| Rolex SA | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Azienda privata |
| Fondazione | 1915 a Londra |
| Fondata da | Hans Wilsdorf Alfred Davis |
| Sede principale | Ginevra |
| Persone chiave | Jean-Frédéric Dufour (CEO) |
| Settore | orologeria |
| Prodotti | orologi da polso |
| Fatturato | CHF 9,3 miliardi (2022) |
| Dipendenti | 30 000 |
| Sito web | www.rolex.com/ |
La Rolex SA è una società svizzera, con sede a Ginevra, specializzata nella produzione di pregiati orologi da polso, nonché una delle più grandi e famose aziende operanti nel settore orologeria. Il marchio Rolex fu ideato e registrato a Londra nel 1908, da Hans Wilsdorf, cofondatore della Wilsdorf & Davis del 1905, ma prende vita ufficialmente solo il 15 novembre 1915 con il nome di The Rolex Watch Company, Limited (tuttora all'attivo), quando Wilsdorf si trasferisce in Svizzera, a Bienna e poi definitivamente a Ginevra nel 1919, registrando la società come Montres Rolex S.A. nel 1920.
Nel corso degli anni la Rolex è diventata sinonimo di lusso, costruendosi la nomea di produrre orologi resistenti e di qualità: per queste ragioni, e per la percezione che la casa ha nell'immaginario collettivo, i segnatempo Rolex sono molto desiderati e ricercati, ma non sempre facilmente reperibili. Rolex è l'azienda orologiera più nota presso il pubblico, e che occupa la più ampia fetta di mercato nelle vendite di orologi da polso. Nel 2004, la “Rolex Genève” acquista la “Rolex Bienne” dalla famiglia Borer (prec. di Aegler), facendo un passo importante per la strategia di Rolex SA, di diventare un produttore completo di orologi. Nel 2005 è il maggior produttore di cronometri certificati Swiss Made.
Dal 1960, la Rolex è controllata per il 100% dalla Hans Wilsdorf Foundation, ente di beneficenza e non-profit creato nel 1945 dallo stesso Wilsdorf (dopo la morte della moglie) e riconosciuto dalla legge svizzera (con i relativi benefici fiscali). Conta 28 società controllate nel mondo ed una organizzazione di 4.000 orologiai in 100 Paesi, con incassi stimati (nel 2010) intorno ai 2 miliardi di euro, ed una produzione annuale di orologi superiore a 1 milione di pezzi. Il 3 maggio 2011 è stato annunciato il nuovo CEO del gruppo Rolex, il quinto da quando è stata fondata, l'italiano Gian Riccardo Marini (precedentemente CEO di Rolex Italia), che prende il posto di Bruno Meier. Dal 17 giugno 2015, per raggiunti limiti di età, a Marini succede Jean-Frédéric Dufour.

La preistoria della Rolex inizia nel 1905, quando all'età di 24 anni, “l'orologiaio” bavarese Hans Wilsdorf (Kulmbach, 1881- Ginevra, 1960), terzogenito, orfano dall'età di dodici anni e trasferitosi allora in Svizzera, dove accumula esperienze nella vendita di perle e nel settore orologiero all'interno della maison Cuno Korten (nel 1900) a La Chaux-de-Fonds, fonda a Londra una azienda specializzata nella distribuzione di orologi, la società Wilsdorf & Davis, insieme al finanziatore Alfred James Davis (che divenne cognato di Wilsdorf, sposandone la sorella nel 1908). Inizialmente la W&D si limitava ad importare in Inghilterra i meccanismi svizzeri (che venivano tassati dagli inglesi) prodotti a Bienna da Hermann Aegler (che successivamente divenne socio e poi membro del consiglio di amministrazione della Rolex), assemblandoli in lussuose casse prodotte dalla firma Dennison e da altri gioiellieri dell'epoca, che poi vendevano con il proprio marchio. Le casse, realizzate in Inghilterra, erano spesso realizzate in oro 9 carati (più robusto di quello 18 carati, nonché meno costoso). L'azienda di movimenti Aegler (fondata nel 1878), che ricevette un'importante commessa da parte di Wilsdorf per un'ingente quantità di calibri, era una specialista nella realizzazione di movimenti di dimensioni contenute (iniziò a produrli a partire dal 1902), adatti per orologi da polso, all'epoca non ancora diffusi e poco considerati, in quanto ritenuti inadatti a subire le sollecitazioni della vita di ogni giorno, tra urti, polvere e umidità. Grazie alle piccole dimensioni dei movimenti prodotti dalla Aegler, la Wilsdorf & Davis si diffonde inizialmente grazie alla produzione di orologi tascabili, da viaggio, racchiusi in custodie rigide che solitamente erano di pelle, e potevano essere comodamente tenuti in tasca o in borsetta, visto i loro ingombri contenuti. I primi orologi da polso prodotti dalla Wilsdorf & Davis erano marcati con la sigla W&D visibile all'interno della cassa e anch'essi erano piccoli: a parte alcuni sportivi pionieristici, la clientela più attratta dagli orologi da polso era il pubblico femminile, mentre gli uomini erano scettici inizialmente di questa "moda", continuando a prediligere l'orologio da taschino, più grande e dalla più intuitiva leggibilità.


Il marchio Rolex venne registrato da Wilsdorf assieme ad altri, quali Lusitania, Mauretania e The Eastern Watch, che tuttavia non furono mai utilizzati. L'idea del fondatore era quella di creare un nome facilmente riconoscibile e non legato al suo cognome, di origini tedesche e difficile da pronunciare in alcune lingue. Il significato del termine Rolex è sconosciuto: secondo alcuni (versione però mai confermata da Wilsdorf) deriva dalla locuzione francese horlogerie exquise (orologeria squisita, nel senso di eccellenza, finezza, alta qualità); altri riportano che il nome derivi dall'unione della parola Rolls-Royce, automobili di lusso molto apprezzate da Alfred Davis, e della parola Timex, grande produttore statunitense di orologi dell'epoca, per indicare appunto che la produzione sarebbe stata orientata ad orologi "EX" di lusso "ROL" da cui ROLEX. Hans Wildorf comunque provò tanti altri nomi, unendo le lettere senza successo, poi, in occasione del cinquantenario della creazione del marchio (il 2 luglio 1958), lo stesso dichiarò che il nome Rolex gli fu suggerito all'orecchio da un “buon genio” che gli era seduto accanto, su un double-decker trainato da cavalli, che percorreva Cheapside street nel centro di Londra. Si suppone che questo cambiamento di nome, mostrasse la volontà di rendere popolari gli orologi da polso, che all'epoca erano considerati articoli per signore, perché tra gli uomini andava di moda l'orologio da tasca (moda che continuò per tutti gli anni 1920 e in parte degli anni Trenta, sebbene già in questo decennio l'orologeria da polso stava prendendo il sopravvento).
Il primo orologio da polso ad avere il certificato svizzero di precisione cronometrica, rilasciato dal Bureau Officiel de Contrôle de la Marche des Montres (cattedra ufficiale di controllo del movimento degli orologi) di Bienne, fu proprio un W&D “Rolex” nel 1910, benché il nome sul certificato fosse in realtà intestato a Les Fils de Jean Aegler (I Figli di Jean Aegler - Hermann e Hans Aegler erano i figli di Jean e i fornitori/costruttori dei movimenti per i W&D e i Rolex, avendo preso il posto della madre che subentrò dopo la morte del marito nel 1891). La produzione dei movimenti fu rinominata e registrata come Aegler S.A. nel 1913 e qualche anno dopo fu stipulato un contratto per la fornitura esclusiva con Rolex. Il marchio Rolex inizia a comparire impresso sull'interno dei fondelli e sui movimenti, negli anni 1910, per poi finire anche sui quadranti sempre a metà anni Dieci circa, seppur non con continuità: bisogna aspettare almeno il decennio successivo per trovare con certezza il marchio Rolex sempre riportato sul quadrante. Secondo i documenti dell'epoca, la Rolex costituita da Hans Wilsdorf e dalla famiglia Aegler, non può essere venduta né scambiata sul mercato azionario, ed ancora oggi mantiene saldi i principi e le tradizioni del suo fondatore, essendo una associazione no profit.
Nel 1911 Hans Wilsdorf sposa Florence Frances May Crottyn (1879-1944) a Londra. Rimarranno sposati fino alla morte di lei, e dal loro matrimonio non nacquero figli.

La Rolex venne effettivamente lanciata come marchio di orologi da polso, nel 1914 e registrata nel 1915 con il nome di The Rolex Watch Company, Limited, con l'obiettivo di essere il primo al mondo: “Vogliamo essere i primi, e Rolex non può che essere considerato il meglio. Il meglio, il primo ”. Questa ambizione resterà impressa per sempre nel DNA del marchio, infatti, il simbolo scelto (nel 1925) è stato proprio una corona.
Nel 1914 un altro movimento viene certificato in “Classe A” dal Osservatorio di Kew a Londra, e da quel momento gli orologi Rolex verranno definiti sinonimo di precisione.
Wilsdorf avrebbe voluto rendere economici i suoi prodotti, ma una volta scoppiata la guerra, le tasse e i dazi di importazione sulle casse degli orologi (oro e argento) alzavano i prezzi. Rolex, che dipendeva per buona parte dall'importazione dalla Svizzera dei movimenti Aegler, si trovò in difficoltà, unitamente all'inasprimento delle sanzioni che il Regno Unito decise di applicare ai cittadini di origine tedesca. Fu anche a seguito di queste avversità economiche che il quartier generale venne spostato in Svizzera, prima a Bienna e poi a Ginevra (1919), mantenendo filiali in altre città (es, a Bienna la sede di Aegler SA, spesso detta “Rolex Bienne” per differenziarla dalla “Rolex Genève”, ma indissolubili) e poi in altri continenti, tipo Nord America, Asia, Australia. Durante la prima guerra mondiale si diffusero i primi orologi da polso per i militari (i cosiddetti "trench watches", gli orologi da trincea), e le dure condizioni di vita e la rapidità dello svolgimento di certe operazioni fecero sorgere in Wilsdorf l'idea dell'esigenza di creare una cassa per gli orologi da polso che potesse essere impermeabile.

Nel 1920 Wilsdorf registra il nome Montres Rolex S.A. a Ginevra, e dall'anno seguente un numero sempre maggiore di orologi riportavano sul quadrante il nome Rolex.
La tipica corona a 5 punte, simbolo storico della casa, fu introdotta nel 1925, anno in cui il logo venne registrato. La scelta del logo è ricaduta su un simbolo facile da realizzare, ben visibile anche da lontano e che trasmettesse un idea di prestigio.
Tra le innovazioni proposte dalla Rolex sul mercato dell'orologeria, ci sono i primi orologi impermeabili e con il datario, con il fuso orario e, cosa più importante, i primi orologi da polso a ottenere la richiestissima certificazione di cronometro. L'azienda detiene tuttora il record per maggior numero di meccanismi certificati.

Sebbene già altre realtà orologiere tentarono la realizzazione di casse resistenti all'acqua (Heuer la brevettò nel 1895 per un suo orologio da tasca, il produttore di casse Borgel nel 1903 presentò una delle prime casse a vite e Depollier realizzò a fine anni Dieci una cassa stagna), Rolex fu la prima azienda a creare un vero orologio da polso impermeabile, grazie alla nuova cassa Oyster (ostrica) e alla corona a vite, nate nel 1926 e montata su un modello in oro con cassa ottagonale. La realizzazione di un orologio impermeabile fu merito anche dell'acquisizione di alcuni brevetti: Wilsdorf infatti prima comprò il brevetto di Jeans Finger datato 1921 e relativo a una cassa impermeabile, poi quello di una corona a vite, sviluppata da Paul Perregaux e Georges Perret nel 1925. Soluzioni preesistenti, che Wilsdorf ebbe il merito di unire e sviluppare, portando a compimento un passo importante contro le critiche di chi sosteneva che il fragile orologio da polso non sarebbe stato in grado di sostenere la vita di tutti i giorni. Fu così che poi nel 1926 Rolex sviluppò la sua prima cassa Oyster. Già nel 1922, confidente nella realizzazione di un modello impermeabile, Hans Wilsdorf registrò il nome The Submarine.

A dimostrare l'impermeabilità dei suoi orologi, un Rolex con cassa Oyster venne messo al polso di una giovane stenografa britannica con la passione per il nuoto, Mercedes Gleitze, che il 7 ottobre 1927 attraversò il Canale della Manica in 10 ore. L'impresa fu pubblicata sul quotidiano britannico Daily Mail, in un’inserzione a tutta pagina che annunciava il successo del orologio: nacque così il concetto di Testimonial. È risalente allo stesso periodo anche il bracciale in acciaio cosiddetto Oyster, con disegno a tre maglie, inizialmente prodotto dalla famosa azienda Gay Frères, specializzata nella realizzazione di bracciali, e che poi verrà acquistata dalla Rolex stessa nel 1998. L'applicazione della cassa Oyster resistente all'acqua, arrivò ben presto ad essere utilizzata anche su segnatempo militari: nei primi anni Quaranta è infatti possibile trovare la ref. 3139 con cassa tonnaeu che riporta sul quadrante la scritta "Army".
Nel 1928 nasce il primo "Doctor's Watch" di casa Rolex: è il Prince (ref. 971), con cassa rettangolare in acciaio, in metallo pregiato (anche in argento e in platino,questi utlimi piuttosto rari, oltre che in oro) o casse bicolore a righe in oro giallo e oro bianco, e movimento curvex, realizzato in collaborazione con Alpina-Gruen e rimasto in produzione fino agli anni Quaranta. Il Prince è il primo Cellini della storia. Il nome Cellini, inoltre, è un omaggio alla raffinatezza artistica italiana e una chiara citazione a Benvenuto Cellini. Il "Doctor's Watch" è stato sviluppato in più tipologie di cassa: il Prince Classic ha i lati della cassa dritti, il Prince Brancard ha i lati svasati (noto in inglese come "flared case"), mentre il Prince Railway ha una cassa su più livelli. Esistono anche "Doctor's Watch" con la complicazione delle ore saltanti visualizzate a ore dodici. A fine anni Trenta questi modelli sono stati affiancati dalla più sobria ref. 3140, con cassa rettangolare, che perdeva gli stilemi tipici dell'Art déco.


