
L'oltretomba o l'aldilà, nello studio comparato delle mitologie e delle religioni, indica un luogo o una condizione di continuazione dell'esistenza, spesso solo in forma immateriale, come anima o spirito disincarnato dopo la morte fisica.
Il concetto di oltretomba, nelle culture in cui questo è rinvenibile, è connesso alla cosmologia o, più precisamente, al modo in cui le diverse culture le hanno dato una collocazione, talora assegnando un luogo specifico all'interno del cosmo alla sede dei morti, distinguendolo da quello dei viventi. In tal senso, oltre a definire l'aldilà, il concetto dell'Oltretomba mette in rapporto la condizione dei morti con quello polare dell'aldiquà, ovvero la condizione dei viventi che ad esso si contrappone.
Le religioni per le quali la vita umana non termina con la morte, prefigurano in maniere diverse la situazione della vita dopo la morte. Si riscontra la tendenza comune alle diverse religioni a rappresentare i defunti come entità private di alcune capacità sensoriali, come vedere o sentire, in quanto le mitologie primitive e antiche tendono a considerare lo stato di morte come un "non essere"; successivamente alcuni orientamenti religiosi (giudaismo, mazdeismo zoroastriano, cristianesimo, islam) introducono l'idea di una possibilità di salvezza dalla morte unita a quella di una sanzione etica basata sul comportamento in vita del defunto che determina un'esistenza nell'oltretomba come stato di gloria o di dannazione. Nel cristianesimo viene aggiunta l'idea di una vita vera e propria, a seguito della resurrezione "alla fine dei tempi".
L'oltretomba generalmente non costituisce una nozione comprensibile di per sé, ma acquista valore solo mettendolo in relazione con la realtà vissuta e valutata sulla Terra, ed è ciò che permette il passaggio dal livello cosmologico (ordinatore in senso spaziale) a quello escatologico (ordinatore in senso etico). Rispetto alla vita, l'oltretomba può essere percepito come un ristoro, ma anche come una minaccia..
Il concetto di oltretomba acquista una rilevante importanza sia nello sviluppo di diversi sistemi metafisici come teismo, panteismo, deismo, che nella loro critica come quella esercitata da ateismo o agnosticismo.

Le credenze relative al mondo ultraterreno sono molto varie tra le popolazioni di interesse etnologico in cui l'oltretomba si presenta come un passaggio dalla vita terrena al regno dei morti.
In genere il mondo ultraterreno ha posizioni ben precise come per esempio sotto terra, in un'isola, oltre le stelle ecc., strettamente collegate con le conoscenze geografiche e cosmologiche del popolo.
Quasi ovunque si ritiene che i due mondi siano strettamente interdipendenti: i vivi hanno bisogno dei morti e a loro si rivolgono per ottenere fortuna, abbondanza e fecondità; e anche i morti necessitano dell'aiuto dei viventi, in primo luogo perché vengano celebrati i riti funebri, poiché si crede che le anime delle persone non sepolte siano infelici, vaghino senza meta e in molti casi (Africa, sulka della Nuova Britannia, ecc.) si ritiene che gli insepolti non riescano ad accedere all'oltretomba.
A ogni modo, al di là delle differenze di culture, le varie localizzazioni dell'oltretomba possono avere più che altro un significato allegorico, con cui si riferisca in forma tangibile ad un diverso stato di coscienza:

La condizione fisica ed esistenziale dell'oltretomba può essere distinta in due tipologie:
Questa classificazione è valida solo a fine orientativo per poter affrontare meglio le formulazioni delle diverse culture.
In generale nelle culture antiche, o in quelle estranee alla civiltà occidentale, solo gli Dèi sono ritenuti immortali, mentre per gli umani la morte di per sé non garantisce il passaggio ad una vita eterna, tranne per pochi iniziati, i santi, o le personalità meritevoli; la maggior parte invece è destinata a una seconda morte definitiva, dovuta all'oblio di sé o alla perdita della propria identità.
Anche nell'escatologia cristiana, tuttavia, vi è il problema del cosiddetto stato intermedio, cioè della condizione dei defunti nell'attesa del giudizio finale, soltanto dopo il quale essi saranno chiamati a risorgere nella pienezza della vita, mentre prima di allora permarrebbero in uno stato di precarietà e incompletezza, non essendo state ancora giustificate. Per i primi cristiani, ad esempio, e in particolare secondo Origene, l'anima umana una volta separata dal corpo deve affrontare una tremenda lotta spirituale contro i demoni, dalla quale sarebbero dipesi il suo destino e la sua permanenza ultraterreni.
Secondo la dottrina orfico-pitagorica, invece, come nei misteri eleusini, le anime disincarnate dei defunti sperimentano subito dopo la morte un'ardente sete mistica e nostalgica, che rappresenta un vago desiderio di recuperare la memoria della vita appena trascorsa, ma la maggior parte di esse verrebbe indotta a bere dalle acque del fiume Lete che, anziché soddisfarle, le condannerebbe a subire il proprio smarrimento definitivo. Un concetto analogo è stato prospettato nella moderna antroposofia riguardo alla condizione del kamaloka:
In altre religioni questo stato intermedio, sospeso fra l'eternità e la caducità del tempo, è chiamato bardo nel buddismo esoterico, o barzakh nell'escatologia islamica.
Questo elenco comprende anche le creature poste a guardia o comando dell'oltretomba. L'elenco comprende sia la mitologie dei popoli antichi che le religioni vive nell'età moderna.
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