Un social network, o più semplicemente social (espressione inglese, in Italiano rete sociale), è un servizio di Internet per la gestione dei rapporti sociali, tipicamente fruibile mediante browser o applicazioni mobili appoggiandosi sulla relativa piattaforma, che consente la comunicazione e condivisione per mezzi testuali e multimediali. L'espressione social network, comunemente usata nella lingua italiana, è un prestito linguistico dall'inglese social networking service o social networking site, lett. "servizio di rete sociale" o "sito di rete sociale".
I servizi di questo tipo, nati come comunità alla fine degli anni 1990 e divenuti enormemente popolari nel decennio successivo, permettono agli utenti di creare un proprio profilo, organizzare una lista di contatti, pubblicare un proprio flusso di aggiornamenti e di accedere a quello altrui. Essi sono distinguibili in base al tipo di relazioni cui sono orientati (per esempio quelle amicali, lavorative o pubbliche) o anche a seconda del formato delle comunicazioni che prevedono (come testi brevi, immagini o musica). Il loro uso è spesso offerto gratuitamente, dato che i fornitori sono remunerati dagli inserzionisti pubblicitari online.

Il primo social network della storia corrisponde al sito americano SixDegrees, lanciato a New York nel 1997 dal suo fondatore Andrew Weinreich. SixDegrees consentiva agli utenti di creare profili, elencare i propri amici e, a partire dal 1998, navigare negli elenchi di amici. Ognuna di queste caratteristiche esisteva in qualche modo prima di SixDegrees, ovviamente. I profili esistevano sulla maggior parte dei principali siti di incontri e su molti siti di community. Gli elenchi di amici AIM e ICQ supportavano elenchi di amici, sebbene tali amici non fossero visibili agli altri. Classmates.com consentiva alle persone di affiliarsi con la loro scuola superiore o college e navigare nella rete per altri che erano anche affiliati, ma gli utenti non potevano creare profili o elencare amici fino a anni dopo. SixDegrees è stato il primo a combinare queste caratteristiche, tuttavia il portale non riuscì a raggiungere la sua sostenibilità economica e nel 2000 il sito venne chiuso .
Altri social network nel corso degli anni riuscirono a raggiungere decine di milioni di utenti, come ad esempio MySpace fondato nel 2003. L'inizio del nuovo millennio rappresentò per i social network una vera e propria età dell'oro, anche grazie allo sviluppo di un nuovo modello economico che dagli Stati Uniti si diffonde in tutto il mondo, che prese il nome di new economy. La novità di questo modello, che significò poi lo spartiacque fra i social network che riuscirono a trovare un modello sostenibile fu l'introduzione di sistemi in grado di generare transazioni economiche correlate alle azioni svolte online dagli utenti, basate principalmente su pay-per-click e digital advertising.
Progressivamente, tutti i social network nati all'inizio del millennio, che in origine ne erano sprovvisti, hanno iniziato ad introdurre sulle proprie piattaforme soluzioni di questo tipo, introducendo all'interno di questo modello economico il concetto di targeting e di profilazione, garantendo in questo modo una sostenibilità economica prima ed un'alta profittabilità poi alle piattaforme. È in questo contesto che va letto il successo di piattaforme come Facebook e LinkedIn, ma anche di piattaforme nate più recentemente come Instagram e TikTok .

Nessun dato
Secondo la definizione data dalle studiose Danah Boyd e Nicole Ellison, si possono definire siti di reti sociali tutti i servizi web che permettano la creazione di un profilo pubblico o semi-pubblico all'interno di un sistema vincolato, l'articolazione di una lista di contatti e la possibilità di scorrere la lista di amici dei propri contatti.
