| Statella | |
|---|---|
| Stato | |
| Titoli |
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| Fondatore | Accursio Statella |
| Data di fondazione | XIV secolo |
| Data di estinzione | 1970 |
| Etnia | Siculo-normanna |
La Statella è stata un'antica famiglia della nobiltà siciliana, documentata a partire dal XIV secolo. Ascesa al rango feudale durante la dominazione aragonese dell'isola, consolidò progressivamente il proprio potere attraverso l'acquisizione di numerosi feudi e l'esercizio di importanti incarichi politici, amministrativi e militari al servizio della Corona di Sicilia e, successivamente, dei sovrani del Regno delle Due Sicilie.
Nel corso della sua storia la casata conseguì un ruolo di primo piano nell'aristocrazia isolana, ottenendo il titolo di principe di Cassaro, il marchesato di Spaccaforno e numerose baronie, oltre ad altri titoli e dignità feudali. Diversi suoi esponenti ricoprirono incarichi diplomatici, militari e di governo, distinguendosi nella vita politica del Regno di Sicilia, del Regno delle Due Sicilie e, nel XIX secolo, durante il processo di unificazione italiana.
Secondo la tradizione genealogica riportata da autori quali Filadelfo Mugnos, Mango di Casalgerardo e Vincenzo Palizzolo Gravina, la famiglia Statella sarebbe stata di origine francese e sarebbe giunta in Italia dalle Fiandre, regione storica oggi compresa in parte nel Belgio. Tale ricostruzione, propria della letteratura araldico-genealogica ottocentesca, non è tuttavia accompagnata da una documentazione coeva che consenta di verificarne con certezza l'origine geografica.
Il primo esponente della famiglia attestato in Sicilia dalla tradizione genealogica sarebbe Accursio Statella, giunto nell'isola nel 1326. Fu tuttavia il figlio Enrico ad avviare il consolidamento patrimoniale e politico del casato, acquisendo diverse baronie e ampliandone l'influenza nel settore nord-orientale della Sicilia, fra il territorio catanese e quello messinese, in centri quali Randazzo, Francavilla di Sicilia e Castiglione di Sicilia. Nel suo manuale Il blasone in Sicilia, pubblicato fra il 1871 e il 1875, Palizzolo Gravina menzionò inoltre «un Gletto Statella carissimo a re Roberto di Napoli», dal quale avrebbe ottenuto la conferma dello stemma gentilizio attribuito ai conti Statella, indicati dallo stesso autore come antichi duchi di Borgogna.
Nel corso dei secoli l'influenza politica degli Statella si estese in diverse aree della Sicilia orientale. Esponenti della famiglia ricoprirono incarichi quali quelli di capitano giustiziere, senatore e pretore nelle città di Catania, Siracusa e, in alcuni casi, Palermo. A tali funzioni si aggiunsero talvolta quelle di luogotenente o di gran siniscalco del Regno, nonché incarichi presso l'amministrazione centrale. Francesco VIII, principe di Cassaro, fu per esempio gentiluomo di camera, segretario di Stato presso il ministero di Grazia e Giustizia, luogotenente e capitano generale del Regno di Napoli nel 1810 e consigliere di Stato.
Gli Statella entrarono in possesso dello Stato feudale di Spaccaforno, l'odierna Ispica, in seguito al matrimonio celebrato nel 1493 fra Francesco II Statella, indicato come XVII conte della famiglia, III gran siniscalco del Regno di Sicilia e signore della Roccella e di Mongiolino, e Isabella Caruso e Moncada. Quest'ultima era erede di Antonello Caruso, barone di Spaccaforno e della Callura e signore delle segrezie della città di Taormina. La famiglia esercitò il proprio dominio sul centro per diversi secoli, avendo come principale residenza il castello feudale, indicato nelle fonti come fortilitium, distrutto dal terremoto dell'11 gennaio 1693.