Il primo orologio a carica automatica con rotore "Perpetual" (in grado di fare una rotazione completa di 360 gradi, contrariamente al rotore a martelletto montato sugli orologi "Harwood" che sono stati i primi automatici prodotti in serie) venne presentato nel 1931, potenziato da un meccanismo interno che sfruttava il movimento del braccio e che, oltre a rendere inutile il caricamento a mano, eliminò i problemi tecnici che ne compromettevano il funzionamento. Il famoso rotore a mezzaluna, più efficiente del rotore Harwood (dotato di due molle respingenti che ne delineavano la fine corsa) venne sviluppato da Emile Borer, nipote di Hermann Aegler, azienda che ormai collaborava stabilmente con Rolex. Il primo movimento Rolex automatico fu il calibro 620. L'abbinata dell'impermeabilità, ottenuta con la cassa Oyster (letteralmente ostrica) e della massa oscillante Perpetual che ruota a 360 gradi e non solo in una direzione, fanno nascere l'Oyster Perpetual. Per via della sua forma, atta a garantire l'impermeabilità, questo modello si è guadagnato tra i collezionisti il soprannome di "bubbleback" e in italiano di "ovetto". Parallelamente al "bubbleback", ma con cassa differente (in quanto di forma tonneau con lunetta circolare) si diffonde il modello Viceroy, contraddistinto da movimento a carica manuale, che tuttavia non avrà le stesse sorti del "bubbleback", la cui fortunata forma contribuirà a influenzare i canoni estetici di Oyster Perpetual, Datejust e Day-Date, sopravvissuti sino ai giorni nostri.




A partire dagli anni Trenta alcuni modelli Rolex saranno parte della dotazione di numerosi esploratori, dalla Groenlandia all'Everest, dall'Antartide al Kanchenjunga. Nel 1933, ad esempio, un Rolex con cassa Oyster accompagnò la spedizione Houston che per prima sorvolò il monte Everest. Nel 1934 Owen Cathcart-Jones e Ken Waller portarono a compimento un volo in tempo record da Londra a Melbourne, adoperando come cronometro di bordo un Rolex Oyster.
Sempre negli anni Trenta viene realizzato il Prince Imperial da tasca (ref. 1586), dall'inconsueta cassa esagonale. Nel 1933, inoltre, viene registrata ufficialmente la denominazione Rolesor, indicante orologi Rolex con cassa e bracciale bicolore, solitamente in acciaio e oro. Questo nome è utilizzato ancora oggi.

In questo decennio appaiono anche i primi cronografi da polso. Un esempio è la ref. 3525 (un Rolex POW, si veda infra), un crono alimentato dal calibro Valjoux 23 e uno dei primi cronografi impermeabili di casa Rolex, soprannominato "Monoblocco" in quanto la lunetta era unita alla parte centrale della cassa, e separata dal fondello, diversamente invece dalla maggior parte degli orologi coevi in cui la lunetta era un elemento a sé stante della cassa. Questi orologi venivano inoltre contrabbandati da Wilsdorf all'interno di casse di viveri della Croce Rossa in periodo di guerra e forniti agli ufficiali delle forze catturate dall'esercito nazista durante la Seconda guerra mondiale, e per questa ragione vengono anche chiamati "POW" ("Prisoners of War"). La strategia di marketing adottata da Hans Wilsdorf era quella di fornire questi orologi ai prigionieri di guerra e di dilazionarne il pagamento a guerra finita. Un esempio di orologio POW era la ref. 6420 con movimento a carica manuale, conosciuta anche con il nome di Speedking in quanto si trovava al polso di Sir Malcolm Campbell nel 1935 durante la realizzazione di un nuovo record di velocità sulla terraferma con un veicolo su ruote. Lo Speedking aveva un diametro contenuto (di soli 30 millimetri) e su alcuni modelli è possibile trovare il nome Speedking sul quadrante oltre che la rara corona Super Oyster: una corona di carica non a vite brevettata, con guarnizioni che avrebbero dovuto garantire la medesima impermeabilità della corona a vite, ma che non fu in grado di garantire le performances vantate e venne sostituita dopo pochissimi anni dalla sua introduzione.
Negli anni Trenta, la manifattura Aegler che era socia di Rolex venne ribattezzata "Manufacture des Montres Rolex SA", mantenendo la sede a Bienne. Nonostante il cambio del nome, l'azienda, divenuta esclusiva fornitrice dei calibri per Rolex, rimaneva ancora di proprietà dei discendenti di Aegler. Gli unici calibri non forniti da Aegler erano quelli destinati ai cronografi, che erano realizzati da Valjoux prima e da Zenith poi (a partire dal 1988 fino al 2000, quando fu introdotto il movimento cronografico automatico di manifattura Rolex).
A fianco degli orologi automatici, Rolex nel corso della sua storia ha realizzato anche movimenti a carica manuale con meccanismo di manifattura, come nel caso del movimento Rolex 1225 che animava i Rolex Precision, alcuni dei quali dotati anche di datario con lente ciclope (chiamati Precision Oysterdate).
Negli anni Trenta si diffondono i cronografi a carica manuale. Inizialmente sono monopulsanti, come le reff. 1074, 1219, 2022, 2057, tutti con casse a cuscino. Qualche anno più tardi si sviluppano i crono due pulsanti, come la ref. 2508, il primo cronografo a due pulsanti di casa Rolex, databile attorno alla metà degli anni Trenta, con movimento Valjoux 22, o la 3761. Un cronografo raro è la ref. 2737 (cronografo regolatore). Le referenze di cronografi a due pulsanti sono di più di quelle monopulsante, ma i modelli sono comunque piuttosto rari considerando che ne venivano realizzate poche quantità per ciascuna referenza.
Tra il 1942 e il 1943 vengono presentati i primi quadranti "California", contraddistinti dall'avere numeri romani che occupano la parte superiore del quadrante, e numeri arabi che occupano la parte inferiore. Nel 1942 viene anche realizzato l'unico cronografo di casa Rolex a vantare la funzione rattrapante: si tratta della ref. 4113, realizzato in soli 12 esemplari e dotato di una cassa da ben 44mm: un diametro enorme per l'epoca. Il calibro incassato in questo rattrapante era il Valjoux 55.

Durante la seconda guerra mondiale, non erano solo i POW gli unici Rolex in dotazione agli eserciti: Wilsdorf, infatti, aveva fornito all'esercito britannico anche diversi modelli da tasca, riconoscibili per avere sulla cassa l'incisione "G.S. (General Service) MK II". Questi segnatempo erano di diversi tipi: alcuni con quadrante bianco, altri con quadrante nero e numeri al radio ad alta leggibilità. Gli appassionati tendono a soprannominare genericamente "Broad Arrow" i Rolex assegnati all'esercito britannico. Per l'aviazione canadese invece è stato realizzato lo "Sky-Rocket", un solotempo da 30 mm di diametro la cui cassa e il cui movimento venivano forniti a Rolex da aziende terze. Nel 1944 morì Florence Frances May Crotty, moglie di Wilsdorf, e a seguito della sua morte venne creata la Hans Wilsdorf Foundation, a cui Rolex appartiene tutt'oggi.
Nel 1945, anno di celebrazione del quarantesimo anniversario dell'azienda, venne presentato il primo orologio dotato di datario, con posizione standard a ore 3: è così che nasce il primo Datejust (la lente magnificatrice sul datario arriverà in seguito, presentata al Salone di Basilea del 1953). Alcuni dei primi Datejust venivano chiamati anch'essi "bubbleback" e non presentavano la scritta "Datejust" sul quadrante (come la ref. 4467, di metà anni Quaranta, la prima referenza Datejust prodotta). La posizione del datario è a ore 3 dal 1945 e lì resterà sempre, in ossequio del rispetto delle tradizioni da parte della Maison, tanto che, quando nel 1988 viene presentato il primo Daytona con movimento automatico (di derivazione Zenith), Rolex decide di non collocare il datario a ore 4, come previsto dal movimento Zenith El Primero adottato, e di mantenere la tradizione del Daytona privo di datario. Si trovano alcuni rari modelli di Datejust (in referenze come la 4467 o la 6305) in versione per mancini con corona di carica a ore 9. Per festeggiare il quarantesimo anno di attività, sempre lo stesso anno nasce il famoso bracciale Jubilée (il cui nome deriva proprio dalla celebrazione di questo anniversario).
Nel 1945 viene realizzato il primo Air King (reff. 4925 e 4365, la prima con secondi centrali e quest'ultima con la secondina a ore sei), originariamente per dotare la Royal Air Force di un valido segnatempo. Col passare del tempo, tuttavia l'Air King è diventato un modello d'uso civile e prodotto ancora oggi, sebbene il design si sia discostato dai modelli del secolo scorso. Già nel corso della Seconda guerra mondiale, Rolex aveva creato diversi modelli "Air": in quegli anni, infatti, erano stati realizzati anche l'Air Lion, l'Air Tiger e l'Air Giant (alcuni dei quali rinvenibili, seppur con certa rarità, anche in oro), che tuttavia scomparvero ben presto. La scelta ricadde sul nome "King" anche per via delle dimensioni maggiorate dell'orologio da polso, il quale aveva un diametro di 34–35 mm, superiore alla media dell'epoca.
Risale al 1948 il primo Datejust con lunetta liscia: la ref. 5030, prodotta per pochissimo tempo. Nei primi anni Cinquanta appaiono anche alcuni rari Datejust per mancini, con corona di carica posizionata a ore 9 (alcuni orologi della ref. 6105).


Nel 1949 viene presentata la ref. 8171, soprannominata "padellone", con la complicazione del calendario completo, affiancata e poi sostituita l'anno seguente dalla ref. 6062 (soprannominata "Stelline", per via della presenza di stelline al posto degli indici di forma tradizionale), la quale aggiungeva la cassa Oyster, mentre il movimento, automatico, era il medesimo. La ref. 6062 è un modello particolarmente ricercato in quanto venne prodotto solo dal 1950 al 1953 in poco più di quattrocento pezzi: 350 in oro giallo, 50 in oro rosa e pochissimi in acciaio. Di questi ultimi e rarissimi modelli in acciaio, sono ancor più ricercati quelli in acciaio con gli indici in acciaio: ciò perché sulla maggior parte dei pochi modelli in acciaio realizzati sono stati montati perlopiù quadranti che avrebbero dovuto essere incassati sulle varianti in oro, e quindi dotati di indici in oro.
Un'altra caratteristica che ha sempre caratterizzato Rolex è stata quella dell'affidabilità cronometrica. Già da tempo gli orologi dell'azienda erano certificati cronometri, tuttavia nel 1949 Rolex decide di costruire appositamente un movimento per vincere le competizioni di cronometria: nasce così un movimento (il Rolex calibro 700 a carica manuale, conosciuto anche con il nome di Hunter 10 1/2 realizzato da Aegler) con apposito bilanciere in lega di acciaio e nichel (chiamato Guillaume) che a Londra consegue il superamento degli standard cronometrici "A" dell'Osservatorio di Kew. Ciò consente agli orologi che hanno superato la prova di poter riportare, sopra la secondina a ore 6, la scritta "Kew A certificate". A partire da questi anni è apparsa sui quadranti anche la dicitura "Super Precision", per significare orologi a carica manuale certificati Cronometro. Sono state due le referenze di Rolex "Kew-A": la 5056 e la 6210, entrambe rare e complessivamente realizzate in circa centocinquanta pezzi.
Tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta appaiono alcuni Rolex "bubbleback" con quadrante in smalto cloissoné tinta unita o con disegni, oggi particolarmente ricercati per via della loro rarità. Le referenze interessate erano le 6085, 6100 e 6101 per i quadranti in smalto con disegni, mentre le reff. 6018, 6085, 6090, 6100, 6101, 6102 e 6290 presentavano alcuni quadranti in smalto monocromatico di vari colori. Contestualmente arrivano sul mercato anche i Rolex Orchid, orologi da donna in materiale pregiato (talora abbinati a pietre preziose) e dalle dimensioni assai contenute. Altri modelli da donna, meno pregiati degli Orchid (ma molto spesso anch'essi in oro), vengono acclusi nella collezione Precision e vengono ribattezzati informalmente "Lady Precision" per via delle loro piccole dimensioni. I calibri adottati, in questi casi, erano perlopiù i Rolex 1400 e 1401 a carica manuale. Un'altra rara peculiarità di alcuni modelli Rolex, apparsa a partire da questo periodo, riguarda gli indici a forma di stella, incassati a partire dagli Oyster Perpetual (come ad esempio sulle reff. 6088 e 6098 ribattezzate "Galaxy").
Nel 1952 vengono creati appositi modelli (poi ribattezzati Explorer) per l'esploratore Sir Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay che per primi arrivarono in cima all'Everest. Nonostante le condizioni climatiche avverse, i Rolex Explorer si sono dimostrati all'altezza della sfida. La referenza al polso di questi esploratori fu la 6098, l'unica non disponibile con il classico quadrante Explorer nero con numeri arabi 3, 6 e 9, ma dotata di un quadrante chiaramente derivato dall'"Ovettone" (ragion per cui la ref. 6098 è anche detta "pre-Explorer"). È solo con la successiva referenza, la 6298, diretta discendente della ref. 6098 e figlia dell'esperienza dell'esplorazione sull'Everest, che l'Explorer adotterà i numeri arabi sopracitati e adotterà anche un quadrante nero (ma sulla ref. 6298 è trovabile anche il quadrante bianco), con trama a nido d'ape ("honeycomb") o liscia. Con la ref. 6298, datata 1953, appare per la prima volta sul quadrante anche il nome "Explorer".

