Solfolano

Solfolano
Formula di struttura del solfolano
Formula di struttura del solfolano
Modello molecolare del solfolano
Modello molecolare del solfolano
Nome IUPAC
1λ6-tiolano-1,1-dione
Nomi alternativi
tetrametilensolfone
1,1-diossitiolano
diossido di 1,1-tetraidrotiofene
bondelano A
diossido di S,S-tetraidrotiofene
diossido di tiaciclopentano
diossido di 1,1-tiolano
diossido di tiofano
diossido di 1,1-tetraidrotiofano
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC4H8O2S
Massa molecolare (u)120,17
Aspettosolido o liquido incolore
Numero CAS126-33-0
Numero EINECS204-783-1
PubChem31347
SMILES
C1CCS(=O)(=O)C1
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)1,261, liquido
Indice di rifrazione1,482 - 1,485
Solubilità in acquacompleta
Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua-0,4
Temperatura di fusione27,5 °C (300,65 K)
Temperatura di ebollizione285 °C (558,15 K)
Tensione di vapore (Pa) a 303 K3,5 (30 °C)
Viscosità cinematica (m2/s a 30 °C)10,34
Proprietà tossicologiche
DL50 (mg/kg)1941 mg/kg - Orale (ratti)
4009 mg/kg - Dermale (conigli)
Indicazioni di sicurezza
Punto di fiamma165 °C (438,15 K)
Temperatura di autoignizione528 °C (801,15 K)
Simboli di rischio chimico
irritante
attenzione
Frasi H302
Consigli P---

Il solfolano o tetrametilensolfone è un solfone ciclico, un composto organico dello zolfo esavalente, avente formula semistrutturale (CH2)4SO2. La sua struttura deriva da quella dell'anello pentaatomico del tetraidrotiofene (solfuro di tetrametilene), dove l'atomo di zolfo è però ulteriormente legato a due atomi di ossigeno. Pertanto, lo zolfo è qui a uno stato di ossidazione che formalmente è +2 (+4-2 = +2).

A 25 °C e pressione ambiente il solfolano è un solido cristallino incolore, praticamente inodore e di sapore lievemente amaro; questo solido però fonde già a 27,5 °C dando un liquido incolore di consistenza oleosa, η = 10,30 cP (per l'acqua η = 1,00 cP) e altobollente (285 °C).

Il solfolano è importante come solvente in quanto è stabile chimicamente anche alle alte temperature, è molto polare ed è solubile in acqua in ogni proporzione, come pure in svariati solventi organici polari e meno polari, meno negli idrocarburi alifatici e pochi altri, nei quali è solubile solo parzialmente. È miscibile in ogni rapporto con l'olio di ricino e con l'olio di lino, ma anche con l'acido solforico al 93%. Il fatto che sia liquido a temperatura quasi ambiente lo rende a volte preferibile al dimetilsolfone (Me2SO2), che ha caratteristiche chimiche molto simili, ma che invece fonde solo a 109 °C. Rispetto a quest'ultimo, la parte alifatica della molecola è più estesa e questo ne migliora la solubilità in solventi organici.

Sintesi

I solfoni possono essere in genere ottenuti per ossidazione dei corrispondenti tioeteri con perossido di idrogeno (o acidi perossicarbossilici), così il solfolano può essere preparato dal tetraidrotiofene (a sua volta ottenibile dall'idrogenazione catalitica del tiofene, che è presente nel petrolio grezzo) secondo la reazione:

C4H8S + 2 H2O2   →   C4H8SO2 + 2 H2O

A livello industriale, il metodo originale di produzione del solfolano, brevettato dalla Shell nel 1960, prevedeva la reazione tra butadiene e anidride solforosa. Questo dava il solfolene, che veniva poi idrogenato a dare il solfolano.

Sintesi del sulfolano
Sintesi del sulfolano

Subito dopo, fu scoperto che sia la quantità di prodotto che la vita media del catalizzatore usato nell'idrogenazione potevano essere aumentate aggiungendo perossido di idrogeno e poi neutralizzando ad un pH di 5-8 prima dell'idrogenazione. Le ricerche sono continuate per molti anni, inclusi gli studi sul catalizzatore. Recentemente, è stato scoperto che il catalizzatore Ni-B/MgO mostrava una maggiore attività catalitica del nickel Raney usato precedentemente.