Attraverso ciò, questi servizi permettono di gestire, ristabilire o rinsaldare online amicizie preesistenti o di estendere la propria rete di contatti. Sebbene il primo servizio di rete sociale, SixDegrees, fosse nato già nel 1997, le reti sociali vissero una crescita esponenziale a partire dal 2003, grazie alla popolarità di siti web come Friendster, il primo di successo, abcTribe.com e LinkedIn. Google ha lanciato Orkut il 22 gennaio 2004. Kidzbop, una rete sociale in spagnolo e portoghese, ha debuttato anch'essa nel 2004. In Italia il primo dei grandi portali passati verso questo tipo di rete sociale è stato superEva. Sempre in Italia, fra il 2003 e il 2004, ci fu anche l'esplosione di MSN.
Uno studio del 2010, basato sul confronto dei dati di traffico risultanti dai motori Alexa, Google Trends for Websites e ComScore, mostra l'avanzata di Facebook in un numero crescente di nazioni, anche laddove Myspace opponeva maggiore resistenza, come, ad esempio, negli Stati Uniti.
Anche in Europa il social network di Mark Zuckerberg pare acquisire una posizione dominante, pur in presenza di enclavi come Hi5 in Portogallo e Romania, Nasza-klasa in Polonia, Hyves nei Paesi Bassi, Iwiw in Ungheria. Più ardue risultano la diffusione in Russia, dove sono consolidati servizi locali come VKontakte e Odnoklassniki, la competizione con Maktoob nei paesi arabi e quella con Orkut, di proprietà di Google, in Brasile e India.
Il punto più avanzato della ricerca sulle reti sociali attraverso internet è rappresentato però dalla teoria del socio-semantic web (s2w), progetto destinato a "risemantizzare" il web, aggiungendo un approccio pragmatico usando nel semantic browsing classificazioni euristiche e ontologie semiotiche. In base a questi criteri la massa di informazione e produzione culturale immessa nel web viene interconnessa, producendo così un'attiva connessione tra gli utenti proattivi della rete. Ne sono un esempio i social network semantici come StumbleUpon e Funchain. Si può parlare in questo caso di un ibrido tra un web social network e un aggregatore, ovvero un sito che permette agli autori di weblog (più comunemente detti blog) di pubblicizzare i propri articoli (o post, usando il termine inglese).
L'uso di reti sociali sta diffondendosi anche come un'evoluzione delle web radio. I siti non si limitano a proporre musica in formato MP3, ma, interpretano i gusti e propongono musiche simili, facendo scoprire nuovi artisti, musicalità, ritmi. Attraverso siti come Pandora, last.fm, musicovery, o il più conosciuto Spotify è possibile creare delle comunità virtuali invitando i propri amici, ma anche ascoltando la musica proposta per i "vicini", persone con preferenze simili alle proprie.
Le reti sociali possono essere organizzate anche attorno a professioni lavorative o svilupparsi su base territoriale, ad esempio per siti dedicati esclusivamente a cultura e tempo libero in una determinata città. Le reti sociali e le reti comunitarie stanno generando approcci innovativi al lavoro delle organizzazioni della società civile in direzione di uno sviluppo sostenibile.
Un importante sviluppo delle reti sociali è rappresentato dalla possibilità di creare da parte di chiunque ne abbia le competenze (sviluppatori con linguaggi solitamente proprietari) applicazioni orientate alla comunità degli iscritti; tale famiglia di applicazioni beneficiano della rete di contatti e delle informazioni individuali degli iscritti (es. Facebook, MySpace, ABCtribe sono stati i primi) e hanno spinto taluni a considerare le reti sociali come i sistemi operativi web del futuro (da qui anche la probabile motivazione degli investimenti di Microsoft in Facebook, 240 milioni di dollari a novembre 2007). L'evoluzione degli attuali sistemi operativi potrebbe cioè proprio essere rappresentato dalle reti sociali, cioè da un ambiente che offre non solo istruzioni base per creare applicazioni complesse (come oggi Windows, Linux, ecc.), ma istruzioni e soprattutto informazioni sugli utenti e le loro relazioni, per creare nuovi tipi di applicazioni.