Nel 1953 (lo stesso anno in cui appare la lente Cyclope sui segnatempo della casa, che consente uno zoom di 2,5x dei numeri) viene presentato prima il Rolex Turn-O-Graph (il primo Rolex ad essere dotato di una ghiera girevole in ref. 6202) e poi, sull'esperienza di questo modello, il più noto Rolex Submariner, che si afferma presto come uno dei primi e più affidabili segnatempo subacquei. Originariamente il Submariner era impermeabile a 100 metri (le prime referenze, come la 6204, 6205 eccetera), riuscendo a garantire questa resistenza grazie al sistema brevettato Twinlock, dotato di due guarnizioni sintetiche nella corona di carica anziché di una sola metallica. In seguito, grazie ad altri accorgimenti e a migliori guarnizioni (ed al sistema Triplock nato nel 1970 sul Sea-Dweller), l'impermeabilità garantita salì a 200 metri (reff. 5512, 5513, 1680) ed infine agli attuali 300 metri (dalle reff. 14060 e 16610). Nel corso degli anni il Turn-O-Graph (che dal 1954 assumerà il nome di Datejust Turn-O-Graph con la ref. 6309) diventerà molto diverso dal Submariner, assomigliando invece a un Datejust, ma mantenendo la ghiera numerata. Il Turn-O-Graph otterrà anche il soprannome "Thunderbird" in quanto prescelto dallo squadrone omonimo dell'aviazione militare statunitense che ne apprezzavano la ghiera girevole. Alcuni di questi modelli, commissionati appositamente per gli aviatori statunitensi, sono riconoscibili dal logo del battaglione sul quadrante. Nel corso della sua carriera, il Turn-O-Graph non verrà mai prodotto esclusivamente in acciaio, ma solamente in oro o tutt'al più nella combinazione acciaio/oro.
Oltre alle immersioni e all'esplorazione, Rolex lega la sua storia anche all'aviazione, inizialmente grazie a Chuck Yeager, il primo pilota a portare un aereo oltre la barriera del suono, con al polso un Rolex acquistato da lui personalmente. Oltre a ciò, nel 1954-1955 viene creato il Rolex GMT-Master, sviluppato su richiesta delle aerolinee Pan Am, in grado di assistere i piloti nei voli transcontinentali, per la presenza di una lancetta 24 ore bicolore (per individuare con un solo colpo d'occhio le ore notturne e diurne) e di una ghiera graduata e rotante. Il primo modello fu la ref. 6542, dotato di ghiera in bachelite (poi sostituita da una ghiera metallica, ed infine da una in ceramica) rossa e blu. Di questa referenza esistono rare versioni in oro giallo con ghiera bordeaux e quadrante marrone ed un modello con quadrante bianco e ghiera rossa e blu.
In base al colore della ghiera, la comunità di appassionati ha coniato dei soprannomi come "Batman" (lunetta blu/nera), "Coke" (rossa/nera), "Pepsi" (rossa/blu), "Root Beer"(prima marrone/gialla, poi marrone/nera), oppure solamente "lunetta nera" per la variante monocolore. Il primo modello (oggi noto anche come GMT Master I) consentiva di visualizzare due fusi orari diversi, grazie alla lancetta supplementare a punta di freccia, che si spostava solidalmente con le altre due lancette dell'orario. Il modello originario presentava la ghiera bicolore rossa e blu. Semi sconosciuto, ma assai curioso, è il Rolex Oyster Perpetal Tru-Beat, nato nel 1954 e prodotto in pochi esemplari fino a fine decennio nella sola referenza 6556 caratterizzato dall'andamento dei secondi a scatto, come negli orologi al quarzo, sebbene montasse un movimento meccanico. Montava il calibro Rolex 1040.


Attorno alla metà degli anni Cinquanta si afferma l'Oyster Perpetual reff. 6590, 6593 (chiamate anche Rolex Bombay, differenti tra loro per la ghiera liscia o zigrinata), 6564 e 6284, i modelli a cui più l'attuale versione si ispira a livello estetico. Alcune ref. 6590 recano sul quadrante la scritta tedesca "Amtlich Geprüfter Chronometer", traducibile in italiano con "Cronometro ufficialmente certificato". Le reff. di Rolex Bombay incassavano il movimento automatico Rolex 1030 (la cui forma del rotore ricordava una farfalla stilizzata, ragion per cui il rotore viene soprannominato "butterfly"), altre il 645. In questo periodo si sviluppa anche il modello Oyster Perpetual Zephyr, contraddistinto da un'estetica minimale, da un quadrante assai pulito diviso in quattro settori da una croce e da una lunetta fissa. Questo modello, in seguito dotato anche di datario, verrà discontinuato a metà anni Settanta per non riapparire più nel catalogo della Maison.
Nel 1955 viene proposta anche una versione più tecnica del classico Oyster Perpetual: si tratta del Milgauss, realizzato per resistere a campi magnetici fino a 1000 Gauss, e quindi particolarmente adatto per la vita frenetica di quegli anni, dove l'incremento tecnologico era fervente. Il risultato ottenuto è stato possibile montando una cassa in acciaio dolce al di sotto del fondello dell'orologio, venendo così a creare una gabbia di Faraday. La prima ref. 6543 presentava solo un anello in ferro dolce, e non un'intera sotto cassa (o campana), che invece verrà introdotta con la successiva ref. 6541, anch'essa risalente al 1955. Originariamente il Milgauss nelle due sopracitate referenze aveva un'estetica assai simile a quella del Submariner. Il primo Milgauss venne testato direttamente dagli ingegneri e dagli scienziati del CERN, i quali erano alla ricerca di un orologio con queste caratteristiche antimagnetiche proprio per via del loro lavoro: da allora la partnership tra Rolex e il CERN di Ginevra non è mai venuta meno.
Sempre nel 1955 viene introdotto il Submariner ref. 6536 (ed anche la ref. 6536/1), che affianca e poi sostituisce la ref. 6538. Rispetto alla 6538 si utilizza una corona di carica da 6 mm di diametro anziché la corona "Brevet" da 8 mm.


Nel 1956 viene presentato alla fiera di Basilea il Day-Date (nelle reff. 6510 con lunetta liscia e 6511 dotata di ghiera zigrinata "millerighe" e calibro Rolex 1055), primo orologio al mondo con indicazione del giorno della settimana per esteso, posizionato in una finestrella a forma di arco a ore 12. Questo orologio è stato dotato di un apposito bracciale, chiamato President, contraddistinto da tre maglie come l'Oyster, ma, a differenza di quest'ultimo, dalla forma più schiacciata. Una delle caratteristiche peculiari di questa nuova linea di orologi è l'esclusiva realizzazione dei modelli in metallo prezioso. Tuttavia, nel corso dei decenni, è possibile rinvenire qualche rarissimo esemplare privo di referenza in acciaio: si tratta perlopiù di prototipi e modelli fuori commercio consegnati ad alcuni orologiai con l'unica finalità di fare pratica sui movimenti. Chiaramente, l'eccezionalità dei pezzi ha fatto sì che la loro quotazione sia assai superiore rispetto alle loro controparti in oro.
Nel 1957 viene presentata la ref. 5500 dell'Air King (la seconda generazione di questa collezione), la referenza più longeva di Rolex, dal momento che è rimasta in produzione per quasi quarant'anni. Risale inoltre proprio al 1957 la realizzazione del calibro Rolex 1530 (anch'esso dotato del peculiare rotore "butterfly", al pari del Rolex 1030), un automatico solotempo montato su numerosi modelli del periodo quali Submariner, Air King, Explorer, e declinato anche in varianti con complicazioni di datario (Rolex 1525, 1535, 1565 e 1575), data e giorno della settimana (Rolex 1555 e 1556) e funzioni GMT (1565 GMT e 1575 GMT). La ref. 5500 viene "spartita" tra i modelli Air King ed Explorer: è possibile trovare, infatti, orologi di entrambe le collezioni compresi in questa unica referenza. Il movimento Rolex 1530 era solitamente individuato guardando il quadrante in quanto gli Air-King che lo montavano riportavano la scritta "Super Precision". L'anno seguente, con la ref. 5700, viene introdotto il primo Air King Date, con la finestra del datario ad ore tre. Tra la seconda metà degli anni Cinquanta e i primi Sessanta gli sportivi Rolex presentano il cosiddetto quadrante "gilt", caratterizzato da scritte e indici di colore dorato che risaltano sui quadranti neri lucidi.
Sempre nel 1957 viene presentata la seconda generazione del Day-Date: le referenze in questione sono tre: la 6611 (con ghiera zigrinata "millerighe"), la 6612 (con ghiera liscia) e la 6613 (con ghiera diamantata).

Nonostante l'ampio consenso dei movimenti automatici realizzati da Rolex, l'azienda non ha mai smesso di produrre anche movimenti a carica manuale: un esempio sono i modelli Precision, mossi dai movimenti 1200, 1215 e similari, o l'ultrasottile Oyster "Veriflat" (ref. 6512) in cui batte il movimento Rolex 1000, prodotto fino agli inizi degli anni Sessanta e ancora ad oggi il Rolex meccanico più sottile di sempre. Ad essi seguirà anche il Rolex 1600, realizzato a partire dagli anni Sessanta e adottato anche per modelli da tasca più recenti e usato come base di partenza per alcune evoluzioni presenti sui Cellini di fine anni Novanta. Seppure in percentuale molto più ridotta rispetto ai modelli automatici, i movimenti meccanici sono stati prodotti da Rolex fino agli anni Duemila.
Tutti questi orologi, che hanno visto la luce attorno agli anni Cinquanta, sono figli di lunghi periodi di sviluppo e perfezionamento e hanno contribuito a segnare in positivo l'immagine di Rolex come quella di una casa orologiera particolarmente attenta alle esigenze dell'uomo, dimostrando che i suoi orologi sono particolarmente robusti e possono essere utilizzati sia nell'impiego quotidiano, sia per mansioni eccezionali, come immersioni, lavori in presenza di forti campi magnetici, spedizioni di esplorazione, viaggi transoceanici e altro, superando sempre la prova dell'usura. A partire dalle fine degli anni Cinquanta la finestra data a ore tre assume definitivamente la colorazione con numeri nei di sfondo bianco (prima di questa data i numeri potevano essere anche rossi, oppure il disco era "roulette", con alternanza di numeri neri e rossi).
La sobrietà dei modelli Datejust e Day-Date fa sì che trovino anche spazio al polso di personalità di spicco, come nel caso di diversi presidenti degli Stati Uniti, quali Eisenhower, Kennedy, Lyndon Johnson, Gerald Ford, Ronald Reagan, Bill Clinton, Donald Trump ed altri. In particolare, le caratteristiche del Day-Date (quali i materiali pregiati e l'apposito bracciale President) gli attribuiscono, tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, il soprannome "The Rolex President". Il Day-Date diventa, dopo il Vulcain Cricket, uno degli orologi più presenti al polso dei presidenti americani.

Nel 1959 venne introdotta la seconda generazione di GMT Master con la ref. 1675, che rimase in produzione per oltre vent'anni fino al 1980. Su questa referenza sparì la ghiera in bachelite e venne adottata esclusivamente quella in alluminio. Negli anni Settanta questa referenza di GMT Master propose due ghiere inedite: una interamente blu su un modello in acciaio (modello soprannominato "Blueberry"), una marrone sulla versione in oro giallo ed una marrone e gialla (modello ribattezzato "Root Beer") sul modello acciaio e oro.

Lo stesso anno, con il calibro Rolex 1560, vengono introdotti i dadi Microstella per regolare con più accuratezza la precisione cronometrica dell'orologio.
Sempre nel 1959 nasce anche una delle referenze di Datejust più diffuse nella storia di Rolex: la 1601, in acciaio, dotato di ghiera zigrinata e bracciale Jubilée (ma trovabile anche in oro giallo). La produzione di questa specifica referenza si concluderà nel 1977. Parallelamente alla nuova generazione di Datejust nasce anche quella dei Day-Date (ref. 18XX), proposta in alcune varianti: ref. 1802 (lunetta liscia), 1803 (zigrinata), 1804 (con diamanti), 1806 (Florentine Finish, una finitura di cassa e/o bracciale ad tessuto intrecciato, tipo lino), 1807 (Bark Finish, o "Corteccia", una finitura dell'oro che simula la corteccia di un albero), 1811 (Morelli Finish: finitura dell'oro martellata). La generazione Day-Date 18XX rimarrà in produzione fino al 1977.
Nel 1959 debutta poi l'Explorer ref. 1016, la referenza più duratura di casa Rolex, che verrà discontinuata solamente nel 1990, dopo trent'anni di carriera. Sarà anche l'ultimo Rolex a montare il vetro plexiglas.
Sempre nel 1959 viene presentata la nuova generazione del Submariner: si tratta della ref. 5512, la prima ad introdurre le spallette proteggi corona e la prima a garantire un'impermeabilità fino a 200 metri. La lunga produzione (quasi vent'anni: è stato discontinuato nel 1978) ne ha garantito molte versioni, caratterizzate da alcune piccole differenze, particolarmente ricercate dai collezionisti.



