| Pulsano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Pietro D'Alfonso (lista civica) dal 15-5-2023 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°23′03″N 17°21′17″E |
| Altitudine | 37 m s.l.m. |
| Superficie | 17,27 km² |
| Abitanti | 11 151 (31-5-2026) |
| Densità | 645,69 ab./km² |
| Frazioni | Marina di Pulsano |
| Comuni confinanti | Faggiano, Leporano, Taranto |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 74026 |
| Prefisso | 099 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 073022 |
| Cod. catastale | H090 |
| Targa | TA |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona C, 1 138 GG |
| Nome abitanti | pulsanesi |
| Patrono | san Trifone e Madonna dei Martiri |
| Giorno festivo | 11 febbraio, 7 e 8 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pulsàno (Puzànu o Pusànu o in dialetto salentino) è un comune italiano di 11 151 abitanti della Provincia di Taranto in Puglia.
Comune costiero: sebbene il centro abitato di Pulsano sorga nell'entroterra, il territorio comunale, presso Marina di Pulsano, lungo la Litoranea Salentina, è bagnato dal Mar Ionio per 9 km circa.
Il primo insediamento di popolazioni risale all'età del bronzo ed è il più antico rinvenuto sul Golfo di Taranto.


Pulsano sorge nella parte salentina della provincia di Taranto, 20 km a sud-est dal capoluogo, in una pianura alluvionale compresa fra le Murge Tarantine, il Mar Ionio e il Tavoliere di Lecce. L'escursione altimetrica del territorio comunale è di 44 metri e il centro storico sorge ad un'altitudine di 37 metri s.l.m.. Comune costiero, sebbene il centro abitato disti circa 2 km dal mare, ha una costa frastagliata e ricca di piccole penisole (le "Sette Punte"), che formano a loro volta baie sabbiose. La Marina di Pulsano, un tempo ricca di vegetazione, dopo l'intensa urbanizzazione cui è andata incontro nel XX secolo si presenta ampiamente cementificata. Tra le aree naturali di pregio c'è la grande area boscata del "Bosco Caggione", che degrada sino a ridosso del mare. Quest'area, tuttavia, non è sopravvissuta a fenomeni urbanizzativi, avendo sofferto sin dagli anni settanta di un massiccio abusivismo di villette e seconde case, in parte sanato legalmente, che ne ha fortemente modificato il profilo naturalistico. Il paesaggio è caratterizzato da viti e ulivi secolari.
Il territorio comunale di Pulsano è delimitato a sud dal mar Ionio e confina a ovest e sud-ovest con Leporano, a nord-ovest con Taranto (tramite la frazione San Donato), a nord e nord-est con Faggiano e con la sua frazione San Crispieri, a est e sud-est con un'isola amministrativa del comune di Taranto (alcune zone della quale, come ad esempio i territori di Monticchio, Calapricello e Lido Checcha, sono in agro di Pulsano; altre zone sono in agro di Lizzano) che lo separa dal comune di Lizzano.
L'area della Marina di Pulsano è caratterizzata da un alternarsi di scogliere e cale sabbiose, le principali sono Luogovivo, La Fontana, Le Canne, Montedarena, Ospedale Capparone (o Villa Verde), Pezzarossa, Baia Serrone, Lido Silvana (nel cui golfo è presente un isolotto scoglioso, raggiungibile anche a nuoto, e sulla cui spiaggia sono presenti ancora, seppur in minor numero rispetto al passato, esemplari di ginepro coccolone che pongono le loro radici tra la sabbia), Terrarossa e Lido Checca (ricadente in parte nella suddetta exclave del Comune di Taranto).
Il territorio comunale è attraversato da quattro modesti corsi d'acqua di natura sorgiva a carattere temporaneo: un fiumiciattolo in località Luogovivo; un fiumiciattolo in località Le Canne; il canale Trigna (canalizzato nel tratto che attraversa il quartiere omonimo da cui sorge) che sfocia in località La Fontana; un corso d'acqua che parte dalla fonte sita sulle colline di Faggiano con sorgente alle spalle del Bosco Caggione (a 300 metri dal mare, in una zona una volta considerata come "il beneficio della Madonna dei Martiri") che, passando attraverso esso e sotto la Litoranea Salentina, sfocia presso la spiaggia di Lido Silvana, antistante il bosco stesso (la risorgiva da cui sgorga quest'ultimo corso d'acqua è nota e riportata sulle carte dell'Istituto Geografico Militare con la denominazione di "Sorgente Cannedde").