Per entrare a far parte di una rete sociale online occorre costruire il proprio profilo personale, partendo da informazioni come il proprio indirizzo email fino ad arrivare agli interessi e alle passioni (utili per le aree "amicizia"), alle esperienze di lavoro passate e relative referenze (informazioni necessarie per il profilo "lavoro").
A questo punto è possibile invitare i propri amici a far parte della propria rete, i quali a loro volta possono fare lo stesso, cosicché ci si trova ad allargare la cerchia di contatti con gli amici degli amici e così via, idealmente fino a comprendere tutta la popolazione del mondo, come prospettato nella teoria dei sei gradi di separazione dello psicologo Stanley Milgram (1967), la cui validità anche su Internet è stata recentemente avvalorata dai ricercatori della Columbia University.
Diventa quindi possibile costituire delle comunità tematiche in base alle proprie passioni o aree di affari, aggregando ad esse altri utenti e stringendo contatti di amicizia o di affari.
I servizi di rete sociale consentono ai detentori di siti di trarre guadagno principalmente dalla fornitura a terzi delle informazioni degli utenti, che alimentano gratuitamente la base di conoscenza, in secondo luogo dalla pubblicità mirata che le aziende indirizzano agli utenti in base ai siti visitati, link aperti, permanenza media, alle informazioni da loro stessi inserite.
In terzo luogo, in particolare i siti di incontri e dating, dall'iscrizione degli utenti che desiderano usare tutte le funzioni del sito. Questo tipo di siti è talora oggetto di critiche per l'uso di profili e foto inventati, robot o altri programmi automatici che indirizzano e-mail e risposte standard in base alle preferenze manifestate dagli iscritti.
Nel 2014 Facebook annuncia tramite i termini di servizio, che userà anche il "pulsante like" per tracciare gli utenti allo scopo di creare profili personali dettagliati per proposte commerciali.
Una prima scoperta di uno studio condotto da Danah Boyd è questa: gli individui nati nell'epoca postmoderna «devono» socializzare usando Facebook, per mancanza di altri spazi di ritrovo con i loro coetanei. «Molti adolescenti,» scrive la ricercatrice, «hanno meno libertà di muoversi, meno tempo libero e più regole» rispetto ai loro genitori o nonni. La pressione scolastica è aumentata. Non si usa più passare ore di tempo libero a spasso con gli amici dopo la scuola, (anche per ragioni di insicurezza, o presunta tale, si scopre che almeno in USA gli adolescenti oggi passano meno tempo a zonzo per la strada rispetto a quel che facevano i loro genitori). «Facebook, Twitter, le foto con la messaggistica istantanea sostituiscono quello che era il cinema drive in negli cinquanta e lo shopping mall negli anni ottanta.
Ogni generazione di adolescenti ha uno spazio differente che decide come lo spazio "cool"». Oggi lo spazio "cool" per frequentare gli amici si chiama Facebook, Twitter, Instagram; «Gli adulti non lo capiscono perché interpretano questi fenomeni deformandoli alla luce delle proprie ossessioni, fobie, nostalgie e ricostruzioni distorte del passato. È un luogo comune dire che gli adolescenti sottovalutano i pericoli per la loro riservatezza, si "denudano" (talvolta in senso letterale) su Facebook senza valutarne le conseguenze». Migliaia di interviste di boyd rivelano l'equivoco profondo. Gli adolescenti sono preoccupati della loro riservatezza, eccome. Però hanno una gerarchia di timori ben diversa da quella dei genitori. Quasi nessuno teme di essere "spiato dal governo", né si spaventa che Google o Facebook saccheggino le sue conversazioni a scopi commerciali, di pubblicità, marketing, sia fonte di fake news e disinformazione, subiscano azioni di propaganda e manipolazione politica e sociale delle masse, fino a costituire un rischio per la democrazia stessa.