Struttura molecolare e proprietà

Come nel caso del tetraidrotiofene da cui deriva, il ciclo a 5 termini presente nel solfolano non è planare e la conformazione può essere a busta (envelope) o a semisedia (twist), come nel ciclopentano; tuttavia, la molecola è comunque flussionale ed entrambe le possibilità sono compatibili con i risultati di un'indagine di spettroscopia rotazionale nelle microonde, sebbene in successive indagini la forma a semisedia sembra preferita. L'atomo di zolfo, come nel dimetilsolfone e nei solfoni in genere, forma due legami semplici con due atomi C e due legami doppi con due atomi O: dato quindi che ha 4 legami sigma e nessuna coppia solitaria, la sua ibridazione è di tipo sp3; la sua coordinazione è tetraedrica distorta e la simmetria molecolare della molecola, per via della conformazione dell'anello pentaatomico, è solo C2, e non, come nel dimetilsolfone, C2v.

Il solfolano è un composto esotermico, termodinamicamente molto stabile, ΔHƒ° = -(356,6±2,2) kJ/mol, ma è stabile anche termicamente e chimicamente, e per questo trova impiego come solvente ad alta temperatura ed anche come mezzo di reazione. Per la presenza del gruppo funzionale solfonile >S(=O)2 nei solfoni, anche la molecola del solfolano è molto polare, essendo dotata di un momento di dipolo davvero alto, 4,68 D, anche un po' maggiore del dimetilsolfone (4,47 D).

Il suo potenziale di ionizzazione è di 9,8 eV, un po' minore rispetto al dimetilsolfone (10,65 eV).

Per queste caratteristiche elettroniche e per l'elevata costante dielettrica del liquido (εr = 43,39), il solfolano si impiega anche come solvente non acquoso per specie inorganiche e come solvente dipolare aprotico per specie organiche ed inoltre entra a far parte dell'elettrolita in batterie; è apprezzato anche per la sua resistenza all'ossidazione anodica. Il solfolano può anche fungere da ligando per ioni metallici.

Il solfolano è una base estremamente debole, il suo acido coniugato ha un pKa di -12,9, per cui anche se viene a contato con acidi forti non ne viene apprezzabilmente protonato; per questo e anche per il fatto che nella molecola risulta stericamente esposto solo il polo negativo del notevole dipolo (i due ossigeni), mentre quello positivo (principalmente lo zolfo) è schermato dalla parte organica della molecola, la reattività del solfolano è estremamente ridotta.

L'atomo di idrogeno in posizione alfa al gruppo solfonile, come nel caso analogo del carbonile, è relativamente acido. La reazione del solfolano con il bromuro di etilmagnesio (o reattivi di Grignard simili) dà luogo a etano e bromuro di 2-solfolanilmagnesio. Questo derivato è un Grignard del solgolano ed è quindi un buon nucleofilo: può reagire con cloro, bromo, o iodio per dare il 2-alosolfolano (2-clorosolfolano, 2-bromosolfolano, 2-iodosolfolano). Il bromuro di 2-solfolanilmagnesio reagisce con un metilante come il dimetilsolfato (Me2SO4) per dare 2-metilsolfolano.

Le capacità di solubilizzazione sono elencate nella tabella. Le eccezioni comprendono i composti paraffinici, naftenici e il metacrilato, lo stirene e i polimeri di cloro-vinilidene.

Stabilità e reattività

Solubilità di composti organici nel solfolano
Anidride aceticamiscibile
Acetonemiscibile
Ammoniaca (soluzione 30% vv)miscibile
Acrilonitrilemiscibile
Anilinamiscibile
Benzenemiscibile
1-butanolomiscibile
Tetracloruro di carboniomiscibile
Solfuro di carbonioinsolubile
Cicloesanoinsolubile
Cicloesanonemiscibile
Dietanolamminamiscibile
Diossanomiscibile
Dodecilmercaptanoinsolubile
Acetato di etilemiscibile
Etilmercaptanomiscibile
Etilendiamminamiscibile
Formammidemiscibile
Glicerolomiscibile
Gliclole trietilenicomiscibile
n-eptanomiscibile all'1,3% a 30 °C
miscibile al 40% a 100 °C
Metilcicloesanomiscibile all'1,1% a 30 °C
Olio di semi di linomiscibile
Percloroetilenemiscibile al 37,5%
Piridinamiscibile
Toluenemiscibile
Tricloroetilenemiscibile
Ureamiscibile
Xileni (miscela di isomeri)miscibile
Solubilità di composti inorganici nel solfolano
Idrossido di potassio (50% vv)insolubile
Idrossido di sodio (10% vv)insolubile
Acido solforico (93% vv)miscibile
Acquamiscibile
Solubilità di polimeri nel solfolano
Polimetilmetacrilatoinsolubile
Polistirenemiscibile al 10% a 200 °C
Polivinilidene cloruromiscibile al 10% a 200 °C