Pulsano, tra le 18 aree climatiche omogenee pugliesi, è inserita nella zona 6 (che va da Capo San Vito a Nardò, comprendendo il versante orientale della Provincia di Taranto e parte del versante jonico della Provincia di Lecce). L'inverno è generalmente mite e piovoso ma non sono infrequenti le irruzioni di aria fredda da nord (la cosiddetta "sirratina" delle ballate locali) e da est; rarissime sono le precipitazioni nevose, praticamente assenti. Molto calda ed afosa l'estate, con valori che spesso raggiungono, e a volte superano, i 40 gradi. Le precipitazioni in estate sono rarissime.
Vi sono numerose ipotesi circa il toponimo "Pulsano", nato probabilmente in epoca romana o medioevale. L'ipotesi più accreditata sostiene che il termine "Pulsano" deriva da “ab insigni abitantium pulsu”, cioè dal polso forte degli abitanti, o da antichi tornei di polso sano (attualmente conosciuto come "gioco del braccio di ferro") che nobili e benestanti organizzavano in varie occasioni, come Natale, Pasqua o, a volte, nei periodi di vendemmia e mietitura, tra i soldati e i cittadini più forti. Inoltre sembra che l'uso di giocare al gioco del polso sia ancora più antico: si sostiene, infatti, che quando i greci approdarono in queste zone, già dai tempi della Magna Grecia, gli abitanti locali praticavano già questo gioco che, in seguito, nei secoli, fu praticato anche dai legionari pulsanesi per combattere la noia (tuttora in estate, durante la manifestazione "Polso Sano" si svolge un torneo di braccio di ferro tra i rioni pulsanesi per mantenere viva questa tradizione). Un'altra ipotesi è che il toponimo derivi dal nome latino Publicianus (o Plautius), uno dei patrizi romani che fece di questa località la sua residenza estiva (il nome del patrizio potrebbe anche essere stato Publicius che, con il suffisso -anus, che indica appartenenza, avrebbe dato il nome di "proprietà di Publicius" a questa terra). Anche secondo un'altra congettura furono i romani a chiamare il villaggio locale "Pulsanus"; prova di ciò è la frase "militis a pulsu Pulsanus dictus ubique" che indicava un eventuale presidio a difesa della marina o di Taranto. Il nome Pulsanus deriverebbe da "pulsus" (spingere, respingere) o "puls" (polso, inteso come forza, vigore), entrambi seguiti dal suffisso "-anus" (che riguardo alle città, indica possesso e, in questo caso, "Pulsanus" indicherebbe "della respinta" o "della forza"). Ancora, bisogna dire che il nome Pulsano potrebbe derivare da Pule, la porta dell'estrema zona a nord dell'abitato pulsanese (nell'attuale piana della contrada Stigliano) dove venivano impiccati i disertori. Un'ulteriore teoria sostiene che il nome della città sia da cercare nel nome latino fulix, folaga, in quanto il luogo in cui sorge attualmente il paese un tempo era una località paludosa, abitata appunto da folaghe. Dal nome fulix è derivato, sempre con il suffisso -anus citato in precedenza, il nome fulcianus, con cui si indicava il luogo delle folaghe. Per ragioni legate al dialetto, la f di fulcianus venne trasformata in p, divenendo Pulcianus e poi, per traslazione, la località divenne Pulsanus. Infine, altri sostengono, invece, che l'attuale nome Pulsano sia nato almeno nel 1409, prima data utile in cui si ha prova dell'esistenza del termine "Puluetzanon", indicante la zona corrispondente all'attuale Pulsano. Nel 1409, infatti, le terre di Puluetzanon furono lasciate da Gemma, vedova di un funzionario bizantino di Taranto, ai nipoti. Da precisare che più volte, nei vecchi testi, Pulsano è ricordata con il nome di "Pulzano", dalla quale derivano probabilmente gli attuali termini dialettali "puzanese" e "puzanisi", per definire gli abitanti del posto.