D'altro canto, una serie di indagini svolte in Lombardia su migliaia di adolescenti a partire dal 2008 hanno mostrato innanzitutto come, in epoca precedente alla diffusione dei dispositivi mobili, gli adolescenti che praticavano di più le “piazze virtuali” erano anche gli stessi che dedicavano più tempo ad altre occasioni di socialità nel mondo reale, come se i contatti nel mondo virtuale venissero usati per tenere vive le relazioni e per rinviare a opportunità di incontro nella piazza reale; successivamente, in conseguenza della diffusione dei dispositivi mobili, le indagini hanno mostrato come le interazioni degli adolescenti si svolgono nei cosiddetti spazi ibridi, nei quali l'uso dei servizi di Rete continua a essere il modo per fissare appuntamenti negli spazi fisici, senza però venire interrotto nel momento dell'incontro, ma continuando piuttosto a caratterizzarlo, in un'esperienza immersiva di autonarrazione in cui la rete sociale dei contatti virtuali è compresente all'incontro con gli amici o con la famiglia.

Negli ultimi anni, i principali social network sono stati coinvolti in numerosi procedimenti giudiziari e amministrativi. Le controversie riguardano soprattutto la tutela dei minori, i possibili effetti sulla salute mentale, la raccolta dei dati personali, la concorrenza e la responsabilità delle piattaforme per il funzionamento dei loro algoritmi. Questi procedimenti non hanno tutti la stessa natura: alcuni sono azioni civili avviate da utenti o famiglie, altri sono cause promosse da autorità pubbliche e altri ancora sono indagini amministrative delle autorità di regolamentazione.
Negli Stati Uniti, numerose famiglie e altre parti attrici hanno avviato procedimenti contro società come Meta, Google, TikTok e Snap. Le contestazioni comprendono, a seconda del caso, presunti effetti dannosi di alcune funzionalità, sistemi di raccomandazione, notifiche e meccanismi progettati per incentivare l'utilizzo continuativo dei servizi . Un altro esempio è l'azione avviata dal New Mexico contro Meta. Nell'atto introduttivo del dicembre 2023, lo Stato ha contestato, tra le altre cose, la sicurezza delle piattaforme per i minori e la gestione dei rischi di sfruttamento sessuale .
La protezione dei minori è un altro tema centrale, soprattutto quando riguarda la raccolta di informazioni personali, la verifica dell'età e l'esposizione dei giovani a contenuti potenzialmente dannosi. Un precedente importante è il procedimento statunitense contro Musical.ly, il servizio poi conosciuto come TikTok. Nel febbraio 2019, la Federal Trade Commission (FTC) annunciò un accordo da 5,7 milioni di dollari relativo alle accuse di raccolta illecita di dati personali di bambini sotto i 13 anni, in violazione della normativa statunitense. Il caso costituisce un esempio concreto di intervento in materia di privacy dei minori . Anche nell'Unione europea la tutela dei minori è oggetto di controlli. Nel maggio 2024, la Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti di Meta per valutare possibili violazioni del Digital Services Act (DSA) in relazione alla protezione dei minori su Facebook e Instagram. Fra le questioni esaminate figuravano i sistemi di raccomandazione, i possibili effetti di dipendenza comportamentale e i meccanismi di verifica dell'età . Nell'aprile 2026, la Commissione ha inoltre comunicato conclusioni preliminari secondo cui Facebook e Instagram potrebbero non aver adottato misure sufficientemente efficaci per impedire l'accesso ai servizi ai minori di 13 anni. Si tratta di conclusioni preliminari, non di una sentenza giudiziaria definitiva .