Nel 1960 muore il fondatore Hans Wilsdorf. La guida dell'azienda passa al suo braccio destro André Heininger (già dipendente Rolex a partire dal 1948), che si prese cura della fabbrica dal 1963 al 1992.
Nel 1960 viene presentato il Deep Sea Special, che accompagnò il Batiscafo Trieste nella Fossa delle Marianne, resistendo alle elevatissime pressioni grazie al suo spessore e alla sua qualità costruttiva.
L'orologio resistette e dimostrò di aver mantenuto un funzionamento corretto durante la discesa e la risalita. Questo fatto venne confermato attraverso un telegramma spedito alla Rolex il giorno seguente che recitava:
Nel 1961 Gérald Genta realizza il Midas, un orologio dal design unico in casa Rolex, realizzato esclusivamente in materiale pregiato, con bracciale integrato e cassa asimmetrica, in tre differenti dimensioni: King, Queen e Princess (referenza 9630). La produzione di questo orologio proseguirà fino ai primi anni Settanta ma in volumi assai limitati, nell'ordine di circa 800 pezzi in totale, di cui solo 144 in oro bianco. Questo orologio è diventato famoso, oltre per il suo design peculiare, anche per essere stato al polso di diverse personalità, come ad esempio Elvis Presley, John Wayne e Jackie Stewart. Il Midas è anche stato il primo Rolex a montare un vetro zaffiro dalla forma quadrata. Iconica era anche la scatola, a forma di anfora greca.
Nel 1962 viene presentato il Rolex Submariner (ref. 5513), probabilmente la referenza più identificativa del Submariner nonché una delle più famose e ricercate, anche grazie al suo impiego in diverse pellicole di James Bond. Questo modello è stato contraddistinto da molteplici varianti di quadrante, le quali differivano anche solo per delle piccolezze, le quali hanno tuttavia alimentato la fantasia dei collezionisti. Un esempio è dato dalla disposizione delle indicazioni di impermeabilità: in alcuni quadranti sorge prima l'indicazione espressa in piedi (variante "Feet first"), in altri l'indicazione in metri ("Meter first"). Altre peculiarità sono date dalla forma degli indici (a "pallettoni" se sono stampati, a "bicchierino" se in rilievo, contornati da un profilo d'oro bianco e riempiti di trizio luminescente), dal design della minuteria (aperta o chiusa) e dal tipo di quadrante (Comex, Pre-Comex, Serif o Sans Serif ed altri). Tutte queste varianti sono date dal fatto che la ref. 5513 è stata in produzione assai a lungo (essendo stata discontinuata solamente nel 1990, dopo quasi trent'anni di carriera), affermandosi come uno dei modelli più longevi della casa coronata.
Nel 1963 il Milgauss ref. 6541 viene sostituito dopo solo quattro anni di carriera con la meno iconica ref. 1019, esteticamente stravolto e più simile ad un Oyster Perpetual, che resterà in produzione fino al 1988. A metà anni Ottanta un Rolex Milgauss ref. 1019 costava poco meno di due milioni di lire.

Negli anni Sessanta inoltre nasce il Rolex Daytona. Il Daytona non è il primo cronografo realizzato da Rolex: i primi cronografi di cui si hanno documenti sono i monopulsante 1074, 1219, 2022 3 2057, seguiti dalla ref. 2508 con due pulsanti, risalente agli primi anni Trenta (con calibro di fornitura Valjoux 22), mentre lo Zerographe ref. 3346 (poi declinato in altre versioni, come la ref. 3462, chiamata Centregraph) è il primo esperimento in casa Rolex di proporre un orologio con funzione cronografica e movimento di manifattura, che si traduceva in un classico tre lancette con la sfera secondi che si muoveva solamente quando azionata da un pulsante a ore 2: pertanto era un cronografo che registrava solamente tempi fino a sessanta secondi. Questo raro orologio, risalente al 1937, è il primo Rolex in assoluto a presentare una ghiera girevole (quasi vent'anni prima del Submariner) e del Turn-O-Graph, ed inoltre adotta una cassa Oyster.

Negli anni Trenta e Quaranta circa esistevano diversi cronografi sia monopulsante (come le reff. 1074, 1219, 2022, 2057, tutti con casse a cuscino), sia a due pulsanti, come la ref. 2508 (il primo cronografo a due pulsanti di casa Rolex, databile attorno alla metà degli anni Trenta, con movimento Valjoux 22), sia a due pulsanti con cassa quadrata, e molti altri (tra cui la 3055, il cosiddetto "Piccolino" che finì anche al polso di Enzo Ferrari). Sono inoltre da segnalare anche le reff. 3330 e 3335, che corrispondono ai primi cronografi di casa Rolex dotati di tre subdials, realizzati in poche unità tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta. Tuttavia il primo cronografo Rolex dotato di cassa Oyster è il Datocompax ref. 4767 datato 1947, il quale oltre al cronografo aveva anche la complicazione del calendario. Il Datocompax (ribattezzato anche "Jean-Claude Killy" dallo sportivo che era solito indossarlo) viene discontinuato nel 1962, con la ref. 6236. Ad esso seguirono due referenze, la 6234 e la 6238 (quest'ultima poi soprannominata "Pre-Daytona").


A partire dalla ref. 6239 appare sul quadrante dapprima il nome Cosmograph e, poco tempo dopo, il nome Daytona, a seguito di una prima sponsorizzazione da parte della Maison alla famosa corsa omonima in Florida. La ref. 6239, oltre ad essere il primo vero Daytona, è anche il primo modello dotato di ghiera riportante la scala tachimetrica, che fino ad allora era stampigliata sul rehaut del quadrante. Nel 1965, la ref. 6240, fu la prima a introdurre i pulsanti cronografici a vite sul Daytona, caratteristica tutt'oggi tipica del cronografo, i quali soppianteranno definitivamente quelli a pompa a inizio anni Settanta. La ref. 6240 fu anche la prima a presentare, sul quadrante, la scritta Oyster, a testimonianza della sua impermeabilità (seppur non tutti i quadranti hanno questa dicitura). I pulsanti a vite tuttavia rimasero inizialmente un'eccezione della ref. 6240, tanto che la ref. 6241, anch'essa introdotta nel 1965, ne era sprovvista. Allo stesso modo anche le reff. 6262 e 6264 del 1969, con nuovo calibro Valjoux 727 portato a 21.600 alternanze orarie dalle originarie 18.000, montavano ancora i pulsanti a pompa. Queste referenze saranno le ultime a montare i pulsanti a pompa, mentre quelli a vite verranno definitivamente adottati con le reff. 6263 e 6265 commercializzate a partire dal 1972. Per questa peculiarità dei pulsanti a vite già presenti sulla ref. 6240 (e per il fatto che è stata realizzata solamente per quattro anni, dal 1965 al 1969), alcuni appassionati considerano la ref. 6240 una versione di pre-produzione delle reff. 6263 e 6265, le quali invece sono rimaste in produzione per oltre quindici anni, fino alla dismissione dei Daytona a carica manuale avvenuta nel 1988. La ref. 6265 inoltre è stata la prima a montare sia la ghiera in metallo, sia i pulsanti cronografici a vite.
La passione per il Rolex Daytona è da ricercarsi sia nel fatto che il marchio ha da sempre fatto da importante sponsor in numerose gare motoristiche, sia perché era facile da vedere al polso di numerose star come Paul Newman (a cui furono "dedicate" dagli appassionati diverse referenze), e ciò ne ha contribuito una grande richiesta a cui ha contribuito fortemente anche l'Italia. Molti quadranti tipici dei Daytona dell'epoca (come ad esempio il "Paul Newman dial") sono stati realizzati dall'azienda Singer, che già collaborava con Rolex e che ne ha realizzato quadranti anche per Submariner e Datejust. La partnership con Singer si è protratta per decenni e ha consentito la realizzazione anche di quadranti che non sono mai entrati nella produzione regolare, ma che si sono limitati a restare prototipi. Un esempio è il prototipo Rolex "Cosmograph Yacht Master": trattasi di un Daytona datato 1967, che fu di proprietà di Eric Clapton, che riporta la scritta Yacht Master sul quadrante e l'aggiunta dell'indicatore del conto alla rovescia per le regate.



Oltre al classico Submariner un altro orologio tipico diver della casa è il Sea-Dweller (ref. 1665), lanciato nel 1967, e originariamente resistente a 2000 piedi (2.000 ft = 610m), caratterizzato per maggior spessore e in grado di sopportare le pressioni a maggior profondità. Questo orologio vantava una valvola a rilascio di elio (inventata con l'aiuto della collega svizzera Doxa SA) che lasciava defluire il gas durante la decompressione. Fino al 1977 il Sea-Dweller ref. 1665 presenta una doppia scritta rossa (che lo fa ribattezzare "Double Red" dagli appassionati o "DRSD", cioè "Double Red Sea-Dweller") per il nome del modello e l'impermeabilità riportati sul quadrante. Negli ultimi anni di carriera (fino al pensionamento del 1981) tutte le scritte diventeranno bianche. Variante ancor più ricercata del "doppia scritta rossa" è la variante "single red", in cui solo la scritta "Sea-Dweller" è in colore rosso: questa variante è presente esclusivamente sui prototipi di pre-produzione.
Come per il Submariner, nel corso dei decenni anche il Sea-Dweller sarà in grado di raggiungere profondità sempre maggiori (grazie al brevetto Triplock del 1970, che prevede tre guarnizioni al di sotto della corona di carica), fino ad arrivare al Deepsea e al Deepsea Challenge, in grado di raggiungere i 3900 e gli 11000 metri di profondità. Recentemente casa Rolex divide i modelli Sea-Dweller dai Deepsea. Sempre nel 1967 viene presentato anche il Submariner ref. 1680, la prima ad essere dotata della complicazione del datario (ovviamente con lente magnificatrice 2,5x) e che va ad affiancare le reff. 5512 e 5513 che invece restano senza la finestra data. Questa referenza rimane in produzione per una dozzina d'anni e fin quasi alla fine del suo ciclo produttivo riporterà la scritta "Submariner" in rosso (come avveniva per il coevo Sea-Dweller). La versione con la scritta rossa è anche nota come "Red Sub". Solo gli ultimi tre anni di produzione (circa dal 1976-1977 al 1979) la stessa referenza modificherà la scritta "Submariner" in bianco (nota come ref. 1680 "White Sub"), come il resto delle diciture. L'intera ref. 1680 è stata contraddistinta da ben 9 varianti (Mark) diverse di quadranti, a seconda del colore della scritta "Submariner" sul quadrante, del font delle altre diciture e della disposizione dell'indicazione dell'impermeabilità: in alcuni casi è stata riportata prima l'indicazione in piedi (versione cosiddetta "Feet first"), in altri l'indicazione dei metri ("Meter first"). Inoltre dai primi anni Settanta la referenza ha dotato la clasp del proprio bracciale di doppia chiusura di sicurezza, prima assente. Altra caratteristica della ref. 1680 era, appunto, il datario, che differiva dai datari dei Submariner moderni sia perché lo sfondo non era bianco ma argenté, sia soprattutto perché i numeri 6 9 non avevano gli occhielli chiusi, bensì aperti. La ref. 1680 con scritta bianca è nota tra gli appassionati anche con il nome di "White Sub". Verso la metà degli anni Sessanta i quadranti "gilt" tipici dei modelli Rolex più sportivi vengono sostituiti dai quadranti "matte", contraddistinti (a differenza dei predecessori) da un colore nero opaco e scritte ed indici bianchi.
Nel 1969 la ref. 1680 venne anche presentata in oro, affermandosi come il primo Submariner realizzato in materiale pregiato. Era reperibile in oro giallo con quadrante e ghiera neri o blu (configurazioni presenti ancora oggi sugli attuali Submariner).
Sul finire del decennio l'azienda svizzera diventa fornitore di segnatempo per la Fuerza Aérea del Perù, distribuendo diversi Daytona, qualche GMT-Master e qualche Submariner. I modelli sono riconoscibili per il fondello personalizzato con la scritta delle forze armate peruviane.
Sempre negli anni Sessanta nasce anche una linea destinata esclusivamente a Walt Disney (e quindi non in vendita) di Rolex Oyster Date ref. 6694 appositamente personalizzati con Topolino sul quadrante. Questi modelli sono molto rari: tuttavia nel corso dei decenni sono stati proposti altri modelli Rolex (perlopiù Precision, Oyster Perpetual e Datejust) con Topolino riprodotto sul quadrante: si tratta tuttavia di quadranti after market, non prodotti dalla casa orologiera elvetica.
Rolex partecipò allo sviluppo della tecnologia al quarzo anche per contrastare il forte sviluppo delle case giapponesi che stavano a loro volta sviluppando i propri movimenti. Nonostante inserì pochi modelli nella propria linea, i tecnici e gli ingegneri della casa furono determinanti nello studio della nuova tecnologia a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Nel 1968 la Rolex collaborò con un consorzio di 16 produttori svizzeri per creare il movimento al quarzo Beta 21 (uscito nel 1969) usato nella ref. 5100, il cosiddetto "Texano". Quest'orologio non era impermeabile, non essendo dotato di cassa Oyster. Questo aspetto, insieme alla complessità del movimento al quarzo montato (costoso, ingombrante, dispendioso e difficile da riparare), ha contribuito alla cessazione della produzione del "Texano".

La Maison infatti abbandona l'utilizzo del Beta 21 attorno al 1972 per dedicarsi alla realizzazione di un movimento al quarzo di manifattura ed esclusivo. Gli sforzi della Rolex culminarono dopo cinque anni di ricerca, disegno e sviluppo nella creazione del movimento "clean-slate" 5035/5055 che avrebbe alimentato l'Oysterquartz - secondo alcuni il miglior movimento al quarzo mai creato.


