La famiglia Piscicelli (inlatinoOlopisces; denominata anche impropriamente Capece Piscicelli) è stata una famiglia nobileitaliana.
Durante la sua storia esercitò cariche militari, ecclesiastiche e politiche preminenti nel Regno di Napoli, confluendo ed estinguendosi nelle famiglie De Vito-Piscicelli e Piromallo-Capece Piscicelli.
Storia
«E questa è l'una questione, l'altra è, che potrebbe dire de' Sannazzari di Pavia, e quella de' Piscicelli di Napoli, che sono e gli uni, e gli altri nobilissimi nelle loro patrie.»
Le prime notizie della famiglia risalgono all'età del Ducato bizantino (VIII-XI secolo), quando è attestata tra le famiglie magnatizie napoletane. Il suo primo esponente documentato è Leodoro, nel 977 generale della cavalleria dell'imperatore Basilio II (976-1025).
Successivamente, con l'instaurarsi del potere normanno degli Altavilla, sotto i regni di Ruggero II (1130-1154) e Guglielmo il Buono (1166-1189), la famiglia affermò la sua presenza con l'impegno militare nella lotta contro l'offensiva saracena, in ruoli diplomatici relativi al rapporto con il papato, nell'assetto istituzionale come consiglieri del Regno e nell'esercizio della carica arcivescovile.
Il suo peso politico venne ribadito anche dopo l'ascesa al potere degli Svevi con l'imperatore Enrico VI (1195-1197).
La famiglia raggiunse poi la massima rilevanza nell'età angioina ed aragonese (1266-1495), quando vari suoi componenti esercitarono ruoli di potere sia militari che sociali e politico-istituzionali: lungo tutto quest'arco di tempo vari Piscicelli furono in stretto rapporto personale con i sovrani, fecero parte del consiglio della Corona ed esercitarono cariche di comando territoriale e di governo ecclesiastico.
Nel XVI secolo, con il passaggio sotto la sovranità spagnola, venne meno l'autonomia politica del Regno. Vari membri della famiglia rimasero attivi nelle vicende del tempo, partecipando alle campagne dell'imperatore Carlo V in Italia e in Ungheria e segnalandosi durante il regno di Filippo II, nelle guerre contro gli stati barbareschi della costa africana e nelle Fiandre. Successivamente, col protrarsi dell'amministrazione vicereale spagnola, la famiglia ridusse la sua presenza pubblica, proseguendo privatamente nei luoghi dove avevano sede i suoi interessi e le sue proprietà.
La famiglia nel corso della sua storia ha annoverato 3 viceré e 8 tra cardinali e vescovi.
La famiglia si è estinta in due famiglie che ne portano il nome: verso la fine del XVII secolo nei De Vito-Piscicelli e nel XIX secolo nei Piromallo-Capece Piscicelli.
Albero genealogico
Di seguito sono riportate le genealogie delle tre linee che costituiscono la famiglia Piscicelli, originatesi rispettivamente da Berardo, Nicolò Battista ed Andrea "Andreasso", vissuti tra il XIV e il XV secolo, secondo una ricostruzione degli storici e genealogisti Carlo De Lellis, Filiberto Campanile e Scipione Mazzella.
Versione antica dello stemma della famiglia PiscicelliVersione moderna dello stemma della famiglia Piscicelli
Lo stemma originario della famiglia Piscicelli era trinciato inchiavato d'oro e d'azzurro, composizione che nel corso degli anni fu racchiusa in una banda in campo rosso chiamata girello, con conseguente blasonatura: di rosso alla banda inchiavata d'oro e d'azzurro. Lo scudo fu quindi caricato nel capo con un lambello dorato posizionato centralmente o spostato verso destra rispetto all'osservatore a seconda delle raffigurazioni, divenendo di rosso alla banda cuneata d'oro e d'azzurro, accostata nel capo da un lambello d'oro a tre pendenti. Nella versione moderna la banda è stata resa interamente dorata con la presenza al centro di un carico araldico costituito da un giglio azzurro (blasonatura: di rosso alla banda d'oro, caricata da un giglio d'azzurro ed accompagnata in capo da un lambello di tre pendenti d'oro), spesso sostituito da un anello, un'aquila, una luna, un pesce o una stella del medesimo smalto. L'arma recava talvolta la bordura o la filiera dentate d'oro ed era sormontata dall'elmo ornato con corona e mantello di duca, titolo nobiliare più alto raggiunto della casata, e da una testa di bufalo o di drago nel cimiero.
Feudi e dimore
Capracotta, feudo posseduto con il titolo nobiliare di duca, il più alto raggiunto dalla famiglia Piscicelli
↑Matrimonio tra Chiara Piscicelli e Luigi Acciapaccia.
↑Matrimonio tra Lucrezia Piscicelli e Giovan Camillo Antinori.
↑Matrimonio tra Bardalla Capece Piscicelli ed Enrico Baraballo.
↑Matrimonio tra Giulia Piscicelli e Giovanni Cantelmo.
↑Matrimoni tra Berardo Piscicelli e Giovanna Caracciolo, tra Alogaria Piscicelli e Matteo "Carafa" Caracciolo e tra Martuscella Piscicelli e Gualtiero Caracciolo.
↑Matrimonio tra Mabilia Piscicelli e Pietro Carbone.
↑Matrimonio tra Lauretta Piscicelli e Giovanni Andrea Castelli.
↑Matrimonio tra Antonio Capece Piscicelli ed Eleonora Cavaniglia.
↑Matrimonio tra Adriana Piscicelli e Giulio Comite.
↑Matrimonio tra Giulia Piscicelli e Francesco De Vito.
↑Matrimonio tra Gorello Piscicelli e Covella Dentice.
↑Matrimonio tra Vannella Piscicelli e Cristiano di Effrem.
↑Matrimonio tra Beatrice Piscicelli e Giacomo Filomarino.
↑Matrimonio tra Alfonso Capece Piscicelli e Beatrice Folliero.
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