Un'altra categoria di controversie riguarda il potere economico delle grandi aziende tecnologiche e la possibilità che alcune condotte limitino la concorrenza. Nel dicembre 2020, la Federal Trade Commission statunitense avviò una causa contro Facebook, oggi Meta, sostenendo che la società avesse mantenuto illegalmente un monopolio nei servizi di social networking personale. Le contestazioni riguardavano, fra l'altro, le acquisizioni di Instagram e WhatsApp e le condizioni imposte ad alcuni sviluppatori . Il procedimento ha avuto sviluppi successivi importanti. Nel novembre 2025 il tribunale federale ha deciso a favore di Meta in primo grado e nel gennaio 2026 la FTC ha annunciato un appello . Un diverso caso riguarda Google e il mercato della pubblicità digitale. Nel gennaio 2023, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, insieme ad alcuni Stati, ha promosso un'azione antitrust sostenendo che Google avesse monopolizzato diversi mercati della tecnologia pubblicitaria. Questo procedimento è pertinente all'analisi del potere economico delle grandi piattaforme digitali, ma non riguarda esclusivamente YouTube né può essere classificato automaticamente come una causa contro un social network .
Una questione giuridica complessa riguarda la responsabilità delle piattaforme per i contenuti pubblicati dagli utenti e per il modo in cui i sistemi algoritmici li selezionano e raccomandano. Nel caso Gonzalez v. Google LLC, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha esaminato questioni relative alla Section 230 e alle raccomandazioni di contenuti di YouTube. Nel maggio 2023, la Corte ha rinviato il caso al tribunale inferiore alla luce della propria decisione in un procedimento collegato, senza risolvere in modo generale tutte le questioni relative alla responsabilità algoritmica . Nel caso Twitter, Inc. v. Taamneh, deciso anch'esso nel maggio 2023, la Corte Suprema ha esaminato una contestazione relativa alla presunta assistenza a un'organizzazione terroristica. La decisione ha riguardato specifici requisiti di responsabilità secondo la normativa applicabile e non equivale a una generale immunità delle piattaforme per qualsiasi attività .
| nome_causa | tipo_procedimento | anno_avvio | piattaforme | tema | promotore |
|---|---|---|---|---|---|
| New Mexico v. Meta Platforms | Civile; tutela dei minori | 2023 | Facebook; Instagram | tutela dei minori; salute mentale | Stato del New Mexico |
| Commissione europea — procedimento DSA contro Meta | Amministrativo/regolatorio | 2024 | Facebook; Instagram | tutela dei minori; salute mentale | Commissione europea |
| Commissione europea — procedimento DSA contro TikTok | Amministrativo/regolatorio | 2024 | TikTok | tutela dei minori; salute mentale | Commissione europea |
| Massachusetts v. Meta Platforms (multistate litigation) | Civile; azione di più Stati | 2023 | Facebook; Instagram | salute mentale; tutela dei minori | Stati e autorità pubbliche |
| In re Social Media Adolescent Addiction/Personal Injury Products Liability Litigation | Civile; multidistrict litigation | 2022 | Instagram; Facebook; YouTube; TikTok; Snapchat | salute mentale; tutela dei minori | Famiglie, minori e altri ricorrenti |
| Lemmon v. Snap, Inc. | Civile; responsabilità del prodotto | 2018 | Snapchat | salute mentale; tutela dei minori | Famiglie/ricorrenti individuali |
| In re Facebook, Inc. Consumer Privacy User Profile Litigation | Civile; class action | 2018 | privacy e trattamento dei dati personali; tutela dei minori | Utenti | |
| FTC v. Twitter, Inc. (privacy/security order enforcement) | Regolatorio/consenso | 2022 | Twitter; X | privacy e trattamento dei dati personali; tutela dei minori | Federal Trade Commission |
| FTC v. Musical.ly, Inc. (TikTok) — COPPA | Regolatorio; tutela dei minori | 2019 | Musical.ly; TikTok | privacy e trattamento dei dati personali; tutela dei minori | Federal Trade Commission |
| In re Facebook Biometric Information Privacy Litigation | Civile; class action | 2015 | privacy e trattamento dei dati personali; tutela dei minori | Utenti | |