Fra il 1948 e il 1952 sull'altopiano della Castelluccia, vicino a Lido Silvana, presso il litorale di Pulsano, è stato scoperto un insediamento preistorico tra i più antichi finora messo alla luce sul golfo di Taranto, risalente al XVI secolo a.C. e collocabile nell'età del bronzo. I ritrovamenti dimostrano che gli abitanti di tale insediamento erano pescatori dediti anche all'agricoltura e avevano consolidate tradizioni culturali e religiose. Con l'arrivo di nuove popolazioni, fra l'XI e il X secolo a.C. la stessa area ospitò un nuovo insediamento, più precisamente nella limitrofa Lido Silvana, presente poi anche in epoca magno-greca e romana. Già prima che le coste della penisola italica entrassero nella sfera d'influenza delle poleis greche (conosciuta come Magna Grecia), il villaggio intratteneva rapporti commerciali con i popoli dell'Egeo come attestato dai numerosi ritrovamenti di ceramiche micenee. Il porto di Pulsano, però, non è stato mai ritrovato perché probabilmente sommerso; alcune tracce nello specchio d'acqua antistante Lido Silvana (sul lato opposto rispetto a dove è situato il villaggio protostorico), però, farebbero pensare al ritrovamento dello stesso e sono attualmente allo studio e alla base, assieme alle strutture rilevate sulla terraferma, di un progetto museale e di parco archeologico; questo permetterà di stabilire con maggiore precisione il ruolo di Pulsano e del suo porto anche nelle successive epoche magno-greca e romana. Significativa anche la produzione ceramica locale, in particolare dei dolii, una sorta di giare analoghe a quelle diffuse negli insediamenti dell'Italia meridionale del bronzo finale, che avevano decorazioni di tipo egeo, miceneo e sub-miceneo. Sempre in epoca antecedente a quella magno-greca, qui sbarcarono gli Iapigi (qui in Salento chiamati Messapi), che non occuparono Pulsano, con la quale intrattenevano alleanze e rapporti commerciali. Intensa era l'attività commerciale, che fu anche alla base di numerosi conflitti dopo l'arrivo degli spartani che riuscirono a farsi spazio sulla costa a nord di Pulsano sottraendo ai messapi prima l'altopiano di Saturo, fondando l'omonima città, e poi il territorio dove avrebbero successivamente eretto Taranto. L'alleanza tra Pulsano, Saturo e messapi (stanziati nell'entroterra, dalle parti di Manduria e Oria) si oppose per diversi anni a Taranto, alleata a sua volta con gli Iapigi del centro-nord Puglia, ovvero Peucezi e Dauni. Dopo l'iniziale sconfitta, i pulsanesi, i messapi e gli abitanti di Saturo riuscirono, dopo 30 anni di sottomissione, a costringere i tarantini ad arretrare il loro campo d'azione fino alla loro isola. Dopo numerose lotte, susseguitesi ancora negli anni, si arrivò ad un'alleanza: Pulsano fu ridimensionata (diventando probabilmente un insediamento a difesa di Taranto) ed annessa così alla Magna Grecia mentre Saturo scomparve; entrambe le località, inoltre, diventarono sede di residenze estive di nobili tarantini. Si arrivò all'alleanza in quanto incombeva sulla zona la minaccia di Roma, che comunque riuscì, successivamente, a comprenderla nella propria sfera d'influenza. Il re dell'Epiro, Pirro, si servì del porto di Pulsano per sbarcare, con le sue truppe, a difesa della zona in questo periodo. Successivamente, sulla costa sorsero numerose villae romane, alcune delle quali tuttora visibili (come quella di Lido Silvana), in quanto i Romani, come precedentemente i Greci, fecero di Pulsano località di villeggiatura, godendo del mare e del vino locale. Nella zona marina, oltre al villaggio preistorico della Castelluccia con le sue necropoli con tombe "a grotticella" (ricavate cioè in piccole grotte, nel bosco retrostante) e al successivo insediamento di epoca magno-greca e romana di Lido Silvana con annessi resti di una villa romana (o, si pensa, di una struttura portuale) e di un mosaico romano scoperto casualmente nel 1964 da turisti tedeschi, sono stati ritrovati resti di due navi (una romana e l'altra, si presume, greca) di tre ancore romane e di una necropoli di mammuth, sempre nei pressi dei