La scuola di avviamento professionale fu una scuola secondaria di primo grado italiana che permetteva, a chi aveva conseguito la licenza elementare, di ottenere una formazione orientata massimamente al lavoro.

Fu istituita nel 1930 dall'unione tra la scuola complementare, i corsi integrativi di avviamento professionale, e le scuole operaie di avviamento al lavoro.
Con la riforma Gentile del 1923 venne introdotta la scuola complementare, erede della soppressa scuola tecnica, con indirizzo industriale o commerciale. La scuola complementare, di durata triennale, non abilitava al proseguimento degli studi. Esistevano peraltro delle classi aggiunte alle elementari, dopo la quinta, che comprendevano corsi biennali di esercitazioni per specifici mestieri.
In particolare i programmi prevedevano:
| Disciplina | I | II | III |
|---|---|---|---|
| Italiano | 4 | 4 | 3 |
| Lingua straniera | 4 | 4 | 4 |
| Storia e geografia | 4 | 4 | 3 |
| Matematica | 4 | 3 | 3 |
| Scienze naturali | - | 2 | 2 |
| Computisteria | - | 3 | 3 |
| Disegno | 4 | 3 | 3 |
| Calligrafia | 2 | - | - |
| Stenografia | - | 1 | 2 |
| Totale delle ore settimanali | 22 | 24 | 23 |
Oltre la quinta elementare furono istituite, già nel 1925, classi integrative di avviamento professionale, con la finalità di completare l'istruzione dell'obbligo e di dare una preparazione professionale generica nei vari settori dell'attività economica.
Nel 1929 i corsi integrativi di avviamento professionale, insieme alla scuola complementare e alle scuole operaie di avviamento al lavoro, furono organizzati in unico tipo sotto il nome di "scuole secondarie di avviamento al lavoro". Accorpate nel 1930, assunsero due anni dopo, con la legge di conversione, la denominazione finale di "scuole di avviamento professionale".
I consorzi provinciali per l'istruzione tecnica furono istituiti in tutto il territorio nazionale con legge 21 gennaio 1936 n. 82, con il compito di promuovere lo sviluppo e il perfezionamento dell'istruzione tecnica; tali consorzi concorrevano al finanziamento, all'organizzazione e gestione, sia dei corsi liberi ad iniziativa privata, sia delle scuole e dei corsi di istruzione dello Stato. Il presidente del consiglio di amministrazione era nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione. I consorzi furono soppressi a livello nazionale nel 1977, dopo che le funzioni amministrative erano passate alle Regioni.
La scuola di avviamento professionale fu abolita con l'istituzione della scuola media unificata, con la legge 31 dicembre 1962, n. 1859.
Era una scuola per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni che potevano ricevere un addestramento pratico per fornire un primo insegnamento di carattere secondario per la preparazione ai vari mestieri, all'esercizio pratico dell'agricoltura ed alle funzioni impiegatizie di ordine esecutivo nell'industria e nel commercio.
Si accedeva ad essa con la licenza elementare o con esame di ammissione e, al termine del corso di studi triennale, si conseguiva la licenza di scuola secondaria di avviamento professionale.
Rimase l'unico canale d'istruzione post-elementare senza il latino, e veniva frequentata perciò da tutti gli alunni che non intendevano proseguire l'istruzione nelle scuole medie di secondo grado; tuttavia la licenza abilitava all'accesso alla scuola tecnica, alla scuola professionale femminile, al corso superiore dell'istituto d'arte o dell'istituto tecnico, dopo esami selettivi di italiano e matematica.
Esistevano anche le "scuole governative maschili serali" ad esempio ad indirizzo commerciale, destinate agli adulti in possesso della licenza elementare.
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