Nel 1971 nasce l'Explorer II (ref. 1655), dotato di ghiera fissa con indicazione delle 24 ore e quarta lancetta supplementare di colore arancione e con punta a freccia pensato appositamente per gli esploratori che, anche in condizioni di buio, possono sapere se sono nelle prime o nelle seconde dodici ore giornaliere. La peculiarità della freccia su questo modello fa sì che i collezionisti battezzino la prima referenza dell'Explorer II "Freccione". Un altro soprannome di questo modello è anche "Steve McQueen" per via dell'attore che era solito indossarlo. La ref. 1655 è stata realizzata in due generazioni: la prima è riconoscibile per l'assenza del contrappeso e del "lollipop" sulla lancetta dei secondi e per la sfera delle 24 ore che con il passare del tempo vira a una tonalità più gialla.

A partire dal 1972 scompaiono i pulsanti a pompa sui Daytona: le nuove referenze 6263 e 6265 adottano definitivamente quelli a vite. A inizio anni Settanta il Ministry of Defence (MOD - Ministero della difesa britannico) decide di dotarsi di uno specifico orologio: dopo che aveva già collaborato nei decenni precedenti con Rolex, la scelta ricade su un Submariner ref. 5513 che viene fatto modificare appositamente, dotato di anse fisse e di lancette "a gladio", differenti dalle classiche "Mercedes". Questo modello è anche soprannominato "Milsub" (dall'unione dei nomi "Military" e "Submariner"). La T sul quadrante, inoltre, sta a significare che come materiale luminescente si è adottato il trizio e non il radio. Non si tratta dell'unico caso in cui un Submariner viene adattato per l'esercito, tuttavia i risultati estetici sono pressoché identici (un altro esempio riguarda sempre il Submariner ref. 5513 assegnato ai soldati della Marine Nationale francese).


In questo periodo la collezione Cellini si amplia con la seconda generazione del King e Queen Midas, per uomo e donna (ref. 3580, presentata nel 1975), con bracciale integrato e cassa di forma squadrata, mossi dal movimento ultrapiatto a carica manuale Rolex 650, derivato dal noto Frédéric Piguet 21. Un altro Cellini dall'estetica immediatamente riconoscibile è la ref. 4350 e le reff. 4084, 3801 e 3805 con la cassa "a televisore", dal design tipicamente anni Settanta. È proprio in questo decennio che la collezione Cellini si sviluppa con numerosi modelli dalle forme che non si vedranno più in casa Rolex, come anche le reff. 4016, 4108 e 4136 dalla cassa rettangolare smussata. Al fianco di questi Cellini ne nascono anche altri con forme più tradizionali (come le reff. 3833 e 4112) e alcuni di essi anche con movimento al quarzo, oltre a diversi modelli da tasca, prodotti fino agli anni Novanta in numerose referenze. Verso metà/fine anni Settanta Rolex si specializza anche nella realizzazione di quadranti in pietre dure (onice, lapislazzuli, occhio di tigre, malachite) e in radica, oltre che quadranti laccati in vari colori (ribattezzati Stella, dal nome dell'azienda che li produceva).
Nel 1975 Rolex fa debuttare due referenze molto particolari di Datejust automatici: la ref. 1530 (in acciaio con ghiera liscia e bracciale tipo Oyster, ma piatto), e la ref. 1630 (in acciaio e oro, dotata di ghiera zigrinata e bracciale tipo Jubilée, ma anch'esso piatto). Queste due referenze, mai apparse su catalogo ufficiale della Maison, costituiscono un ponte assai interessante tra le linee del Texano e quelle dell'Oysterquartz, in quanto anticipano di due anni l'estetica di quest'ultimo modello, sfruttando la forma della cassa con bracciale integrato.
Nel 1977 entra in produzione l'Oysterquartz e vi rimarrà fino al 2001, contando un totale di circa 25.000 esemplari prodotti tra Datejust e Day-Date. Tutte e cinque le sue referenze (la 17000 in acciaio con lunetta liscia, la 17013 in acciaio e oro giallo con lunetta zigrinata e bracciale Jubilée, la 17014 in acciaio con lunetta zigrinata in oro bianco, la 19018 Day-Date interamente in oro giallo con braciale president e la 19019 Day-Date in oro bianco con bracciale president) rimarranno in produzione per il medesimo lasso temporale senza subire aggiornamenti. L'Oysterquartz Datejust E' stato realizzato in 7 varianti di quadrante per la versione oro/acciaio e in 5 varianti per il modello tutto in acciaio. Per l'Oysterquartz Day-Date (rimasto in produzione fino al 2003) sono state prodotte 18 varianti di quadrante tra versioni in oro giallo e in oro bianco. Infine per l'Oysterquartz l'azienda realizza anche un'apposita scatola in pelle marrone con interno in legno, mentre sulla controscatola era raffigurato il cristallo di quarzo.

Sempre nel 1977 vengono introdotte le nuove referenze a cinque cifre del Datejust (reff. 16000 e seguenti). Il nuovo movimento incassato, il Rolex 3035, presentava la rimessa rapida del datario ed un'alternanza oraria portata a 28.800 vph rispetto alle 19.800 del precedente movimento 1575 che era incassato sui Datejust con referenza a quattro cifre.
Il medesimo anno vede il passaggio di referenze a cinque cifre anche per il Day-Date (ref. 18XXX, si contano una decina di referenze differenti in questa generazione), che incassa il nuovo movimento Rolex 3055 con scatto rapido del datario e vetro zaffiro. Sulle referenze a cinque cifre del Day-Date 18XXX è stato introdotto anche il raro bracciale President Tridor (vedasi Day-Date reff. 18039 e 18239), il quale integrava oro bianco, giallo e rosa nelle maglie centrali.
Nel 1978 la casa coronata è sponsor per la prima volta nella sua storia del torneo tennistico di Wimbledon, di cui tutt'oggi è uno dei main partners.

Lo stesso anno viene presentato il Sea-Dweller ref. 16660, impermeabile a 4000 piedi (1220 metri), che resterà in produzione fino al 1988. Si tratta della prima referenza a cinque cifre del Sea-Dweller. Per tre anni questa referenza condividerà il mercato con la precedente, la ref. 1665, la quale manteneva un'impermeabilità a 2000 piedi (610 metri). Sempre del 1978 è anche il Submariner ref. 16800, dotato di vetro zaffiro e movimento Rolex 3035 (introdotto l'anno prima sul Datejust), con regolazione rapida della data.


Nel 1980 nasce la ref. 16750, la prima referenza a cinque cifre del GMT-Master, che introduce anche il nuovo calibro Rolex 3075 con rimessa rapida della data. Solamente due anni dopo, però, nel 1982, viene presentato il primo GMT-Master II (ref. 16760), che introduce una significativa e importante innovazione rispetto al modello precedente: ora infatti è possibile regolare autonomamente la lancetta a punta di freccia rispetto a quella snowflake delle ore, e ciò permette di poter visualizzare fino a tre fusi orari differenti adoperando anche la ghiera girevole. Ciò è consentito dal nuovo calibro Rolex 3085, che tuttavia è stato montato esclusivamente sulla ref. 16760. La possibilità di separare la regolazione della lancetta snowflake e di quella a punta di freccia è previsto anche nell'Explorer II. Con la nascita del GMT Master II vengono anche proposte nuove colorazioni delle ghiere: vedasi la "Coke", rossa e nera (nata proprio nel 1982), ghiera discontinuata nel 2007. Il GMT Master II convive in catalogo con il GMT Master tradizionale fino al 1999, quando quest'ultimo verrà definitivamente soppiantato. La ref. 16750 nasce con gli indici cosiddetti "a pallettoni": solo dopo la metà degli anni Ottanta vengono sostituiti con gli indici "a bicchierino".
A metà anni Ottanta l'Explorer II ref. 1655 è stato sostituito dalla ref. 16550. La nuova referenza è assai diversa dalla precedente: innanzitutto sparisce il cosiddetto "freccione" che aveva contraddistinto il modello precedente, inoltre si è cercato di ottimizzare la leggibilità, è stato massicciamente modificato il quadrante, inserendo a catalogo anche colori chiari (per la prima volta il quadrante poteva essere nero o bianco, e non solo nero), ed è variata l'estetica della lunetta. Infine è stato sostituito il calibro, che è diventato il Rolex 3085. Alcuni modelli con quadrante chiaro della ref. 16550 hanno assunto una tonalità crema per via di un difetto della vernice utilizzata, motivo per il quale hanno ottenuto il soprannome "Pannone". Questa nuova referenza tuttavia resta in produzione solamente pochi anni, in quanto a fine decennio viene soppiantata dalla ref. 16570.

Dal 1985 Rolex utilizza acciaio 904L per realizzare le casse dei propri orologi, a differenza degli altri produttori che continuano ad adoperare il 316L. L'acciaio 904L viene ritenuto il migliore per l'eccellente resistenza alla corrosione anche a contatto con acido acetico, fosforico, solforico, soluzioni clorurate, acqua di mare anche ad alte temperature. Sinora è l'unico marchio ad utilizzare tale materiale, peraltro di propria fabbricazione. A metà anni Ottanta venivano prodotti circa 450.000 esemplari Rolex ed impiegava quasi dieci tonnellate d'oro all'anno. Verso metà anni Ottanta i quadranti "matte" degli orologi sportivi vengono sostituiti dai quadranti cosiddetti "gloss", che presentano una nuova finitura lucida (come i vecchi "gilt" di metà anni Cinquanta).

Originariamente i cronografi Daytona non avevano l'appeal odierno e il pubblico non li recepiva come un must-have, sebbene fossero al polso di diversi divi del cinema e di campioni di sport motoristici: un modello così sportivo e moderno non si accordava con i gusti di allora. Questo snobismo commerciale proseguirà per quasi un ventennio, prima con la nascita dei modelli al quarzo negli anni '70, e poi ancora nella prima metà degli anni '80, quando l'orologio meccanico viene considerato obsoleto (nonostante nel 1976 Rolex presenti due delle referenze più rare tra tutti i Daytona: la 6269 e 6270, quest'ultima soprannominata "End Game", in oro giallo e diamanti su quadrante e lunetta). La stessa Zenith, madre dell'El Primero, primo calibro automatico ad alta frequenza, nel frattempo finita proprietà di una società americana (la Zenith Radio Corporation), aveva cessato la produzione del suo famoso calibro proprio perché ritenuto superato dalla tecnologia del quarzo.
L'attenzione verso i cronografi a carica automatica riaffiorò tra il pubblico generalista grazie al coraggio di diverse aziende quali Breitling, Eberhard e Paul Picot che tra il 1983 e il 1985 credettero fortemente nel ritorno di fiamma dell'orologeria tradizionale. A seguito di questo rinnovato interesse verso l'orologeria meccanica, le altre maison si mobilitarono a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta per proporre cronografi automatici con movimenti di fornitura di terze parti: esempi di questo genere sono ravvisabili in cronografi Audemars Piguet e Vacheron Constantin dotati di movimento modulare: base tempo automatica Jaeger-LeCoultre (tipicamente lo Jaeger-LeCoultre 889) e modulo cronografico realizzato da Dubois-Depraz (che forniva moduli anche per altre aziende, come Paul Picot o Girard-Perregaux). Fino al 1988 il Daytona è alimentato sempre da un Valjoux 72 modificato (chiamato da Rolex 727), un affidabile cronografo a carica manuale, ma ormai obsoleto rispetto alla concorrenza che, già dal 1969, aveva iniziato a investire in segnatempo cronografici con meccanismi automatici, come nel caso di Zenith, di Seiko e del consorzio svizzero Chronomatic, comprendente Heuer-Leonidas, Breitling, Hamilton-Buren e Dubois-Depraz. Negli anni Settanta, tuttavia, i cronografi meccanici hanno riscontrato scarso interesse da parte del pubblico e pertanto in quel decennio l'interesse allo sviluppo di quel tipo di calibri si è arenato.
Nella ricerca della durata, della competitività e dell'affidabilità, Rolex interviene sostituendo ai calibri Valjoux a carica manuale, scegliendo di adottare l'eccezionale movimento dello Zenith El Primero, il miglior movimento industriale a carica automatica allora esistente sul mercato. Fu proprio grazie al rinnovato impulso dato all'orologeria meccanica e all'interesse da parte di Rolex che Zenith tornerà, proprio sul finire degli anni Ottanta, a riproporre a catalogo il proprio movimento e a fornirlo anche a case terze. Rolex apporterà numerose modifiche all'El Primero per allinearlo ai propri standard (oltre il 50% dei componenti del calibro El Primero sono stati sostituiti o modificati), con veri e propri interventi strutturali, come l'eliminazione del datario (previsto a ore 4) e la riduzione delle frequenze di oscillazione da 36.000 a 28.800 alternanze, sostituendo il bilanciere originale con il proprio, basato sul meccanismo di regolazione a microstella, già collaudato sui cronografi degli anni '60. Tutto ciò porta alla realizzazione del calibro 4030 come movimento per il primo cronografo automatico: il Daytona ref. 16520 (prima referenza a cinque cifre del Daytona), che sostituisce le reff. 6263, 6265 (che erano in acciaio o in oro) e le lussuose e rarissime reff. 6269 e 6270 (secondo alcune fonti ne sono stati realizzati solo otto eseplari). Sul finire del 1988, il lancio del nuovo Rolex Daytona incontra un favore di pubblico enorme. La scarsa produzione da parte di Rolex, dovuta anche alla poca disponibilità del calibro base Zenith, scatena all'inizio degli anni '90 un vero e proprio boom collezionistico. Per i modelli precedenti, ovvero tutti i cronografi Daytona a carica manuale, l'exploit avviene solo qualche anno dopo, rendendo ancora oggi questo orologio oggetto del desiderio degli appassionati di tutto il mondo. Con la nuova generazione del Rolex Daytona, le referenze distingueranno, d'ora in poi, se il cronografo è solo in acciaio, in acciaio e oro, oppure solo in oro (prima non era così: ad esempio la ref. 6265 era tale sia per modelli completamente in acciaio, sia per versioni tutte in oro).