predetti insediamenti. Da ricordare anche Aulonia (che, secondo alcuni ritrovamenti, sorgeva nell'attuale località Luogovivo, sulla costa pulsanese) famosa per il suo vino ma della quale, tuttora, si sa ben poco. Ancora resti sono presenti nei pressi della sorgente del Fiume Cannedde, dietro il Bosco Caggioni: le vestiglie di tale "Pulizano" (vi sono tracce di una piccola chiesa bizantina che conservava l'immagine scolpita e dipinta della Madonna di Costantinopoli, poi Madonna dei Martiri, ora custodita all'interno dell'ex Convento dei Padri Riformati di Pulsano). Infine, alcuni ritrovamenti nell'entroterra, nella zona ovest del paese, hanno attestato la presenza di un villaggio risalente alla preistoria, più precisamente al periodo del neolitico (intorno al 4000-6000 a.C.), in epoca antecedente rispetto ai suddetti villaggi sul mare.

Nell'entroterra, il castello, inizialmente formato dalla sola Torre Quadrata (o Torre Massima) che attualmente si affaccia su Piazza Castello, era adibito a tenuta di caccia. Nel 1100 la popolazione locale, probabilmente spinta dalle continue scorribande dei pirati, si spostò dalla costa verso l'interno e trovò rifugio dapprima nella zona corrispondente all'attuale rione Scorcora (ove vi sono grotte sotterranee) e poi nell'allora unica torre del castello, non visibile dalla costa.

Successivamente, il castello prese il nome di "De Falconibus" prende il nome dalla famiglia che lo ha ampliato e portato alle dimensioni attuali (a volte ricordata come "delli falconi" o "de li falcuni"). Nel 1326 Renzo De Falconibus morì durante la difesa di Pulsano da un assalto in un tratto di costa che da allora si chiama Terrarossa, in ricordo del sanguinoso evento. Nel 1480 le truppe pulsanesi, capitanate da Giovanni Antonio Delli Falconi (figlio di Marino, colui che portò il castello all'attuale stato), parteciparono alla spedizione ad Otranto per difendere il Salento dagli attacchi dei turchi. Giovanni Antonio Delli Falconi fu incaricato dal re di Napoli, assieme al tarantino Francesco Zurlo, di prendere il comando della situazione ad Otranto. Dopo aver tentato di affrontare la minaccia turca (numericamente eccessivamente superiore) e dopo aver tentato di trattare la pace, i 2 capitani decisero di chiudere la cittadinanza in città e tentare la resistenza. Dopo 2 settimane, Otranto cedette e i turchi la conquistarono. Tra i tantissimi morti vi furono anche i 40 soldati pulsanesi, compreso il rampollo De Falconibus (a cui successe suo fratello Cosimo, o "Cosma", De Falconibus; l'altro fratello, Raffaele, era ambasciatore degli aragonesi in Francia). La città fu liberata solo un anno dopo, l'8 settembre 1481, giorno in cui a Pulsano si festeggia la Madonna dei Martiri, in ricordo dei pulsanesi morti lì. Sempre nel 1481, il già gravemente malato sultano ottomano Maometto II fece recapitare, prima della sua morte, una statua della Madonna dei Martiri al castello di Pulsano in onore al gesto eroico compiuto dai pulsanesi ad Otranto; quella statua è ancora onorata e portata in processione oggigiorno assieme a quella di San Trifone durante i festeggiamenti per le festività patronali. Nel 1980 le autorità pulsanesi incontrarono quelle otrantine per ricordare i martiri di quell'epica vicenda. Ad Otranto, nel centro storico, vi è inoltre una via intestata a Giovanni Antonio Delli Falconi, di fronte ad una via intestata all'altro capitano, il tarantino Francesco Zurlo. Sul finire del XVI secolo gli spagnoli edificarono una torre di avvistamento costiera denominata "Torre Castelluccia", sull'altopiano che porta lo stesso nome. Questa torre, insieme alle altre fatte edificare dagli spagnoli in tutto il Salento, fu costruita come difesa dall'incombente rischio di invasioni saracene (anche un'altra torre era presente in territorio pulsanese, a nord della Castelluccia; tale torre risulta oggi scomparsa). Pulsano fece parte dell'Impero Bizantino (VI-XII secolo d.C.) e successivamente del Principato di Taranto all'interno del Regno di Sicilia (XII secolo - 1262) prima e del Regno di Napoli (1262-1816) poi.