Il territorio costiero dello Stato di Spaccaforno fu interessato dalle incursioni corsare provenienti dal Mediterraneo ottomano. Un manoscritto settecentesco dedicato alla storia della famiglia Statella, ripreso in uno studio moderno, riferisce di un'incursione compiuta da una flotta turca e della reazione organizzata dal feudatario Francesco III Statella:
La medesima tradizione è ricordata anche nella Sicilia nobile, opera pubblicata a Palermo fra il 1749 e il 1759 dal genealogista e storico Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca. L'autore riferì inoltre che le incursioni di corsari turchi e barbareschi lungo le coste di Spaccaforno proseguirono durante la signoria di Antonio I Statella, vissuto fra il 1626 e il 1651 e figlio e successore di Francesco III, il quale «scacciò più volte i Mori dalle riviere di Spaccaforno e molti ne prese schiavi, menandoli alle catene per servizio della sua Corte».
L'elevazione marchionale del ramo di Spaccaforno avvenne con Francesco Statella e Caruso, al quale il titolo di marchese fu concesso mediante privilegio del 19 luglio 1598, reso esecutivo l'11 gennaio 1599. Nel 1757 la famiglia ottenne anche il titolo principesco, in una fase nella quale il suo prestigio era accresciuto dalle alleanze matrimoniali con altri casati dell'aristocrazia siciliana.
Fra queste unioni figurò il matrimonio di Pellegra Statella di Spaccaforno con Benedetto II Grifeo, VI principe di Partanna dal 1749, XVI visconte di Galtellì, V duca di Ciminna, capitano giustiziere di Palermo e cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. I Grifeo di Partanna avevano ricoperto incarichi di rilievo nel Regno di Sicilia, svolgendo missioni diplomatiche presso diverse corti europee e ottenendo funzioni nell'ambito del Sacro Romano Impero. Girolamo I Grifeo, padre di Benedetto II, fu infatti consigliere aulico intimo di Stato dell'imperatore Carlo VI. Il matrimonio inserì gli Statella in una più ampia rete di relazioni aristocratiche e patrimoniali, collegandoli ai possedimenti dei Grifeo concentrati soprattutto nei territori trapanese, palermitano e napoletano.
Un'altra importante alleanza matrimoniale fu quella con la famiglia dei principi Riggio della Catena. Fra il 1727 e il 1733 Andrea Giuseppe Riggio Statella, primogenito di Antonio Giuseppe Riggio Saladino e di Anna Maria Statella Paternò, promosse la fondazione di Catenanuova.
Fra il XVI e il XVII secolo la Sicilia conobbe la fondazione di numerosi nuovi centri abitati, favorita dalla crescita demografica, dalla concessione delle licentiae populandi e dalla riorganizzazione economica e amministrativa del territorio feudale. L'unione con i Riggio, feudatari di Aci Catena, contribuì a rafforzare i rapporti patrimoniali e politici degli Statella lungo il versante orientale dell'isola.
Nel corso dell’età contemporanea i membri della famiglia Statella continuarono a fregiarsi dei titoli di marchese di Spaccaforno, principe di Cassaro e barone di Mongiolino. Con l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, il 1º gennaio 1948, i titoli nobiliari cessarono tuttavia di essere riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano, ai sensi della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione. Secondo la tradizione genealogica della casata, il ramo principale della famiglia si estinse negli anni settanta del XX secolo con la morte dell’ultimo marchese di Spaccaforno.
Tra le personalità originarie di Spaccaforno o appartenenti alla famiglia degli Statella, che per secoli esercitò un ruolo di primo piano nella vita politica e amministrativa del territorio, si ricordano:

Blasonatura: inquartato: nel 1º e nel 4º d'oro, all'alabarda d'argento, manicata di nero; nel 2º e nel 3º di rosso, al castello d'oro.
Alias: inquartato: nel 1º e nel 4º d'oro, al castello al naturale; nel 2º e nel 3º di rosso, all'alabarda d'argento, manicata di nero.
Lo stemma civico di Ispica riprende quello della famiglia Statella, per secoli feudataria di Spaccaforno.