interesse del pubblico per le console, e anche a ottenere dalla Magnavox la regolare licenza per sfruttare il loro brevetto sui videogiochi di palla e racchetta; al contrario di Atari, che producendo il suo Pong senza licenza incorse in problemi legali con la Magnavox. La Zanussi depositò in Italia un proprio brevetto dell'architettura a componenti discreti di Ping-o-tronic il 23 luglio 1974, con il titolo Perfezionamento ai circuiti elettronici per la generazione di effetti speciali nei sistemi visualizzatori di simboli su un cinescopio, particolarmente per giochi televisivi. Il suo progetto infatti apportava delle migliorie originali ai precedenti videogiochi stile ping pong: azioni di gioco più raffinate, grazie alla possibilità di dare colpi a effetto, ed effetti sonori dei colpi più realistici, grazie a un suono di "oscillazione smorzata" anziché il banale treno di impulsi usato in precedenza. Il brevetto accredita il progetto a Dino Masili, che alla Zanussi ricoprì diversi ruoli direttivi di ricerca e sviluppo tra il 1969 e il 1984.

Play-o-tronic

Play-o-tronic

Nel 1977 Zanussi produsse e vendette un nuovo modello di console simil-Pong che prende il nome di Play-o-tronic, che fu stilizzato Play·o·tronic. Diversamente dalla precedente console (costruita con componenti discreti), questa era costruita a partire dal singolo chip AY-3-8500 della General Instrument. Il corpo della console è grigio chiaro nella parte superiore e inferiore mentre le rimanenti parti sono nere. Come la precedente è dotata di un alloggiamento per i due paddle rimovibili bianchi, identici a quelli del precedente modello.

La console permette di giocare ai sei giochi presenti sul chip premendo uno dei sei tasti arancioni contrassegnati da uno a sei. I sei giochi sono:

Zanussi ha riportato di aver venduto 21.514 unità nei mesi di ottobre, novembre e dicembre dello stesso anno per un totale di 620.408.000 lire, di cui il 5,5% andarono in diritti a Sanders Associates (34.122.440 lire).

La console è stata anche venduta per corrispondenza in Germania dall'azienda tedesca Quelle, che la rimarchiò con il nome UNIVERSUM TV Multi-Spiel.

Concorrenza

Oltre al suddetto duo, furono presenti all'epoca anche altre console simil-Pong di produzione originale italiana, tra cui: il LEM 2000 (della Cabel Electronic), il RE.EL. Giochi TV (della Re-El, Reggiana Elettronica), il Tele-Partner (della Giochi Televisivi), e la Polistil Video Games (della Polistil).

Note

  1. 1 2 Riapre Sèleco, e la tv torna a parlare l’italiano, su tomshw.it.
  2. 1 2 3 (EN) Zanussi - Ping-O-Tronic Advertisement, su pongmuseum.com. URL consultato il 2 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2018).
  3. ↑ (EN) Foto riportante la data di collaudo di una di esse: 7 novembre 1974 (JPG), su commons.wikimedia.org.
  4. ↑ (EN) Donovan Tristan, Hardware Glossary, in Replay, The History Of Video Games, Lewes (Regno Unito), Yellow Ant, 2010, ISBN 978-0-9565072-2-8.
  5. ↑ La Stampa.
  6. 1 2 Catalogo Zanussi.
  7. 1 2 3 4 Andrea Pachetti, L'Italia e i brevetti dei videogiochi, su quattrobit.substack.com, 14 ottobre 2025. Articolo previsto per Retro Computer 10, ma la rivista chiuse.
  8. ↑ (EN) Zanussi, su pong-story.com.
  9. ↑ (DE) Universum Multi-Spiel, su pong-picture-page.de. URL consultato il 2 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2007).

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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