Reichsadler

Il Reichsadler (ˈʁaɪ̯çsˌʔaːdlɐ) è un'aquila araldica, che deriva dall'aquila romana, e che fu usata dagli Imperatori del Sacro Romano Impero e in seguito dagli Imperatori d'Austria e nei moderni stemma dell'Austria e della Repubblica Federale Tedesca. Il termine è anche tradotto come "Aquila imperiale."

Per tutto il Medioevo, in particolare nel Sacro Romano Impero, e fino al XX secolo, l'aquila è stata il simbolo dell'autorità imperiale – derivata dalla tradizione romana – intesa come potere di comando e di carica. Sia la Repubblica di Weimar che la Prima Repubblica austriaca mantennero il Reichsadler come emblema statale repubblicano: in Austria, dal 1920, essa è nota come "aquila federale" (Bundesadler), denominazione adottata anche nella Repubblica Federale di Germania dopo la Seconda guerra mondiale.

Origine e significato

Aquila romana davanti al profilo di Augusto in un antico cammeo posto nella croce di Lotario
Aquila come simbolo di Giove sul signum delle legioni; immagine da Meyers Konversations-Lexikon, 1890

Come altre aquile araldiche europee, il Reichsadler deriva dagli stendardi romani, l'"Aquila (stendardo)|Aquilæ". In questa tradizione, il Reichsadler si riferisce al comando sovrano in quanto tale, l'Imperium, e non alla persona o alla dinastia del sovrano, perché i Cesari non usavano l'aquila come emblema personale o dinastico. Inoltre, l'aquila bicipite è stata ampiamente utilizzata come simbolo dinastico nell'Asia Minore fin dal IV secolo. Le successive dinastie regnanti dell'Impero Romano d'Oriente utilizzarono a questo scopo sia l'aquila che l'aquila bicipite. Presumibilmente, dal punto di vista dei Romani orientali pre-medievali, l'aquila non rappresentava un simbolo territoriale, bensì un simbolo della dinastia regnante. Invece secondo l'araldica medievale l'aquila rappresenta principalmente un territorio e il dominio sovrano su di esso.

Ricollegandosi all'iconografia degli imperatori dell'Impero romano d'Oriente, l'aquila – inizialmente a una sola testa, in seguito generalmente bicipite – divenne in tutta Europa l'emblema della dignità e della posizione imperiale, ovvero dell'istituto "Impero". Un'identificazione con le dinastie stesse risulta invece più rara e torna a manifestarsi in modo marcato solo con l'Impero d'Austria.

Il Regno dei Franchi adottò – ​​accanto ad altri simboli antichi – l'aquila romana come emblema di potere, al fine di stabilire una legittimazione che richiamasse l'Impero romano e di presentare l'impero franco come una prosecuzione lineare dell'impero romano. Questa translatio imperii si manifesta sia nell'aquila che si trovava sul Palazzo di Aquisgrana di Carlo Magno (non pervenuta), sia nell'aquila romana presente su un antico cammeo che, intorno all'anno 1000 – probabilmente per volere dell'imperatore Ottone III – fu inserito al centro della Croce di Lotario.

Il Reichsadler, in quanto emblema di sovranità di epoca carolingia, si inserisce nel contesto della rinascita carolingia e dei suoi molteplici tentativi di riallacciarsi, sia nella forma che nello spirito, alla tarda antichità e alla sua concezione di impero romano. A questa tradizione si richiamarono in seguito anche gli imperatori del Sacro Romano Impero, in particolare Ottone III, i cui sforzi in tal senso vengono definiti con l'espressione Restauratio imperii.

Il Reichsadler nel Sacro romano impero

Lo stesso argomento in dettaglio: Aquila quaternione.
Reichsadler su un Augustale di Federico II dalla zecca di Messina, dopo il 1231
Reichsadler su un'Adlerdalmatika, ca. 1330
Reichsadler sul Busto di Carlo Magno del tesoro della cattedrale di Aquisgrana, probabilmente realizzato dopo il 1349

La prima raffigurazione araldica dell'aquila imperiale si trova su una moneta di Federico Barbarossa, che risale agli anni tra il 1172 e il 1190; ciò avveniva pochi decenni dopo la lotta per le investiture, proprio nel periodo in cui l'imperatore e la sua cancelleria avevano iniziato a introdurre i concetti di Honor imperii e di Sacrum imperium, riaffermando così la dignità, la legittimità e il potere dell'istituzione imperiale e dell'Impero nei confronti del papato, della nobiltà e delle città. La prima raffigurazione a colori dell'aquila imperiale (nera in campo dorato) è storicamente attestata sotto l'imperatore Ottone IV (1198–1218).

Già intorno al 1270, l'aquila appare nel sigillo della città imperiale di Kaiserswerth, ora parte del distretto 5 di Düsseldorf – da qui, nell'ottica dell'idea statuale della Renovatio imperii, essa assume il ruolo di emblema regio-imperiale e di figura araldica sullo stendardo imperiale (Reichssturmfahne) e sul vessillo del Sacro Romano Impero, divenendo così il simbolo del Sacro Romano Impero stesso.