| Facebook, Inc. v. Duguid | Civile; privacy/telemarketing | 2015 | privacy e trattamento dei dati personali | Utente | |
| FTC v. Facebook, Inc. (antitrust) | Antitrust; azione governativa | 2020 | Facebook; Instagram; WhatsApp | concorrenza e potere di mercato | Federal Trade Commission |
| United States v. Google LLC (ad technology) | Antitrust; azione governativa | 2023 | YouTube; ecosistema pubblicitario Google | concorrenza e potere di mercato | Department of Justice e Stati |
| United States v. Google LLC (search antitrust) | Antitrust; azione governativa | 2020 | YouTube; servizi Google | concorrenza e potere di mercato | Department of Justice |
| Commissione europea — procedimento DSA contro X | Amministrativo/regolatorio | 2023 | X | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme; tutela dei minori | Commissione europea |
| Doe v. Internet Brands / social-platform related cases | Civile | 2013 | Varie | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme; tutela dei minori | Utenti |
| Commissione europea — procedimento DSA contro AliExpress | Amministrativo/regolatorio | 2024 | AliExpress | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme; privacy e trattamento dei dati personali | Commissione europea |
| TikTok Inc. v. Garland | Contenzioso costituzionale/amministrativo | 2024 | TikTok | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | TikTok e ByteDance |
| TikTok v. European Commission (designazione VLOP) | Contenzioso amministrativo | 2023 | TikTok | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | TikTok/ByteDance |
| Google LLC v. Oracle America (Android/API; non specificamente social) | Proprietà intellettuale | 2010 | YouTube; servizi Google | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | Oracle |
| Anderson v. TikTok, Inc. | Civile; responsabilità per contenuti/design | 2022 | TikTok | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | Famiglia della minore |
| Gonzalez v. Google LLC | Civile; responsabilità per raccomandazioni | 2015 | YouTube | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | Famiglia della vittima |
| Twitter, Inc. v. Taamneh | Civile; responsabilità per assistenza al terrorismo | 2017 | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | Familiari della vittima | |
| Commissione europea — procedimenti DSA su piattaforme online molto grandi | Amministrativo/regolatorio | 2023 | Facebook; Instagram; TikTok; X; altre | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | Commissione europea |
| TRAL Tracker — archivio generale dei contenziosi tecnologici | Archivio di riferimento | NA | Facebook; Instagram; YouTube; TikTok; X; Snapchat; altre | algoritmi contenuti e responsabilità delle piattaforme | Vari |
Con lo sviluppo dei servizi di rete sociale e la sempre maggiore condivisione di contenuti da parte degli utenti, è venuto alla luce il problema del rispetto del diritto d'autore. La libera condivisione (free sharing) di file musicali, video o, più in generale, culturali, lede - in via astratta - le norme sul diritto d'autore per le opere d'ingegno.
Una recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, però, ha stabilito che il gestore di una rete sociale non può essere costretto a controllare e filtrare i contenuti postati dai propri utenti sulla piattaforma, per evitare che essi diffondano materiale protetto dal diritto d'autore.
In particolare, la decisione è stata originata dall'iniziativa giudiziaria intrapresa dalla SABAM (Société d'Auteurs Belge), volta ad ottenere l'applicazione di un filtro sui contenuti ospitati dalla piattaforma di reti sociali gestita da Netlog, hosting provider convenuto nel giudizio insorto in Belgio. Tale sistema di filtraggio sarebbe stato diretto ad identificare i contenuti di proprietà degli associati della SABAM veicolati sulla rete sociale in questione, per inibirne, in via preventiva, la circolazione illecita tra gli utenti della piattaforma stessa.