Nel 1988 la collezione Sea-Dweller viene aggiornata: la ref. 16660 viene sostituita dalla ref. 16600. Lo stesso anno è stato anche lanciato il nuovo movimento Rolex 3155 per Day-Date, che introduce un'importante novità rispetto al precedente 3055, cioè quella della rimessa rapida anche del giorno della settimana (si tratta del primo movimento Rolex con scatto rapido sia della data sia del giorno della settimana). Questo calibro è stato introdotto per la prima volta sulla ref. 182XX, proposta sul mercato dallo stesso anno. Sempre nel 1988 la ref. 16800 del Submariner viene sostituita dalla ref. 168000, prodotto per solo un anno, ma portatore dell'acciaio 904L in sostituzione del 316.
Nel 1989 viene presentata una nuova referenza dell'Explorer II, la 16570, rimasta in produzione per oltre due decenni, con cui ha debuttato il nuovo movimento Rolex 3185. La ref. 16570 viene suddivisa dagli appassionati in quattro generazioni, in base alle caratteristiche di quadrante, chiusura del bracciale e cassa. Sempre nel 1989 è entrato in produzione il GMT-Master II ref. 16710, commercializzato fino al 2007 circa. La ref. 16710 prende il posto della ref. 16760 "Fat lady".


Il GMT-Master II ref. 16710 introduce il movimento 3185.
Sempre nel 1989 Rolex pensiona la ref. 5500 (unico caso di referenza condivisa tra i modelli Explorer ed Air King, ma negli ultimi anni usata solo dall'Air King) al fine di creare una nuova generazione di quest'ultimo segnatempo: viene proposta così la ref. 14000, declinata in alcune varianti, quali ad esempio la ref. 14010 che presentava una lunetta lavorata.



Tra gli anni Novanta e Duemila viene stravolta la tendenza del Cellini e si torna a linee più morbide e pulite, tonde, con i modelli Cestello e Danaos. I movimenti adoperati sono sia a carica manuale (come il Rolex 1602, derivato dal 1600 e risalente a diversi decenni prima), sia al quarzo per i modelli da donna (come il Rolex 6620). Entrambi questi movimenti sono di manifattura Rolex.
Sono del 1992 i primi modelli di Pearlmaster, una variante più lussuosa del Datejust, inizialmente concepita in misure femminili (da 29 e 34 millimetri di diametro, poi portato anche a 39 mm), e dotata di un bracciale esclusivo (il bracciale Pearlmaster dotato di cinque componenti). La scritta Pearlmaster, tuttavia, non è mai apparsa su nessun quadrante.

Sempre nel 1992 vengono realizzati i primi modelli di Yacht-Master, riconoscibile dalla lunetta girevole bidirezionale in rilievo realizzata in oro o in platino (a seconda del modello). L'orologio originariamente è stato presentato in due misure: 40 millimetri (ref. 16622 in acciaio con ghiera in platino; ref. 16628 in oro giallo) e in 35 millimetri (ref. 68623 in acciaio e oro e ref. 68628 in oro giallo). I movimenti incassati (a seconda del diametro della cassa) sono il Rolex 2236 o il Rolex 3235. In quest'anno la guida dell'azienda passa da André Heininger al figlio Patrick, che rimane a capo di Rolex fino al 2008.
Nel 1998 Rolex acquista la celebre azienda produttrice di bracciali Gay Frères (già sua collaboratrice), la quale ha collaborato con tutte le più grandi aziende orologiere per la creazione di bracciali iconici, come l Bonklip per Breitling, quello dello Chopard Happy Sports, il "ladder" per alcuni Zenith El Primero anni Settanta e così via.



Nel 1999 viene dismessa la produzione del GMT Master I (la cui ultima referenza in catalogo era la 16700). Lo stesso anno viene introdotto il Rolex Cellini ref. 5115, con cassa tonda in oro e movimento a carica manuale.

Nel 2000 Rolex presenta il nuovo modello Daytona referenza n. 116520 (prima referenza a sei cifre del cronografo coronato), l'orologio risulta essere ora di completa manifattura Rolex anche nel meccanismo, chiamato 4130. Tra le altre novità rispetto al calibro di derivazione Zenith (che era ribattezzato da Rolex 4030), si può notare già guardando il quadrante come il quadrante dei piccoli secondi continui sia stato spostato da ore 9 a ore 6, mentre quello delle ore cronografiche ha fatto il percorso opposto. Ad inizio anni Duemila viene presentato anche un modello spiccatamente femminile nella collezione Cellini, che rispolvera il nome Orchid (reff. 6201 e 6221), caratterizzato da casse in materiali pregiati, lunetta spessa e ricoperta di diamanti e misure contenute. I movimenti sono al quarzo. Nel 2000 nasce inoltre la prima generazione del Day-Date a sei cifre (118XXX).
Nel 2003 si è celebrato il 50º anniversario dalla creazione del Submariner: per questa ragione è stata proposta una inedita versione della referenza 16610LV (Lunetta Verde) con quadrante nero e ghiera in alluminio verde, soprannominato "Kermit", come il celebre personaggio dei Muppets. Anche questo modello è contraddistinto per dei dettagli che ne differenziano le differenti produzioni: diversi seriali di questi modelli "Kermit", infatti, presentano alcune diversità, come un differente font sulla ghiera verde del numero 4, tanto che questa particolare versione è stata definita dai collezionisti "Fat Four" (o "Flat Four"), per via del numero 4 più panciuto rispetto alle altre varianti e con la parte superiore piatta.
Nel 2004 Rolex ingloba la filiale Rolex Bienne, che era la sede della vecchia Aegler, la quale per tutti questi anni aveva cambiato nome (diventando "Manufacture des Montres Rolex SA"), ma aveva mantenuto una differente proprietà rispetto al restante gruppo Rolex. Nel medesimo periodo l'azienda acquista anche altri fornitori, diventando progressivamente indipendente per l'intera filiera produttiva di realizzazione dell'orologio, dai bracciali ai quadranti alla creazione dei movimenti.
Nel 2005, più della metà della produzione svizzera di orologi certificati COSC (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres - Controllo Svizzero Ufficiale dei Cronometri) appartiene al gruppo.
Alla fiera di Basilea del 2005 viene presentato un nuovo Cellini Prince, molto diverso da quelli in commercio nel decennio precedente, con cassa rettangolare e dal design che richiama i vecchi "Doctor's Watch" che Rolex realizzava tra gli anni Venti e Trenta utilizzando componenti in comune con Alpina e Gruen. Allo stesso modo anche il movimento era stato realizzato ex novo: il calibro 7040 a carica manuale era uno dei pochi movimenti di forma mai prodotti dall'azienda, nonché il primo ad adottare il sistema antiurto Paraflex. Il Prince si distingue quindi dai Cellini Danaos e Cestello per un aspetto estetico più d'impatto e per finiture di maggior livello. L'orologio è uscito di produzione nel 2015 e, ad oggi, è l'ultimo orologio Rolex con cassa di forma. Sempre nel 2005 vengono presentati la nuova lunetta Cerachrom in ceramica proprietaria, montata originariamente sul GMT Master II, che nel 2005 celebra i suoi 50 anni. La ghiera in ceramica promette maggior resistenza ai graffi rispetto a quella in alluminio anodizzato. Le referenze che adottano la ghiera ceramica sono quelle identificate con sei cifre di numeri, e ciò vale sia per i GMT Master II (del quale è stata introdotta la nuova generazione: ref. 116710LN), sia per i Submariner (a partire dal 2010), sia per i Daytona (dal 2013). Risale al 2005 anche l'introduzione, per la prima volta, della spirale Parachrom blu, più resistente agli urti e paramagnetica.
Fino al 2006 la garanzia di Rolex è stata cartacea, mentre dal 2007 è stata introdotta la card plastificata di color verde (poi modificata nell'estetica nel 2015).



Nel 2007 viene presentato il Rolex Yacht-Master II, in grado di programmare il conto alla rovescia. Si tratta di un segnatempo studiato appositamente per le regate e che lega ancora di più il nome di Rolex a quello della barca a vela, dopo che già nel 1992 era stato presentato lo Yacht-Master tradizionale. Il conto alla rovescia sullo Yacht-Master II è programmabile da uno a dieci minuti. Le funzioni sono gestite dal Ring Command, un'interazione che coinvolge lunetta girevole, corona di carica e il calibro. Così facendo lo skipper ha la possibilità di sincronizzare il conto alla rovescia dell'orologio con quello della gara. Il movimento adottato è il Rolex 4161.
Lo stesso anno viene presentata anche la nuova generazione del Milgauss, referenza 116400, che presenta anche una variante con vetro verde (ref. 116400GV, dove GV significa Glace Verte: vetro verde in francese), che ad oggi è un unicum nella collezione Rolex e la cui creazione ha richiesto il deposito di diversi brevetti da parte della Maison. Lo stesso anno è stato presentato anche un nuovo quadrante, dalla tinta chiamata Z-Blue, rivestito di zirconio.

Sempre nel 2007 debutta la nuova generazione dell'Air King con la ref. 114200 in acciaio e lunetta liscia, la ref. 114210 con lunetta tornita in acciaio e la ref. 114234 dotata di lunetta zigrinata in oro bianco.

Nel 2008 il Sea-Dweller ref. 16600 viene discontinuato dopo vent'anni di carriera per lasciare spazio alla ref. 116660, che presenta per la prima volta sul quadrante anche il nome Deepsea, e garantisce un'impermeabilità fino a 3900 metri grazie al sistema Ringlock (un anello di compressione in acciaio e arricchito di azoto inserito all'interno della cassa) e ad un vetro zaffiro di 5,5mm di spessore. La ref. 116660 (la prima a sei cifre della linea Sea-Dweller) è anche la prima a essere dotata di ghiera ceramica. I test di impermeabilità sono sviluppati in-house da Rolex all'interno di una camera iperbarica creata appositamente allo scopo grazie al know-how di Comex.
Dal 2008 al 2011 la guida dell'azienda passa dalle mani di Patrick Heininger a Bruno Meier.
Sempre nel 2008 è stato introdotto il Day-Date II (ref. 218XXX), dotato di cassa 41 mm, con movimento Rolex 3156 (derivato dal Rolex 3155), montato esclusivamente sul modello Day-Date II.
Nel 2009 viene presentato anche il Datejust II, caratterizzato da cassa da 41 mm che, per la prima volta, si affiancava alle altre dimensioni già presenti a catalogo, quali 31, 34 e 36 mm, oltre alle misure più femminili.
In questo decennio la popolarità di Rolex cresce ancor di più, e l'azienda si afferma come una delle più ricercate in ambito orologiero, soprattutto per quanto riguarda modelli sportivi come Daytona, Submariner e GMT-Master. Rolex, grazie al successo passato, alle sponsorizzazioni, alla sua affidabilità e robustezza, alle innovazioni introdotte e alla rete di distribuzione capillare, è diventata un vero e proprio status symbol.
A seguito del primo esperimento di Submariner con colore diverso dal nero per l'acciaio, nel 2010 viene proposta una nuova variazione sul tema della ref. 16610, stavolta sia con ghiera ceramica sia con quadrante verde: viene ribattezzata "Hulk", in onore del supereroe della Marvel che ha lo stesso colore. Questo modello è stato distinto dai collezionisti nelle varianti Mark I, Mark II e Mark III a seconda delle lievi divergenze che intercorrono tra le tre versioni in termini di sfumatura di verde del quadrante e di font delle lettere e dei numeri, anch'essi riportati sul quadrante. Il modello Submariner "Hulk" è stato discontinuato nel 2020 e sostituito dallo "Starbucks", ref. 126610LV, esteticamente più simile al "Kermit", con quadrante nero e ghiera in Cerachrom verde. Alcuni chiamano la ref. 126610LV non "Starbucks" ma "Cermit", per via della ghiera in ceramica.
Nel 2011 nuovo CEO di Rolex diventa l'italiano Gian Riccardo Marini (che succede a Bruno Meier), già Amministratore delegato di Rolex Italia.
Nel 2011, per il quarantesimo anniversario dalla nascita del primo Explorer II (ref. 1655), Rolex sostituisce la longeva ref. 16570 (in commercio dal 1989) con la 216570 (la prima con sei cifre degli Explorer II), la quale omaggia il progenitore riproponendo il famoso "freccione" arancio che aveva dato il nome alla ref. 1655 e che dopo quella referenza era stato abbandonato in luogo della lancetta a punta di freccia uguale a quella dei GMT-Master. La cassa diventa di 42 mm di diametro. Inoltre il calibro montato è il Rolex 3187.
Dopo l'esperienza del Batiscafo Trieste nel 1960, Rolex torna negli abissi nel 2012 dotando il regista James Cameron di un Sea-Dweller appositamente preparato da COMEX, società francese specializzata in immersioni profonde con cui la casa orologiera collabora già dagli anni Settanta. Si tratta del Deepsea Challenge ref. 116660, con cassa da 51,4 millimetri di diametro.