In particolare sotto il successore di Ottone, Federico II, i simboli imperiali – che, come l'aquila, richiamano le insegne e l'iconografia degli imperatori della tarda antichità – rivestirono una grande importanza nel veicolare la concezione dell'impero e della figura imperiale.

L'aquila bicipite risale all'imperatore Sigismondo e all'anno 1433: in una fase di transizione, l'aquila semplice simboleggia il Re dei Romani, quella bicipite l'Imperatore. Inoltre, essa compare come emblema sullo stendardo imperiale, riallacciandosi così alla tradizione dell'aquila bicipite dell'Impero romano d'Oriente, nata in contrapposizione all'espansione arabo-islamica.

Di lì a poco, il Reichsadler fu caratterizzato come «aquila quaternione» (Quaternionenadler), con una selezione di stemmi dei ceti imperiali (i cosiddetti «quaternioni» della costituzione imperiale) raffigurati sulle ali. Tale aquila reca un crocifisso sul petto quando rappresenta l'Impero, mentre porta lo stemma della casata del sovrano quando simboleggia l'imperatore del Sacro Romano Impero.

L'aquila era considerata sia un simbolo dell'imperatore che un simbolo dell'Impero. Il suo utilizzo costituiva dunque sempre un'attestazione di fedeltà all'Imperatore e all'Impero; per questo motivo, essa veniva spesso concessa dagli imperatori romano-germanici. Di conseguenza, stemmi raffiguranti l'aquila sono tipici di molte città imperiali libere, le quali tenevano alla propria immediatezza imperiale e non intendevano sottomettersi ad alcun signore territoriale e si ritrovano anche negli stemmi delle corporazioni e in altri contesti.

A testimonianza del fatto che la Vecchia Confederazione non si era ancora del tutto svincolata dal Sacro Romano Impero, le città di Zurigo, Zugo, Berna, Soletta e Sciaffusa continuarono a lungo a far imprimere l'aquila imperiale sui propri talleri, in segno di riconoscimento dell'autorità imperiale.. Ginevra conserva tuttora l'aquila imperiale nel proprio stemma.

L'aquila nell'Impero russo

Lo Zarato di Russia e, in seguito, l'Impero russo adottarono – a partire dal 1487, con l'aquila bicipite imperiale – il concetto di «Terza Roma». Non è chiaro se si tratti di un'acquisizione diretta, di uno stemma coniugale di Ivan III e Sofia Paleologa, o se sia stato scelto attraverso un altro percorso.

Oggi si trova di nuovo nello stemma della Federazione Russa.

Il Reichsadler dopo la fine del Sacro romano impero

Dopo la fine del Sacro Romano Impero nel 1806, l'aquila passò a:

Note

  1. ↑ (EN) Germany in the Loud Twentieth Century: An Introduction, Oxford University Press, USA, 2012, p. 165, ISBN 978-0-19-975939-2.
  2. ↑ (EN) Tim Blackmore, Gorgeous War: The Branding War between the Third Reich and the United States, Wilfrid Laurier Univ. Press, 2019, ISBN 978-1-77112-422-5.
  3. ↑ Norbert Weyss: Der Doppeladler – Geschichte eines Symbols. In: Adler numero 3, 1986, p. 78 e segg.
  4. 1 2 Diem, capitolo: Entwicklung des Doppeladlers
  5. ↑ Andreas Janek: Wunderbare Wappenwelt. Deutschland und Sachsen-Anhalt. Vol. 1: Allgemeines zur Heraldik, deutsche Wappen und das Landeswappen von Sachsen-Anhalt. Norderstedt 2020, ISBN 978-3-7504-1876-9, p. 129.
  6. ↑ Diem, capitolo Der byzantinische Verwandte.
  7. ↑ Franz Gall: Zur Entwicklung des Doppeladlers auf den kaiserlichen Siegeln. In: Adler, vol. 8, numero 16/17, 1970, p. 281 e segg.
  8. ↑ Si veda a tal proposito il cosiddetto Bockstaler di Sciaffusa, coniato nel XVI e XVII secolo. – Johann David Köhler: Im Jahr 1729 wöchentlich herausgegebene Historischer Münz-Belustigung, vol. 16, 1744, pp. 303-304.
  9. ↑ Elena Ivanovna Kamenceva (Istituto statale di storia e archivi di Mosca); Nadeźda Soboleva (Accademia russa delle scienze, Istituto per la storia); cit. in Vladimir Monakhov, Новые-старые цвета России, или Как возвращали орла (I nuovi-vecchi colori della Russia, ovvero come è stato riportato in auge l’aquila), in Геральдика сегодня, 1º febbraio 2003. URL consultato il 17 settembre 2008.
  10. ↑ Diem, capitolo Die Bedeutung für Österreich.

Bibliografia

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