
Skomantas, riportato anche come Komantas (in jatvingio Skomants o Komants o Gomants, in lituano Skomantas o Komantas, in tedesco Skomand o Skumand, in slavo orientale antico Комант o Комат, in latino Scumandus; 1225 circa – Stegny, 1285), è stato un condottiero e nobile pruzzo, principale capo degli Jatvingi durante il loro conflitto contro l'Ordine teutonico.
La maggior parte delle informazioni sulla vita di Skomantas deriva dal Chronicon terrae Prussiae di Pietro di Duisburg del 1326. Viene descritto come il ricco e influente capitaneus del valsčius jatvingio di Crasima e la cui fortezza, nota ai cronisti tedeschi come Skomandburg, era situata su di un'altura vicino all'attuale villaggio di Skomęntno Wielkie, sulle rive del lago Skomęntno (entrambi i toponimi sono probabilmente derivati dal nome del condottiero). Secondo lo storico Artūras Dubonis possedeva inoltre una vasta tenuta tra le attuali Kapčiamiestis, Leipalingis e Pryvalki.
Allo scoppio della grande rivolta prussiana, sebbene gli Jatvingi avessero fino ad allora avuto contrasti tutto sommato limitati con i Cavalieri teutonici, Skomantas decise di dare manforte ai Pruzzi ribelli e nel 1263 lanciò un attacco contro la roccaforte teutonica di Chełmno; sulla via del ritorno fu intercettato da un contingente teutonico presso l'attuale Węgorzewo che fu però completamente sbaragliato. Nello stesso periodo Skomantas stava tuttavia conducendo anche alcune campagne contro il principato di Pinsk che gli impedirono di dedicare alla rivolta prussiana la totalità delle sue truppe. Nel 1272-1273 lanciò un secondo attacco contro il Culmerland con la partecipazione anche di altre tribù prussiane e di alcune truppe lituane, ma stavolta l'operazione non ebbe lo stesso successo. Nel 1274 la grande rivolta fu infine soffocata dai teutonici e le loro mire di conquista di volsero subito verso gli Jatvingi, con l'obiettivo di sottometterli per completare la conversione dei popoli pagani della regione e per punirli del supporto che avevano offerto ai ribelli prussiani.
Inizialmente Skomantas riuscì a organizzare un'efficacie resistenza agli attacchi teutonici e nel 1276 passò addirittura alla controffensiva invadendo nuovamente le terre dell'Ordine, e l'anno successivo, col supporto dei Lituani, condusse con successo 4.000 uomini a razziare ancora una volta il Culmerland, mentre nel 1280 attaccò le roccaforti teutoniche in Sambia. Skomantas sperava che queste incursioni riaccendessero i focolai di ribellione in Prussia ma la maggior parte dei Pruzzi, che erano ormai fiaccati da anni di conflitto e che avevano accettato la conversione al cristianesimo, preferì restare fedele all'Ordine. Nel biennio 1280-1281 i teutonici lanciarono una serie di attacchi che devastarono le regioni jatvinge, spingendo molti dei nativi baltici ad abbandonare le loro terre per cercare rifugio nella vicina Lituania. Durante una di queste campagne, dopo aver attaccato e distrutto il castello di Skomandburg, una parte dell'esercito teutonico, smarritosi nelle foreste della Sudovia lungo la via del ritorno, fu vittima di un'imboscata da parte di Skomantas, che sterminò la maggior parte dei soldati nemici e prese numerosi prigionieri, tra cui il cavaliere Ludwig von Liebenzell. Nonostante questa vittoria, anche Skomantas optò infine per abbandonare la sua terra natia e rifugiarsi insieme a i suoi tre figli Galmas, Gedetas e Rukalas nella vicina Rutenia Nera (probabilmente a Hrodna), allora sotto il controllo lituano.
Durante la sua permanenza il Lituania Skomantas entrò nelle grazie del granduca Traidenis, che non solo gli concesse alcune terre prima in Rutenia e poi probabilmente in Samogizia, ma nei due anni successivi gli diede anche supporto militare nella sua lotta contro i Cavalieri teutonici, invadendo per due volte la Prussia. Tuttavia nel 1283 sembra che Skomantas sia entrato in contrasto con il nuovo granduca Daumantas, subentrato al defunto Traidenis e probabilmente interessato a disfarsi di tutti gli alleati del suo predecessore, e insieme ai suoi figli e agli altri due capi jativngi Gedetas e Kantigirdas decise di consegnarsi ai teutonici, accettando di farsi battezzare e di collaborare con l'Ordine. Stabilitosi inizialmente a Balga, nell'estate del 1284 fu tra i comandanti delle truppe teutoniche che attaccarono Hrodna e, come ringraziamento per i suoi servigi, nell'aprile 1285 ricevette in dono dall'Ordine un piccolo possedimento in Natangia e una residenza presso il villaggio di Stegny (vicino a Elbląg), dove morì poco dopo.
Secondo una tradizione popolare, Skomantas sarebbe stato sepolto nel cimitero parrocchiale della vicina Kandyty, in una tomba contrassegnata da una grande pietra (nota in tedesco come Skomand-Stein "pietra di Skomantas") e circondata da grandi alberi di tiglio. Questa tomba monumentale fu curata dalla popolazione locale e si conservò fino alla seconda guerra mondiale, a seguito della quale andò distrutta.
Alcuni storici, tra cui il britannico Stephen Christopher Rowell, ritengono che Skomantas sia da identificare con il quasi omonimo Skalmantas, menzionato in un poema russo del XIV secolo come capostipite della dinastia dei Gediminidi e padre (o forse nonno) di Gediminas. È quindi possibile che dopo il 1285 almeno uno dei suoi figli possa aver fatto ritorno in Lituania per prendere parte alla crisi dinastica e alle lotte di potere che stavano attraversando il Granducato alla fine del XIII secolo.