Nel 2012 viene presentato al pubblico lo Sky-Dweller, il primo Rolex dotato di calendario annuale Saros e secondo fuso orario, tutto comandabile dalla corona di carica. L'efficienza di questo sistema ha previsto l'introduzione di pochi ingranaggi e meccanismi (solamente quattro) in più rispetto al solo datario con rimessa istantanea allo scoccare della mezzanotte. Ciò ha portato Rolex a dover sviluppare un nuovo movimento, il 9001: il calibro Rolex più complicato a catalogo. Tutte le funzioni del calendario annuale sono gestite esclusivamente dalla corona di carica ad ore 3, tramite un sistema brevettato da Rolex chiamato Ring Command ed utilizzato anche sullo Yacht-Master II per gestire le funzioni del conteggio alla rovescia. lo Sky-Dweller è proposto esclusivamente in materiale pregiato.
Sempre nel 2012 Rolex ha realizzato una versione dell'Explorer II dedicata allo Special Air Service (SAS), l'unità delle forze speciali dell'esercito britannico, il cui fondello è inciso e personalizzato da Rolex con il motto "Who dares win" ("chi osa vince"). L'orologio poteva essere acquistato solo dai soldati del reparto.
Lo stesso anno viene discontinuato il Datejust Turn-O-Graph, nella sua referenza 116264.

Dal 2013 al 2025 la Rolex è stata il cronometrista ufficiale della Formula 1.
Nel 2013 la casa ginevrina introduce, sul Daytona, la lunetta in Cerachrom, dapprima adottata sul modello in platino, poi estesa, a partire dal 2016, anche a quello in acciaio, in sostituzione della lunetta acciaio o in materiale pregiato. Nel 2013 anche il GMT-Master II viene dotato di lunetta Cerachrom, che per la prima volta viene presentata in versione bicolore.
Nel 2014 viene presentata la nuova collezione Cellini, questa volta formata esclusivamente da modelli con cassa rotonda Oyster, e varie complicazioni, come il secondo fuso orario o le fasi lunari. Quest'ultimo modello, dotato di datario periferico e fasi luna, è stato disegnato da Emmanuel Gueit, celebre per aver già realizzato il primo Audemars Piguet Royal Oak Offshore. Sempre nel 2014 viene presentato il Sea-Dweller Deepsea con quadrante D-Blue, riconoscibilissimo grazie alle sue sfumature che vanno dal blu marino al nero, a ricordare la progressiva assenza di luce più si scende in profondità negli abissi. Dal 2014 inoltre Rolex è partner della Biennale di Venezia.
Nel 2015 è stato introdotto il movimento Rolex 3255 per il nuovo modello Day-Date 40, con cassa da 40 mm, che ha sostituito il vecchio Day-Date II, rimasto in produzione per sette anni. Questo stesso anno cambia l'estetica della card della garanzia, che diventa bianca con bande verdi e dorate.
Il 2016 è stato l'anno in cui si è celebrato il sessantesimo anniversario dalla realizzazione del primo Day-Date: questa ricorrenza è stata festeggiata realizzando appositamente un modello in oro Everose (ref. 228235) o in oro bianco (ref. 228239) con quadrante verde ed indici romani applicati. Sempre nel 2016 ha debuttato l'Air King ref. 116900 (la generazione precedente era stata tolta dal mercato due anni prima): il quadrante viene stravolto rispetto ai modelli precedenti: diventa nero, con i numeri 3, 6 e 9 derivati dall'Explorer, mentre gli indici a bastoncino fanno spazio ai numeri da 5 a 55. Inoltre il logo Rolex e la scritta diventano colorati e la cassa si ingrandisce fino a raggiungere i 40 mm di diametro. Sempre nel 2016 viene discontinuato il Datejust II e sostituito con la denominazione Datejust 41.
Nel 2017, per il cinquantesimo anniversario dalla nascita del primo Sea-Dweller, viene presentata la ref. 126600 con scritta Sea-Dweller in rosso, per celebrare la prima versione prototipale di questo modello, e viene dotata di movimento Rolex 3235. Lo stesso anno è stato presentato anche la variante del Sea-Dweller in Rolesor giallo (acciaio e oro giallo). Lo stesso anno Rolex è stato uno dei partner fondatori della Laver Cup, competizione tennistica creata dal brand ambassador Roger Federer.
Nel 2018 viene presentata la prima versione del GMT-Master II in oro Everose (interamente in oro rosa, ref. 12715CHNR) e in Rolesor Everose (acciaio e oro rosa, ref. 126711CHNR).
Nel 2020 il modello entry level Oyster Perpetual è stato reinterpretato con molteplici varietà di quadranti colorati: rosa candy, turchese chiaro, giallo, verde e rosso corallo. Inoltre è stato lanciato un tipo di quadrante, chiamato "Celebration", che racchiude in sé tutti questi colori. A metà 2020 la garanzia plastificata ha integrato un chip NFC, cessando di indicare la boutique di provenienza.

Nel 2021 per il cinquantesimo anniversario dal lancio dell'Explorer II la cassa di quest'ultimo (ref. 226570, che sostituisce la precedente ref. 216570, in commercio dal 2011) è stata leggermente rivisitata, mentre la più grande differenza sta nell'adozione del movimento Rolex 3285, già montato sui GMT-Master II.
Nel 2022 è stato realizzato il primo GMT-Master II con corona di carica a ore 9 e lunetta bicolore nera e verde (ref. 126720VTNR), inoltre l'Air King (ref. 126900) beneficia di qualche aggiornamento estetico, come le spallette proteggicorona (assenti nella precedente ref. 116900 del 2016) e un nuovo movimento (il Rolex 3230, lanciato nel 2020, che sostituisce il 3131, e che alimenta anche le ultime generazioni di Submariner no date, Oyster Perpetual, Explorer e Sea-Dweller).
Nel 2022 viene proposto al pubblico il Rolex Deepsea Challenge (ref. 126067), in grado di raggiungere gli 11000 metri di profondità. La particolarità di questo segnatempo, oltre alle dimensioni (ben 50 millimetri di diametro e 23 mm di spessore), è l'utilizzo, per la prima volta in casa Rolex, del titanio (ribattezzato titanio RLX), che garantisce un contenimento della massa dell'orologio del 30% rispetto all'acciaio. Lo stesso anno nasce anche la ref. 136660 del Sea-Dweller, dotata di movimento Rolex 3235.

Sempre nel 2022 è stata interrotta la produzione del Rolex Pearlmaster.

Nel 2023 Rolex ha presentato diverse novità, come il nuovo Daytona(ref. 126500), che ha festeggiato i sessant'anni, con nuovo movimento automatico di manifattura, denominato 4131, che sostituisce il precedente 4130, incassato a partire dal 2000, a sua volta in sostituzione del calibro derivato dallo Zenith El Primero (montato con l'avvento delle prime referenze a cinque cifre, come la 16520). Inoltre sul modello in platino, per la prima volta, il fondello è trasparente (mancava dai tempi del Cellini Prince) e consente la vista del nuovo movimento, che ora presenta una nuova massa oscillante ridisegnata e dei ponti più decorati. Per celebrare la centesima 24 ore di Le Mans, inoltre, è stato realizzato un Daytona celebrativo (ref. 126529LN) con il numero 100 sulla scala tachimetrica colorato in rosso, il fondello decorato e un chiaro riferimento ai modelli del passato, con la presenza degli indici dei subdials quadrati (era così sulle reff. 6239, 6241 e 6264). Anche per questo motivo, questo nuovo Daytona Le Mans è stato ribattezzato "Nuovo Paul Newman".

Altra novità del 2023 è il modello 1908, classico ed elegante, con cassa Oyster (impermeabile a 50 metri) in oro giallo (ref. 52508) o bianco (ref. 52509) e fondello trasparente, che riprende le forme dell'"Ovettone" degli anni Trenta del Novecento e del primissimo Oyster Perpetual. Il nome è dedicato all'anno di fondazione di Rolex. Il 1908 porta con sé anche un nuovo movimento, chiamato 7140, dotato di rotore scheletrato realizzato in oro 18 carati. Inizialmente il modello è stato proposto con cinturino in pelle di alligatore con interno di colore verde e dotato di fermaglio Dualclasp con doppia chiusura pieghevole. L'introduzione di questo modello porta invece all'uscita dal listino della collezione Cellini, che era rimasto a catalogo con l'unico modello Cellini Moonphase ref. 50535. Oltre al Cellini, nel 2023 è stato discontinuato anche lo storico modello Milgauss.

Infine lo stesso anno Rolex ha acquisito Bucherer, azienda svizzera di vendita e produzione di orologi, che collaborava con la maison coronata da circa cent'anni. A seguito di questa storica acquisizione, Rolex ha lanciato il Rolex Certified Pre-Owner, un programma di vendita di orologi secondo polso marchiati Rolex completamente revisionati e certificati dalla casa madre.

Sullo Yacht-Master, inoltre, viene usato il titanio grado 5, seguendo quando fatto l'anno prima sul Deepsea Challenge.
Nel 2024 per la prima volta viene proposto un Rolex Deepsea tutto oro (ref. 136668LB), e viene introdotta una nuova ghiera per il GMT-Master II, soprannominata "Bruce Wayne" o "ghost": si tratta di una ghiera metà nera e metà grigia, presentata sul GMT-Master II in Rolesor giallo (ref. 126713GRNR) con bracciale Jubilée, e sulla variante interamente in oro giallo, sempre con bracciale Jubilée (ref. 126718GRNR).
Il medesimo anno viene sostituito il CEO di Rolex: Jean-Frédéric Dufour (ex CEO di Zenith e già impegnato in Blancpain, Ulysse Nardin e Chopard) prende il posto dell'italiano Gian Riccardo Marini. Sempre nel 2024 viene discontinuato lo Yacht-Master II.
A Waches & Wonders 2025 Rolex ha presentato un modello completamente nuovo: si tratta del Land-Dweller, un everyday watch con molte novità e numerosi richiami a modelli del passato: l'idea del bracciale integrato alla cassa rimanda all'Oysterquartz, che ormai non è più in produzione dal 2001, i numeri arabi al 6 e al 9 richiamano l'Explorer, la trama del quadrante a nido d'ape è un collegamento ad un disegno del quadrante del Datejust di qualche anno precedente, mentre il bracciale è una rivisitazione del Jubilée, ma con le maglie piatte (da cui il nome Flat Jubilée) per potersi raccordare meglio alla cassa.

Il Land-Dweller (proposto in due misure da 36 e da 40mm) introduce anche un nuovo calibro: si tratta del Rolex 7135 di manifattura, caratterizzato dall'essere il primo movimento della Maison dotato di alta frequenza (5 Hz, ovvero 36.000 alternanze/orarie) e dotato di nuovo scappamento brevettato Dynapulse, in silicio e con nuova architettura, che Rolex definisce più efficiente e più resistente ai campi magnetici rispetto al tradizionale scappamento ad ancora svizzero. Il Dynapulse prevede un doppio impulso diretto con entrambe le ruote distributrici che dialogano direttamente con la ruota che trasmette l'energia del bariletto, senza che sia necessaria l'ancora svizzera. È la prima volta che Rolex usa uno scappamento diretto, mentre in orologeria fu brevettato ancora da Breguet, e poi usato, tra gli altri, anche da orologiai indipendenti quali Derek Pratt e Kari Voutilainen. Il fondello dell'orologio è a vista, per la prima volta in assoluto su un modello in Rolesor bianco. Le varianti di materiale sono tre: Rolesor bianco (acciaio e oro bianco), Everose (oro rosa) e platino.

Altri modelli presentati al Watches & Wonders 2025 sono: un GMT-Master II con ghiera nera e verde, quadrante verde brillante e oro bianco per cassa e bracciale; un GMT-Master II interamente in oro Everose con quadrante in occhio di ferro (soprannominato "Tiger Iron"), una pietra naturale di nuova applicazione per Rolex che unisce occhio di tigre, diaspro rosso ed ematite. Sono stati inoltre lanciati tre nuovi quadranti per Oyster Perpetual con tonalità pastello (lilla per il 28, beige per il 36 e verde salvia per il 41), che poi nel corso dell'anno sono aumentate: i nuovi quadranti, con finiture opache, sono stati introdotti con la nuova referenza dell'Oyster Perpetual 41: la 134300. Altre novità hanno riguardato un nuovo Daytona in oro giallo con bracciale Oysterflex e quadrante color turchese; uno Sky-Dweller interamente in oro giallo e quadrante verde; un Datejust tutto in oro giallo con quadrante rosso degradé e diamanti; ed infine un 1908 interamente in oro giallo con un inedito bracciale a 7 file chiamato Settimo ed uno in platino con quadrante azzurro (ref. 52506).
Durante il Watches & Wonders 2026 è stata presentata la nuova ref. 126502 del Rolex Daytona, in acciaio e platino, caratterizzata da quadrante completamente bianco in smalto grand feu (per questo motivo ribattezzata "Albino"), e ghiera con numeri dal nuovo font. Lo stesso anno viene presentata una nuova generazione di Yacht-Master II (ref. 126680 in acciaio, ref. 126688 in oro giallo), a due anni di distanza dall'uscita di produzione della precedente versione. Ora la ghiera in ceramica ha la numerazione come quella del Submariner, mentre l'indicatore del conto alla rovescia è stato posizionato sul rehaut. Questa referenza, inoltre, porta in dote il nuovo movimento Rolex 4162. Contestualmente, il GMT-Master II "Pepsi" è stato tolto dal mercato.
Inoltre, per i 100 anni dal debutto della prima cassa Oyster (impermeabile), è stato presentato un Oyster Perpetual contraddistinto da ghiera e corona di carica oro (mentre il resto delle componenti sono in acciaio), con il numero 100 su corona e riportato a ore 6 sul quadrante, mentre la scritta Rolex è di colore verde, e il quadrante color ardesia. È stato presentato anche un nuovo quadrante Jubilée caratterizzato da dieci colori differenti. Altre novità sono caratterizzate da alcune nuove colorazioni di quadranti per i Datejust e dai modelli degli Oyster Perpetual 31 realizzati interamente in oro giallo e in oro rosa, con quadranti laccati colorati e pietre dure al 3, 6 e 9. Nel 2026 inoltre è stata aperta la prima boutique Rolex in alta quota, a 3000 metri, sulle Alpi Bernesi.
A fine 2026 è stato presentato il 1908 Perpetual Padellone, il primo orologio complicato della collezione 1908, che richiama le vecchie referenze 6062 e 8171 (il vecchio "Padellone", con cassa da 38 mm), risalenti a fine anni Quaranta/primi anni Cinquanta. E' la prima volta che Rolex adotta ufficialmente un nome derivato dal mondo del collezionismo vintage per un proprio orologio. Questo nuovo orologio, dotato di calendario annuale istantaneo, mantiene la cassa del 1908 solotempo (39 mm), ma porta con sé il nuovo calibro Rolex 7190 (derivato dal 7135 montato sul Land-Dweller e dal 7140 del 1908 solotempo) e fornito di scappamento indiretto Dynapulse in silicio, 36.000 alternanze/orarie di oscillazione e di 66 ore di riserva di carica. Inoltre Rolex ha brevettato un apposito sistema denominato Haplos che garantisce la correzione di tutte le indicazioni del calendario in maniera istantanea allo scoccare della mezzanotte. I dischi della luna piena e della luna nuova sono realizzati in meteorite. Era dal 2023, dall'uscita di produzione del Cellini Moonphase ref. 50535, che Rolex non aveva a catalogo un orologio dotato di fasi lunari. Al momento dell'uscita, il Perpetual Padellone è stato presentato in oro Everose (con cinturino o bracciale Settimo) ed in platino.