Nel 1647 la popolazione si rivoltò contro i Muscettola (che nel 1617 avevano acquistato i feudi di Pulsano e della contigua Leporano) per le alte imposte; questo evento è noto, nei libri di storia locale, come "rivoluzione pulsanese". L'epidemia di peste del 1656 ridusse significativamente la popolazione. I violenti terremoti del 5 agosto 1742 e del 20 febbraio 1743 furono probabilmente la causa del definitivo abbandono degli insediamenti costieri (in mare vi sono tracce di vecchie pavimentazioni). Tra il Settecento e l'Ottocento nei territori di Pulsano e Leporano si sviluppò notevolmente la cotonicoltura; in questo periodo sorsero molte norie (dette 'ngegne nel dialetto locale), strutture ancora visibili dotate di impianti di sollevamento idrico a trazione animale. Pulsano ebbe anche una propria costituzione che fu promulgata dal principe Giovanni Antonio Muscettola spinto dagli accesi ideali patriottici dei pulsanesi, dovuti ad un assetto carbonaro piuttosto consolidato nella cittadina. Giovanni Giannone, sindaco per otto volte, salvò a sue spese la cittadina dal colera, acquistando quintali di calce da spargere per tutto il paese come antisettico. A livello statale, passò dal Regno di Napoli al Regno delle Due Sicilie (1816-1860) e, poi, al Regno d'Italia, l'attuale Repubblica Italiana (1860-oggi). Con l'eversione della feudalità nel Regno di Napoli (1806), fu istituito il comune di Pulsano, che fino al 1820 comprese anche l'abitato di Leporano. Prima che, nel 1860, circondari e distretti fossero aboliti, Pulsano faceva parte del circondario di San Giorgio all'interno del distretto di Taranto nella Provincia di Terra d'Otranto (poi Provincia di Lecce). Nel 1923 Pulsano entrò a far parte dell'istituenda Provincia dello Jonio (dal 1951 provincia di Taranto), ricavata proprio dall'abolito distretto di Taranto. Quando, in assemblea costituente, si stabilì per la prima volta la nascita dell'ente "regione", la Puglia e il Salento erano divise e Pulsano faceva parte di quest'ultima; poi, all'attuazione vera e propria delle regioni, la regione Salento venne annessa alla Puglia (con conseguenti tentativi, negli anni, di separazione). Il 25 giugno 2001 un incendio ha devastato 48 ettari del Bosco Caggione di Lido Silvana, distruggendo molte abitazioni e alcuni esercizi commerciali e colpendo l'intero settore turistico della cittadina.
Il nuovo stemma cittadino differisce dal vecchio, di quasi tutte le caratteristiche, ad esclusione degli elementi interni allo scudo,che sono stati ridisegnati uguali al precedente. La corona, non più a coda di rondine, (caratteristica dei comuni ordinari) ma turrita, con 5 torri visibili, spettante ai comuni insigniti del titolo di città.
Le caratteristiche dello stemma e del gonfalone del Comune sono le seguenti:


Abitanti censiti

La popolazione straniera ammonta a 193 unità.
ma si 'rinnì ti retu, alla štrascina
ti fierru e ti cimentu 'nkannatori
ka è 'cisu vosku, mari, cielu e korj.»