Il solfolano è estremamente stabile a temperatura e pressione ambiente. In generale esso non è reattivo con acidi, mercaptani e dialcheni e inoltre non polimerizza o si decompone in condizioni normali. Tuttavia, teme agenti ossidanti molto forti, ma non dà reazioni pericolose.

Reazioni osservate:

  • Il solfolano è resistente alla riduzione con zinco metallico e acido acetico o cloridrico.
  • Quando il solfolano è mescolato con il benzene e introdotto lentamente in un reattore a 400-500 °C, subisce una pirolisi per produrre principalmente etilene ma anche idrocarburi saturi, idrogeno e diossido di zolfo.
  • Il solfolano forma un complesso 1:1 con il trifluoro di boro, ma non riesce a formare complessi stabili con il pentafluoruro di fosforo.
  • Nessuna reazione è stata osservata tra il solfolano e una soluzione di carbonato di potassio, acetato di sodio e 25% di idrossido di sodio in acqua dopo 5 ore di riflusso.
  • Nessuna reazione tra solfolano e strisce di rame o ferro.

Usi

Viene utilizzato nell'industria chimica come solvente per la distillazione estrattiva. Infatti, la sua applicazione maggiore è il processo della Shell per la produzione di composti aromatici e per la purificazione di flussi di gas acidi, oltre ad avere molte altre applicazioni:

Estrazione aromatica

Nella produzione di benzine, propellenti e solventi a punto di ebollizione speciale. Il processo Shell per la produzione di composti aromatici è di primaria importanza nell'estrazione di benzene, toluene e xilene, riuscendo ad ottenere prodotti con purezza fino al 99,9% con il recupero quasi totale. Da quando il soulfolano è utilizzato in questi processi di estrazione, i capitali investiti sono minimizzati, i costi sono diminuiti, la capacità degli impianti è accresciuta ed è stata aumentata la purezza dei composti sintetizzati. Il frazionamento delle benzine per l'arricchimento con composti aromatici ha portato a miscele con un maggior numero di ottani e combustibili raffinati per motori termici. Infatti, la produzione dal cherosene di composti aromatici e solventi non aromatici, di combustibili e benzine, può essere ottenuta utilizzando proprio il solfolano ed il metanolo oppure usando un processo di reforming catalitico con successiva estrazione. Il processo Simex, in cui i due estrattori necessari sono usati in contemporanea, è usato per separare composti aromatici da composti alifatici, usando solventi blandi, ma contenenti solfolano.

Il solfolano viene usato anche nei seguenti casi:

Trattamento dei gas acidi

In questa categoria rientrano le rimozioni di anidride carbonica, acido solfidrico e mercaptani dai flussi di gas, ma anche il recupero del diossido di zolfo. Il processo usa il solfolano con DIPA (diisopropanolammine) per l'assorbimento simultaneo, selettivo, fisico e chimico dei gas acidi che sono costantemente rilasciati a pressione ambiente e temperature elevate. Il Sulfinol process ha molti vantaggi rispetto ai sistemi di trattamento convenzionali:

In aggiunta ai costi minori risultanti dai vantaggi di cui sopra, il Sulfinol process offre altri benefici per alcune applicazioni per le quali può offrire un'estrazione completa dei mercaptani, in contemporanea con acido solfidrico e anidride carbonica.

Solvente di reazione

Il solfolano viene usato nella preparazione di isocianati, dello zolfo dall'acido solfidrico e dall'anidride solforosa. Ma anche nella preparazione di acidi solfonici e di composti fluoroaromatici nel processo Halogen Exchange (scambio di alogeni) della Halex. In queste reazioni viene usato come solvente, in particolare in quelle reazioni che richiedono l'uso di solventi anidri e polari. Alcuni esempi sono elencati di seguito:

Solvente per polimerizzazioni

Il solfolano è usato come solvente per le reazioni di polimerizzazione del cianuro di vinilidene (CH2=C(CN)2), dell'acrilonitrile, delle diammine[non chiaro] e dell'urea. Ma può essere usato in molti altri casi, come per la preparazione di polimeri di polisaccaridi solubili in acqua da soluzioni di glucosio ed acido fosforico. Di seguito si elencano altri usi del solfolano come solvente di polimerizzazione:

Coloranti

Il solfolano trova applicazione anche nella produzione di coloranti per fibre sintetiche e naturali, infatti funziona da intensificatore per i coloranti per fibre sintetiche idrofobe, infatti ne migliora la velocità di colorazione e la dispersione. Anche per le fibre acriliche, si usano misture di colorante in soluzioni acquose di solfolano.