Alcuni modelli e tipi di Rolex (in ordine alfabetico):
Modelli fuori produzione (in ordine alfabetico):
Gli orologi in acciaio inossidabile sono diventati tra i modelli più ricercati. Tra i modelli professionali subacquei il Sea-Dweller Deepsea rappresenta la massima espressione in merito alle performance di immersione. Esso ha una valvola automatica per l'espulsione dell'elio sul fianco sinistro; finitura della carrure lucida sui fianchi e satinata in alto; lunetta girevole unidirezionale graduata da 0 a 60; vetro zaffiro piano con spessore maggiorato; corona a vite di tipo Triplock con alette laterali di protezione; fondello in titanio, serrato a vite.
L'orologio Rolex Sea-Dweller Deepsea ha movimento meccanico a carica automatica di manifattura Rolex, calibro 3135, 31 rubini, bilanciere a quattro bracci in Glucydur con sistema di regolazione inerziale Microstella, 28.800 alternanze/ora, sistema antichoc Kif; cronometro certificato COSC, finitura dei ponti a perlage, quadrante nero, indici applicati in oro bianco, con campitura interna Superluminova; lancette Mercedes in oro bianco, scheletrate e luminescenti; secondi continui al centro e datario a finestrella al 3.
L'impermeabilità di questo Rolex è garantita fino 3.900 metri (contro i 300 del Submariner e i 1.200 del Sea-Dweller 4000) e non ha la lente d'ingrandimento per la data che potrebbe limitare la lettura dell'ora e a rischio nei colpi frontali; il bracciale di tipo Oyster in acciaio satinato ha la chiusura Fliplock a doppia sicurezza personalizzata.
I primi bracciali per i Rolex Oyster erano chiamati Jubilee, Oyster e President, a cui è seguito il bracciale Pearlmaster utilizzato esclusivamente per l'omonima collezione ed oggi non più prodotto. Recentemente è stato proposta una variante del Jubilée chiamata Flat Jubilée per il modello Land-Dweller, ed il bracciale Settimo, caratterizzato da sette file di maglie per il modello 1908. Gli orologi "eleganti" fanno parte della linea Cellini. Al fine di mettere in commercio orologi meno costosi terza fascia di orologi, ma comunque di buona qualità, venne creata dal fondatore, Hans Wilsdorf, Tudor. Da anni Tudor produce modelli differenti dai Rolex senza più utilizzarne parti comuni.
James Bond, il personaggio di Ian Fleming, ha indossato diversi Rolex, non soltanto nei film, ma anche nei libri: nel romanzo "Vivi e lascia morire" del 1954, infatti, lo scrittore specificò per la prima volta che l'agente segreto indossava un Rolex.
Nei film il cui protagonista era interpretato da Sean Connery, l'agente portava al polso un Rolex Submariner ref. 6538 (visibile in "Licenza di Uccidere" del 1962) senza datario, privo di spallette proteggi corona e con cinturino in tessuto militare.
Anche George Lazenby utilizzò un Submariner, stavolta la ref. 5513, nella pellicola "Al servizio segreto di Sua Maestà", risalente al 1969, oltre ad un Rolex ref. 6238 noto anche tra gli appassionati con il soprannome di "Pre-Daytona".
Pure Roger Moore, in "Vivi e lascia morire" del 1973 indossava un Submariner ref. 5513.
Nei film successivi con Pierce Brosnan e quelli con Daniel Craig, l'orologio divenne un Omega Seamaster, in seguito alla partnership del marchio Omega con i produttori dei film per la promozione dei propri orologi.
Timothy Dalton in "Vendetta Privata" (1989) utilizzò un Submariner. Fu l'ultima apparizione di un Rolex al polso di un Agente 007.
Nei decenni, gli appassionati hanno attribuito molti soprannomi a diversi orologi (o parti di essi) per via delle loro caratteristiche intrinseche, o perché sono stati indossati da personaggi famosi che li hanno consegnati alla storia. Questi nomignoli spesso sono talmente legati ai segnatempo che vengono definiti così anche dai rivenditori e presso gli addetti ai lavori. Ecco alcuni esempi:























Ecco un elenco di alcuni brevetti e marchi che Rolex ha registrato nel corso dei decenni e che ad oggi contribuiscono a connotare i suoi orologi:
Nel corso degli anni sono esistiti anche diversi orologi Rolex personalizzati da varie aziende o da Stati per premiare dipendenti particolarmente fedeli, abili venditori, o per essere indossati da ambasciatori o altri funzionari statali. La possibilità di personalizzare un Rolex è stata ammessa dalla stessa casa elvetica fino al 2004, data a partire dalla quale tutte le personalizzazioni di Rolex sono state effettuate esclusivamente after market e non dall'azienda stessa. All'interno di questa lista possiamo trovare diversi segnatempo, diventati a loro modo iconici anche grazie alla loro rarità:


Oltre a questi orologi è possibile anche trovare segnatempo marchiati con il nome della gioielleria presso cui erano acquistati (come nel caso di Tiffany) o altri con un simbolo riconducibile al fatto che si trattassero di segnatempo destinati ai militari. Questi ultimi sono anche noti con il soprannome di "Milsub".
Oltre a tutti questi modelli sopracitati, molti dei quali sono stati modificati direttamente dalla casa madre, ci sono altri Rolex personalizzati da aziende appositamente specializzate in quest'ambito: è il caso del Rolex Tourbillon di Labelnoir (un Milgauss in ceramica nera, quadrante grigio e tourbillon), l'Heritage Submariner HS01 Project X Designs (una rivisitazione moderna del Submariner "coroncione" ref. 6538), il Tempus Machina ref. 216A (altra rivisitazione del Submariner ref. 6538), l'Artisans de Genève La Montoya (un Daytona scheletrato dedicato al pilota di F1 Juan Pablo Montoya e realizzato in 50 pezzi), l'Artisans de Genève Uncatchable GMT (dedicato a Frank Abegnale Jr., truffatore e falsario nonché autore del libro Prova a prendermi), o l'Artisans de Genève Andrea Pirlo Project (un Submariner scheletrato realizzato per Andrea Pirlo). Allo stesso modo Franck Muller aveva montato su un Rolex Datejust un modulo di calendario perpetuo. Questi ultimi esempi di orologi personalizzati e molto elaborati, tuttavia, non sono mai autorizzati da Rolex, tant'è che in diverse occasioni Rolex ha intentato cause contro queste aziende esterne per concorrenza sleale e violazione del marchio.
Rolex ha prodotto orologi anche con altre marche, tra cui Tiffany in U.S.A., Birch and Gaydon in Inghilterra, Solar Aqua in Nord America.
Rolex ha quattro sedi, ciascuna con differenti funzioni:

Tutti gli orologi Rolex sono sottoposti ad un test per poterli definire "Superlative Chronometer". Queste analisi vengono effettuate dalla Maison sugli orologi privi di bracciale nella sede di Les Acacias e comporta dei severi controlli di precisione cronometrica (gli orologi devono avere uno scarto giornaliero massimo di +/- 2 secondi) e di impermeabilità (a seconda del grado di impermeabilità dei vari modelli vengono adottate differenti tolleranze). Qualora gli orologi rispettino i limiti cronometrici e di impermeabilità ottengono il requisito di "Superlative Chronometer" (che viene riportato sul quadrante) e vengono accompagnati dall'apposito sigillo verde che ne certifica la qualità costruttiva.
La prima corona di carica a vite equipaggiata da Rolex risale al 1926, contestualmente alla realizzazione della prima cassa Oyster.
Lo sviluppo tecnico porta Rolex a realizzare differenti corone, come la "Brevet" da 8 mm di diametro, montato su alcuni vecchi Submariner (come alcuni modelli delle reff. 6200 e 6538). Negli anni Quaranta/Cinquanta circa nasce anche un'altra corona da 6 mm di diametro, che al di sotto del logo Rolex riporta una croce, simbolo dello "Swiss made". Negli anni Cinquanta è stata sviluppata la corona Twinlock, dotata di due guarnizioni. Negli anni Settanta, invece, è stata progettata la corona di carica Triplock, dotata di tre guarnizioni, adatta a equipaggiare i modelli subacquei della casa.

Nel corso degli anni, la corona di carica Rolex ha ottenuto simboli sotto il logo della Maison, che consentono ad una prima occhiata di riconoscere il materiale di cui l'orologio è composto e il tipo di corona adottata:
Come accade per altri prodotti importanti e di lusso, gli orologi Rolex vengono spesso contraffatti e venduti illegalmente per strada e in alcuni siti internet. Questi falsi sono costruiti prevalentemente nei paesi asiatici come l'India, Taiwan, il Sud-Est asiatico e la Cina continentale (l'Unione europea stima che il 54% dei falsi prodotti nel 2004 sia originario della Cina), e commercializzati ovunque con prezzi che variano dai 30 ai 3.000 euro (per modelli fabbricati in oro massiccio). Stando alle fonti il 75% delle copie riguarda i modelli Rolex. Questi orologi contraffatti sono stati soprannominati Fake Watches, Folex o Fauxlex (dal francese "faux", falso). Spesso i falsi Rolex vengono assemblati anche con pezzi originali (bracciali, ghiere, quadranti, addirittura anche movimenti) e in questi casi risulta molto difficile, a un occhio non esperto, distinguere le copie dall'originale.
Con l'intento di contrastare il fenomeno della diffusione dei falsi, Rolex ha depositato domanda di brevetto per la creazione di un sistema di riconoscimento NFT (chiamato Watch Certificate) al fine di tutelare l'originalità del proprio prodotto e di difendere il consumatore nell'acquisto dell'orologio. Si tratta di realizzare una scheda dotata di un chip leggibile tramite smartphone la quale contiene i dati relativi al segnatempo e al suo proprietario.
In virtù del suo grande successo e della popolarità tra collezionisti e celebrità, non è infrequente trovare in asta alcuni Rolex che hanno raggiunto prezzi di aggiudicazione record. Questi sono alcuni esempi:


La popolarità dell'azienda ginevrina ha coinvolto polsi celebri, dal cinema alla moda, fino ad arrivare a grandi politici e capi di Stato immortalati con al polso un orologio Rolex. Tra questi, si possono ricordare politici (come diversi Presidenti USA quali Dwight Eisenhower, Lyndon B. Johnson, Gerald Ford, John Fitzgerald Kennedy, Ronald Reagan, Barack Obama, Joe Biden e Donald Trump, oltre ad altri politici come Winston Churchill, Che Guevara, Fidel Castro), attori (come Paul Newman, Steve McQueen, Nicolas Cage, Brad Pitt, Jennifer Aniston e Robert Redford), musicisti e cantanti (come B.B. King, Eric Clapton, Yngwie Malmsteen, Plácido Domingo e Michael Bublé), registi (come James Cameron e Martin Scorsese), nonché illustri sportivi (come Michael Jordan, Cristiano Ronaldo, Zlatan Ibrahimović, Roger Federer, Garbiñe Muguruza, Ana Ivanović, Dominic Thiem, Björn Borg, Rod Laver, Chris Evert, Justine Henin, Juan Martín del Potro, Jannik Sinner, Nico Rosberg, Mark Webber, Tom Kristensen, Jackie Stewart, Tiger Woods, Lindsey Vonn e Hermann Maier). Alcuni di questi sono stati scelti anche come testimonial per pubblicizzare i propri orologi.

La prima testimonial fu la nuotatrice Mercedes Gleitze che per prima nel 1927 provò ad attraversare lo stretto della Manica a nuoto; mentre il primo testimonial maschile fu Malcolm Campbell il Re della Velocità, che tra il 1924 e il 1935 stabilì per 9 volte il record di velocità a bordo di un'automobile, e rifiutò di farsi pagare per pubblicizzare il marchio. Oggi Rolex sponsorizza alcuni degli eventi sportivi e culturali più importanti, come eventi motoristici, tennistici, velici e importanti competizioni di equitazione. Data la longevità di alcune di queste collaborazioni Rolex non è più vista solo come uno sponsor, ma anche come un partner vero e proprio.

Tra i più importanti ambasciatori Rolex possiamo ricordare:
Rolex da tempo ha diversi impegni in ambito extra orologiero.
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