Oltre all'italiano a Pulsano si parla il dialetto pulsanese, una variante del dialetto salentino di tipo brindisino sensibilmente diversa rispetto al dialetto tarantino. In particolare Pulsano è il centro più settentrionale sul lato ionico che conserva le -u finali, che già a Leporano sono conguagliate ad "e muta" o "scevà/schwa" per via dell'influsso del tarantino.[senza fonte]
A Pulsano, tra le varie ricorrenze religiose, vengono celebrate la Processione dei Misteri del venerdì Santo e la festa patronale di San Trifone il 7 e l'8 settembre.
Rinomato in molte aree del Salento è il racconto popolare de "la zita ti Pusanu". Ne segue il detto "È 'ccappata comu la zita ti Puzanu" (è rimasta come la sposa di Pulsano), ad indicare una persona che resta di stucco per un evento fortemente agognato, ma poi svoltosi in modo completamente diverso da come se l'era aspettato.
Dal 1982 si tiene nel paese la rievocazione storica "Polso Sano", con sfilate in abiti tradizionali e competizioni tra i vari rioni pulsanesi. La sfilata rievoca un avvenimento della storia pulsanese: nel 1407 la contessa di Lecce e principessa di Taranto Maria d'Enghien (vedova del principe di Taranto Raimondo Orsini Del Balzo, al quale matrimonio Falcone De Falconibus venne chiamato ad essere testimone) e l'angioino re del Regno di Napoli Ladislao di Durazzo, neo-sposi, dopo aver trascorso la prima notte di nozze in una casa in possesso di Marino De Falconibus nella città vecchia di Taranto, raggiunsero in viaggio di nozze il feudo di Pulsano ospiti dello stesso barone Marino (segretario di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, figlio del defunto Raimondo e di Maria d'Enghien), soggiornarono nel castello, incontrarono qui i baroni del Salento, si divertirono con la caccia al cinghiale e passeggiarono lungo le vie cittadine assistendo, in serata, a sfide al gioco del polso tra alcuni soldati pulsanesi e i cittadini.
La biblioteca comunale è intitolata a "Piero Mandrillo", figura di spicco del panorama culturale pulsanese. Fu istituita nel novembre 1958 con un patrimonio librario di circa 1 000 volumi e della raccolta delle Leggi e Decreti del Regno delle Due Sicilie e quella dello Stato Italiano. Ospitata in passato presso il Castello De Falconibus, Palazzo Giannone e l'ex sala consiliare del Municipio, oggi ha sede presso l'ex Convento dei Padri Riformati. La biblioteca dispone di circa 7 000 volumi, tra le quali un cospicuo numero di pubblicazioni dell'Ottocento e di edizioni antecedenti al 1945. Sono inoltre presenti interessanti biblioteche presso le sedi scolastiche, e di particolare interesse è quella della Scuola Giannone, avviata subito dopo la costruzione dell'edificio negli anni '50.
Il Museo dell'Arte Contadina "Papale", ubicato in un'ex manifattura di tabacchi alla periferia del paese contiene circa 500 pezzi. Si prevede inoltre l'istituzione di un polo museale pulsanese in quanto il Convento dei Padri Riformati (cd. "palazzo della cultura") è al centro di un progetto che vorrebbe istituire in esso un Museo Archeologico che ospiterebbe i resti rinvenuti presso gli insediamenti portati alla luce sulla costa pulsanese (dove, tra l'altro, vi è un progetto di parco archeologico). In tal senso interessante è anche una collezione privata di oltre 200 vasi di età arcaica, classica e medievale. I progetti che riguardano la rivalutazione del Mulino Scoppetta, la ripavimentazione del centro storico, l'isolamento del castello (attualmente circondato per tre quarti del suo perimetro da abitazioni) e la sistemazione dell'abitazione del monaco camaldolese Benedetto Calati contribuirebbero anch'essi alla rivalutazione storica di Pulsano.