L'intervento della Corte di Giustizia ha ribadito un orientamento precedente: di come, ossia, un'imposizione del genere, tanto a carico del gestore dell'accesso a Internet (ISP, Internet service provider o qualsiasi altro tipo di intermediario), tanto sull'hosting provider, sia incompatibile con il diritto comunitario. Infatti un'applicazione di filtri su larga scala imporrebbe al gestore del servizio un controllo sull'identità e le attività degli utenti, con una palese violazione della riservatezza. Inoltre nessun filtro, allo stato attuale, è in grado di distinguere con certezza tra contenuti leciti o illeciti: un impiego errato porterebbe a censurare comunicazioni lecite, con una conseguente lesione della libertà di informazione ed espressione. Infine, l'adozione delle misure richieste dalla Sabam, di un'elevatissima complessità tecnica, richiederebbe al gestore del servizio dei costi eccessivi, tali da rendere impossibile l'attività di impresa.
Nonostante ciò, molte sono le iniziative dirette alla protezione dei contenuti protetti da diritto d'autore[senza fonte]. Ultima delle quali, la proposta lanciata dal Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) di attivare un'azione collettiva contro le multinazionali delle grandi reti sociali per ottenere il pagamento dei diritti sui contenuti musicali e, più in generale, culturali.
Esistono anche reti sociali altamente specializzate (p.es. US Intelligence Community A-Space, pensata come spazio di lavoro comune per analisti). Inoltre attualmente parecchi sistemi di messaggistica istantanea possiedono alcune delle funzionalità delle reti sociali (p.es. WhatsApp, Telegram, QQ ecc.).
Di seguito è riportato un elenco dei social network con più di 100 milioni di utenti attivi mensilmente, aggiornato a gennaio 2024.
| Piattaforma | Società | Anno di lancio | Utenti attivi mensilmente |
|---|---|---|---|
| Meta Platforms | 2004 | 3,030 miliardi | |
| YouTube | Alphabet Inc. | 2005 | 2,491 miliardi |
| Meta Platforms | 2009 | 2 miliardi | |
| Meta Platforms | 2010 | 2 miliardi | |
| Tencent | 2011 | 1,313 miliardi | |
| TikTok | ByteDance | 2016 | 1,09 miliardi |
| Messenger | Meta Platforms | 2011 | 1,03 miliardi |
| Microsoft | 2003 | 930 milioni | |
| Telegram | Telegram | 2013 | 800 milioni |
| Snapchat | Snap Inc. | 2011 | 750 milioni |
| Douyin | ByteDance | 2016 | 730 milioni |
| Kuaishou | Kuaishou | 2011 | 640 milioni |
| Weibo Corporation | 2009 | 586 milioni | |
| Tencent | 1999 | 572 milioni | |
| Qzone | Tencent | 2005 | 517 milioni |
| 2005 | 500 milioni | ||
| 2009 | 450 milioni | ||
| X | X Corp. | 2006 | 393 milioni |
| Josh | VerSe Innovation | 2020 | 300 milioni |
| Teams | Microsoft | 2017 | 300 milioni |
| Quora | Quora | 2009 | 300 milioni |
| Skype | Microsoft | 2003 | 300 milioni |
| Tieba | Baidu | 2003 | 300 milioni |
| Viber | Rakuten | 2010 | 260 milioni |
| Imo | PageBites | 2007 | 200 milioni |
| Xiaohongshu | Xiaohongshu | 2013 | 200 milioni |
| Twitch | Amazon | 2011 | 180 milioni |
| Line | Naver | 2011 | 178 milioni |
| Discord | Discord | 2015 | 150 milioni |
| Likee | Bigo Live | 2017 | 150 milioni |
| Picsart | Picsart | 2011 | 150 milioni |
| Vevo | Vevo | 2009 | 150 milioni |
| Tumblr | Automattic | 2007 | 135 milioni |
| VK | VK | 2006 | 100 milioni |
| Threads | Meta Platforms | 2023 | ~100 milioni |
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh2006006990 · BNE (ES) XX4790535 (data) · J9U (EN, HE) 987007535095405171 · NDL (EN, JA) 01014117 |
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