Rxart

Rxart
sistema operativo
SviluppatorePixart
ProprietarioPixart
FamigliaUnix-like
Release iniziale (1999)
Release corrente3.2 (2010)
Tipo di kernelGNU/Linux
Licenzavarie
Sito webpixartargentina.com.ar

Rxart è una distribuzione GNU/Linux popolare in America Latina prodotta sin dal 1999 dall'azienda argentina Pixart sulla base di Debian.

Il sistema operativo, dall'interfaccia in lingua spagnola, è disponibile sia singolarmente che, grazie ad accordi con i produttori hardware tra cui Lenovo, anche preinstallato nei personal computer, in diversi paesi dell'America Latina: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù, Uruguay, Venezuela. Nel 2005 il numero di licenze d'uso vendute ha raggiunto la quota di 350 000 unità mentre nel 2008, secondo il presidente di Pixart, Gabriel Ortíz, le vendite della versione desktop del sistema operativo nella sola Colombia erano di 6 000 al mese.

Il sistema operativo è stato scelto in un progetto pilota avviato nel 2006 dal governo venezuelano in collaborazione con Intel per equipaggiare i Classmate PC destinati alle scuole. Tra il 2008 e il 2011 Pixart ha collaborato con Mancoosi, un progetto del settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea volto a sviluppare strumenti tecnici e algoritmici per l'amministrazione di sistema.

Note

  1. ↑ (ES) RedUsers, Linux (Guìa práctica de instalación, configuración y administración), a cura di Daniel Benchimol, collana desde Cero, Buenos Aires, MMXI, 2011, p. 65, ISBN 978-987-1773-12-1.
  2. ↑ (EN) Quilombo Digital blog, Rxart 3.2 Desktop Linux first impressions, 21 febbraio 2008
  3. ↑ (ES) Portinos, Eligen en Colombia el Linux argentino Rxart Archiviato il 2 aprile 2015 in Internet Archive., 7 febbraio 2008
  4. ↑ (ES) Rxart en las Intel Classmate PC de Venezuela, su VivaLinux, 16 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2011).
  5. ↑ (EN) Participants, su Mancoosi project.
  6. ↑ (EN) Ralf Treinen, Solving Package Dependencies: From EDOS to Mancoosi (PDF), Debian Conference 8, luglio 2008, p. 2. URL consultato il 4 marzo 2015.

Collegamenti esterni

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