La prima emittente radiofonica locale è stata "Radio Tele Mare (RTM) 103.100 MHz", che ha trasmesso dal 1978 al 1984, in concomitanza con le prime stazioni radiofoniche provinciali accanto alle primissime emittenti libere nazionali. Altre emittenti sono state "Radio Mare 2", "Radio TEMPO Stereo", "Radio Pulsano Centrale", "Radio Oasi Stereo Pulsano". Nell'editoria stampata, svariate iniziative si sono succedute dal secondo dopoguerra ad oggi. Tra le prime citiamo il settimanale di attualità cittadina "Blue Sky", edito negli anni '50, sino al settimanale "La Controra" degli anni novanta. Il mensile "Il Taccuino", fino al 2011, si è occupato di Pulsano. Inoltre è stato istituito il bimestrale comunale "LuogoVivo" (per il nome ci si è ispirati ad una località della Marina di Pulsano) che parlerà dell'attività dell'amministrazione comunale. Nel campo culturale, dopo una ristrutturazione di circa un decennio, alla fine del 2009 è stato riaperto il piccolo teatro "Palatrappito" (chiamato così in quanto sorge dove in passato vi era un frantoio, "trappitu" in dialetto locale). Il teatro, dopo la ristrutturazione, è stato intitolato allo storico pulsanese Andrea De Marco. Sono stati girati a Pulsano, interamente o in parte, i seguenti film:
Sono stati girati a Pulsano, interamente o in parte, i seguenti video musicali:
Durante l'estate pulsanese si tengono numerose sagre che permettono di degustare i piatti e i prodotti tipici della zona. Tra i prodotti tipici ricordiamo pasta, pesce, frutta (e in particolar modo i fichi, i fichi d India e l'uva), patate, ortaggi, formaggi (caciotte, ricotta e caciocavallo), oli e vino. Pulsano è una delle tappe lungo la Strada del Vino e la Strada dell'Olio; le due strade collegano i centri di produzione di vino e olio della parte salentina della Provincia di Taranto. Per il vino, Pulsano fa parte della Strada del vino DOC Lizzano e Primitivo di Manduria assieme, oltre ai restanti comuni salentini della provincia di Taranto, ad Erchie, Oria e Torre Santa Susanna, in Provincia di Brindisi; si producono, tra gli altri, il Primitivo e il Negroamaro. Per l'olio, qui si produce come in tutta la provincia di Lecce, come in parte di quella di Brindisi e come nella restante parte orientale della provincia di Taranto, l'olio salentino, cioè l'Olio Terra d'Otranto DOP, a differenza dei paesi della parte occidentale della provincia di Taranto (e dello stesso capoluogo) dove si produce l'Olio Terre Tarentine. Importante anche la produzione di dolciumi.
I rioni di Pulsano sono:
Molti dei rioni erano soltanto delle contrade di campagna ma, a seguito dell'urbanizzazione, sono stati inclusi nel centro abitato. La zona marina e le campagne sono suddivise in numerose contrade. Oltre alle contrade che danno o prendono il nome dalle spiagge della costa (Lido Silvana, Pezzarossa, Ospedale Capparone, Montedarena, Le Canne, La Fontana, Luogovivo ecc.), si ricordano, tra le altre, la contrada Bosco Caggione (che prende il nome dal grande bosco ivi situato), Villanova, Monteparasco, La Fosa e La Palata.

Il comune è stato inserito nell'elenco regionale dei comuni ad economia prevalentemente turistica e città d'arte, e ha ottenuto il riconoscimento "Bandiera Blu"
Fra i rami economici prevale quello terziario, soprattutto per la vocazione turistica della città. Importanti anche le attività commerciali, sostenute da oltre 220 ditte e quasi 340 addetti. Nei servizi predominano quelli della ricettività.
La campagna pulsanese è destinata principalmente alla coltivazione della vite, dell'ulivo e del grano. Si stima che la produzione di uva sia di circa 70 000 quintali e quella di olive di qualche migliaio di quintali. Vi sono alcuni frantoi oleari e tre cantine sociali, che assicurano una produzione di 20 000 ettolitri di vino. Nelle masserie sparse nelle campagne si allevano pecore, mucche e galline. La pesca è discretamente sviluppata, ma copre un ruolo marginale nell'economia cittadina.
