| Shere Khan | |
|---|---|
| Universo | Il libro della giungla |
| Nome orig. | Shere Khan |
| Lingua orig. | Inglese |
| Autore | Rudyard Kipling |
| 1ª app. | 1894 |
| 1ª app. in | I fratelli di Mowgli (Mowgli's Brothers) |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | Tigre del Bengala |
| Sesso | Maschio |
Shere Khan è l'antagonista principale de Il libro della giungla di Rudyard Kipling; compare anche, come personaggio secondario, ne Il secondo libro della giungla. Secondo Kipling, Shere significa "tigre" in vari dialetti indiani, mentre Khan è un titolo che manifesta la sua supremazia sulle altre tigri.
È una tigre del Bengala, antagonista di Mowgli e del Popolo Libero di Seeonee. Ha un carattere crudele ed egoista e insieme al suo scagnozzo, Tabaqui lo sciacallo, ha l’obiettivo di sottomettere il Popolo Libero di Seeonee, di cui non rispetta le leggi. Nato con una zampa inferma, Shere Khan rivendica il titolo di signore indiscusso della giungla pur temendo l'uomo, il Fiore Rosso e i Dholes.
Certi biografi di Kipling sostengono che per creare il personaggio si fosse ispirato a Mrs Sarah Holloway, la sua oppressiva madre affidataria, mentre altri vedono Shere Khan come un'allegoria di Bahadur Shah II, l'ultimo Gran Mogol, che tentò di scacciare dall'India i britannici, rappresentati da Mowgli. È probabile che Kipling possa essersi ispirato, per il nome, anche al condottiero afghano Shere Khan Sur che tra gli anni '30 e '40 del 1500 fu un avversario dell'impero Moghul, ancora in via di formazione.

Shere Khan, chiamato "Lungri" da sua madre per via della sua zoppaggine, stabilisce il suo dominio presso il fiume Waingunga, a circa 20 miglia dal territorio del Popolo Libero di Seeonee. La sua infermità lo costringe a cibarsi di bovini e presto il rischio di rappresaglia da parte dei paesani lo spinge a infiltrarsi nelle terre del Popolo Libero insieme al suo scagnozzo Tabaqui lo sciacallo.
Ne I fratelli di Mowgli, Shere Khan s'imbatte in un gruppo di uomini e tenta di assalirli. Le sue vittime si salvano, lasciando indietro Mowgli, un cucciolo d'uomo che riesce a raggiungere la tana di Babbo Lupo e Raksha.
Poiché Raksha rifiuta di consegnargli il bambino, Shere Khan, infuriato, si presenta al Consiglio del Branco reclamando il diritto di riavere la sua preda. Il tentativo però fallisce, perché in difesa di Mowgli si alzano Baloo e Bagheera. Shere Khan non dimentica la sua umiliazione e durante il decennio successivo istiga i lupi più giovani a ribellarsi contro il capo branco Akela. Quando l'autorità di Akela viene meno dopo una caccia fallita, Shere Khan, essendosi ormai guadagnato la fiducia della maggior parte del Popolo Libero, tenta invano di uccidere il vecchio capo branco, ma viene fermato da Mowgli, che lo scaccia con un ramo infuocato.
In La tigre! La tigre!, tre mesi dopo, Shere Khan ritorna nel suo vecchio territorio vicino al Waingunga e scopre che Mowgli si è trasferito nel villaggio limitrofo. I suoi piani per vendicarsi vengono rivelati da Tabaqui a Fratel Bigio, che uccide lo sciacallo e racconta tutto a Mowgli. Quando la tigre viene avvistata mentre riposa in una gola, Mowgli, con l'aiuto di Fratel Bigio e Akela, divide una mandria di bufali e li fa correre impazziti nel burrone dove riposa Shere Khan, intrappolandolo e facendolo morire sotto i loro zoccoli. Mowgli scuoia la carcassa e torna nel territorio del Popolo libero, dove espone la pelle sanguinante sulla Rocca del Consiglio.

In Come nacque la paura, ambientato tra gli eventi de I fratelli di Mowgli e La tigre! La tigre!, Shere Khan si presenta, durante una tregua dell'acqua, a bere insieme agli altri animali nel letto principale del Waingunga, unica fonte d'acqua non ancora prosciugata. La tigre si vanta di aver ucciso un uomo per divertimento, sfruttando il diritto di commettere quest'atto, normalmente proibito, una notte all'anno. Una volta sazio, viene scacciato dall'elefante Hathi per aver contaminato l'acqua con sangue umano.
Per spiegare l'accaduto a Mowgli, Hathi racconta come un tempo la giungla fosse un paradiso terrestre dove tutti gli animali vivevano in armonia senza sbranarsi. La prima tigre, antenata di Shere Khan e di tutte le tigri, era anch'essa buona e pacifica e non aveva la pelliccia striata. Quando gli animali incominciarono a litigare tra loro, Tha, padre degli elefanti e signore della giungla, incaricò la prima tigre di fare da giudice ai loro litigi. Ma, quando arrivò il turno di due cervi, uno di loro la colpì con le corna e, per risposta, la tigre gli tirò una zampata con forza, spezzandogli il collo. Reso folle dal dolore per quello che aveva fatto involontariamente, fuggì. La morte si era insinuata nella giungla e gli animali si corruppero, anche perché il nuovo giudice era la Scimmia, considerata una stupida portatrice di vergogna.
Poiché Tha aveva ordinato agli alberi di segnare l'assassino del cervo, quando la tigre passò tra loro i rami disegnarono le strisce sulla sua pelliccia. Di lì a poco, l'uomo fece la sua comparsa e insultò la tigre alludendo al suo manto striato. La tigre chiese aiuto a Tha, che gli disse che per una notte all'anno l'uomo lo avrebbe temuto, raccomandandogli di avere pietà. Ma quella notte l'uomo rivolse nuovamente i suoi insulti alla prima tigre e venne sbranato. Da quel triste giorno uomini e tigri sono rivali.
In The Third Jungle Book di Pamela Jenkel, il racconto The Ghost Tiger rivela come Shere Khan ebbe un figlio di colore bianco chiamato Shere Safed, nato poco dopo la sua fuga dalla Rocca del Consiglio. Intento a vendicare la morte del padre, Safed uccide numerosi figli di Hathi per attirare Mowgli nella sua tana. Mowgli e Bagheera affrontano e sconfiggono Safed, che tenta di fuggire, per poi venire fatto a pezzi da Hathi e il suo branco.
Nel romanzo prequel La legge della giungla. La vera storia di Bagheera, di Davide Morosinotto, viene rivelato come Shere Khan fu accolto dall'orsa Kamala, che tentò d'insegnargli la Legge della giungla, ma senza successo.


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