Inoltre, con solfolano i coloranti hanno una buona stabilità e lunga conservazione.

Chimica agricola

Il solfolano può essere usato nella produzione di insetticidi, erbicidi e fungicidi, principalmente perché il solfolano non reagisce e rimane intatto anche ad alte temperature. Ma anche per:

Distillazione estrattiva

Il solfolano è usato nella separazione di composti con punti di ebollizione simili, ad esempio l'alcol n-propilico o sec-butilico, butano e 2-butene. Infatti questi alcoli non possono essere separati facilmente con la distillazione frazionata infatti i loro azeotropi hanno una differenza di ebollizione di solo 1,7°. La separazione può essere invece effettuata con il solfolano in una distillazione estrattiva, infatti il solfolano abbassa la pressione di vapore dell'alcol sec-butilico e del n-propilico.

Procedimenti similari sono stati proposti per la separazione di altre misture con punti di ebollizione troppo simili, come per il butano e 2-butene, o per l'isopropenilstirene ed il terzbutilstirene, ma anche per il m-xilene ed o-xilene o per il clorosilano e gli isomeri del diclorobenzene. Ma nel caso del m- e o-xilene, l'uso del solfolano è inefficace, per cui non dà vantaggi significativi. Gli acidi grassi insaturi possono essere separati dalla distillazione estrattiva a pressioni ridotte. Anche l'isoprene è stato separato in questo modo da miscele con isoamilene. È stato studiato anche un metodo di separazione dell'acido monocloroacetico e dicloroacetico aggiungendo il solfolano e distillando.

Altri usi

Indicazioni di sicurezza

Interventi di primo soccorso

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Misure antincendio

Come in ogni incendio, indossare un apparato di respirazione autonomo ed equipaggiamento di protezione. Durante l'incendio si potrebbero sviluppare gas tossici o irritanti (dovuti a decomposizione o combustione). I mezzi di estinzioni adatti sono quelli adatti all'ambiente circostante (non sono necessari provvedimenti al riguardo per il solfolano).

Indicazioni di protezione

Il composto, essendo molto polare, non è volatile. Tuttavia può decomporsi (in particolari condizioni estreme) producendo monossido di carbonio, anidride solforica, anidride carbonica e gas tossici ed irritanti.

Mezzi protettivi individuali

Aerare gli ambienti in modo adatto, per mantenere le concentrazioni di vapori il più basse possibile. Usare cappe di aspirazione o ventilazioni locali. Indossare equipaggiamento di protezione: occhiali di sicurezza, guanti, camice e respiratore (se vengono maneggiate grandi quantità di composto).

Norme generali protettive e di igiene

Dopo l'uso lavarsi accuratamente le mani, rimuovere e lavare eventuali indumenti contaminati. Evitare il contatto con occhi, pelle e vestiti. Evitare l'ingestione e l'inalazione. Il solfolano deve essere conservato in contenitori adatti, chiusi ermeticamente quando non vengono usati e stoccati in un ambiente fresco e asciutto.

Dispersione accidentale

In caso di dispersione accidentale del solfolano, assorbire le fuoriuscite con materiale inerte (vermiculite, sabbia, terra, ecc.), poi mettere in opportuni contenitori. Le dispersioni devono essere pulite immediatamente, osservando le dovute precauzioni.

Immagini 3D della molecola

Anaglifo del solfolano. Per una corretta visualizzazione, indossare gli occhialini con lenti blu e rosse.
Modello 3D Cross-Eyed del solfolano. Per una corretta visualizzazione, indossare gli occhiali adatti.

Note

  1. ↑ Sigma Aldrich; rev. del 16.05.2014
  2. ↑ R. Fusco, G. Bianchetti e V. Rosnati, Composti solforati, in CHIMICA ORGANICA, volume primo, L. G. Guadagni, 1974, pp. 734-739.
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Bibliografia

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