L'industria ricopre un ruolo poco rilevante nell'economia pulsanese. La zona industriale ospita prevalentemente industrie locali. Si distinguono particolarmente i comparti agroalimentare, carpenteria metallica e lavorazione del legno.
L'industria turistica è uno dei principali attori economici del territorio e conta su una pluralità di strutture ricettive che assicurano l'accoglienza di un flusso di 70 000 persone. rendendo il comune tra i primi della provincia per strutture ricettive.
La principale arteria stradale che attraversa il comune è la SP121 Litoranea Salentina.
Il comune di Pulsano è membro dell'Unione di comuni "Terre del Mare e del Sole" assieme ai comuni di Leporano, Fragagnano, Lizzano, Torricella, Maruggio ed Avetrana.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 13 ottobre 1988 | 26 novembre 1990 | Domenico Marrulli | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 26 novembre 1990 | 14 marzo 1992 | Pasquale Aldo Menna | Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 14 marzo 1992 | 7 giugno 1993 | Luigi Bisignano | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 7 giugno 1993 | 28 aprile 1997 | Pietro Galeandro | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 28 aprile 1997 | 14 maggio 2001 | Luigi Laterza | Polo per le Libertà | Sindaco | |
| 15 maggio 2001 | 30 maggio 2006 | Luigi Laterza | centro-destra | Sindaco | |
| 30 maggio 2006 | 21 maggio 2007 | Cataldo Ettore Guzzone | centro-sinistra | Sindaco | |
| 21 maggio 2007 | 15 aprile 2008 | Carlo Sessa | Comm. straordinario | ||
| 15 aprile 2008 | 28 maggio 2013 | Giuseppe Ecclesia | lista civica | Sindaco | |
| 13 giugno 2013 | 10 giugno 2018 | Giuseppe Ecclesia | Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 10 giugno 2018 | 16 marzo 2022 | Francesco Lupoli | lista civica | Sindaco | |
| 20 aprile 2022 | 15 maggio 2023 | Rosa Maria Padovano | Comm. straordinario | ||
| 15 maggio 2023 | in carica | Pietro D'Alfonso | lista civica | Sindaco | |
Il Club degli Amatori Volley Pulsano ha disputato, nella stagione 2013-14, il campionato nazionale di Serie B1, per poi in seguitoi cambiare denominazione trasferendosi in altri comuni.
La formazione maschile CS Don Franco Limongelli Pulsano, nata nel 1988, è arrivata a disputare il campionato di Serie B e nel 1994-1995 ha vinto il campionato nazionale giovanile allievi. La formazione femminile GS Pallacanestro Pulsano ha anch'essa raggiunto in passato la Serie B. Degna di nota è l'Amatori Basket Pulsano, squadra cestistica pulsanese prima della suddetta Limongelli, dal 1969 al 1992. Ha operato sul territorio anche la New Basket Pulsano e, nel 2012, è nata la Fortitudo Basket Pulsano.
La più importante società pulsanese è stata il Fibal Pulsano che nel campionato 2008-09 dopo aver conquistato la Coppa Puglia è stata ridenominata ASD Leporano trasferendosi nel vicino comune".
In città ha sede il Leoni Ruggenti Pulsano, una delle 14 squadre iscritte alla Federazione Italiana Touch Rugby.
La spiaggia Montedarena è stata più volte sede di una tappa del campionato italiano di beach volley. Inoltre, sempre a Marina di Pulsano, ha avuto sede una tappa del Trofeo Tre Mari. A Lido Silvana termina la "Coppa dei Micenei", trofeo velico partente da Taranto.
La quarta e ultima tappa del Giro di Puglia 1997, il 3 ottobre, partì da Pulsano e si concluse a Martina Franca con la vittoria di Sergio Barbero.
Tra gli impianti sportivi comunali vi è il palazzetto dello sport "Franco Alfarano - Davide Mandrillo" con annessa piscina comunale "Giuliano Musciacchio", il campo sportivo "Franco Guida" con pista di atletica, il "Pallone Tensostatico", una pista di go-kart e strutture minori.
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